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lunedì 19 marzo 2018

Il sionismo alla conquista della Siria. Storia di Elie Cohen.

Di Luca Baldelli


Capita, di recente, di ascoltare qualche finto esperto di vicende mediorientali e qualche disinformatore di professione asserire che Israele non avrebbe alcun ruolo nella destabilizzazione della Siria. Basterebbe riflettere solo su un dato, per smentire tale assurdità: l'ISIS e tutti i gruppi della galassia islamista attivi in Siria, colpiscono l'intero arco dei Paesi della Regione mediorientale, tranne Israele, Arabia Saudita e sceiccati... Guarda caso! Se non basta l'analisi per via induttiva, si possono citare decine e decine di casi di spionaggio, eversione, sabotaggio, terrorismo ai danni della Siria, riconducibili tutti, senza eccezione alcuna, alle trame sioniste. L'esempio più lampante è, comunque, rappresentato dalla vicenda, per molti ancora oggi sconosciuta ed oscura, di Elie Cohen.

Nato nel 1924 ad Alessandria d'Egitto da una famiglia di ebrei siriani di Aleppo, Cohen si unì presto alle organizzazioni sioniste clandestine e, nel 1951, entrò a far parte di una pericolosissima rete spionistica israeliana in Egitto, formata da ebrei locali e diretta dal Mossad. Obiettivo prioritario di questa rete era quello di sabotare l'intesa tra Egitto e Gran Bretagna per il ritiro inglese dal Canale di Suez, ritiro che per lo Stato sionista rappresentava un duro colpo, sa evitare ad ogni costo. Tutto stava andando per il meglio nelle trattative quando ecco che, nel 1954, prese avvio l'OPERAZIONE SHOSHANNA, ideata e coordinata dal Mossad, con l'attiva collaborazione, in qualità di esecutori, dei suoi agenti egiziani di stirpe ebraica: alcune bombe iniziarono ad esplodere qua e là, a il Cairo e Alessandria d'Egitto, contro obiettivi britannici di considerevole importanza. L'intenzione era chiara: ci si trovava dinanzi ad una machiavellica strategia della tensione, volta a rovesciare ogni colpa su Nasser e sull'Egitto, mandando a rotoli i negoziati per il ritiro dal Canale di Suez e procrastinando quindi sine die, in quel punto geografico e geopolitico strategico, la presenza armata imperialista.

Il piano eversivo fu sventato dalla fermezza delle autorità egiziane e, naturalmente, vi fu il solito coro di ipocriti, vittimisti e mestatori di professione i quali, senza ritegno, levando alti lai, gridarono alla "persecuzione antisemita". Qualche tempo dopo, il governo israeliano non potette ostinarsi a celare le prove della trama e si cercò di rovesciare tutta la colpa su un drappello di 007 sionisti, ma Ben Gurion stesso chiamò in causa il Ministro della Difesa israeliano, Pinhas Lavon  (da qui, il CASO LAVON).

In tutta questa vicenda, ELIE COHEN giocò un ruolo ambiguo e, tutto sommato, secondario: arrestato, venne successivamente liberato per insufficienza di prove dalla giustizia egiziana ed espulso dal Paese. Il MOSSAD disponeva ora di una pedina insostituibile: tutto era pronto per un nuovo piano, ben più complesso ed insidioso, che riguardava la SIRIA. In questo Paese le acque erano tutto fuorché calme: il vento del panarabismo e del socialismo arabo portato avanti dal BAATH, soffiava impetuoso. Dal 1958 al 1961, il Paese, sotto la guida di Shukri al - Quwattli, si era unito all'Egitto nella Repubblica Araba Unita; bisognava entrare nelle viscere di questo mondo e capirci di più. Ecco dunque che il MOSSAD decise di infiltrare ai vertici del potere siriano Elie Cohen, dando ad esso una nuova identità: quella di Kamil Amin Thabit, benestante siriano emigrato in Argentina per motivi politici. Nel Paese sudamericano, Cohen, che aveva studiato con solerzia il Corano, entrò in contatto con alcuni fuoriusciti nazisti, che a loro volta presentarono l'agente sionista sotto mentite spoglie all'addetto militare dell'ambasciata siriana, simpatizzante del BAATH, ancora non giunto al comando della Nazione. Il potere psicagogico della parlantina coheniana, l'abilità del personaggio, la capacità di mimetizzarsi e di intessere relazioni, furono le caratteristiche che spinsero i siriani a dare spazio al personaggio, introducendolo nel loro mondo. Nel 1960, Cohen si stabilì a Damasco, coltivando rapporti, in particolar modo, con i membri del BAATH e, segnatamente, con Amin al - Hafiz, militare di alto rango.

L'8 marzo 1963, il BAATH salì al potere e al - Hafiz divenne, qualche mese dopo, Presidente della Siria; il principale amico di Cohen/Thabit era giunto così al potere in un Paese chiave della regione mediorientale e, per l'agente sionista, si aprirono porte poco prima insospettabili: di fatto,

COHEN DIVENNE IL NUMERO TRE DEL NUOVO POTERE SIRIANO, DOPO AL - HAFIZ E SALAH AD - DIN AL - BITAR. DI FATTO, ERA LUI IL VICE - MINISTRO DELLA DIFESA!

Per le mani di Cohen/Thabit passarono documenti scottanti, contenenti segreti militari delicatissimi, aspetti non secondari della vita statale che non avrebbero dovuto essere divulgati, notizie che definire riservate era poco. Tutto questo ricco e succulento bottino fu passato sistematicamente al MOSSAD; non è dunque esagerato affermare che, grazie a Cohen / Thabit,

ISRAELE EBBE UNA FINESTRA COSTANTEMENTE APERTA SULLA SIRIA, PENETRANDONE I LATI PIU' NASCOSTI, VENENDO A CONOSCERE ASPETTI CHE SOLO AL GOVERNO DI QUEL PAESE DOVEVANO RESTARE NOTI. LA PIOVRA SIONISTA SI STAVA IMPADRONENDO DEL CONTROLLO DEL PAESE, CON UN DIABOLICO STRATAGEMMA FIGLIO DEL PIU' ARDITO TRASFORMISMO FREGOLIANO, UNITO ALLA PIU' MACHIAVELLICA DELLE ASTUZIE.

Per questa via, venne inflitto un duro colpo al potenziale economico e, soprattutto, militare della Siria : tra gli incartamenti trasmessi dalla talpa, infatti, vi erano pure quelli riguardanti le fortificazioni militari siriane nel Golan, mimetizzate tra gli eucalipti per volontà di AL - HAFIZ e quindi facilmente conquistate anni dopo da Israele, durante la Guerra dei Sei Giorni, grazie alle soffiate di Cohen/Thabit.

L'attività frenetica della spia, proprio in virtù della sua assiduità e sistematicità, cominciò ad insospettire le autorità siriane a partire dal 1964. Grazie ad una laboriosa ed efficiente stazione radio, Cohen/Thabit comunicava ogni giorno con i suoi referenti israeliani del MOSSAD; proprio il ripetersi quotidiano di interferenze radio alquanto strane, spinse le autorità siriane baathiste a rivolgersi ai radiogoniometristi del KGB sovietico, in virtù di accordi ed intese stretti precendentemente nell'interesse della sicurezza del Paese. Costoro, di concerto con i colleghi siriani dell' IDARAT AL - MUKHABARAT AL - AMMA (Direttorato Generale dell'Intelligence, il servizio segreto di Damasco), introdussero in Siria sofisticate e potenti apparecchiature, grazie alle quali fu possibile individuare, a colpo sicuro, la fonte del disturbo rilevato: si trattava dell'appartamento damasceno di Cohen/Thabit.


