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martedì 2 maggio 2017

Le origini del dualismo socio-economico in Italia

NOICOMUNISTI
Presentiamo un breve studio, che alleghiamo in calce in formato PDF, realizzato dal compagno Cosimo Persichina su un argomento spinoso: "la questione meridionale" ovvero il dualismo delle condizioni socioeconomiche fra il Nord ed il Sud d'Italia.

Si può dire che questo dibattito su una realtà, che pesa in modo enorme sul nostro Paese, infuri ormai da oltre un secolo. Si sono scritti e si continuano a scrivere studi scientifici razionali, acuti, condivisibili o meno, ma tutto è attorniato da un cumulo enorme di sciocchezze, menzogne, approssimazioni dettate da una ignobile miscela di miseri interessi politici di bottega sposati ad una profonda ignoranza. 

Agli estremi di questo schieramento di cialtroni abbiamo da una parte il lerciume rappresentato dalla Lega Nord e dall'altra parte, come un riflesso speculare, le castronerie reazionarie del movimento neoborbonico, ma intendiamoci noi non siamo equidistanti: siamo marxisti-leninisti e quindi studiamo la realtà con metodo scientifico.

Quindi come marxisti-leninisti con molto piacere ospitiamo su queste pagine lo studio del compagno Cosimo Persichina che non solo ci fornisce in modo chiaro un quadro dei più recenti studi scientifici sull'argomento, ma nella sua parte introduttiva fa giustizia della speranza che la "taumaturgica" azione del "libero mercato", quasi una panacea universale, possa cancellare questo divario.

"La storia recente ci racconta che in Europa, così come in Italia, i divari tra le regioni sembrano destinati a perdurare e, in alcuni casi, persino a rafforzarsi. L’ottimismo dei modelli che poggiano sulla fiducia che le aree arretrate possano trarre vantaggio nell’integrazione con aree sviluppate è stato vistosamente smentito. Il libero agire del meccanismo di mercato, sia sul fronte del lavoro, sia su quello della capacità produttiva legata alla tipologia delle tecniche produttive adottate, non ha permesso che le regioni meno sviluppate agganciassero lo sviluppo delle regioni più avanzate. Il vantaggio comparato rappresentato dal minor costo del lavoro nel Mezzogiorno non ha generato l’atteso riequilibrio territoriale. L’esperienza storica mostra quindi che, se lasciate all’azione spontanea dei meccanismi di mercato, le posizioni relative, di vantaggio o di svantaggio, possono persistere nel tempo per effetto dei meccanismi di “causazione circolare e cumulativa” che potenzialmente si muovono in una direzione contraria rispetto allo “sviluppo armonioso” di una area integrata". 
Inoltre viene anche smentito una volta per tutte il mito dell'arretratezza del Sud rispetto al Nord all'alba dell'impresa dei Mille.

La realtà è che, all'epoca, la penisola italiana è una zona geografica povera, arretrata e sottosviluppata rispetto alle aree dell'Europa Centrale e Settentrionale, con una nascente industrializzazione a macchia di leopardo al Nord come al Sud.

Possiamo affermare pertanto che nel 1861 non esista questo divario ma che venga rapidamente creato grazie all'infausta unione di politiche economiche folli, frutto degli appetiti insaziabili della grande borghesia capitalistica del Nord, con settori affaristico-speculativi dove ben presto si ricicla l'aristocrazia terriera del Meridione.

Il risultato? Un Italia a due velocità con milioni di persone al Nord come al Sud costrette ad emigrare per ricercare la sopravvivenza. Fenomeno che conoscerà una fortissima accelerazione durante il Ventennio checché ne continuino a sognare gli estimatori del pioniere del bungee jumping.

domenica 25 maggio 2014

Il dollaro sta uscendo di scena, il petro-rublo è in crescita!

