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venerdì 20 gennaio 2017

Il massacro di Katyn del corpo degli ufficiali polacchi

NOICOMUNISTI


REDAZIONE NOICOMUNISTI

Traduzione di Guido Fontana Ros


Presentiamo la traduzione di un riassunto del libro:  Y.I. Mukhin, Katyn Detective, Mosca, 1995, mai comparso in occidente. In questo libro l'autore smonta con estrema chiarezza tutte le bugie e le falsificazioni opera non solo dei nazisti ma anche di moltissimi pseudostorici anticomunisti e revisionisti, non ultimi quelli russi allevati alla scuola dell'infame Gorbachev, riguardo al terribile massacro di Katyn di oltre 11.000 ufficiali polacchi.

lunedì 20 giugno 2016

Katyn: la misteriosa "scoperta" dei documenti di Katyn

REDAZIONE NOICOMUNISTI

Traduzione di Guido Fontana Ros


Le circostanze della scoperta della "lettera di Beria no.794/B"e del resto dei documenti di Katyn sono complicate, per non dire altro. Per cominciare, abbiamo le memorie di Mikhail Gorbaciov, "Zhizn 'i reformy" ("La vita e le riforme") a partire dal 1995, in cui egli afferma, che vide per la prima volta "la lettera di Beria" nel dicembre 1991, quando ha aperto il "pacchetto chiuso n° 1". Gorbachev afferma che l'ultima parte della lettera è stata "barrata e su di essa vi era una nota scritta dalla penna blu di Stalin: 'La decisione del Politburo'. Con le firme: Accetto - Stalin, Molotov, Voroscilov ...".

Gorbaciov consegnò il pacchetto contenente "la lettera di Beria n° 794/B" e altri documenti di Katyn a Boris Eltsin il 24 dicembre 1991, dopo aver letto il suo contenuto ad alta voce in presenza di Alexander Yakovlev. La seconda volta che questi documenti "saltarono fuori" di nuovo fu nel settembre 1992. Ma "la lettera di Beria", che fu trovata nel settembre 1992 non aveva né il testo barrato da Stalin, né la nota "La decisione del Politburo" scritta con una penna blu, che Gorbaciov aveva descritto. I nomi delle firme erano anche scritti in un ordine diverso: "D'accordo - Stalin, Voroscilov, Molotov ...". Inoltre, il nome di Beria a pagina quattro era stato cancellato con una matita blu, a giudicare dalla scrittura, per mano dallo stesso Stalin e invece era stato messo il nome di Bashtakov, che fu Vice Capo del Commissariato del Popolo per gli Affari Interni (NKVD), sotto Beria.

E' possibile che Gorbaciov avesse rimescolato i fatti nelle sue memorie, ma può anche essere che effettivamente vide un'altra "lettera di Beria". In relazione a questo, dubbi e sospetti sorgono per quanto riguarda l'autenticità della "lettera di Beria", che venne trovata nel settembre 1992. Questi dubbi sono rafforzati dalla storia, che di solito si racconta circa la scoperta di tali documenti. Ufficialmente viene detto, che il "pacchetto chiuso no. 1", che conteneva "la lettera di Beria "e altri documenti provenienti dal Politburo del Comitato Centrale del Partito Comunista di tutte le Russie (b), venne rinvenuto il 24 settembre 1992 nell'Archivio del Presidente della Federazione Russa (precedentemente noto come l'Archivio del Comitato Centrale) da una commissione presieduta dal capo dell'amministrazione presidenziale Yuri Petrov, dal consigliere del Presidente della Repubblica Dmitry Volkogonov e dal direttore dell'Archivio Andrey Korotkov.

Quando il pacchetto è stato aperto, i membri della Commissione capirono l'importanza della loro scoperta e immediatamente la segnalarono al Presidente della Russia. Eltsin poi "diede l'ordine afinché Rudolf Pikhoya, nel suo ruolo di direttore degli archivi russi, volasse a Varsavia per consegnare tali documenti sensazionali al presidente Walesa" ("Katynskij sindrom v sovetsko-pol'skikh otnosheniyakh", Mosca , ROSSPEN, 2001, p. 397).