La morsa si strinse dunque attorno alla talpa sionista, frantumando tutti i piani di infiltrazione e destabilizzazione del Paese che essa era andata attuando e, soprattutto, quelli che avrebbe attuato in futuro proseguendo, al riparo da ogni fastidio ed intralcio, la sua nefasta opera. Cohen/Thabit, smascherato, venne processato ed impiccato su una pubblica piazza il 18 maggio del 1965. La televisione siriana trasmise le immagini dell'esecuzione. La Nazione siriana era salva, purificata dal bubbone sionista che si era insinuato nelle sue membra fino a raggiungerne addirittura il cervello. Un altro complotto di Israele contro la libertà e la sovranità dei popoli era stato sventato. La marcia per la conquista della Siria da parte della colonia nazi - sionista, si era infranta contro le poderose mura del socialismo arabo baathista e della proficua, leale collaborazione tra quest'ultimo e l'Urss.

domenica 20 novembre 2016

Antisionismo e antisemitismo

REDAZIONE NOICOMUNISTI

 A cura di Guido Fontana Ros






Abbiamo deciso di fare questa collazione di alcuni documenti che si trovano in rete per chiarire la differenza fra antisemitismo e antisionismo.  La differenza può essere riassunta con pochissime parole:

  • antisemita è chi si oppone alla “razza” ebraica aborrendola come epitome di ogni male. La cattiva notizia per gli antisemiti, è che dal punto di vista scientifico non esistono le “razze” e non è mai esistito un popolo ebreo; in realtà abbiamo avuto e abbiamo comunità che praticano la religione ebraica in molti paesi del mondo, per cui abbiamo cittadini italiani di religione e cultura ebraica, come ve ne sono di francesi, inglesi, russi, polacchi, etiopi e iracheni, ecc.
  • antisionista è chi si oppone a un movimento prettamente politico, trasversale a partiti politici e a potenti gruppi finanziari che da quasi un secolo cerca di imporre il suo dominio al mondo intero, utilizzando il massacro degli ebrei europei da parte dei nazisti come randello per tacitare coloro che si oppongono al massacro dei palestinesi e alla politica guerrafondaia ed imperialista di Israele, stato fondato appunto dai sionisti.



ARTICOLO IN PDF 

mercoledì 28 settembre 2016

Chi comanda il complesso militare in Usa? Di sicuro non Obama

REDAZIONE NOICOMUNISTI

Di Gordon Duff 

Pubblicato  da Jim W. Dean 


Traduzione di Guido Fontana Ros



[Nota del direttore: Gordon ci fornisce un'altra delle sue classiche retrospettive, una breve sinopsi di ciò che è accaduto e perché oggi abbia importanza benché si possa fare poco. Era più facile farlo quando si era laggiù e lo si è fatto. 
Il colonnello Hanke era addetto militare in Israele in quei giorni in cui l'ambasciatore ed io passavamo i weekend ad andare in giro con un contatore Geiger per vedere che cosa loro potevano beccare da un fortunoso vento spirante da un'impianto nucleare, un lavoro sul campo in senso letterale. 
Egli era il nostro testimone oculare delle prime bombe nucleari tattiche cedute ad Israele come dono (sostegno alla carriera politica di qualcuno), poiché gente dell'IDF, un giorno gliele aveva mostrate.

Gordon , il grugno del  giovane marine che 
rifiutò la scuola ufficiali e finì a
pattugliare il perimetro di DaNang




Il colonnello Hackworth morì di cancro nel 2005, dopo aver dovuto vivere in esilio in Australia per parecchi anni. Ero in un diverso mondo in quegli anni giovanili quando Gordon gestiva the chat room militare per AOL e poi quella sul Vietnam e poi la versione di History Channel, ogni tanto in squadra con "Hack". Egli ha più ricordi di noi messi assieme, ma gli anni passano e continuiamo a rimanere in giro, stiamo recuperando terreno.
VT ha un patrimonio profondo, che i lettori devono scavare nel sito per trovarlo, la sezione In Memoriam in fondo alla pagina dei collaboratori, dove ci sono molti che non sono morti per cause naturali. Parecchi altri non possono essere citati per problemi familiari. Ogni anno altri vengono aggiunti... al nostro piccolo camposanto domestico. 
Vorremmo aggiungere noi stessi alla lista il più tardi possibile, in modo da poter tormentare un po' più a lungo quelli che se lo meritano. E siamo dei grandi ammiratori di quell'antico generale cinese che una volta disse  di voler vivere abbastanza da vedere i corpi dei suoi nemici galleggiare sul fiume prima di lui...Jim W. Dean]
L'esercito siriano non sta combattendo in una terra straniera come fanno i mercenari,
 ma sta salvando il proprio paese


Pubblicato per la prima volta il 20 settembre 2016



Una domanda sorge spontanea a causa dell'incremento delle vittime del bombardamento del tutto intenzionale delle posizioni dell'Esercito Arabo Siriano all'aeroporto di Der Ezzor e delle famiglie che seppelliscono i loro morti provocati dal non proprio casuale attacco a un convoglio di profughi curdi vicino a Manjib.

Chi comanda le forze armate USA?

Noi sappiamo questo: gli USA sanno come bombardare. Aerei americani come gli F16 sono aggiornati in continuazione con una spesa di milioni per ogni aereo, dotati di nuovi sistemi di bombardamento e l'aviazione USA adopera solamente bombe a guida GPS, non usa assolutamente munizionamento a caduta libera. Non ci sono scuse. 

Poi ci sono di nuovo i piloti, i più pagati e i più esperti del mondo, alcuni hanno 15 anni di esperienza nel bombardamento su matrimoni, funerali e paesini in giro per il mondo, molti con con record personale di uccisioni di centinaia di civili. Cosa ne ricavo?



Vedo qui due questioni: la prima consiste nel fatto che, secondo le nostre valutazioni, il complesso militare USa, il Pentagono risponde agli elementi estremisti che usano le forze armate USA come una forza mercenaria a sostegno del programma segreto formulato nell' "accademia del caos controllato" di Tel Aviv.

L'avamposto negli USA di questa "accademia" è l' Institute for the Study of War, un think tank gestito da Israele che semplicemente passa ordini al Pentagono, come talvolta sembra, per sabotare la politica estera americana e per aiutare senza dubbio l'ISIS, al Nusra e altri gruppi terroristici.

Come vediamo sempre più di frequente, questi gruppi sono controllati dagli USA e da Israele e includono unità dell'esercito turco mascherati da jihadisti. La maggior parte dei rimanenti sono mercenari pagati dai sauditi. Non c'è alcun Isis e la maggioranza degli altri gruppi e ora ce ne sono oltre 200, sono collegati a società appaltatrici del settore militare che usano le NGO e altre organizzazioni caritatevoli per rifornire i jihadisti e perfino per contrabbandare armi chimiche dalla Turchia e dalla Giordania.

C'è l'altra questione. La questione è che tipo di gente compone l'esercito USA e la massiccia forza di delinquenti ed assassini che ammontano quasi a 150.000, che gli USA hanno introdotto in Medio Oriente e nell'Asia del Sud? Dopo il Vietnam, decine di migliaia di veterani si sono uniti al movimento contro la guerra.




I dissidenti come numero mettono su da soli una forza enorme. Anche l'attuale Segretario di Stato Usa John Kerry, un veterano della guerra del Vietnam, ha apertamente parlato di atrocità commesse dai militari degli Stati Uniti, atrocità stranamente identiche a quelle che sono successe "casualmente" sotto il suo sguardo più e più volte.

Oggi non c'è alcuna voce, fuori o all'interno dei militari, che si levi contro la guerra, solo Chelsea Manning sta marcendo in una cella di una prigione, come sta marcendo nella sua tomba, Pat Tillman. Quindici anni di guerra e solo due? Questo cosa ci dice?