REDAZIONE NOICOMUNISTI




Pubblichiamo la traduzione dall'inglese, a cura di Davide Spagnoli, di una interessante intervista a Max Keiser, analista finanziario USA. Il video dell'intervista originale è disponibile sul sito di Russia Today.


sabato 6 aprile 2013

L'origine e la funzione del concetto di “libera impresa”

REDAZIONE NOICOMUNISTI

Tratto da Glen Yeadon & John Hawkins, The Nazi Hydra In America, Progressive Press, The Joshua Tree, California 92252, 2008, pp.251-252 

Traduzione a cura di Davide Spagnoli 

Lammont Du Pont

Lammont DuPont nascondeva la sua piena adesione al fascismo avvolgendosi in uno slogan elettorale basato su di un falso patriottismo. Dietro questo sottile velo di falso patriottismo, ammantato di “libera impresa”, si nascondevano le forti radici fasciste del dominio delle multinazionali. Iniziava così la più palese frode perpetrata ai danni del popolo americano. Lammont DuPont vestiva il fascismo di un volto sorridente per rassicurare gli americani. Per realizzare questa terribile truffa della libertà vennero impiegate tutte le risorse disponibili, creando un vero e proprio assalto, che continua ancora oggi, ai diritti del popolo americano. Sotto la bandiera di questa nuova inutile dea della “libera impresa” i fascisti americani lanciarono un attacco multiplo su più fronti contro le nostre libertà. Una prima direttrice di questo attacco fu contro il patriottismo, che diventa tale solo se sottoscrive le azioni sfrenate delle multinazionali; un altro fronte fu quello dell'attacco ai sindacati; il terzo, infine, l'attacco lanciato contro il socialismo ed il comunismo. 
Iwo jima

Il lancio, da parte di uno dei più noti fascisti del suo tempo, di questa campagna dimenticata, è un punto imperativo per comprendere il fascismo in America nel primo dopoguerra, perché questa offensiva segna chiaramente l'adozione dell'ideologia fascista da parte della destra negli USA. Prima che le truppe di Eisenhower iniziassero a marciare nell'Africa del Nord e prima che i Marines iniziassero la furiosa e sanguinosa conquista degli atolli, uno dopo l'altro fino al Giappone, in territorio americano infuriava un terzo fronte per i controllo della gente. Tragicamente gli sforzi bellici contro il fascismo vennero rapidamente dimenticati con lo sbriciolamento e la riduzione in cenere del Terzo Reich. Mentre i nostri eserciti vincevano sui campi di battaglia dell'Europa e del Pacifico Meridionale, la battaglia per il controllo degli statunitensi era perduta. 
Così, in America, la nuova dea della “libera impresa” sostituì la democrazia. Invece di essere le corporation a servire l'interesse generale della società è la società stessa che ora è costretta a servire l'interesse delle multinazionali. 
Lo slogan politico di DuPont della "libera impresa" era stato inventato dall'Associazione Nazionale Produttori (NAM), nel corso del 1930, nel tentativo di evitare le connotazioni negative della parola "capitalismo", come quella della colpa della depressione. Nella Costituzione americana non vi è alcun diritto per quanto riguarda la “libera impresa” né la nostra legge fondamentale concede alcun diritto alle corporation. 
I fondatori, che credevano in un'economia basata sui diritti di proprietà, sarebbero stati degli stupidi a consentire al commercio di andare avanti in maniera non regolamentata. Durante la rivoluzione americana un terzo della popolazione era tenuto in condizione servile dalle corporation britanniche per cui, gli Stati dell’Unione, emanarono leggi restrittive nei confronti delle corporation britanniche. Tuttavia il corporativismo senza regole era proprio quello che lo slogan “libera impresa” di DuPont intendeva. 
L'ordine del giorno della “libera impresa”, così come era stato immaginato dalla Lammont&Pont, emerge con chiarezza dal discorso tenuto da DuPont prima di una riunione segreta del Comitato deliberativo della National Manufacturers Association (NAM), il 17 Settembre 1942: 
"Il modo di vedere il problema è questo: ci sono dei denominatori comuni per vincere la guerra e la pace? Se ci sono, allora dobbiamo affrontarli entrambi entro il 1943. Che cosa sono? Per dare il nostro contributo allo sforzo bellico vogliamo la riduzione delle tasse alle corporation, alla fascia di popolazione ad alto reddito e l’ aumento delle tasse sui redditi più bassi, togliendo ai sindacati la possibilità di indicare all'industria come produrre, come trattare con i propri dipendenti o qualsiasi altra cosa, distruggendo tutte le agenzie governative che si distinguono per essere un ostacolo alla “libera impresa”.(1)
DuPont progetta di chiudere qualsiasi agenzia governativa che abbia ostacolato le sue azioni sovversione e di tradimento. È la stessa agenda seguita da Hitler per prendere il potere. Ed ora, nel XXI secolo, è la stessa agenda proposta dai repubblicani e dalla destra. 
Fascisti della Black Legion
I media cominciarono immediatamente a tessere le lodi delle virtù della “libera impresa” ignorando deliberatamente sia come DuPont finanziava gruppi filonazisti come la Liberty League e la Black Legion, sia il suo coinvolgimento nel complotto fascista contro la Casa Bianca di un decennio prima. Questo della “libera impresa”è stato un vero e proprio attacco contro il New Deal e contro un governo responsabile. La tempistica di questa campagna per la “libera impresa” ha coinciso con le elezioni del 1942, che hanno ridotto la maggioranza dei Democratici al Congresso, lasciando, in effetti, il Congresso sotto il controllo dei repubblicani e dei conservatori "Dixiecrats." (2)