In data 15 ottobre 2009, il membro della Duma di Stato russa Andrey Makarov partecipava alla tavola rotonda su "falsificazione della storia e miti storici come strumento della politica moderna" che si teneva presso il Centro per la Politica Conservatrice, per cui raccontò la vera storia della scoperta dei documenti di Katyn. Questi furono infatti trovati nel settembre 1992 durante il processo in corso contro il PCUS (Partito Comunista dell'Unione Sovietica), anche se non proprio negli archivi, ma nella cassetta di sicurezza personale di Eltsin. Makarov disse che lui (molto probabilmente insieme a Sergey Shakhray, l'ex vice primo ministro della Russia) andò da Eltsin. "E noi gli dicemmo: 'Boris Nikolayevich, il processo contro il PCUS va piuttosto male'. Egli aprì la cassaforte e al fine di mostrare chiaramente come funzionava il tutto, tirò fuori sei cartelle da lì e disso: 'Va bene, prendete queste. In sua presenza, guardammo quello che c'era. Ritirò indietro due cartelle dicendo: 'No, è ancora troppo presto per parlare di questo oggi'. Poi, per caso, vidi il nome, di cosa si trattava, cosa che mi fece rizzare i capelli in testa. E nessuno nel paese sapeva ancora niente. Il problema era che una delle cartelle, che c'era prima che noi arrivassimo, era su Katyn"("Nashe Vremya", Nr. 139, 26 novembre-1 ottobre 2009).

Non c'è niente di strano in questa storia, in grado sollevare ogni sorta di dubbi, tranne per il fatto che Makarov vide una cartella denominata "Katyn". Questo non sarebbe mai potuto accadere, dal momento che né la cartella né il "pacchetto chiuso" hanno delle note su di loro che indicano che essi contengono documenti su Katyn. Al fine di comprendere, che all'interno di questi vi erano dei documenti su Katyn, occorreva aprire non solo la cartella, ma anche il "pacchetto chiuso" vero e proprio. È ovvio che Makarov era presente quando  il "pacchetto chiuso n° 1" venne aperto nell'ufficio di Eltsin. Ma è davvero così importante sapere, chi ha effettivamente trovato questo pacchetto e come avvenne questa scoperta?

Tutti sanno, che la gente inizia a mentire su cose diverse quando vuole nascondere una verità scomoda. Nel nostro caso, le informazioni circa il fatto che il "pacchetto chiuso" venne immagazzinato da Yeltsin di sicuro per circa un anno, permette di fare una domanda scomoda. Perché Eltsin non consegnò brevi manu quei documenti al presidente polacco Lech Walesa il 21 maggio del 1992, quando questi era in visita ufficiale di Stato a Mosca?

Non ci possono essere dubbi sul fatto che Walesa discusse la questione di Katyn durante il suo incontro personale con Boris Eltsin. Per i polacchi, questo problema è sempre stato una questione di massima priorità nelle loro relazioni con la Russia. Ma, a quanto pare, Eltsin sembra essersi limitato a discussioni generali e a tacere sui documenti di Katyn che erano conservati nella sua cassaforte.

Ma nel settembre 1992 Eltsin diede ordine ("immediatamente" come si suol dire) d'inviare i documenti di Katyn a Varsavia. Cosa gli impedì di fare esattamente la stessa cosa già nel maggio di quell'anno? Sia che lo vogliate o no, occorre iniziare ad ascoltare i ricercatori, che affermano, che questi documenti erano ancora "in fase di sviluppo" in quel momento e che non erano ancora "correttamente" progettati.

La situazione si  schiarì un po' il 28 marzo 2008, quando il noto storico russo Yuri Zhukov disse in un programma radiofonico sulla stazione radio "Serebryannyj dozhd'", che nei primi anni 1990 (nel 1993 o nel 1994), in connessione con il processo PCUS, richiese l'accesso ai materiali dell'Archivio del Presidente della Federazione russa per quanto riguarda le attività "criminali" del Partito Comunista sovietico.

Gli portarono una cartella "sottile", che conteneva vari documenti. Tra questi Zhukov vide una copia della "lettera di Berija a Stalin" scritta su una sola pagina e con la proposta di eliminare da 2.000 a 3.000 ufficiali polacchi catturati, che erano stati giudicati colpevoli di crimini di guerra e di altri crimini. L'ormai famosa "lettera di Beria", battuta su quattro pagine e che fu trovata nel 1992, contiene una proposta di eliminare 25.700 polacchi catturati e arrestati.