Dalla nostra esperienza personale, quando il redattore di VT, colonnello Jim Hamke e d io ci incontriamo con dei militari di oggi, rimaniamo sbalorditi. Essi ammettono apertamente la tortura, il traffico di droga e invariabilmente sono occupati a baciare rospi che mangiano bugie come se fossero caramelle..

Il col. Jim Hanke di VT – Vietnam

Mi sono unito al movimento contro la guerra nel 1970 e sono rimasto attivo fino al ritiro degli USA. Per alcuni di noi la guerra fu un'arma a doppio taglio. Il Vietnam era diventato come una casa per noi, per qualcuno la sola casa che avesse mai avuto.
Noi sentivamo realmente che la guerra sarebbe continuata per sempre e questo rendeva chiaro che potevamo sempre ritornare in Vietnam con qualche incarico, militare o della CIA e andarcene dagli USA. A nessuno di noi piaceva qui e ancora non ci piace.

Così quando finì la guerra, noi ci sentimmo tristi in quanto il Vietnam aveva rappresentato una scappatoia alla fatica di vivere nel vuoto morale ed intellettuale che erano divenuti gli Stati Uniti. A dispetto del fatto che i combattimenti e le malattie avessero ucciso 2 milioni di militari e veterani, per molti di noi la guerra era l'unica casa mai conosciuta.

Tuttavia, per tanti di noi che abbiano servito in combattimento, non ci siamo mai allineati al programma, non abbiamo mai creduto nella guerra, ci siamo rifiutati di macellare i civili quando ordinato e ci hanno ordinato di fare proprio questo così come i piloti americani lo stanno facendo ora, come è ovvio a chiunque abbia un minimo di discernimento.


Sovrintendere ad un atto di terrorismo false flag del genere 9/11 che ha ucciso migliaia di persone o a guerre chiaramente combattute per il progresso del marcio e della corruzione, richiede una flessibilità morale fuori dal comune e qui tiriamo in ballo un'altra questione

Quando l'America andò in Afghanistan nel 2001, aveva costituito un'alleanza con i cartelli della droga dell'Afghanistan. Essi avevano lavorato per decenni assieme alla CIA, in un'organizzazione conosciuta come Alleanza del Nord. Gli USA li promossero, da minoranza dedita alla pastorizia, di tribù che migravano dalle steppe russe, al ruolo di maggioranza dei Pashtun per mezzo della brutalità e della corruzione.


Essi sono l'attuale governo dell'Afghanistan e la guerra per l'indipendenza continua laggiù ma la trama sottotraccia è la droga. L'America ha trasformato l'Afghanistan da nazione libera dalla droga nel buco infernale con la più grande dipendenza del mondo e nel più grande produttore di eroina estremamente pura.

Il complesso militare USA sovrintendeva ad ogni aspetto dell'affare, lavorando a stretto contatto con membri del Congresso degli USA, che controllano personalmente il rifornimento di eroina nel mondo.

Per anni in Usa si sono  raccontate storie di reti dei trafficanti di droga talebani, di aeroporti segreti, storie molto simili a quelle raccontate nel 2001 da Donald Rumsfeld e Tim Russert su città sotterranee dove i congiurati del 9/11 si erano addestrati. Nel 2001, il Segretario alla Difesa, Donald Rimsfeld affermava che esisteva in Afghanistan, una dozzina di città sotterranee, alcune a 5 livelli, con strade e ospedali, dimora centinaia di migliaia di persone, una giustificazione per l'invasione USA.

Nel 2016 gli Stati Uniti non hanno ancora scoperto tutto questo, e nessuno nel mondo militare degli Stati Uniti ha ancora detto una parola. Non hanno mai detto una parola, fatto che ci riporta alla questione della droga. Qual è la percentuale del Pentagono? Come fanno a distribuire il denaro? Quanto ci guadagna un generale?

Colonel David Hackworth

Noi sappiamo con certezza questo, sono pagati. Noi conosciamo dove hanno i loro conti correnti, alle isole Cayman, sappiamo che sono gestiti dalla Bain Capital di Mitt Rowney e sappiamo che quei miliardi finanziano fondazioni che li riciclano in riserve di caccia private, prendono in leasing Mercedes, spediscono figli ad Harvard ed in viaggi della perversione nelle capitali mondiali del peccato. 

Questo è il vero Pentagono, questa è gente che prega tutti i giorni, che ha il petto pieno di medaglie e si pavoneggia in giro, aspettandosi di essere adulata dall'ignorante pubblico americano. 

Uno dei fondatori di VT, il colonnello David Hackworth, il soldato più decorato degli ultimi 100 anni, veterano della II GM, della guerra di Corea e di quella del Vietnam, è il solo ufficiale del Pentagono degno di sventolare la bandiera. Autore di bestseller, ha trascorso il resto della sua vita a denunciare la corruzione del Pentagono, e la complicità dei militari con i gangster.

Hackworth è stato l'unico, non ce ne sono stati altri, nessuno ha mai aperto bocca, né sulla droga, né sui 3 milioni di miliardi di danaro dei contribuenti rubato dagli appaltatori militari, né sulla tortura e neanche certamente sull'attitudine dei militari di operare in giro per il mondo agli ordini dei banchieri e dei trafficanti di droga che parecchi anni fa li hanno comprati armi e bagagli.

Hack ha sempre combattuto per questo paese
 ed è stato punito per questo

I nostri rilievi potrebbero essere infiniti. Certamente la debole leadership politica e i gruppi potenti e ben finanziati che controllano Washington, una combinazione fra operazioni bancarie, crimine organizzato, particolare interessi e il nesso Israele/Arabia Saudita/Turchia/terrorismo, hanno lasciato l'America prostrata e pronta alla sottomissione.
L'esercito americano ha anche un collegamento più debole col Congresso, roba da non crederci, di quello con l'esercito dei principi profumati da tempo in balia dei nemici dell'America.


Dove ci porterà una realistica analisi? La verità è che nessuno vuole andare lì. La verità, se esiste una cosa del genere, è così oscura, così malevolente, che la condotta di vita dei debosciati leader mondiali impallidisce al confronto.


giovedì 15 settembre 2016

I progetti di Kurdistan

REDAZIONE NOICOMUNISTI

Di Thierry Meyssan

Traduzione di Marco Emilio Piano

FONTE



L’attuale progetto di Kurdistan sostenuto da Francia e Stati Uniti non ha alcuna relazione con quello, legittimo, riconosciuto dagli stessi paesi nel 1920 alla Conferenza di Sèvres. Non si trova affatto nello stesso territorio! Questo pseudo-Kurdistan è solo una carota occidentale per spingere i curdi siriani a rivoltarsi contro Damasco. La sua creazione non risolverebbe la questione curda e anzi provocherebbe un conflitto paragonabile a quello che da quasi settant’anni contrappone Israele ai palestinesi. Per sbrogliare la situazione attuale, Thierry Meyssan ricostruisce qui le posizioni contraddittorie delle nove grandi potenze estere coinvolte in questo affare.

I curdi sono parte integrante della società siriana. Qui la statua del condottiero
curdo Saladino il Magnifico all’ingresso della città vecchia di Damasco,
che la liberò nel 1174 e fondò la dinastia degli Ayyubidi.

