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giovedì 9 febbraio 2017

La balla dell'Holodomor: anatomia di una bugia inventata dalla macchina propagandistica occidentale

REDAZIONE NOICOMUNISTI

DI  EKATERINA BLINOVA

FONTE

TRADUZIONE DI GUIDO FONTANA ROS





La macchina propagandistica dell'Occidente, che bellamente stampa resoconti inventati sul coinvolgimento della Russia in Siria, ebbe origine all'inizio dell'epoca comunista nel 1917; la balla dell'Holodomor del 1932-32 fu inventata dall'Occidente in stretta collaborazione con la Germania nazista  e con i nazionalisti ucraini filonazisti.


Fin dalla Rivoluzione d'Ottobre del 1917 in Russia, i media occidentali fecero ogni sforzo per denigrare i successi dei sovietici, creando un quadro di totale orrore e disperazione che aveva apparentemente avvolto l'URSS.

Il coraggioso esperimento storico intrapreso dai comunisti e basato sul concetto di un' "equa distribuzione della ricchezza nazionale" e di un egalitarismo e internazionalismo, agghiacciò il sangue dei plutocrati occidentali.

Notano gli storici come il comunismo sovietico fosse l'assoluta antitesi del capitalismo. Se il nuovo sistema avesse dato prova della sua efficienza, il mondo sarebbe potuto cambiare per sempre. Non è necessario aggiungere che questo non collimava con i piani dell'élite finanziaria e politica.

"Coloro che erano al potere nei paesi capitalisti vedevano il socialismo come una minaccia ai loro profitti e ai loro continui privilegi. Sia per minare il sostegno ad un'alternativa socialista a casa propria, sia per mantenere una posizione dominante nell'economia internazionale e nelle relazioni politiche, venne impiegata ogni sorta di bugie e di distorsioni ponendo l'URSS nella peggior luce possibile.". Così ci dice il ricercatore canadese, sindacalista e scrittore, Douglas Tottle, nel suo libro del 1987, Fraud, Famine and Fascism: The Ukrainian Genocide Myth from Hitler to Harvard. [ndt: in questo articolo viene citato ampiamente]
In questo libro, Tottle ha presentato la storia dettagliata della campagna della propaganda occidentale basata sulla tesi che la carestia del 1932-33 sia stata pianificata deliberatamente come un "genocidio" degli ucraini da parte del governo sovietico. La ricerca di Tottle ha acquisito un nuovo significato oggi, in quanto il vento del mito del cosiddetto "Holodomor ucraino" ha ripreso a soffiare in Ucraina e in Occidente.

In collusione con la Germania nazista: la nascita del mito

Le radici della propaganda della carestia-genocidio affondano in una serie di articoli scritti da un "noto giornalista, viaggiatore e cultore di studi russi", Thomas Walker [ndt: in questo articolo viene spiegato chi fosse in realtà il "noto" giornalista...], per la stampa di Hearst nel 1935. Gli articoli descrivono l'orrenda carestia del 1932-33 in Ucraina, con il corredo di fotografie che accompagnando gli articoli ritraggono le vittime disperate della carestia.

Il materiale e le fotografie sono veramente impressionanti, ma è venuto fuori che il "noto" giornalista Thomas Walker non ha mai visitato l'Ucraina nel 1932-33 e per di più non è mai esistito.

Per quanto riguarda le fotografie, alcuni giornalisti investigativi americani rivelarono nel 1939 che la maggior parte erano state scattate nelle aree devastate dalla guerra in Europa proprio appena dopo la fine della Prima Guerra Mondiale , mentre altre ritraevano le vittime della carestia della regione del Volga in Russia del 1921-22.

Tottle ha sottolineato come l'editore di quel quotidiano americano, William Randoph Hearst non avesse avuto alcun scrupolo a pubblicare notizie inventate.


Il ricercatore canadese ha detto che: "Non solo le fotografie erano false, falso era il viaggio in Ucraina e anche lo stesso Thomas Walker era fasullo".

Tottle annotò nel 1987 e significativamente non è cambiato nulla da allora, che "Comunque sia, le fotografie della carestia di Walker sono veramente notevoli perché, nonostante siano state ulteriormente smascherate come balle circa 50 anni fa, continuano ad essere usate dalla propaganda nazionalisti ucraini e dalle istituzioni universitarie come prove del preteso genocidio.".
In effetti Hearst non fu solo a lanciare una campagna sulla carestia-genocidio: il magnate della stampa aveva potenti alleati, i fascisti tedeschi ed italiani.


Nel 1933 la bufala fu escogitata dal ministro della Propaganda del Reich, Joseph Goebbels, che viene considerato il vero e proprio creatore del mito. Fu lui infatti a dare inizio alla campagna propagandistica contro il governo sovietico in Ucraina, inventando storie delle atrocità sovietiche nella regione. L'Ucraina era visto dai nazisti come potenziale "lebensraum" della Germania.

Nel 1934, Hearst visitò la Germania e incontrò l'infame Fuhrer tedesco.

Tottle ha evidenziato: "Fu proprio dopo il viaggio di Hearst nella Germania nazista che la sua stampa cominciò a promuovere il tema della carestia-genocidio in Ucraina.".

Assumendo una posizione morbida sulle azioni dei nazisti in Germania, Hearst scatenò una guera a tutto campo di propaganda contro l'URSS. Egli denigrava i risultati sovietici dell'industrializzazione e della collettivizzazione, mentre elogiava gli sviluppi economici della Germania nazista.

Comunque Tottle ha rimarcato che: "Hearst non era affatto l'unico magnate della stampa di estrema destra negli USA.".