Il giorno dopo, il 29 marzo, 2008 Yuri Zhukov venne anche intervistato telefonicamente dal ricercatore indipendente su  Katyn, Sergey Strygin. Zhukov comunicò a Strygin un dettaglio interessante: la firma di Berija era presente nel documento, che vide negli archivi. Nella "lettera di Beria" "reale" di quattro pagine la sua firma è posta nell'ultima pagina del documento.

Le spiegazioni che suggeriscono che Beria avesse mandato due lettere successive a Stalin con la proposta di esecuzione dei polacchi non possono essere prese sul serio. Nel PCUS e in precedenza nella Partito Comunista di Tutte le Russie (b), aderivano ad una pratica consolidata. Quando si trattava di questioni che erano di massima importanza per il paese e che richiedevano una decisione "al più alto livello", si procedeva sempre a un colloquio preliminare di controllo sulla decisione da assumere. Pertanto le proposte e le richieste che erano inviate al Cremlino erano accuratamente vagliate dando forma alla versione finale. Inoltre l'iniziativa del processo decisionale per quanto riguarda l'esecuzione dei polacchi poteva venire solo da Stalin. Fu lui a dare a Beria l'ordine di preparare la lettera. Quindi, parlare di due lettere differenti è assolutamente fuori questione.

Non vi è dubbio che Yuri Zhukov avesse tenuto tra le mani una copia della vera e propria "lettera di Beria n° 794/B" indirizzata a Stalin, che fu datata 29 febbraio 1940. La testimonianza di Zhukov è confermata da un'altra fonte. Nel dicembre 2007, quando Vladislav Shved incontrò Viktor Galkin (l'ex dipendente presso il Dipartimento Generale del Comitato Centrale, che aveva lavorato con il "pacchetto chiuso n° 1" per quanto riguarda Katyn), Galkin gli disse, che nel mese di aprile del 1981, in nome di Konstantin Chernenko (che a quel punto era il direttore del settore pubblico del Comitato centrale) consegnò "la lettera di Beria" del "pacchetto chiuso n° 1" all'allora capo del Kgb Yuri Andropov. C'è una nota su questo sulla cartella stessa, che conteneva il "pacchetto chiuso n° 1".

Galkin ha sostenuto che "la lettera di Beria", che consegnò ad Andropov, era scritto su una pagina e che riguardava l'esecuzione di circa 2.000-3.000 ufficiali polacchi. Vide la lettera nello studio di Chernenko. Dopo che Chernenko ebbe aperto il "pacchetto chiuso n° 1", diede istruzioni a Galkin di mettere la lettera in una busta e sigillarla. Per quanto riguarda la "lettera di Beria" di quattro-pagina (disponibile solo come copia digitalizzata a colori) Galkin spiegò che non aveva mai visto un tale documento.

In un primo momento Vladislav Shved considerò la testimonianza di Viktor Galkin con certo scetticismo, presumendo che egli avesse confuso questo documento con la trascrizione della decisione del Politburo dal 5 marzo 1940, che è anche scritta su una sola pagina. Solo più tardi, dopo che Yuri Zhukov aveva raccontato la sua versione, comprese che la versione basata sulla memoria di Galkin era corretta. Dire qualcosa di più preciso circa la "lettera di Beria n° 794/B"non è possibile in questo momento, fino a quando non avremo l'opportunità di far condurre uno studio di essa, indipendente e obiettivo, ad esperti.

Aggiungendo un altro punto interrogativo ai molti dubbi che circondano il "pacchetto chiuso n°1", si dovrebbe parlare di quello che Mikhail Gorbachev scrisse nel 1995 nelle sue memorie. Ci racconta di come lui nell'aprile del 1989, poco prima dell'imminente visita di Wojciech Jaruzelski in Unione Sovietica, avesse esaminato i documenti di Katyn. Gorbaciov dice che c'erano due cartelle di Katyn (non solo una!) E che "entrambi le documentazioni" contenute, confermavano la versione della Commissione guidata dall'accademico Nikolai Burdenko. C'era una raccolta di vari materiali e tutti ne confermavano la versione "("Zhizn 'i reformy ", libro 2, 1995, p. 346).