Sostenitori dei Dixiecrats 




(1) George Seldes, Fact And Fascism, In Fact Inc., 1943, p.99 
(2) Si tratta di stati democratici di destra che nel 1948 costituirono una fazione segregazionista, che ebbe una breve durata, nel Partito Democratico. La fazione era determinata a proteggere ciò che veniva descritto come il modo di vivere nel sud degli Stati Uniti, assediato da un oppressivo governo federale. I suoi sostenitori assunsero il controllo di diversi stati democratici del Sud. Questi stati nelle mani del Partito Democratico si opponevano all'integrazione razziale, erano cioè segregazionisti e non volevano abrogare la legge Jim Crow sulla supremazia bianca.


mercoledì 17 ottobre 2012

9 miliardi di dollari truffati dalle corporation in USA nel 2012

REDAZIONE NOICOMUNISTI

Di Davide Spagnoli




Questi ultimi trent'anni hanno riempito le cronache dei giornali con una serie ininterrotta di scandali legati alle truffe nei confronti della Pubblica amministrazione, con appalti che lievitano a dismisura: l'ultimo in ordine di tempo è l'aumento del 58,75% del costo per l'acquisto dei caccia F-35, tra l'altro, un'ennesima inutile e immorale spesa vista la spinta verso la povertà di milioni d'italiani da parte di un governo di ideologi fanatici di estrema destra composta di “tecnici nell'impoverimento delle nazioni”. Esiste un meccanismo in grado di poter impedire che gli appalti lievitino gravando così ancora di più sulle spalle di chi le tasse le paga? Negli Stati Uniti esiste una legge ad hoc.


Il False Claims Act (nota anche come " Legge Lincoln") prevede che chi denuncia una frode ai danni dello Stato, ha diritto ad una ricompensa. La legge comprende un "qui tam", abbreviazione di “Qui tam pro domino rege quam pro se ipso in hac Parte sequitur”, ossia, tradotto, “Colui che si fa parte in causa sia per il re che per sé stesso”, si tratta cioè di una disposizione che permette alle persone che non sono ascrivibili al governo di promuovere azioni per conto del governo stesso (informalmente chiamata "whistleblowing" “la denuncia da parte di un informatore interno”). Le persone che presentano una denuncia ai sensi del False Claims Act ricevono una parte, di solito tra il 15 e il 25%, degli eventuali danni recuperati. Il campo d'azione del False Claims Act in genere riguarda l'assistenza sanitaria, la difesa, o altri programmi di spesa pubblica; in cima a questo elenco troviamo le più grandi corporation farmaceutiche. Tra il 1987 ed il 2008, grazie al False Claims Act, il governo ha recuperato circa 22 miliardi di dollari.