Bisognerebbe tener conto del fatto che il "miracolo economico" della Germania nazista avvenne in realtà grazie ai generosi investimenti fatti dai capitalisti britannici ed americani (questa vicenda è stata brillantemente descritta dall'economista americano Guido Giacomo Preparata nel suo libro "Conjuring Hitler [ndt: in realtà codesto autore è un italiano che vive e studia negli USA, su noicomunisti.wordpress.com, a questo link, si può trovare una traduzione di alcuni capitoli del suo libro]).

L'epoca della Guerra Fredda: il mito dell' "Holodomor" viene adottato dall'Occidente

Benché non si fosse mai avverato il sogno di un "lebensraum" tedesco, la balla della carestia-genocidio fu adottata di buon grado dai politici occidentali e dagli accademici a loro asserviti, nonché dalle fonti mediatiche durante il periodo successivo alla Guerra Fredda.

Tottle ci ha raccontato che: "Un matrimonio anticomunista di convenienza fu celebrato fra la destra estrema americana e i nazionalisti ucraini, di cui alcuni settori avevano collaborato con i nazisti. Questo fatto richiese da allora in poi una nuova veste e una storia di copertura delle passate attività, mentre i propugnatori della Guerra Fredda, poterono presentare personaggi del genere come "testimoni viventi della minaccia posta dal comunismo all'umanità."

Ci sono dozzine di libri scritti dagli ex collaboratori ucraini dei nazisti e da autori occidentali che raccontano storie inventate di atrocità, brutalità e sfrenatezze da parte dei sovietici.

Il numero delle vittime di quello che viene definito "la deliberata carestia-genocidio dell'Ucraina" o "Holodomor" crebbe balzellon balzelloni e raggiunse quasi i 10 milioni.

Proprio nel 1986 lo scrittore britannico Robert Conquest pubblicò un libro intitolato Harvest of Sorrow: Soviet Collectivization and the Terror Famine. Non sarebbe necessario dire che la ricerca svolta da Conquest, ex impiegato dell'IRD (Information Research Department), ha poca se ne ha, attinenza con la realtà.

Tottle evidenzia che Conquest si basò per lo più su fonti della destra ucraina, sugli articoli comparsi sulla stampa di Hearst nel 1935, sul diario del viaggio mai avvenuto di Thomas walker e sulla sua collezione falsa di fotografie, nonché sui libri scritti dai membri dell'infame Organizzazione dei Nazionalisti Ucraini che collaborò con la Germania nazista durante la II Guerra Mondiale.

Per illustrare la misura della paranoia antisovietica di Conquest, Tottle si è riferito ad un altro libro, scritto dall'autore britannico con John Manchip White: What to Do When the Russians Come: A Survivalist's Handbook (1984).


"Il libro compila una lista di 'ingegnose variazioni" del terrore comunista pronte per i democratici americani, inclusi lo stupro di gruppo delle donne americane da parte dei soldati russi, un destino miserabile per i bambini americani e l'ammonimento di una carestia inevitabile". Annota Tottle, aggiungendo un tocco di sarcasmo: "Quale altro 'storico', meglio del dottor Robert Conquest, avrebbe potuto imbellettare accademicamente la campagna della carestia-genocidio?".
Quindi diventa ora chiaro quali tecniche propagandistica giacciano alla base della narrativa occidentale presente della minaccia e del pericolo che il fantasma della Russia pone sull'Ucraina, sugli Stati Baltici e sul resto d'Europa. 

Cosa accadde realmente nel 1932-1933

Cosa avvenne veramente in Ucraine nel 1932-1933?

"La Rivoluzione russa del 1917 fu seguita dall'intervento militare di 14 potenze estere (inclusi gli USA, la Gran Bretagna e il Canada) e da una diffusa guerra civile. La distruzione dei sette anni di guerra, rivoluzione e di intervento combinata con una dura siccità, condusse ad una una diffusa fame e carestia, la carestia russa del 1921-1922", puntualizza il ricercatore canadese.".
Essendo sopravvissuti a tali difficoltà, i sovietici lanciarono il progetto che non aveva alcun precedente nella storia: la costruzione di una società socialista. Essi dovettero trasformare uno stato arrretrato in un paese industrializzato con un comparto agricolo efficiente. La collettivizzazione dell'URSS e progetti di industrializzazione erano mirati al raggiungimento di questo scopo.

 E' d'uopo menzionare il fatto che l'Impero Russo aveva sofferto carestie periodiche e devastanti fin dalla fine del XIX° secolo, ben prima che i Bolscevici addivenissero al potere nel 1917. Quindi vi era stata una serie di carestie nel 1920-21, nel 1924, nel 1927 e nel 1928.

L'urbanista canadese, Hans Blumenfeld, che aveva lavorato come architetto in Ucraina all'epoca della carestia, come riportato da Tottle, affermava: "Ci fu infatti una carestia nel 1933, ma non solo in Ucraina, anche nella regione del Basso Volga e nel Nord del Caucaso".

A complicare ulteriormente la situazione, la carestia fu accompagnata da un'epidemia di tifo, annota il Dr. Blumenfeld, aggiungendo anche che la maggior parte dei decessi nel 1933 fu dovuta al tifo, alla dissenteria e alla febbre tifoide.
Secondo alcune stime, durante la carestia del 1932-1933, circa tre milioni di persone morirono (sia di fame che di epidemie) in URSS, mentre un terzo morì in Ucraina."
Non ci fu alcuna deliberata carestia-genocidio in Ucraina, afferma il prominente storico americano della West Virginia University. Il professore che svolse un'accurata ricerca sulla carestia del 1932-1933, giunse alla conclusione che il disastro fu dovuto a circostanze ambientali che non fu in alcun modo correlato alle politiche sovietiche nella regione.