C'è anche qualche prova reale che ci autorizza ad avere sospetti  su ciò che in realtà contenesse la cartella nel dicembre 1991. Come già accennato, Alexander Yakovlev era presente durante la consegna del "pacchetto chiuso n° 1 "da Gorbaciov a Eltsin il 24 dicembre, 1991. Il pacchetto venne trovato (secondo una delle versioni), da parte degli impiegati dell'archivio russo, che insisterono sul fatto che Gorbaciov dovesse essere informato proprio un giorno prima del suo ritiro dalla carica di Presidente dell'Unione Sovietica. In diverse occasioni successive (incluse nel suo libro "Sumerki" ("Crepuscolo", Materik, Mosca, 2003) e anche in un talk show dal vivo trasmesso alla televisione russa chiamato "Kak eto bylo") Yakovlev affermò, che la cartella di Katyn  conteneva anche una cosiddetta "lettera di Serov". Ma tale lettera non fu mai trovata, né allora né in sguito; per cui possiamo domandarci a che tipo di documento si riferisse Yakovlev. Stava parlando della "lettera di Beria"? Come mai si è sbagliato e lo ha fatto più e più volte?

Un indizio di quel mistero potrebbe risiedere nella recente pubblicazione di copie preliminari della "lettera di Beria", ad opera di Viktor Ilyukhin il 24 novembre 2010. Egli ricevette queste copie il ​​25 maggio 2010 da un utente anonimo, che lo aveva contattato, confessandogli di essere stato coinvolto in un gruppo di falsari, attivo nella prima metà degli anni '90, cioè nel periodo in cui Eltsin era il Presidente della Federazione russa. L'ultima pagina della copia preliminare della lettera contiene una nota singolare: "20). Bashtakov era a capo della segreteria NKVD! L.P. Beria difficilmente gli avrebbe affidato tale compito? Sostituire con Abakumov? K. .. ov? Serov? (Verificare le date) ". Qui Serov è indicato come un possibile sostituto per Bashtakov alla guida della troika del NKVD, che avrebbe condannato i polacchi a morte, ma ancora non era incluso il suo nome nel "documento finale", si manteneva quello di Bashtakov. Tenendo a mente questo, i racconti ripetuti di Yakovlev sull "lettera di Serov" potrebbero effettivamente essere un lapsus freudiano della lingua, vale a dire che egli disse inconsciamente troppo.

L'attuale governo russo e il presidente Dmitry Medvedev fingono che non sia successo niente di speciale e accusano tutti i critici che rovesciano la versione ufficiale dei fatti di Katyn, di "tentare di ripulire Stalin e i suoi collaboratori". Tale atteggiamento non è molto costruttivo. Sarebbe stato molto meglio lasciare che un gruppo di esperti indipendenti esaminasse il "pacchetto chiuso n°1" e porre fine una volta per tutte  a ogni speculazione sulla sua autenticità. Ma finché si tengono questi "originali" lontano pubblico e dalla comunità scientifica, si continua a confermare i sospetti che la vicenda di Katyn è stata falsificata. E probabilmente questo è ciò che è successo. 

Bibliografia e sitografia


Gorbaciov, Mikhail, Zhizn 'i reformy (2 libri), Novosti, Moscow 1995

Ilyukhin, Viktor, O rezolyutsii Gosdumy RF "Pamyati zhertv Katynskoi tragedii" (pubblicato il 24 novembre 2010)
(Questo articolo contiene la bozza di cinque pagine di "lettera di Beria")

Intervista con lo storico Yuri Zhukov alla stazione radio Serebryanyj dozhd', 100,1 FM, 28 marzo 2008 08:05 MSK / MSD
http://www.moskva.fm/stations/FM_100.1/programs/однажды_на_дожде/2008-03-28_08:05

Istorik Yuri Zhukov nd r / s Serebryannyj dozhd '(28 marta, 2008) (discussione dal forum del sito web "La verità su Katyn")

Documenti di Katyn del "pacchetto chiuso n°1" (pubblicato il 28 aprile 2010 sul sito ufficiale di Rosarkhiv)

Makarov, Andrey, Ya videl nazvaniye Papki: volosy dybom vstayut ..., da Nashe Vremya, Nr. 139, 26 ottobre-1 novembre, 2009
http://www.gazetanv.ru/archive/2009/139/6028/

Shved, Vladislav, Katyn del 2010. Novaya stranitsa ili ...? (Pubblicato il 30 aprile 2010)

Shved, Vladislav, Vnov 'o Katyni ili 70-letiye katynskogo rasstrela, kak Lozhka degtya k 65-letiyu Velikoj Pobedy (pubblicata il 14 febbraio 2010)