Gli spostamenti di truppe e le battaglie estive nel nord della Siria sembrano senza senso agli occhi degli osservatori. Eppure ogni forza in gioco persegue con tenacia i propri obiettivi.
Mentre tutti i protagonisti dichiarano di combattere contro Daesh (l’Isis), l’Emirato Islamico si muove ma non fa che arretrare nel deserto. La vera posta in gioco degli eventi è la possibile creazione di un Kurdistan a spese degli abitanti arabi e cristiani. [1]

Quella che segue è un’analisi degli obiettivi di guerra delle principali forze in campo, fermo restando che la Siria è uno stato sovrano e che nessuna delle parti qui elencate ha il diritto di mutilarla per creare una nuova entità.

Nove risposte alla questione curda, di cui sette illegali

1. Daesh non ostacolerà la creazione di un Kurdistan a condizione che non sia a est dell’Eufrate. 

L’Emirato Islamico, creato in Iraq da John Negroponte e poi dal generale David Petraeus, è ancora controllato da quest’ultimo, che ha subappaltato alla Turchia la guida di questa unione tra Fratelli Musulmani, confratelli della Naqshbandiyya e tribù sunnite del deserto siro-iracheno.

Così, durante la presa di Jarabulus a Daesh da parte dell’esercito turco, i jihadisti si sono ritirati senza combattere obbedendo al loro mentore turco.
Dopo la battaglia di Ayn al-Arab (Kobanê, nel Kurdistan siriano), Daesh ha accettato l’idea di un Kurdistan ma non a est dell’Eufrate.

2. Gli Stati Uniti sono ormai favorevoli alla creazione di un Kurdistan in Siria.

Durante la prima guerra mondiale, il presidente degli Stati Uniti Woodrow Wilson aveva fissato fra i suoi obiettivi la creazione dell’Armenia, di Israele e del Kurdistan. Alla fine del conflitto, per valutare la situazione inviò la Commissione King-Crane, la quale dichiarò:

«I curdi rivendicano un ampio territorio sulla base della loro presenza, ma poiché sono molto mescolati con gli armeni, con i turchi e con altri, e divisi tra Qizilbash [2], sciiti e sunniti, si ritiene preferibile limitarli all’area geografica naturale che si trova nella proposta di un’Armenia a nord e della Mesopotamia a sud, con il canale tra l’Eufrate e il Tigri come confine occidentale e la frontiera persiana come confine orientale (...). È possibile spostare fuori da questa zona la maggioranza dei turchi e degli armeni, che sono pochi, per uno scambio volontario della popolazione e ottenere così una provincia di circa un milione e mezzo di abitanti, quasi tutti curdi. La sicurezza dei caldei, nestoriani e cristiani siriani che vivono nella zona deve essere garantita».

La Commissione King-Crane visitò la regione proprio alla fine del massacro dei cristiani, che durò dal 1894 al 1923, prima da parte dell’Impero Ottomano poi dai Giovani Turchi con l’aiuto della Germania del Secondo Reich e della Repubblica di Weimar [3]. La commissione si mostrò molto prudente circa la possibilità di far vivere degli armeni in uno stato curdo, sapendo che i turchi usavano i combattenti curdi per massacrare i cristiani. Dal novembre 2015, dei curdi della YPG (Unità di Protezione Popolare: la milizia della regione a maggioranza curda nel nord della Siria, ndt) hanno cercato di curdizzare con la forza i cristiani assiri del nord della Siria, riaprendo questa vecchia ferita [4].

In ogni caso un Kurdistan fu creato sulla carta dalla Conferenza di Sèvres nel 1920, ma con l’avvento della rivolta turca guidata da Mustafa Kemal non vide mai la luce. Infine gli Stati Uniti vi rinunciarono nel 1923 col trattato di Losanna.
Su questa mappa, tratta dal sito web lesclesdumoyenorient.com, si vede che il presidente Wilson aveva previsto di creare il Kurdistan nell’odierna Turchia e in una piccola porzione dell’attuale Kurdistan iracheno. La Siria di oggi non era assolutamente interessata da questo progetto



Durante la guerra civile turca alla fine degli anni Settanta, la Siria di Hafiz al-Assad (padre dell’attuale presidente siriano, ndt) diede il suo sostegno al PKK curdo, sulla base delle proposte del presidente Wilson. Concesse asilo politico al leader del PKK Abdullah Öcalan, che assunse l’impegno scritto di non rivendicare mai il territorio siriano. Mentre il censimento del 1962 in Siria rilevava solo 162.000 curdi, un milione di curdi turchi si rifugiarono in Siria e ottennero ugualmente asilo politico. Ora sono due milioni e hanno ricevuto la cittadinanza siriana nel 2011. All’inizio della guerra hanno combattuto per difendere la Siria con armi e paghe fornite da Damasco contro i mercenari islamisti.

Tornando sui loro passi, gli Stati Uniti hanno poi promesso a diversi leader curdi in Iraq, Siria e Turchia di potersi ritagliare uno stato per loro in Siria se si fossero rivoltati contro Damasco. Alcuni hanno accettato.

Nei primi mesi del 2014, quando pianificò l’espansione di Daesh e l’invasione di al-Anbar in Iraq, il gruppo di David Petraeus autorizzò anche il governo regionale curdo dell’Iraq a conquistare i campi petroliferi di Kirkuk. Cosa che fu fatta senza sollevare la minima condanna internazionale, dato che l’opinione pubblica vedeva solo i crimini commessi da Daesh.

3. La Russia sostiene i diritti della minoranza curda

Inizialmente, la Russia ha sostenuto il progetto di una regione autonoma curda in Siria sul modello delle proprie repubbliche autonome. In febbraio è stata aperta a Mosca una rappresentanza della YPG, la milizia della regione curda in Siria.

Tuttavia, di fronte alle reazioni indignate dei siriani, la Russia si è resa conto che la situazione di questo paese è diversa dalla sua. Le minoranze siriane sono talmente intrecciate che non c’è un’area in cui costituiscano la maggioranza. Nel corso dei millenni la difesa del paese si è organizzata a cominciare dalla mescolanza delle popolazioni, in modo che, ovunque, una minoranza legata a un eventuale invasore potesse proteggere il resto della popolazione. Di conseguenza lo Stato siriano non garantisce i diritti delle minoranze delegando loro la gestione di regioni separate, ma organizzando le istituzioni e l’amministrazione in modo laico sul doppio livello religioso ed etnico.

Oggi la Russia affronta dunque la questione curda in modo diverso. Si è impegnata a difendere i diritti delle minoranze in generale e di questa in particolare, ma le ha imposto di schierarsi a favore o contro gli islamisti. In effetti, per il momento, i curdi di ogni orientamento lottano contro gli islamisti, non perché siano islamisti ma per impadronirsi dei territori che occupano e occuparli a loro volta, a proprio vantaggio. La Russia ha quindi chiesto loro di specificare con chi sono alleati: Washington o Mosca.

4. La Turchia è favorevole alla creazione di un Kurdistan in Siria amministrato dai Barzani

Ankara non vuole che un Kurdistan siriano possa servire come base di retrovia al PKK per estendersi in Turchia a danno di quest’ultima, che comunque mantiene ottimi rapporti con il governo regionale del Kurdistan iracheno e non ha alcun motivo per opporsi alla creazione di un Kurdistan siriano. Questo è il motivo per cui, in previsione di sostenere questo Stato, il presidente Recep Tayyip Erdoğan aveva concluso un accordo segreto con uno dei due co-presidenti della YPG siriana. Tuttavia questo accordo non ha resistito alla repressione dei curdi turchi da parte dello stesso Erdoğan, dopo il loro successo nelle elezioni legislative del giugno 2015 [5].

L’estrema destra turca, sia che si tratti di MPH e Lupi grigi o della Millî Görüş di Erdoğan, professa un’ideologia razziale. Secondo questi partiti e milizie, la Turchia deve essere islamica e fondata sulla razza turco-mongola, il che comporta l’espulsione dei cristiani e dei curdi. Questo punto di vista non è condiviso dall’opposizione, così che un gran numero di curdi è perfettamente integrato.