Mentre puntano il dito contro l'URSS infamandola, i propugnatori dell' "Holodomor" rimangono muti circa il fatto che dopo il 1933, l'Unione Sovietica non si trovò mai più di fronte al disastro di una carestia: il progetto di collettivizzazione del leader sovietico Joseph Stalin diede prova della sua efficienza.
Noi siamo dietro ai paesi avanzati da 50 anni a 100 anni. Dobbiamo annullare questo distacco in 10 anni. O facciamo così osaremo schiacciati". Disse Stalin nel 1931, secondo la citazione del giornalista americano Albert Rhys.
E Tottle fa notare: "E la fecero correre!"

La Seconda Guerra Mondiale ha indicato con chiarezza che l'URSS ha proprio colmato la distanza di 100 anni in soli 10 anni.
"Qualcuno si chiede come i Bolscevici siano riusciti a produrre tutto questo", si meraviglia lo storico tedesco Heinz Hohne, secondo la citazione del ricercatore canadese.".














domenica 5 febbraio 2017

La balla dell'Holodomor: l'embargo occidentale dell'oro e la carestia sovietica del 1932-1933.

REDAZIONE NOICOMUNISTI

DI EKATERINA BLINOVA

FONTE

TRADUZIONE DI GUIDO FONTANA ROS





Nel corso di un'intervista esclusiva a Sputnk, l'economista, scrittore e politico russo, Nikolai Starikov, condivide le sue opinioni sulla controversia circa la carestia del 1932-33 e ci illumina sulla politica occidentale delle sanzioni antisovietiche nei primi anni '30.

La carestia disastrosa del 1932-33 dell'URSS, usata a mo' di mazza ferrata contro l'Unione Sovietica durante la Guerra Fredda, non dovrebbe essere estrapolata dal suo contesto storico.

La carestia, pesantemente politicizzata in seguito e senza alcun fondamento volgarizzata come "Holodomor", è solo una parte della storia del giovane stato sovietico e delle difficoltà cui ha dovuto fare frone dopo la Prima Guerra Mondiale.

Colpito duramente dalla Prima Guerra Mondiale ed esaurito dalla guerra civile e dall'intervento straniero, lo stato sovietico doveva ricostruire l'industria e modernizzare il settore agricolo per sopravvivere e e migliorare le condizioni di vita del popolo sovietico. 

L' "embargo occidentale dell'oro" e i "Piatilecki" di Stalin

I governi occidentali fin dal principio furono ostili alla dirigenza sovietica e rifiutarono di riconoscere il nuovo stato. Dopo l'inglorioso fallimento dell'intervento dell'Intesa, le potenze occidentali, le maggiori erano la Gran Bretagna, la Francia e gli Stati Uniti, cercarono di sopraffare l'URSS con la pressione economica.

Nikolai Starikov, economista, scrittore e politico russo ha detto a Sputnik:
"In quel periodo la dirigenza sovietica fu obbligata a concentrarsi sulla creazione di industrie di cui lo stato sovietico mancava. Per adempiere a questo compito, il Cremlino mise in opera i cosidetti "piatilecki" (vale a dire i "piani quinquennali"). In realtà la soluzione del problema fu divisa in due fasi: per prima cosa [la dirigenza sovietica aveva pianificato] di costruire nuovi impianti industriali, per seconda cosa di accrescere bruscamente la produzione di raccolti agricoli attraverso la meccanizzazione dell'agricoltura, per pagare le importazioni di macchine utensili dall'estero con il danaro guadagnato grazie all'esportazione dei prodotti agricoli.". 

Lo scrittore inoltre ha notato:
"E a questo punto l'Occidente fece un tentativo di sottomettere l'Unione Sovietica" Starikov ha sottolineato che:
"Nel 1925 "l'embargo dell'oro" fu imposto all'URSS: le potenze occidentali rifiutavano di accettare l'oro come mezzo di pagamento per i macchinari industriali spediti in Russia. Di punto in bianco chiesero al governo sovietico di pagare il macchinario industriale con legname, petrolio e grano.".
I governi occidentali spiegarono questa loro decisione come provocata dal rifiuto bolscevico di ripagare i debiti dell'Impero Russo.

Tuttavia questo non è tutto: nei primi anni '30 le più grandi potenze occidentali, USA, Francia e Gran Bretagna, instaurarono un embargo commerciale con l'Unione Sovietica, rifiutando di venderle alcunché se non avessero ricevuto in pagamento il GRANO.
Starikov ha spiegato più in dettaglio:"Immaginate che l'Unione Sovietica sia stata "intrappolata" nel bel mezzo dei suoi sforzi a tutto campo per ricostruire e modernizzare la sua base industriale", e che proprio in quel momento i macchinari (di cui l'URSS aveva un disperato bisogno) potevano essere acquistati solo in cambio di grano".

Il circolo vizioso delle carestie e l'agricoltura sovietica

Com'era il settore agricolo della Russia?

E' opportuno menzionare che dalla fine del XIX secolo l'Impero Russo aveva sofferto di carestie ripetute. Inoltre, durante la Prima Guerra Mondiale, l'area coltivata era diminuita in modo significativo.
"Negli anni '20 la Russia, incluso il territorio della moderna Ucraina fu afflitta da una serie di carestie, che ricorrevano ogni 2 o 4 anni. I fautori del concetto del cosiddetto "Holodomor" (idea secondo cui il governo sovietico abbia deliberatamente organizzato la devastante carestia del 1932-33), ignorano di norma il fatto che l'Unione Sovietica avesse attraversato periodi di dure carestie nel 1920-21, nel 1924, nel 1927 e nel 1928.".
Il professor Grover Carr Furr dell'Università di Montclair, ha scritto nel suo libro "Blood Lies: The Evidence that Every Accusation Against Joseph Stalin and the Soviet Union in Timothy Snyder's Bloodlands Is False", citando i lavori di ricerca del professor Mark. B. Tauger, un noto esperto di carestie:

"l'anno delle due Rivoluzioni, il 1917, vide una grande scarsità nei raccolti provocare una carestia negli agglomerati urbani nel 1917-18. Negli anni '20, l'URSS conobbe una serie di carestie: nel 1920-23 nella regione de Volga e in Ucraina e un'altra, nel 1923 nella Siberia occidentale.".