Yakovlev, Alexander, Sumerki, OOO Izdatel'skaya firma Materik, Mosca 2003

Yazhborovskaya I.S., Yablokov A.Yu., Parsadanova V.S., Katynskij sindrom v sovetsko-pol'skikh otnosheniyakh, Mosca, ROSSPEN 2001


venerdì 1 gennaio 2016

Il caso di Katyn revisionato

REDAZIONE NOICOMUNISTI

Traduzione di Guido Fontana Ros

A sostegno del saggio pubblicato precedentemente su queste pagine, La versione ufficiale del Massacro di Katyn confutata? di Grover Furr, pubblichiamo un breve articolo che ci illumina, seppur sommariamente, su altri elementi di prova a discolpa della responsabilità dei sovietici cui Furr ha accennato.

TRADUZIONE

FONTE




martedì 5 maggio 2015

STORICO STATUNITENSE: STALIN NON È COLPEVOLE DEI GRAVI CRIMINI DI CUI È ACCUSATO (KATYN)

REDAZIONE NOICOMUNISTI

Traduzione di Davide Spagnoli

Presentiamo una traduzione di un'interessante intervista a Grover Furr, storico dell'URSS del periodo "staliniano" pubblicata sulla rivista web Russia-Insider il 1 maggio 2015. In essa brevemente vengono spiegate le ragioni basate su FATTI storici per cui uno dei cavalli di battaglia dell'anticomunismo, la strage di Katyn di ufficiali polacchi attribuita al NKVD sovietico sia nient'altro che la reiterazione della bufala costruita da Goebbels nella primavera del 1943.

TRADUZIONE IN PDF


FONTE


venerdì 14 marzo 2014

Domande e risposte sul Massacro di Katyn




DOMANDE E RISPOSTE SUL “MASSACRO DI KATYN”

 A cura di Guido Fontana Ros della Redazione Noicomunisti





Una delle immagini dell'esumazione del 1943

Introduzione

Questa strage appare nei libri di storia e nei media come il “crimine” più documentato e accertato di Stalin e dei suoi collaboratori. Non è così!
Si vuole con questo breve scritto dare ai compagni argomentazioni rigorosamente storiche che smantellano “la versione ufficiale”.
In lingua italiana vi sono, disponibili in rete, 2 testi che criticano la “versione ufficiale”[1]. Sono traduzioni di testi scritti in inglese ma è in lingua russa che si trovano molti materiali estremamente interessanti[2] [3].
Per facilitare la lettura, questo testo è strutturato in domande e risposte. Naturalmente per coloro che vorranno approfondire, sono inseriti in nota, i testi e i link attinenti.

 1)   Cosa

Propaganda nazista

Si tratta dell’uccisione di ufficiali, poliziotti, gendarmi e secondini polacchi. L’ammontare delle vittime, molto più basso all’epoca della “scoperta”, è stato aumentato dagli ultimi “studi” dalle circa 3.000 persone iniziali a 21.857!

 

2)  Quando

L’esecuzione di massa è avvenuta nella primavera del 1940, probabilmente nei mesi di aprile – maggio. Il ritrovamento dei corpi venne annunciato da Radio Berlino, il 13 aprile 1943, attribuendone la responsabilità ai sovietici[4].

3)  Dove

Vicino alla Foresta di Katyn, località a poca distanza dal villaggio di Gnezdovo, Oblast’ (provincia) di Smolensk, Russia occidentale.

4)  Come

I prigionieri furono uccisi con un colpo alla nuca[5]. Alcuni direttamente a Katyn, altri in altre località.