Quando il fondatore dei Lupi grigi, Alparslan Türkeş, diventa vice primo ministro e pubblicamente dichiara possibile la liquidazione dei curdi sul modello dell’eliminazione dei cristiani durante il genocidio degli armeni e dei greci del Ponto, Abdullah Öcalan crea il PKK (1978). Questi ottiene poi asilo politico a Damasco fino al 1998, quando Ankara minaccia di schiacciare il vicino siriano se continua a ospitarlo. Hafiz al-Assad chiede quindi a Öcalan di trovarsi un altro paese disposto ad accoglierlo. E alla fine sarà portato in Kenya dal Mossad, con l’aiuto dei curdi del KDP (partito politico del Kurdistan iracheno, ndt), e incarcerato in Turchia.

5. L’Iran si oppone alla creazione di un Kurdistan

Circa 4,5 milioni di curdi sono iraniani e dispongono di una regione dove sono la maggioranza. Se godono dell’uguaglianza giuridica, la loro regione è discriminata e meno sviluppata di quelle abitate dai Persiani.

La Repubblica islamica è molto legata all’inviolabilità delle frontiere, ancor più in quanto la creazione di un nuovo stato potrebbe incoraggiare il separatismo di altre minoranze, come i beluci.

Infine, essendo un alleato della Siria, l’Iran non può accettare che sia creato un Kurdistan a suo discapito.

6. Il governo regionale curdo dell’Iraq è favorevole alla creazione di un Grande Kurdistan a cavallo tra Iraq e Siria

Il governo regionale curdo dell’Iraq guarda con preoccupazione ai curdi in Siria. In effetti i due gruppi di popolazione non parlano la stessa lingua (il gorani e il kurmanji) e durante la guerra fredda hanno avuto una storia conflittuale. I curdi iracheni filtrano l’ingresso nel loro territorio dei curdi siriani, vietando l’accesso a coloro che sospettano essere ancora legati al PKK turco.

Il presidente Masud Barzani si è autoprorogato il potere dal 2012, impedendo lo svolgimento delle elezioni. Ha istituito un regime corrotto e autoritario, non esitando a far assassinare i suoi oppositori. Con l’aiuto di Daesh ha esteso del 40% il territorio della sua regione, annettendo i campi petroliferi di Kirkuk, poi attraverso il suo oleodotto ha smerciato il petrolio rubato da Daesh.

La conquista della zona ombreggiata sulla mappa qui sotto permette una continuità geografica tra la sua regione e un eventuale Kurdistan nel nord della Siria.



Dopo aver sostenuto Daesh durante la battaglia di Ayn al-Arab (Kobanê), il governo regionale curdo iracheno si è avvicinato alla YPG su richiesta di Washington e le ha fornito un’assistenza simbolica. Il «presidente» Barzani annuncia frequentemente che la sua regione dichiarerà la propria indipendenza e così prevede di annettere una parte della Siria. Tuttavia si oppone fermamente alla creazione di un Kurdistan guidato da Saleh Muslim, co-presidente del PYD (partito politico curdo della Siria settentrionale, ndt).

7. Israele è favorevole alla creazione di un Grande Kurdistan in Iraq e in Siria, ma non in Turchia

Per garantire la propria sicurezza, Israele ha caldeggiato inizialmente la creazione di zone smilitarizzate sul suo confine a scapito dei vicini, il Sinai egiziano e il Libano meridionale. Tuttavia, con lo sviluppo dei missili, ha abbandonato questa strategia ed evacuato sia il Sinai che il sud del Libano. Dal 1982 ha elaborato una strategia per controllare da dietro le tre grandi potenze della regione, che sono l’Egitto, la Siria e l’Iraq. Per fare questo, ha sostenuto la creazione di uno stato indipendente, il Sudan del Sud, e ora è per la creazione di un Grande Kurdistan a cavallo tra Siria e Iraq.

Dai tempi della guerra fredda Israele ha rapporti molto stretti con il clan Barzani, ora al potere nel Kurdistan iracheno.

8. La Francia sostiene la soluzione del problema curdo, senza influire sul territorio turco

Nel 2011 i ministri degli esteri francese e turco, Alain Juppé e Ahmet Davutoğlu, hanno firmato un trattato che prevedeva il sostegno della Turchia nelle guerre contro la Libia e contro la Siria (che non era ancora iniziata) in cambio del sostegno all’ingresso della Turchia nell’Unione Europea e della soluzione della questione curda a spese dei vicini della Turchia. In altre parole, la Francia si è impegnata a creare uno stato indipendente, o in Siria o in Iraq o a cavallo tra i due paesi, per potervi deportare i membri del PKK. Questo trattato, che pianifica crimini contro l’umanità, naturalmente è tenuto segreto e non è stato ratificato dai rispettivi parlamenti.

Il 31 ottobre 2014 il presidente Hollande ha ricevuto Erdoğan all’Eliseo. Uno dei due co-presidenti della YPG siriana, Saleh Muslim, si è segretamente unito al loro incontro. I tre uomini si sono impegnati a creare, a spese dei suoi attuali abitanti, un Kurdistan in Siria del quale Muslim sarebbe «nominato» presidente.

Tuttavia, dopo la battaglia di Ayn al-Arab (Kobanê in curdo Kumandji) Hollande ha ricevuto, questa volta pubblicamente, su richiesta degli Stati Uniti, l’altro co-presidente della YPG, Asya Abdullah, scatenando la collera di Ankara (8 febbraio 2015). In effetti la signora Abdullah è considerata fedele al leader del PKK Abdullah Öcalan, quindi contraria a una presidenza di Saleh Muslim.

Cambiando ancora una volta posizione dopo gli attentati di Parigi, la Francia ha fatto adottare dal Consiglio di Sicurezza la risoluzione 2249 che autorizza l’intervento militare contro Daesh, il che fornisce un ottimo alibi per creare il nuovo stato. Ma gli Stati Uniti e la Russia hanno ritoccato all’ultimo momento il progetto francese in modo che Parigi non possa intervenire in Siria senza il consenso di Damasco.

9. Le tre principali fazioni curde sono favorevoli alla creazione di un Kurdistan ovunque, purché sia sotto il loro controllo e non dei rivali

Durante la guerra fredda i curdi si erano divisi tra pro Stati Uniti (PDK) e pro Unione Sovietica (PKK). La YPG rappresenta i rifugiati del PKK in Siria. A questa divisione fondamentale si sono aggiunte altre fazioni, al punto che oggi esistono una ventina di partiti politici curdi.

La società curda è organizzata secondo un sistema di clan che ricorda quello del sud Italia, nel senso che le appartenenze politiche sono decise dalla famiglia piuttosto che individualmente.

Nei secoli XVIII e XIX i leader curdi hanno sempre privilegiato le alleanze con grandi potenze piuttosto che con le persone con cui vivevano. In tal modo se la sono cavata a scapito del proprio popolo: una situazione che ricorda il comportamento dei leader maroniti in Libano.

Nel 1974-75 i curdi iracheni si allearono con gli Stati Uniti contro l’allora presidente iracheno Ahmed Hasan al-Bakr, ma gli statunitensi non intervennero quando al-Bakr represse gli stessi curdi sterminandoli sulle loro montagne. Interrogato da una commissione del Senato per sapere se si vergognava di averli abbandonati, il segretario di Stato Henry Kissinger rispose seccamente: «La politica estera degli Stati Uniti non è una questione filantropica».