Le carestie, causate dall'arretratezza dell'agricoltura russa, i disastri naturali e gli effetti a lungo termine della guerra, furono parte di un problema più grande di rifornimento di cibo nella Russia post Prima Guerra Mondiale. 

Quindi si impone una domanda: le potenze occidentali erano consce della disperata necessità dell'URSS di grano quando imposero le sanzioni chiedendo grano o petrolio come unico mezzo di pagamento?

Nikolai Starikov ha detto a Sputnik, commentando la questione:

"Naturalmente, le élite politiche occidentali erano a conoscenza del problema.".

L'economista continuando ha sottolineato che:
"Proprio la richiesta occidentale di essere pagati dall'Unione Sovietica per i beni importati dall'occidente, può aver condotto ad un ulteriore deficit di grano in URSS.". 
"Starikov ha spiegato che, non avendo alcun altro strumento per rovesciare l'indesiderato regime comunista, le élite finanziarie dell'occidente pianificarono di istigare disordini interni per mezzo, in particolare, del deficit artificiale di cibo nello stato sovietico. La necessità di utilizzare il grano come mezzo di pagamento rafforzò anche rafforzato la collettivizzazione sovietica, secondo l'economista.".
Nel suo libro Crisis: How is It Organized ("Krizis: Kak Eto Delayetsya," 2009) Nikolai Starikov richiama l'attenzione su fatto che la "guerra delle sanzioni" contro l'URSS da parte dell'Occidente coincise con la "Grande Depressione".

L'embargo imposto all'URSS dai governi occidentali assestò un duro colpo al commercio occidentale verso l'URSS. L'economista rimarca con enfasi che questa mossa era assolutamente contraria agli interessi dei produttori occidentali, colpiti dalla recessioni dei primi anni '30.

Nulla di nuovo sotto il sole: mentre imponevano le sanzioni economiche contro la Russia nel 2014, le élite politiche occidentali facevano mostra di ignorare gli interessi dei loro produttori manifatturieri nazionali e dei loro uomini d'affari.

Starikov ha rivelato che l'embargo occidentale poteva esser stato uno tra i tanti fattori che erano alla radice della devastante carestia del 1932-33 dell'URSS.

Comunque sia, la carestia non può essere definita in alcun modo come un tentativo deliberato della dirigenza sovietica di affamare fino alla morte la popolazione dell'Ucraina, della regione del Volga, del Caucaso e del Kazakistan nel 1932-33. E la collettivizzazione sovietica non deve essere considerata come l'innesco della carestia del 1932-33.

La collettivizzazione di Stalin: per rompere il circolo vizioso

Grove Furr ha detto a Sputnik:

"Le carestie degli anni '20 e specilmente quella del 1928, furono il retroterra, l'immediato contesto, per la rapida e in parte forzosa collettivizzazione dell'agricoltura. Questo ciclo di carestie è cruciale in quanto ci permette di vedere che la collettivizzazione NON fu la causa della carestia del 1932-33. Le carestie accadevano regolarmente. Come Tauger prova e come io menziono in "Blood Lies", la carestia del '32-33 ebbe cause ambientali proprio come le altre carestie degli ultimi mille anni.
Egli ha sottolineato che:"L'unico modo per fermare questo ciclo millenario di carestie era quello di modernizzare l'agricoltura. Questo fu il grande trionfo della collettivizzazione, che pose fine al ciclo di carestie.".
Il professor Furr ha anche puntualizzato che i fautori del concetto dell' "Holodomor" e quelli che, pur rigettando l' "Holodomor", attribuiscono la carestia alla collettivizzazione, non hanno mai detto una parola su questo ciclo di carestie o sulle carestie degli anni '20.
Il professor Furr ha aggiunto che:" La carestia del 1932-33 fu l'ULTIMA carestia! Veramente fu un trionfo immenso che viene negato solamente perché fu ottenuto dai comunisti e da socialismo e non dai capitalisti e dal capitalismo.".
Secondo Nikolai Starikov, il problema della carestia del 1932-33 è diventato una questione altamente politicizzata. Baloccandosi con i numeri delle vittime della carestia la maggior parte degli opinionisti politici perde di vista il nocciolo della questione: in primo luogo a carestia del 1932-33 fu una tragedia per milioni di sovietici di varie etnie. Era eticamente appropriato l'uso di questa tragedia per tracciare un solco fra russi ed ucraini durante l'era della Guerra fredda? Cosa fece l'élite occidentale per prevenire o minimizzare il disastro? E chi trae beneficio oggi dall'etichettare la tragedia come "la carestia genocida di Stalin"?





mercoledì 17 ottobre 2012

Un breve riassunto sulla questione carestia/genocidio in Ucraina


di Guido Fontana Ros con integrazioni suggerite dai compagni Luca Baldelli e Bogdan Mitrache (Versione aggiornata il 02/02/2019)







HOLODOMOR è il nome in ucraino dell'evento.

FALSO: HOLODOMOR in ucraino e russo significa morte di massa per congelamento; in ucraino per indicare questo episodio storico si dovrebbe dire, "Golodomor 1932-1933 rokiv". Fu una parola inventata a tavolino affinché ricordasse in qualche modo il termine Holocaust (lo scopo era quello di sminuire e nascondere la partecipazione dei nazionalisti ucraini alle stragi perpetrate dai nazisti), infatti furono usate le parole polacche holod=fame e mor  da mord (polacco, assassinio, ucraino morduvati, uccidere).

Il PEGGIOR GENOCIDIO nella storia dell'umanità. 

FALSO: prima di tutto, non è stato un genocidio. In secondo luogo, le cifre sono sbagliate.