Domande e risposte

1)   Cosa


Perché si parla di prigionieri polacchi?
Perché furono catturati alla fine del settembre 1939 quando la Polonia crollò sotto l’aggressione nazista. L’Armata Rossa, in osservanza del Trattato Ribbentrov – Molotov[6], avanzò per occupare i territori che erano stati strappati all’URSS con il Trattato di Riga[7] del marzo 1921 che stabilì le frontiere sovieto – polacche.
Immagine propagandistica polacca del 1920
Perché quando si parla di prigionieri polacchi, ci si riferisce per lo più a ufficiali, poliziotti e guardie polacche?
A seguito del conflitto polacco – sovietico, furono fatti prigionieri dai polacchi molti soldati dell’Armata Rossa. Un recente studio russo[8] stima il numero dei prigionieri russi finiti nei campi polacchi a 165.550; di questi ne tornarono in patria 75.699. Cosa successe agli altri 89.851? Qualcuno evase, altri passarono ai polacchi ma la stragrande maggioranza morì; morì di fame, di malattie, di freddo, di maltrattamenti e di esecuzioni arbitrarie.
In Bielorussia, in Volinia e nell’Ucraina occidentale, sotto il controllo polacco, si attuò una politica imperialista di “polonizzazione” con arresti arbitrari e uccisioni di comunisti, sindacalisti, contadini e cittadini ucraini, bielorussi ed ebrei.
E’ logico che a questi polacchi, implicati in crimini, le autorità sovietiche presentarono il conto.
Quindi vennero fucilati tutti?
NO! Fu esaminato ogni singolo caso e solo coloro che risultarono colpevoli dei reati più gravi furono fucilati. Gli altri furono internati in campi correzionali di lavoro. A questo riguardo, ad esempio L. M. Kaganovich (nauseante biografia anticomunista, tipica di Wikipedia)[9], ebbe a dichiarare[10] che nella primavera del 1940, il governo sovietico, aveva dovuto prendere una decisione difficile: la fucilazione di 3.196 cittadini polacchi che si erano macchiati di crimini. Questi crimini non riguardavano solo i casi sopra elencati ma si estendevano anche al periodo seguente all’occupazione sovietica di quelle terre. L. M. Kaganovich dice letteralmente: ” … gli stupratori, i banditi e gli assassini.”.
E’ vero che furono punite le loro famiglie?
Solo in alcuni casi a seconda del loro grado di coinvolgimento. Furono trasferiti all’interno dell’URSS e questo fu la salvezza di molti polacchi, infatti la maggior parte di coloro che rimasero in Bielorussia, Volinia e Ucraina furono uccisi dai nazisti o dai collaborazionisti ucraini dell’UPA[11] di Stepan Bandera[12].
QUESTI FURONO I SOLI POLACCHI A ESSERE FUCILATI NELLA PRIMAVERA DEL 1940 DALLE AUTORITA’ SOVIETICHE!

2)   Quando


E’ vero che le esecuzioni avvennero nella primavera del 1940?
Se ci si riferisce alle esecuzioni di criminali di guerra polacchi di cui sopra si è detto, è vero. Se ci si riferisce ai corpi “scoperti” dai nazisti nel 1943 è falso.
Documento riportante una data successiva al 1940
Quindi ci sono prove della falsità della datazione nella “versione ufficiale”?
SI’. Ve ne sono parecchie. Vediamone un elenco.
  • a)     Il buono stato di conservazione dei cadaveri, dei loro indumenti e delle parti metalliche di questi ultimi. L’Ucraina, non è proprio famosa per il suo clima secco e desertico che è favorevole alla conservazione dei cadaveri… ; dall’aprile – maggio 1940 all’aprile 1943 sono trascorsi 3 autunni piovosi e 3 inverni nevosi che avrebbero dovuto decomporre in modo maggiore i resti riesumati.
  • Alcuni degli anatomo - patologi forensi che stilarono i rapporti per conto dei nazisti, in seguito dichiararono che, per ovvie ragioni, non poterono affermare che, in realtà, quei corpi non erano stati sepolti più di 2 anni prima. Inoltre testimoni oculari, le esumazioni furono eseguite da prigionieri russi, affermano che i cadaveri venivano estratti abbastanza rudemente senza tuttavia che se ne staccassero parti.
  • Furono trovati documenti sui cadaveri polacchi dalla Commissione Burdenko (Commissione istituita dal governo sovietico nel 1944 per indagare il massacro) risalenti al 1941, un anno dopo la supposta esecuzione per mano sovietica[13].
  •       C’è addirittura un documento, prodotto dai nazisti nel 1943 che riporta una data successiva all’aprile – maggio 1940 (della serie, il diavolo fa le pentole ma non i coperchi)[14]
  •      Nel 2010 cominciano gli scavi condotti da una squadra archeologica ucraino – polacca a Volodymyr-Volyns‘kiy, in Ucraina[15]. In alcune fosse comuni, fra i molti cadaveri di uomini, donne bambini furono rinvenute le piastrine di identificazione di 2 prigionieri di guerra polacchi. Sono stati identificati e risultavano essere tra i fucilati di Katyn. Ma Katyn è a diverse centinaia di km di distanza e gli archeologi hanno datato questa sepoltura al 1941.
Katyn è lontana nello spazio e nel tempo…  (in corsivo le obiezioni a queste scoperte)
Nessun problema: sono stati i malvagi uomini del NKVD sovietico.
Ma non risulta che abbiamo mai ucciso bambini.
Non importa, questa volta l’hanno fatto.
Ma i bossoli ritrovati sono quasi tutti di produzione tedesca e sono stati fabbricati nel 1941.
Non importa, i malvagi russi hanno adoperato armi tedesche per far ricadere la colpa sui nazisti.
Ma la disposizione dei cadaveri è “a scatola di sardine”, la disposizione favorita dal criminale di guerra nazista F. A. Jeckeln[16].
Ah bè, non è vero, i corpi sono disposti alla rinfusa e F. A. Jeckeln ha cominciato a usare tale disposizione più tardi.
Le fotografie degli archeologi dimostrano il contrario e a riguardo dell’uso più tardivo della “disposizione a scatola di sardine” dove sono le prove?
Silenzio…e poi un grido: “Allora le foibe?”