I leader curdi che hanno accettato il progetto degli Stati Uniti con la speranza di raggiungere posizioni importanti nel futuro stato rifiutano di assumersi la responsabilità della Nakba (l’esodo della popolazione araba palestinese durante la guerra civile del 1947-48, letteralmente "disastro", "catastrofe", ndt) se dovessero essere lasciati fuori dal futuro potere. Sarebbe opportuno, infatti, espellere o massacrare le popolazioni arabe e cristiane assire che abitano nel nord della Siria e che li avevano accolti.

Recente uso della forza per sostenere ciascuno di questi progetti

Durante l’estate del 2016 gli Stati Uniti hanno sostenuto direttamente le FDS («forze democratiche siriane», cioè membri della YPG e alcuni mercenari arabi e cristiani) per sottrarre la città di Manbij a Daesh, che essi sostengono indirettamente attraverso la Turchia. A vittoria acquisita, il Pentagono ha costretto la YPG a ritirarsi dalla città che aveva conquistato, a vantaggio di gruppi oppositori di Damasco.

Il 23 agosto 2016, al Palazzo Bianco, il presidente turco Erdogan e il suo omologo
curdo iracheno Masud Barzani hanno stipulato un’alleanza contro gli altri curdi.

ll 23 agosto il presidente del governo regionale del Kurdistan iracheno, Masud Barzani, è stato ricevuto con tutti gli onori dai principali leader turchi. In particolare ha avuto un colloquio di due ore con il presidente Erdoğan. Il Kurdistan iracheno ha dato il proprio sostegno alla Turchia contro i curdi del PKK e ha stabilito con lei un piano per distruggere i suoi impianti nelle montagne irachene. Inoltre le due parti hanno discusso la cooperazione energetica, probabilmente su come continuare a rivendere il petrolio rubato da Daesh.

Lo stesso giorno, l’esercito turco è entrato in territorio siriano e ha portato via a Daesh la città di Jarabulus (tra il confine e Manbij). Questa operazione è stata fatta senza combattere perché Daesh ha obbedito al suo mentore turco. D’altronde, per il momento non c’è mai stata battaglia, né qui né altrove, tra l’esercito turco e Daesh.

Cercando di portare avanti il proprio vantaggio, l’esercito turco ha continuato l’avanzata conquistando villaggi e avvicinandosi a Manbij. Anche se gli Stati Uniti gli hanno ordinato di fermarsi, ha continuato la sua marcia. Così la CIA ha dato missili anticarro alla YPG, che inizialmente ha sparato sui carri armati turchi (ma non a Jarabulus) e poi sull’aeroporto turco di Diyarbakir. Avendo compreso il messaggio, l’esercito turco ha ripiegato su Jarabulus e ha consegnato i villaggi del sud della città a milizie turkmene, che questa volta agivano sotto la bandiera vacante dell’esercito siriano libero.

Il giorno dopo la visita di Barzani, il vicepresidente americano Joe Biden si è ugualmente recato in Turchia. Quando era senatore, aveva presentato un disegno di legge volto a proclamare l’indipendenza del Kurdistan iracheno. Ha dichiarato di aver chiesto alla YPG di ritirarsi dall’ovest dell’Eufrate, una zona che include Manbij, in caso contrario Washington cesserebbe ogni sostegno ai curdi. Tuttavia, poiché Daesh ha già fatto sapere che non consentirà alla YPG di installarsi a est dell’Eufrate, non è ben chiaro quale territorio rimanga a disposizione.

In definitiva, è stato concordato un tacito accordo tra Ankara e Damasco per contrastare un Kurdistan amministrato dalla YPG, mentre un altro accordo è stato ufficialmente concluso tra il Pentagono e la YPG affinché questi non si sparino addosso tra loro, malgrado la nuova giravolta di Washington contro la creazione di un Kurdistan.

[1] In questo articolo, i quattro principali partiti curdi sono: 
  • il PKK, creato durante la guerra fredda da Abdullah Öcalan, di obbedienza marxista-leninista. 
  • l’YPG, creato da esuli politici turchi del PKK in Siria. 
  • il PDK, intorno alla famiglia Barzani in Iraq, i cui leader hanno pubblicamente lavorato per il Mossad durante la Guerra fredda e che rimangono legati a Israele. 
  •  l’UPK, intorno alla famiglia Talabani, legato all’Iran.


[2] I Qizilbash sono un ordine sufi di origine iraniana.

[3] "La Turquie d’aujourd’hui poursuit le génocide arménien", par Thierry Meyssan, Réseau Voltaire, 26 avril 2015.

[4] “Gli Stati Uniti e Israele iniziano la colonizzazione del Nord della Siria”, Traduzione Matzu Yagi, Rete Voltaire, 2 novembre 2015.

[5] "Erdoğan : déjà 5 359 Kurdes 'neutralisés' ", Réseau Voltaire, 29 mars 2016.


lunedì 18 luglio 2016

Il colpo di stato fallito in Turchia: un complotto LIHOP?

REDAZIONE NOICOMUNISTI


Traduzione di Guido Fontana Ros


Nota del redattore capo:

Mentre apprezziamo la comprensione e la spiegazione della politica interna turca di Kevin, riteniamo che egli abbia mancato il nocciolo di questo tema per due motivi principali:

In primo luogo, questo 'colpo di stato' può essere valutato solo come parte di un gioco geopolitico molto più ampio che abbraccia l'intero Medio Oriente, l'Unione Europea, la NATO, gli Stati Uniti, la Russia e, naturalmente, lo Stato islamico. Sì, la divisione Erdogan-Gulen è parte della narrazione, ma concentrandosi su di essa come ha fatto Kevin, significa omettere di prendere in considerazione tutta una serie di altri fattori più significativi come il rapporto Erdogan-Putin, il voto della Brexit, l'accordo con la Merkel di riprendersi i 'migranti', l'accordo per il VISA Turchia-UE, lo stato di avanzamento delle guerre in Siria e Iraq contro ISIS, l'elezione degli Stati Uniti e altro ancora. Sì, Erdogan ha usato questo 'colpo di stato' per neutralizzare l'opposizione che rimaneva nella magistratura e nei militari, ma non è tutta la storia, è solo una piccola parte di una ben più grande narrazione. Forse la vecchia analogia tra legno e alberi sarebbe appropriata?

In secondo luogo, forse abbiamo bisogno di ricordare gentilmente a Kevin che Erdogan, insieme ai suoi finanziatori e alleati d'Israele, degli Stati Uniti, del Qatar e dell'Arabia Saudita è responsabile della creazione dell'ISIS e degli anni successivi di conflitto in Siria e Iraq. Questo da solo è sufficiente per indicarlo giustamente come un male, come creatura disumana con il sangue di milioni di curdi, siriani e iracheni sulle mani, la maggior parte dei quali, mi permetto di sottolineare, sono musulmani; non sono un studioso islamico, ma sono abbastanza sicuro che l'Islam, come il Cristianesimo, aggrotta le sopracciglia molto gravemente su tali attività criminali e di genocidio.

Di volta in volta, VT ha documentato i crimini di Erdogan, come le migliaia e migliaia di camion cisterna che trasportano petrolio rubato in un convogli quasi infiniti in Turchia, dove la famiglia Erdogan trae immensi profitti dalla vendita sul mercato aperto - si tratta di merce rubata da una famiglia mafiosa su una scala che non si vedeva dal momento del saccheggio della Germania nel 1945. Gordon Duff ha aiutato a redigere il reclamo legale contro la Turchia per il furto di ben 38 impianti industriali della zona di Aleppo in Siria, tra cui un'intera fabbrica di automobili Renault - tutti portati via dai turchi per rimpinguare le tasche di Erdogan. Questo saccheggio a tutto campo e l'affarismo di guerra sarebbero più che sufficienti a garantirgli una lunga permanenza in una piccola stanza senza finestre se mai Erdogan dovesse trovarsi di fronte a un tribunale internazionale, ma è solo la punta di un iceberg, quando si tratta delle azioni malvagie di questo uomo disgustoso; egli è responsabile di una guerra brutale che dura da da più di 5 anni, crudele e disumana contro il popolo siriano, una guerra che ha ucciso centinaia di migliaia di persone, che ha creato milioni di rifugiati al di fuori della sua Nazione e traumatizzato un'intera generazione del popolo siriano così profondamente che dovranno passare diverse generazioni prima che possa recuperare.