MILIONI DI MORTI, quasi tutti ucraini 


FALSO: purtroppo una situazione di grave emergenza colpì gran parte del territorio dell’URSS, soprattutto nella cosiddetta zona delle “terre nere”. Ci furono più morti, in percentuale, tra gli Slavi del Basso Volga che in Ucraina. Non si nasconde che fu una grande tragedia, ma per tutto il popolo russo! La maggior parte delle vittime fu dovuta a 2 tremende epidemie di colera e tifo; le condizioni igieniche erano ancora disastrose e non esistevano gli antibiotici!

DA 7 A 10 MILIONI DI VITTIME 


FALSO: I morti in Ucraina nel 1932-33 sono stati molti di meno. Fu una tragedia, è vero, ma il numero delle vittime, di cui la maggior parte fu dovuta alle epidemie, fu inferiore al milione. In questa cifra bisogna far rientrare sia i kulaki eliminati che quelli che morti per le disastrose condizioni igieniche patite durante il trasferimento nelle Repubbliche dell’Asia.
Al netto delle precedenti affermazioni occorre considerare che nel 1929 gli ucraini erano 29 milioni e nonostante la II Guerra Mondiale e il "terribile Holodomor", nel 1959 erano 37 milioni, dunque?
Queste cifre sono gonfiate ad arte in quanto i nazionalisti ucraini (con le mani lorde di sangue degli ebrei ucraini) e gli “storici” anticomunisti dovevano sparare una cifra superiore al vero Olocausto (6 milioni di vittime).Questo per 2 ragioni:


1) per infangare Stalin (Stalin è peggio di Hitler...)

2) per nascondere la partecipazione dei nazionalisti ucraini alla Shoah

Inoltre bisogna tenere presente che fino alla legge del 1935 sulle registrazioni anagrafiche, i sabotatori registravano i decessi più volte per falsare i dati della popolazione e disorganizzare gli approvvigionamenti. Queste azioni, sia pur fortemente ridotte nel numero, perdurarono fino al 1937, quando si dovette prendere energiche misure contro la direzione statistica per i dati falsati del censimento (non si conteggiarono persone assenti momentaneamente o permanentemente per lavoro o servizio, in viaggio su treni, all'estero ecc...). Facendo mancare 6/7 milioni di "anime" nei dati ufficiali. Nel 1932 si ripulirono in parte le ZAGS (anagrafi) da sabotatori, ex kulaki e guardie bianche, ma il lavoro fu molto parziale. Nel 35 con la nuova legge si fecero ulteriori passi avanti, nel 37 fu risolta definitivamente la questione. 
Wheatcroft è storico onesto e corretto: il suo limite però è, sull'Ucraina e su altre aree, il prendere i dati delle anagrafi del 1932/33 o stime di questi anche corrette al ribasso del 1936, senza però precisare che nemmeno le correzioni del 36 erano, mi si perdoni il bisticcio, pienamente corrette, in quanto ancora nell'apparato statistico c'era la banda Kraval. 

Della questioni se ne sono occupati Mark Tauger e Stephen Wheatcroft che con il suo libro “The Years of Hunger: Soviet Agriculture 1931-1933“, dove ha  trattato (come dice il titolo stesso) non solo e non tanto della carestia del del 47, ma, in modo assai approfondito, anche di quella del 32-33 giungendo più o meno alle stesse conclusioni (almeno per quanto riguarda la questione della non intenzionalità di Tauger, autorità nella ricerca sulla collettivizzazione sovietica dell'agricoltura ( si vedano  Modernization in Soviet Agriculture”,2006; “Stalin, Soviet Agriculture and Collectivization”, 2006; e “Soviet Peasants and Collectivization, 1930-39: Resistance and Adaptation, 2005). Con prove documentali talmente inconfutabili che persino quel cialtrone di Conquest, in una lettera inviata a Wheatcroft  nel settembre 2003, dovette fare dietrofront, distanziandosi cosi dalla versione del genocidio.





IL RACCOLTO NEL 1932-33 FU ABBONDANTE

FALSO: il raccolto fu scarso per le seguenti ragioni: 

1) siccità in alcune regioni ed estrema piovosità in altre
2) epidemia di ruggine del grano 
3) lotta contro i kulaki. Questi bruciavano i raccolti o lasciavano marcire il raccolto sotto la pioggia, uccidevano gli animali (meno cavalli=meno terra arata. Oltre il 50% del patrimonio zootecnico dell’URSS andò perduto), attaccavano i kolchoz, massacrandone letteralmente i membri e violentandone le donne. 

UCRAINI ARRESTATI A CENTINAIA DI MIGLIAIA 

FALSO: Non è vero che gli ucraini sono stati rinchiusi campi a morire di fame. Era un periodo tremendo: raccolto misero, epidemia di tifo e colera, accanita resistenza dei kulaki, sabotaggio dei rifornimenti alimentari ecc.. Per questi motivi molti cercavano di andare via dall’Ucraina. Non si poteva permettere che masse enormi di persone andassero via dall’Ucraina; dove potevano essere accolte? Chi sarebbe rimasto a coltivare i campi l’anno dopo? Infatti l’anno dopo il raccolto fu da record!


RACCOLTO VENDUTO ALL’ESTERO PER COMPRARE MACCHINE INDUSTRIALI 

FALSO: Diciamo che fu fatto un enorme sforzo per dotare l’agricoltura di trattori, trebbiatrici, tutte di produzione nazionale. La verità è che la collettivizzazione dell’agricoltura, permise lo sviluppo dell’industria fornendo il cibo agli operai e inoltre liberò dalla servitù feudale milioni di contadini. La stragrande maggioranza di essi spesso non riusciva a produrre il necessario per l’autosostentamento. Questo enorme sforzo permise di dotare l’URSS della base industriale per sconfiggere i nazisti. Indovinate un po’ dove i nazisti ebbero l’89% delle perdite nella II Guerra Mondiale?
Inoltre fallirono i tentativi del governo sovietico di comprare grano presso i paesi occidentali, questi si rifiutarono di vendere il grano anche ricevendo oro come contropartita.