3)   Dove

Perché a Katyn?
Perché questi prigionieri di guerra polacchi, internati in quanto coinvolti in crimini di guerra o ostili al potere sovietico (i soldati semplici furono rimessi in libertà), erano impiegati nella costruzione e nella manutenzione di strade nell’oblast di Smolensk. A supporto di questa affermazione vi sono i documenti di trasporto verso campi per “compiti speciali” del NKVD[17] e diverse dichiarazioni di testimoni oculari[18]. Questi prigionieri erano rinchiusi nei campi di Kozel‘sk,  Starobelsk e  Ostashkov.

4)   Come


Come furono uccisi? Fucilati tipo plotone d’esecuzione  o con un colpo  alla nuca?
Furono uccisi con un colpo alla nuca e i bossoli sono per lo più calibro 9 mm. L’NKVD aveva in dotazione pistole Tokarev TT 39 di calibro 7,62 mm.
Come la mettiamo col fatto che i nazisti non usavano quel metodo di esecuzione che era invece usato dal NKVD russo?
Molto semplice: è una stupidaggine, i tedeschi utilizzavano anche il metodo del colpo di pistola alla nuca, ci sono innumerevoli testimonianze a riguardo. Ad esempio, al riguardo di Katyn, un reduce tedesco scriveva al Times di Londra nel 1971: “Come soldato tedesco, all’epoca convinto della giustezza della nostra causa, ho preso parte a molte battaglie e azioni durante la campagna di Russia. Non sono stato a Katyn né nella vicina foresta. Ma ricordo bene il clamore che sorse quando nel 1943 fu data notizia della scoperta dell’orrenda fossa comune vicino a Katyn, la cui area era allora minacciata dall’Armata Rossa. “Josef Goebbels, come dimostrano i documenti storici, ha ingannato molte persone. Dopo tutto, questo era il suo lavoro e in pochi metterebbero indubbio la sua completa padronanza di questa attività.  Ciò che sorprende, tuttavia, è che ne abbiamo la dimostrazione nelle pagine del «Times» a distanza di più di trent’anni. Scrivendo per esperienza, io non credo che - in quel momento avanzato della guerra - Goebbels sia riuscito a ingannare molti soldati tedeschi in Russia sulla questione di Katyn … I soldati tedeschi sapevano benissimo sparare alla nuca … Noi soldati tedeschi sapevamo che gli ufficiali polacchi erano stati mandati all’altro mondo da noi stessi e da nessun altro”. 
Walther P 38 in 9mm usata dalla Wermacht
Ma i russi non potevano aver usato armi tedesche?
Certo, ma perché farlo nell’aprile – maggio 1940 (data che si è visto falsa) quando l’attacco all’URSS avvenne alla fine del giugno 1941? Erano forse in grado di prevedere il futuro? Nel 1941 non avrebbero più potuto uccidere a Katyn alcun polacco perché la provincia di Smolensk venne occupata nel luglio di quell’anno dai nazisti.
Inoltre Goebbels nel suo diario annota:”…sfortunatamente, munizioni tedesche sono state trovate nelle fosse a Katyn…è essenziale che questo incidente rimanga segreto. Se venisse a conoscenza del nemico, l’intero affare di Katyn dovrebbe essere lasciato cadere.” (8 maggio 1943)
W. Schellemberg[19], il capo del servizio dell’intelligence delle SS, durante uno degli interrogatori cui lo sottoposero gli Alleati ammise[20] che l’intera vicenda di Katyn era una macchinazione nazista. Curiosamente i verbali di questi interrogatorio sono spariti dai National Archives americani[21]…
Se sono stati i nazisti a farlo, la domanda è perché?