Non è solo il supporto logistico all'ISIS e i profitti provenienti dai suoi misfatti che possono essere fatti ricadere su Erdogan, è il comando diretto e il controllo dell'ISIS per la semplice ragione che i membri di ISIS che stanno combattenndo e uccidendo non sono altro che l'esercito turco vestito in dish-dash e sfoggiante una barba appena coltivata. E' l'esercito turco che ha invaso la Siria settentrionale, sequestrato la città di Aleppo e immerso il popolo siriano in anni di inferno e Erdogan ha la responsabilità piena e diretta per tutto questo; egli potrebbe essere stato finanziato e sostenuto da altri, ma lui è il solo al centro degli eventi, la forza motrice, la testa del serpente che avrebbe dovuto essere tagliata molto tempo prima che fare tanto danno. Erdogan potrebbe essere sopravvissuto a questo 'colpo di stato' ed aver anche rafforzato la sua posizione, ma non dovrebbe sentirsi troppo comodo sul suo trono da dittatore; un giorno i suoi sostenitori gli si rivolteranno contro proprio come fecero con i loro precedenti burattini, Hitler e Saddam e quando ciò accadrà, noi di VT non verseremo una sola lacrima, ma potremo regalarci un sorriso ironico.

Sul punto finale che riteniamo molto importante; il Califfato di cui Kevin ci parla, ci ricorda il piano di Oded Yinon per la creazione di un Grande Israele, che dovrebbe essere preso in considerazione per indicare le stesse mani invisibili che sono dietro entrambi gli ordini del giorno. Ho sottolineato in precedenza che il desiderio della Turchia di ricreare l'Impero Ottomano si sovrappone direttamente al desiderio di Israele di creare Eretz (Più grande) Israele; riteniamo che questo non sia un caso, piuttosto vuol dire che essi sono lo stesso piano sotto due nomi diversi, con l'ovvia implicazione che sia la Turchia e Israele sono sotto il controllo della criminale cabala internazionale sionista che è l'autore originale di questo piano. - Ian Greenhalgh


Chiamatelo Impero Neo Ottomano o Grande Israele,  si tratta sempre della stessa cosa: la distruzione del Libano, della Siria e dell'Irak e la loro sostituzione con uno stato controllato dai sionisti che si estende dalla coste del Mediterraneo alle rive dell'Eufrate

La notizia del bombardamento dell'edifico del governo turco nella capitale, ad Ankara, episodio del tentativo fallito colpo di stato di ieri, mi ha riportato indietro con la memoria.

Cinque anni fa, ho pranzato in quello stesso edificio della capitale turca con un leader parlamentare (un sostenitore di Erdogan) e l'equivalente turco del vicedirettore dell'FBI.

Pochi anni prima, ero stato buttato fuori dalla University of Wisconsin dalla caccia alle streghe dei politici per aver osato mettere in discussione il mito ufficiale del 9/11. E si può scommettere che non fui mai invitato a pranzo da eventuali congressisti, né tanto meno dal vice direttore del FBI.

Come ricercatore della verità sull'11 settembre, ero in prima pagina su alcuni giornali turchi
Ma in Turchia fui trattato come un regnante in visita. I miei compagni americani ed io fummo scortati nel magnifico edificio della capitale attraverso un ingresso VIP. Fu ordinato alle guardie di allontanarsi. Durante la colazione, discussi il lavoro interno del 911 con alti funzionari turchi, tra cui il parlamentare di cui sopra e il direttore della polizia nazionale. Quest'ultimo mi spiegò come aveva aiutato a sconfiggere il 9/11 della Turchia: le trame del golpe Ergenekon/Sledgehammer risalenti al 2003.

Cenni storici: il Partito per la Giustizia e lo Sviluppo di Erdogan, che rappresenta la maggioranza dei turchi che rifiutano l'eredità del pedofilo Ebreo Donmeh Attaturk, fatta di "forzata laicizzazione" brutalmente autoritaria" e di genocidio culturale, tra cui l'abolizione della lingua scritta turca, è salito al potere nel 2002. Il trionfo del moderato JDP, partito democratico-islamica terrorizzò le forze kemaliste (forze fasciste dedite al culto di Attaturk), che cospirarono con gli Stati Uniti neocon-sionisti organizzatori del  9/11 per organizzare un evento di 9/11 stile in Turchia per rovesciare Erdogan.
Questo tentativo di colpo di stato, come quello di ieri, non riuscì. E può essere fallito per lo stesso motivo.
Durante la colazione, il capo della polizia nazionale turca mi spiegò come lui e i suoi colleghi avessero sventato il tentativo di golpe Ergenekon/Sledgehammer e incarcerato centinaia di militari di alto livello e di membri di punta dei servizi segreti, sequestrandone anche le proprietà nel mondo degli affari e dei media. (Questo è quello che avrebbe dovuto accadere negli Stati Uniti dopo il 9/11 ... o meglio ancora, prima del 9/11.)

Il direttore nazionale della polizia mi spiegò che la sua agenzia aveva costruito una rete di intelligence migliore rispetto a quella dei militari. Fu spia contro spia, tutti intercettavano tutti, ma la Polizia Nazionale prevalse, in parte grazie a apparecchiature ottenute dall'Europa. (Hanno anche una "rete di risorse umane" più grande e migliore, perché a differenza dei kemalisti rappresentano la maggioranza della popolazione).




Dal 2003 e in particolare nel corso degli ultimi cinque anni, alcuni della polizia nazionale che sostengono l'Islam e la democrazia sono stati ingannati e cooptati dal organizzazione controllata da Cia-Mossad di Fetullah Gulen. Così nell'ultimo round del gioco turco di spia contro spia, i lealisti della Polizia Nazionale hanno avuto a che fare non solo con i kemalisti del campo militare, ma anche con i traditori all'interno delle loro stesse fila.

Quindi, ecco la mia  teoria della cospirazione LIHOP (Let It Happen On Purpose) [Di proposito lasciare che accada] riguardante l'ultimo tentativo di golpe. La mia ipotesi è che le forze fedeli a Erdogan, all'Islam e alla democrazia (non necessariamente in questo ordine) erano nella parte superiore del diagramma del colpo di stato molto tempo prima che si concretizzasse.

Piuttosto che cercare di arrestare i golpisti in anticipo e, successivamente, essere accusati di "violazioni dei diritti umani" e di "schiacciare tutti i dissidenti anti Erdogan" da parte dell'Occidente, le forze lealiste hanno mantenuto un basso profilo e nascosto la loro conoscenza in anticipo di quello che sarebbe avvenuto. In questo modo, quando il tentativo di colpo di stato è divenuto pubblico, le forze anti-colpo di stato sono state in grado di evitare che avesse successo per poi ottenere il sostegno popolare per Erdogan e per il più grande progetto democratico-islamica, annientando in modo definitivo le forze pro-colpo di stato per assicurarsi che niente di simile potesse accadere di nuovo.

Spero che ci riescano.

A differenza di alcuni miei colleghi di VT, tifo per le forze anti-colpo di stato in Turchia... anche se si sono impegnate in un po' di congiura LIHOP lungo la strada.