SITOGRAFIA



http://noicomunisti.blogspot.it/2012/10/the-ukrainian-famine-genocide-myth-di.html


Miti della storia sovietica: la carestia del 1932-33

http://alexanderartemsakharov.blogspot.it/2011/02/golodomor.html

https://www.newcoldwar.org/archive-of-writings-of-professor-mark-tauger-on-the-famine-scourges-of-the-early-years-of-the-soviet-union/
http://msuweb.montclair.edu/~furrg/research/furr_bloodliesch1.pdf

https://noicomunisti.blogspot.com/2017/02/la-balla-dellholodomr-lembargo.html

Analisi climatologica dell’agricoltura sovietica. Un miracolo geografico ed economico



La balla dell'Holodomor: anatomia di una bugia inventata dalla macchina propagandistica occidentale


lunedì 15 ottobre 2012

Il mito della carestia provocata in Ucraina

NOICOMUNISTI


REDAZIONE NOI COMUNISTI 

Traduzione di Guido Fontana Ros

(da un articolo presente sul sito web Stalin Society)

THE UKRAINIAN FAMINE-GENOCIDE MYTH

di John Puntis 

N.B. A corredo dell'articolo sono state postate foto atroci dei massacri perpetrati dai nazionalisti ucraini. Questo non per una sorta di compiacimento pornografico, ma per far risaltare chi sono i "testimoni" del mito della carestia/genocidio in Ucraina. E' bene che si sappiano questi fatti. Si deve conoscere con chi si accompagnano "storici" come Robert Conquest.


Nel 1922 l'Unione Sovietica, in alcune aree patì una grave condizione di carestia a causa della intervento militare con cui le potenze imperialiste cercarono di schiacciare il nuovo stato sovietico. Le condizioni di carestia ricorsero di nuovo nel 1933, in particolare, ma non esclusivamente, in Ucraina. Ci sono due versioni radicalmente diverse di questa seconda carestia. Un'analisi oggettiva indica che la carestia fu il risultato di una combinazione di cattive condizioni climatiche e di sabotaggio da parte dei contadini ricchi o kulaki di fronte alla collettivizzazione dell’agricoltura. I nazionalisti ucraini tuttavia sostengono che la carestia fu deliberatamente creata da Stalin, al fine di spezzare lo spirito del popolo ucraino, causando attraverso milioni di morti inutili, morte e distruzione su una scala che in realtà supera di gran lunga l'Olocausto nazista. Prove documentali a sostegno di questa affermazione sono spesso portate da studiosi come Robert Conquest o James Mace della Harvard University.

Dal libro cit. del  Dr. E. Ammende; supposta vittima della carestia
a Kharkhov, Ucraina
Tali prove documentali sono estremamente traballanti in quanto si si basano spesso sui racconti screditati della stampa filofascista del 1930 in America o anche su documenti nazisti. Nonostante quanto detto, questo continua a riemergere, in particolare negli anni ‘80 come parte di un tentativo dei nazionalisti ucraini per commemorare il 50° anniversario della carestia, e al tempo stesso per alimentare la retorica da guerra fredda dell'era Reagan. Le stesse vecchie, sgranate immagini fotografiche che appaiono di volta in volta, pretendendo di mostrare le vittime della carestia dell'Ucraina, sono quasi sempre prive di fonti, oppure risalendo indietro nel tempo, in realtà provengono da documenti concernenti la lotta contro la fame nella carestia del 1922 o anche da documenti precedenti. Queste immagini raccolte insieme nel film “Harvest of Despair” , sono state mostrate in televisione nel Regno Unito, pur essendo stata respinte da alcune reti del servizio pubblico negli Stati Uniti a causa di una palese mancanza di obiettività. Le organizzazioni nazionaliste ucraine in Canada e altrove continuano a propagare la nozione di carestia uguale a genocidio deliberato, mentre con cura dissimulano le proprie origini antisemite, filonaziste e collaborazioniste. Una ricerca sul web con i termini “genocidio carestia ucraina” ha prodotto 845 riferimenti a quest' “uomo ha fatto” la fame, come al solito illustrato crudamente con immagini di un'epoca precedente. In questa conferenza io esplorerò la maggior parte dei retroscena di queste affermazioni e rivendicazioni, riferendomi all'eccellente libro sul tema di Douglas Tottle (Fraud, famin and fascism. The Ukrainan genocide myth from Hitler to Harvard. Progress book, Toronto, 1987. ISBN 0-919396-51-8) 