Il recupero grazie al False Claims Act è raddoppiato in un anno, arrivando a 9 miliardi di dollari.

pubblicato dall'Editore nella categoria News il 10 Ottobre 2012 @ 3:54 pm



Nell'anno fiscale 2012, i casi giudiziari federali e statali compresi nel False Claims Act hanno permesso al governo di recuperare 9 miliardi di dollari: si tratta di un primato, dato che si sono raddoppiati i 4 miliardi di dollari recuperati anno scorso.
I 9 miliardi di dollari sono costituiti da sanzioni penali, nonché da alcune grosse transazioni da parte degli stati sotto l'egida del False Claims Act settlements, inclusi gli oltre 300 milioni di dollari recuperati dallo Stato della California in un singolo caso di truffa sanitaria ai danni del Medicaid Health Maintenance Organization (HMO). 
[NDT: Medicaid managed care prevede l'erogazione di benefici per la salute e servizi aggiuntivi attraverso un accordo tra un'agenzia Medicaid statale e organizzazioni che accettano un pagamento con "quota capitaria" - per questi servizi. Quindi, nel caso citato, si tratta di una truffa della sanità...tutto il mondo è paese...]
L'anno fiscale 2012 ha visto un incremento dei recuperi grazie ai vari False Claims Act di cui si sono dotati gli stati sul modello di quello federale, ed alle maggiori pene pecuniarie connesse con i più grandi casi federali di frodi ricadenti sotto il False Claims Act.

“Taxpayers Against Fraud” [NDT: "Contribuenti contro la frode”, organizzazione no-profit votata a combattere le frodi contro il governo e la protezione delle risorse pubbliche http://www.taf.org/ ] ha oggi rilasciato una relazione che documenta i 30 più gravi casi del 2012 
[http://www.corporatecrimereporter.com/wpcontent/uploads/2012/10/taf.pdf ]

Le quattro frodi più grandi sono state quelle di:
  • GlaxoSmithKline (3 miliardi di dollari),
  • Abbot Laboratories 1,5 miliardi di dollari),
  • Bank of America (1 miliardo di dollari),
  • Merck (950 milioni di dollari).
Delle 30 più grandi frodi 28 sono relative a whistleblower, cioè a denunce fatte da persone a conoscenza dei fatti ma non ascrivibili al governo.
Il responsabile della comunicazione di Taxpayer Against Fraud, Patrick Burns, ha attribuito il raddoppio dei casi alle frodi compiute dalle più grandi corporation farmaceutiche e da “interi nuovi filoni” di casi di False Claims Act, comprese le truffe bancarie e quelle sui mutui.
Burns ha aggiunto che probabilmente nell'anno fiscale 2013 non ci sarà il raddoppio dei 9 miliardi di dollari di quest'anno, anche se già 3,5 miliardi di dollari “sono poco lontani.”


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venerdì 28 settembre 2012

The sting (la stangata)