Certo, Erdogan non è un santo. Ha fatto alcuni errori terribili, tra cui l'adesione al piano sionista occidentale di destabilizzazione della Siria, il giro di vite sui separatisti curdi e la svendita del popolo di Gaza rifiutando di inviare la Marina turca a porre fine al blocco israeliano illegale, come aveva promesso dopo l'incidente Mavi Marmara.

Ma le alternative a Erdogan sono ancora peggiori. Le forze traditrici pro-colpo di stato dell'esercito sono guidate da pedofili Donmeh e da signori della droga dello stato profondo. E Fetullah Gulen, pseudo-islamica opposizione ad Erdogan, è una creatura di quello stesso stato profondo e uno strumento della Cia-Mossad.
Si può scommettere che né i kemalisti né Gulen, né la combinazione dei due che avrebbe governato la Turchia se se il colpo di stato fosse riuscito, avrebbe cercato di liberare Gaza. Al contrario, entrambi sono molto più filo-sionisti di Erdogan.

Il popolo turco non si è ingannato. Come i venezuelani che fermarono il colpo di stato anti-Hugo-Chavez, i turchi hanno posto i loro corpi in prima linea per salvare la democrazia del loro paese.

Gilad Atzmon segna un valido punto nel suo recente intervento pro-Erdogan, nella diatriba anti-colpo di stato:

Il golpe militare sconfitto dal popolo

Gilad si chiede:


"...è possibile che le masse che ieri hanno salvato la Turchia vedano il loro governo e il loro presidente come una continuazione del loro vero sé? Forse Erdogan personifica la loro eredità ottomana e aiuta i turchi a liberarsi dall'identità pseudo occidentale imposta loro da (alcuni insistono, dall'ebreo) Kamal Ataturk un secolo fa. E' possibile che Erdogan abbia permesso ai turchi di tornare alle loro status di nazione orgogliosa? La Turchia si è trasformata da una fonte di manodopera a basso costo alla periferia d'Europa in una superpotenza regionale".
Erdogan è regolarmente attaccato per voler essere un "califfo" da parte di persone che non hanno alcuna conoscenza reale della storia turca e islamica moderna. La gente della Turchia di oggi e il resto del mondo, 1,8 miliardi di musulmani, non sono stati consultati quando i sionisti occidentali schiacciarono l'Impero Ottomano e, utilizzando il loro strumento pedofilo Donmeh Ataturk, abolirono il Califfato, un'istituzione assolutamente centrale per i sunniti. (I musulmani sunniti vedono la distruzione del Califfato da parte dei nemici dell'Islam circa allo stesso modo in cui i cattolici vedono la distruzione del papato e la Chiesa di Roma dai nemici del cristianesimo).

I sondaggi mostrano che circa due terzi dei musulmani di oggi, il che significa più di un miliardo di persone, vuole ristabilire il Califfato. Il partito al governo della Turchia è parte di un più ampio movimento islamico che vuole fare questo in modo graduale, moderatamente e democraticamente, ma è timido nel dichiarare questo apertamente per paura di inimicarsi i potenti nemici dell'Islam. La maggior parte della Fratellanza Musulmana globale è d'accordo con quel programma. (La Fratellanza Musulmana rinunciò ufficialmente alla violenza nel 1970, anche se correttamente sostiene il diritto di resistenza contro l'occupazione; la recente catastrofe in Siria è un caso eccezionale dovuto alla Fratellanza Musulmana siriana che ha sofferto decenni di persecuzioni che hanno portato alla radicalizzazione. Non fatemi iniziare a parlare delle idiote teorie del complotto anti-Fratelli Musulmani iniettate nel settore stupido dei media alternativi dai soliti noti).

I machiavellici leader occidentali/sionisti sono preoccupati se la Turchia diventa sempre più potente, prospera e islamica. Il loro incubo finale è un Califfato restaurato che unisca paesi musulmani contigui a maggioranza sunnita, che controllano la maggior parte delle migliori riserve energetiche del mondo e che usino questo controllo per creare una nuova valuta basata sulla merce, un dinaro d'oro e dinaro d'argento basati sul petrolio che rapidamente diventerebbe de facto la valuta di riserva del mondo (guardate cosa hanno fatto a Gheddafi per aver fatto un piccolo passo in quella direzione).

L'Impero Sionista-NATO ha attirato Erdogan in Siria per lo stesso motivo per cui ha attirato la Russia in Afghanistan nel 1980: "Dare a loro il proprio Vietnam". La distruzione della Siria è stato progettata non solo per schiacciare l'opposizione araba e dei suoi alleati iraniani ad Israele , ma anche per azzoppare la Turchia, al fine di ostacolare la sua ascesa come superpotenza democratica-islamica che apre la strada verso un Califfato restaurato.

A breve termine, la trama NATO-Sionista per distruggere la Siria e destabilizzare la Turchia ha avuto successo. Ma la tendenza storica di lungo termine corre nella direzione opposta. Mentre l'UE e la NATO cadono a pezzi e l'Occidente declina precipitosamente dalla sua posizione attuale di dominio economico-tecnologico-politico-militare globale, il sorgere di un mondo islamico unificato è una fatalità storica.
 Perché?

I musulmani sono uniti da una lingua comune, l'arabo, che ogni musulmano deve imparare. (Il Corano non esiste in qualsiasi altra lingua, non c'è alcuna cosa come una traduzione del Corano, solo interpretazioni palesemente inadeguate).

I musulmani sono uniti da una cultura comune: quello che Marshall Hodgson chiama cultura "Islamizzata". (Esso comprende molti non-musulmani).

I musulmani sono uniti da una moneta comune: il dinaro d'oro e d'argento dirham, l'unica moneta accettabile per la Zakaat, uno dei cinque pilastri dell'Islam.

I musulmani sono uniti da un odio comune per la riba (usura), la base dell'economia di oggi, e se viene data loro mezza possibilità, schiacceranno la cabala bancario internazionale e la metteranno definitivamente fuori dal mercato.

I musulmani sono uniti da un accordo per cui raggiungere l'unità politica del mondo islamico è un dovere religioso. Questo è dove sunniti e sciiti leggermente divergono; è il motivo per cui è il motivo per cui l'Impero sionista-NATO sta facendo tutto il possibile per esaltare le lievissime differenze tra sunniti e sciiti che in realtà esistono, utilizzandole come cunei al fine di annientare la Casa dell'Islam.

Così il progetto anti-Erdogan in Turchia è in realtà una piccola parte di un progetto anti-Islam molto più grande. Le persone che hanno cercato di distruggere la democrazia islamica in Turchia attraverso la trappola della Siria e ieri attraverso il fallito colpo di stato, sono le stesse persone che hanno messo in scena il 9/11 per lanciare la guerra contro l'Islam (mascherata da "guerra al terrore") e che hanno creato l' "ISIS" (Israel Secret Intelligence Service) come arma di propaganda contro lo sforzo legittimo dei musulmani per ripristinare la loro unità politica.

E penso che tutti noi sappiamo che queste persone sono le seguenti: i bankster che governano il mondo attraverso il loro impero sionista-NATO e che sarànno gettati nella pattumiera proverbiale della storia quando l'Islam si alzerà per riconquistare il suo posto al centro della civiltà globale.

domenica 27 marzo 2016

Mosca e Washington contro Ankara

REDAZIONE NOICOMUNISTI


Traduzione di Guido Fontana Ros




Breve ma chiaro articolo di Thierry Meissan sulla situazione in Medio Oriente. La traduzione comprende anche una serie di link ad articoli in italiano su quest'area di conflitto. Articoli che andrebbero letti dagli equosolidali lgbt veganlibertari, quando smetteranno di pasticciare le strade d'Europa con i gessetti colorati.