Frode giornalistica nel 1930 
Nell'autunno del 1934, un americano di nome di Thomas Walker entrò nell'Unione Sovietica. Dopo meno di una settimana trascorsa a Mosca, il resto del suo soggiorno ammontò a 13 giorni di transito alla volta del confine della Manciuria, punto in cui lasciò l'URSS per non farvi più ritorno. Quattro mesi più tardi, una serie di articoli cominciò a comparire sulle testate di Hearst in America, a firma Thomas Walker, “noto giornalista, viaggiatore e studioso di questione russe, il quale ha trascorso parecchi anni viaggiando in Unione Sovietica”. Gli articoli che descrivevano una carestia in Ucraina, che aveva mietuto sei milioni di vite, erano illustrati da fotografie di cadaveri e di bambini affamati. Si diceva che Walker avesse trafugato queste immagini in una macchina fotografica in "circostanze estremamente difficili e pericolose".
Testata della catena di Hearst
Louis Fischer, uno scrittore americano che, a quel tempo viveva a Mosca, divenne sospettoso. Perché le testate giornalistiche di Hearst avevano soprasseduto per circa dieci mesi, su queste storie sensazionali prima di pubblicarle? Egli stabilì che la breve visita di Walker in Unione Sovietica non gli avrebbe potuto permettere di visitare le zone descritte e fotografate. Egli sottolineò anche che la prove fotografiche di Walker erano decisamente strane: non solo erano le suggestive immagini di una decina di anni prima (Fischer pensava probabilmente che si trattasse della carestia del 1921 nella zona del Volga), ma conteneva un mix di scene riprese sia in estate che in inverno. Fischer inoltre osservò come nel 1933, il raccolto in Ucraina fosse stato buono. (NDR: qui il testo della lettera con cui Louis Fischer smaschera questa frode)
Alcune delle immagini sono state successivamente identificate come mostranti scene austro-ungariche della I guerra mondiale; inoltre si sapeva che i giornali di Hearst scovavano vecchie foto e le ritoccassero per usarle come propaganda. A volte queste immagini apparvero etichettate come provenienti dalla Russia, altre volte le stesse immagini vennero trasferite in Ucraina ovviamente per motivi politici. Non solo le fotografie erano una frode e il viaggio in Ucraina era una frode, ma lo stesso Thomas Walker era una frode: venne rivelato che era un evaso di nome Robert Green imprigionato per falso. Al processo successivo al suo secondo arresto ammise che la serie di immagini utilizzate negli articoli dei giornali di Hearst erano falsa e non erano state riprese, come indicato, in Ucraina. Nonostante questi fatti, le stesse foto sono ancora quelle usate in manifesti commemorativi, sui siti web e nel film “Harvest of Despair”. 

La stampa di Hearst 

La stampa di Hearst, è inutile dirlo, continuò con la sua campagna della carestia/genocidio, nonostante il fiasco “Walker”. Questo non è sorprendente se si considera che Hearst era noto a milioni di americani come "il numero uno fascista in America". (Una delle principali fonti di Mussolini di reddito personale durante i primi anni ’30, proveniva da pagamenti per essere un corrispondente delle testate di Hearst). 

William Randolph Hearst con gerarchi nazisti
Nel 1934 Hearst visitò la Germania nazista e incontrò Hitler. A seguito di questa visita i giornali di Hearst iniziarono a promuovere articoli sulla carestia/genocidio in Ucraina. Il Premier francese Edouard Herriot, che era da poco tornato da un viaggio in Ucraina, rese pubblico il fatto di non aver visto alcuna prova di carestia. A seguito degli articoli di Walker, Hearst continuò a cercare di convincere gli americani che l'Unione Sovietica era una terra di fame totale, di genocidio e di cannibalismo. A quel tempo fu spesso riconosciuto come sensazionalismo di matrice politica, ma con il passare degli anni queste invenzioni si trasformarono in "prove primarie". 

Notando le caratteristiche della campagna degli anni ‘30 e le memorie selettive di coloro che hanno contribuito con i giornali di Hearst alla diffusione della tesi sulla carestia/genocidio, luce può essere fatta sulle caratteristiche dell’odierna campagna sulla carestia/genocidio. 


In realtà questa immagine si riferisce alla carestia del 1921-23,
Contemporaneamente al lancio delle esternazioni di Hearst del 1935, la stampa nazista in Germania e i giornali simpatizzanti nel resto d'Europa, cominciarono a pubblicare storie analoghe. Proprio allora venne pubblicato un libro del dottor Ewald Ammende dal titolo "Human Life in Russia". Il libro ebbe un’influenza duratura su coloro che diffusero il mito della carestia/genocidio mito e fu ripubblicato nel 1984. Questo libro fa mostra di poca pretesa di oggettività accreditando i corrispondenti di Hearst, i resoconti dalla Germania nazista e dall'Italia fascista, riportando accuse di "viaggiatori" e di "esperti" innominati. 

La maggior parte delle prove fotografiche dei teorici della carestia/genocidio può essere fatta risalire sia a ad Ammende che a Thomas Walker. Le origini delle fotografie non sono documentate, anche se va notato che Ammende venne coinvolto nell'operazione di soccorso nella carestia degli anni 1921-1922. Si dice che le immagini siano state riprese per le strade e le piazze di Kharkov, nell'estate del 1933, anche se solo 10 su 26 sembrano mostrare scene urbane. Non ci sono indizi o riferimenti di interesse geografico per aiutare a inserirle in un qualche contesto. "The Human Life in Russia” contiene altre immagini che non appaiono nella edizione tedesca. Si è affermato che queste immagini siano state riprese dal dottor Ditloff, direttore della concessione governativa tedesca per l'agricoltura nel Caucaso del nord. Ci si potrebbe chiedere come potesse un funzionario nazista vagabondare liberamente per l'Ucraina scattando fotografie, ma in ogni caso in pubblicazioni successive le stesse fotografie sono a volte assegnate o attribuite ad una fonte completamente diversa. In realtà, alcune immagini sono stati identificate come provenienti dalla carestia del 1922 e alcune scene appaiono essere riprese in inverno nonostante dovessero essere riprese d’estate. Altre pubblicazioni utilizzano le stesse immagini senza specificarne la fonte o accreditandole a Thomas Walker, nonostante il fatto che esse sono state utilizzate per rappresentare eventi del 1932/1933 e Walker abbia affermato di averle scattate nella primavera del 1934. 
E’ chiaro che le prove fotografiche sono false e sono state usate principalmente come parte di una campagna per danneggiare e screditare l'Unione Sovietica. Nonostante ciò continuano ad essere utilizzate.