NOICOMUNISTI

REDAZIONE NOICOMUNISTI

di  Davide SPAGNOLI


Il governo Monti, secondo la quasi totalità del giornalismo e della politica italiana, con le sue manovre promotrici della recessione ci avrebbe salvati dal disastro economico. E tutti i giorni da mesi un martellante bombardamento mediatico ci ha terrorizzati su quanto sarebbe successo se l'Italia si fosse opposta a quanto Monti, imposto alla politica e al paese dall'autorevolezza del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, ci ordinava di fare. Ma siamo sicuri che le cose che ci hanno raccontato siano del tutto vere?Quello che sappiamo con certezza e che tra febbraio e aprile 2012 erano e sono in scadenza una grossa quantità di titoli di stato, il che significa che quanti non vogliono sottoscrivere di nuovo altri titoli dello Stato italiano devono essere rimborsati del capitale investito. Qui, però, non si parla tanto di singoli investitori ma piuttosto di banche che acquistano grandi quantità di titoli. Ma per queste è anche possibile comprare una specie di assicurazione, i cosiddetti Credit Default Swaps (CDS) [ http://it.wikipedia.org/wiki/Credit_default_swap ] che in caso la nazione non rimborsi il capitale investito, vengono compensate da questa specie di assicurazione. Quindi, in soldoni, se la nazione non rimborsa il capitale investito chi ci rimette non sono le banche che hanno acquistato assieme ai titoli anche i CDS, ma chi ha venduto i CDS...L'argomento principale che hanno usato per terrorizzarci è che se una nazione non rimborsa i crediti questo paese è destinato alla catastrofe economica: ma siamo certi che è proprio così? Nel mondo anni fa ci fu proprio un paese che rifiutò il rimborso dei titoli di Stato, e in Italia è molto nota perché molte nostre banche ne hanno proposto l'acquisto dei suoi titoli ai nostri risparmiatori, l'Argentina. E dunque, secondo quanto ci è stato e ci viene ancora detto in continuazione l'Argentina dovrebbe essere al collasso economico...e invece ha un tasso di crescita del PIL impressionante. Non ci credete? Provate a visitare questo sito: 


Visto che roba? Da paura...e la fonte dei dati e il CIA World Factbook!!! 

Ma allora perché ci hanno e ancora ci terrorizzano e ci obbligano ad impoverirci se il non pagare porta allo sviluppo dell'economia? Forse questo può essere utile a capire quanto è successo [http://www.moneytrendsresearch.com/bob-chapman-goldman-sachs-sold-142-4-billion-of-single-name-swaps-that-pay-out-in-the-event-of-a-default-on-just-five-countries-over-only-a-few-months/]
“La Goldman Sachs Group Inc., la quinta più grande banca statunitense, ha reso pubblico per la prima volta il valore lordo dei CDS che la società ha comprato e venduto per i titoli di stato emessi da Grecia, Irlanda, Italia, Portogallo e Spagna. Nel corso dell'annuale deposito del proprio bilancio presso la SEC (Stock Exchange Commission USA), la Goldman Sachs ha affermato che alla fine del 2011 ha venduto 142,4 miliardi dollari di CDS che deve pagare in caso di default dei cinque paesi in questione. Inoltre il bilancio mostra che la società ha anche acquistato Credit Default Swaps sui debiti di altre nazioni per un valore lordo di 147,3 miliardi dollari. ”
Su Goldman Sachs la pagina wikipedia ci dice che:

Procedimento per frode dell'aprile 2010

Il 16 aprile 2010 Goldman Sachs è stata inaspettatamente incriminata per frode dalla SEC, l'ente governativo statunitense preposto alla vigilanza della Borsa valori.Al centro dello scandalo vi sarebbe il titolo Abacus 2007-AC1, un complesso sistema, attraverso il quale la banca d'affari avrebbe di fatto truffato i propri clienti, tra i quali figurano anche grandi istituzioni finanziarie internazionali. L'apertura di questo procedimento giudiziario ha spinto al ribasso molti titoli bancari nelle borse europee e statunitensi. Il procedimento è stato formalizzato dalla SEC non con un voto unanime, come accaduto in passato per casi di tale portata, ma con un voto a maggioranza che ha visto i 3 membri della commissione di nomina democratica votare a favore, e i due membri di nomina repubblicana votare contro. Poiché ciò è avvenuto mentre al Senato era in discussione la riforma finanziaria delle banche di Wall Street, voluta dal presidente Barack Obama, è stato ipotizzato che questo caso fosse stato portato avanti per mettere in difficoltà quanti si opponessero a tale riforma. Un gruppo di membri del Congresso ha scritto alla presidente della SEC per protestare, mentre Obama ha negato alcun coinvolgimento politico nel caso.