Dal punto di vista della “disinformazione” è stato un capolavoro di Goebbels. Infatti, i rapporti diplomatici già molto tesi, fra il governo polacco in esilio del generale Sikorsky (feroce anticomunista e nazionalista polacco) e quello sovietico furono rotti. E l’efficacia dell’operazione nazista è provata ancora oggi, dopo la fine della Guerra Fredda, dal fatto che la responsabilità sovietica del “Massacro di Katyn” è diventata un dogma per ogni buon progressista.
La prima di 4 pagine dell'ordine di Beria
Ma io sono al corrente che, ufficialmente, il governo russo con Gorbachev e poi con Yeltsin, ammise la responsabilità sovietica, producendone addirittura la prova materiale. Come la mettiamo?
Bene, abbiamo calato l’asso di bastoni? Cattive notizie, la briscola è un’altra…Stiamo parlando del famoso, sarebbe meglio dire famigerato, ordine[22] di Beria[23], siglato anche da Stalin in persona?
Sì? Ci sono ottime probabilità che sia un falso e neanche fatto molto bene.
Stiamo parlando del documento firmato da Beria che disponeva l’esecuzione dei prigionieri polacchi. Fu rinvenuto nel famoso “Pacco Chiuso n° 1” nel 1992, insieme alla lettera di Shelepin a Khrushchev, del 1959, dove si suggeriva la distruzione di tutta la documentazione sovietica su Katyn.
Nel 2010, il deputato della Duma Viktor Ilyukhin, afferma pubblicamente che ci si trova di fronte a una falsificazione. Infatti dichiara che venne avvicinato il 25 maggio 2010, da un misterioso personaggio (di cui non fa il nome per ragioni di sicurezza) che gli rivela di essere uno dei falsari di questi documenti. In pratica i servizi del governo russo avevano messo insieme una squadra di falsari con il compito di falsificare quanti più documenti possibili sulla storia sovietica precedente all’era di Khrushchev. La squadra era composta fra gli altri dal colonello Klimov, dal Direttore degli Archivi Nazionali Russi Rudolf Pichoya, dallo stretto collaboratore di Yeltsin M. Poltoranin, da G. Rogozin vice capo della sicurezza del presidente.
Comunque, il famoso ordine di Beria composto di 4 pagine dattiloscritte, secondo il perito giudiziario  Eduard Petrovich Molokov risulta scritto da 2 macchine da scrivere diverse.[24] Vengono utilizzate espressioni mai utilizzate in nessun documento del NKVD come l’abbreviazione “kr” per controrivoluzionari, l’Ucraina e la Bielorussia definite proprio così senza la sigla RSS (Repubblica Socialista Sovietica) come era in uso allora nei documenti del NKVD.                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                                             


[4] Amtliches Material zum Massenmord von Katyn (Berlin: Zentralverlag der NSDAP, Franz Eher Nachf. G.m.b.H., 1943
[8] Rossiia i SSSR v Voinakh XX Veka. Poteri Vooruzhennykh Sil. Statisticheskoe issledovanie. Ed. G.F. Krivosheev. Moscow: "OLMA-PRESS", 2001. (“La Russia e l’USSR nelle guerre del XX° secolo. Perdite militari. Un’inchiesta statistica”)
[9] http://it.wikipedia.org/wiki/Lazar%27_Moiseevi%C4%8D_Kaganovi%C4%8D

[13] Vedasi secondo link della nota 1
[15] Come sopra
[17] Vedasi secondo link della nota 1
[18] Vedasi primo link della nota 1
[19] http://it.wikipedia.org/wiki/Walter_Schellenberg
qui l'articolo del New York Times del 29 giugno 1945 pag. 2

[20] qui l'articolo del New York Times del 29 giugno 1945 pag. 2
http://chss.montclair.edu/english/furr/research/nytonkatyn062945.pdf

[21] Doerries, p. 45, concernente il rapporto dei servizi segreti  “Report on the Interrogations of Walter Schellenberg, 27 June - 12 July 1945”, marchiato con “Secret”: “Anche altre parti di questo rapporto danno l’impressione di essere incomplete ...”. Anche n.218, p. 353