Revolving doors

George W. Bush nomina alla carica di Segretario del Tesoro degli Stati Uniti l'amministratore delegato della Goldman Sachs Group, Henry Paulson, che succede a John William Snow (30 maggio 2006). Diverse polemiche suscita, in generale e in particolare riguardo a Goldman Sachs, il fenomeno conosciuto come revolving doors (in inglese: "porte girevoli"), per cui determinate persone passano da responsabilità pubbliche a ruoli di vario genere all'interno della banca d'affari e viceversa, configurando un potenziale conflitto di interessi.I casi più controversi riguardano il ruolo di diversi dirigenti nel contesto della crisi economica del 2008-2010, come ad esempio:
  • Henry Paulson, Segretario del Tesoro degli Stati Uniti dalla metà del 2006 al gennaio 2009, ha lavorato in Goldman Sachs a partire dagli anni settanta fino a diventarne direttore operativo (1994-1999) e amministratore delegato (1999-2006)
  • Il lobbista della Goldman Sachs Mark Patterson è stato poi posto alla testa dello staff del Segretario del Tesoro Timothy Geithner, nonostante il presidente Barack Obama, nella sua campagna presidenziale, avesse promesso che l'influenza dei lobbisti nella sua amministrazione sarebbe stata fortemente ridimensionata. 
  • Nel febbraio 2011, il Washington Examiner riporta che Goldman Sachs nel 2008 ha intensamente finanziato la campagna presidenziale di Obama del 2008 e che il suo chairman Lloyd Blankfein ha visitato la Casa Bianca almeno dieci volte.

Altri dirigenti di Goldman Sachs che hanno ricoperto ruoli pubblici negli USA:
  • Robert Rubin, Segretario al Tesoro degli Stati Uniti d'America dal 1995 al 1999, socio dal 1966 al 1992 della banca e co-presidente della stessa dal 1990 al 1992;
  • Robert Zoellick, Rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti d'America dal 2001 al 2005 e presidente della Banca Mondiale dal 2007, è stato managing director di Goldman Sachs dal 2006 al 2007;
  • Joshua Bolten, capo di gabinetto della Casa Bianca di George W. Bush dal 2006 al 2009 è stato direttore esecutivo di Goldman Sachs International a Londra dal 1994 al 199;
Il dibattito sulle "porte girevoli" di Goldman Sachs si è riaperto in Europa in occasione delle crisi di governo nazionali di fine 2011, in particolare in Grecia e Italia. Alcuni hanno accusato la società di esercitare influenze poco trasparenti su economia e politica. Altri hanno spiegato come sia comprensibile che persone che hanno ricoperto ruoli pubblici vengano assunte a diverso titolo da Goldman Sachs per la loro competenza o per il loro networking, non vedendo in questo nulla di strano (o al limite un fenomeno "non particolarmente commendevole"), e criticando come infondate le teorie tendenti al cospirazionismo.Alcune persone notorie che hanno avuto rapporti a vario titolo con Goldman Sachs e che hanno assunto incarichi di rilievo in Europa sono:Mario Draghi, Governatore della Banca d'Italia dal 2006 al 2011 e della Banca centrale europea dal 2011, è stato vicepresidente di Goldman Sachs per l'Europa dal 2002 al 2005
  • Gianni Letta, sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri nei governi guidati da Silvio Berlusconi;
  • Mario Monti, Commissario europeo dal 1994 al 2004 e Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana dal 2011, è stato consulente di Goldman Sachs;
  •  Lucas Papademos, primo ministro della Grecia dal 2011;

Altre persone che nel corso della loro vita hanno avuto rapporti con Goldman Sachs e che hanno assunto rilevanti incarichi di governo:
  • Mark Carney, governatore della Bank of Canada dal 2008 e presidente del Financial Stability Board dal 2001, ha lavorato per tredici anni alla Goldman Sachs;
  • Romano Prodi, presidente dell'IRI dal 1982 al 1989 e dal 1993 al 1994, Presidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana dal 1996 al 1998 e dal 2006 al 2008 e presidente della Commissione Europea dal 1999 al 2004, è stato consulente della banca d'affari dal 1990 al 1993 e dopo il 1997;
  • Massimo Tononi, sottosegretario all'Economia del secondo governo Prodi dal 2006 al 2008 e presidente di Borsa Italiana dal 2011, è stato partner e advisory director della banca d'affari.