La Guerra Fredda 

La campagna incentrata sul genocidio/carestia degli anni ‘30 si appoggiò pesantemente a dubbie fonti di destra e non fu accettata dagli storici tradizionali dell’epoca, facendo sì che alcuni nazionalisti ucraini parlassero dell’esistenza di uno schieramento filosovietico e addirittura di una cospirazione ebraica per sopprimere la verità. Nel 1950 i nazionalisti pubblicarono libri come "The Black Deeds of the Kremlin” per diffondere la loro interpretazione della storia. Una sezione è dedicata alle accuse nazionaliste di esecuzioni di massa sovietiche, nel corso del 1930 in Vynnitsa. Realmente durante l'occupazione nazista nel 1943, le fosse sono state esaminate da una commissione nazista e utilizzate in film di propaganda. Tuttavia, nel dopoguerra, testimonianze di soldati tedeschi rivelarono, che si trattava di un inganno della propaganda nazista: i corpi sono quelli di ebrei giustiziati dalle SS e dalla milizia ucraina. 
Massacro di ebrei a Vinnitsa, Ucraina, ad opera dei collaborazionisti
ucraini e dei nazisti dell'Einsatzgruppe D. (28.000 vittime)
Le accuse raccapriccianti di cannibalismo nel secondo volume di "The Black Deed of Kremlin" fecero sì che venisse definito come "libro di cucina ucraina nazionalista"! 

Il gioco dei numeri 

I teorici del genocidio/carestia sono ansiosi di stabilire che milioni di persone sono morte in Ucraina. La loro metodologia, come al solito, è molto sospetta. Uno "studio fondamentale" di Dana Dalrymple pubblicato in "Soviet studies", nel 1964 si presenta con una cifra di 5,5 milioni sulla base di una media delle congetture di 20 giornalisti occidentali. Uno di questi è il nostro immaginario amico Thomas Walker. Dalrymple afferma che Walker fece la sua indagine eludendo una visita guidata e che aveva già trascorso diversi anni viaggiando in Russia. Una figura simile citata è quella dell'arcivescovo di Canterbury, sostenitore entusiasta di Hitler che aveva tentato di sollevare la questione carestia nella Camera dei Lord nel 1934, quando in realtà il ministero degli Esteri dichiarò che non vi era alcuna prova a sostegno delle accuse contro il governo sovietico. Inutile dire che la testimonianza di Sir John Maynard, un esperto di fame e carestie che visitò l'Ucraina nell'estate del 1933 e respinse i racconti di carestia/genocidio non è accettata dai nazionalisti. 
La campagna da “guerra fredda” riemerse nel 1980 con una notevole pubblicità e il sostegno scientifico del Research Institute ucraino della Harvard University, a lungo un centro di ricerca anticomunista. Nel 1983, il libro "The Ninth Circle", pubblicato la prima volta dai nazionalisti ucraini nel 1953 è stato ripubblicato, curato e introdotto dal dottor James Mace di Harvard. Una revisione critica di questo libro lo ha descritto come "una polemica, priva di tutta la documentazione, e privo di qualsiasi studio accademico". L'autore, è stato sottolineato, non fornisce alcun dettaglio sulla sua attività durante l'occupazione nazista dell'Ucraina, e non esprime un singolo commento critico sui nazisti. Ancora una volta i falsi di Thomas Walker vengono utilizzate come illustrazioni, nonostante l'autore affermi di essere stato testimone oculare della carestia. L’ "accademico" Mace scrivendo a proposito dei materiali di Walker, affermò: "Un giornalista americano come Thomas Walker ha scritto resoconti schietti e fornito documentazione grafica della carestia in base a ciò che aveva visto in Ucraina nel 1933". Si noti la retrodatazione conveniente del viaggio di Walker dal 1934 al 1933. 
Donne ebree ucraina in attesa dell'esecuzione
Un altro contributo alla letteratura sul genocidio/carestia è il libro di Walter Dushnyk “50 years ago: the Famine Holocaust in Ukraine”. La prefazione di questo libro è redatta niente meno che da Dalrymple. Le radici di Dushnyk possono essere rintracciate nell’Europa di prima della guerra, quando era attivo nel movimento dell'Organizzazione dei nazionalisti ucraini. Anche in questo caso un recensore critico commenta questo libro: “…piuttosto che essere una analisi scientifica, il materiale è costituito da una polemica al vetriolo di grande carica emotiva. Infatti che ha poco a che fare con uno studio scientifico e senza dubbio manca di obiettività”. Ancora una volta le stesse false fotografie vengono utilizzate come illustrazioni. Dushnyk calcola il numero di morti per carestia, proiettando una crescita prevista della popolazione, in base al censimento del 1926, sul censimento della popolazione elencato per l'Ucraina nel 1939. La differenza è di 7,5 milioni di persone e questo diventa quindi il numero di vittime della carestia. L'assurdità di questa metodologia può essere dimostrata con la sua trasposizione nel Canada degli anni ’30, e dimostrando che il 25% della popolazione del Saskatchewan scomparve durante la grande depressione. Infatti, la popolazione dell'Ucraina è aumentato in termini reali dal 1926 al 1939 di quasi 3,4 milioni. Sebbene non sia possibile fornire una cifra esatta per il numero di vittime della carestia, le rivendicazioni di persone come Dalrymple, Mace e Dushnyk hanno dimostrato che questi ultimi, per rafforzare le loro accuse politiche di genocidio, hanno fabbricato esagerazioni estreme. 

Il raccolto dell’inganno 

La campagna della carestia/genocidio campagna raggiunse il culmine nel 1986 con la pubblicazione del libro "Harvest of Sorrow" di Robert Conquest e con il film prodotto dalla commissione di ricerca sulla carestia dell’Istituto San Vladimir, "Harvest of Despair". Il film è pieno di vecchie foto senza documentazione e fa leva su interviste sia di ex nazisti e collaborazionisti ucraini, che di transfughi dall'Unione Sovietica; anche Malcolm Muggeridge si presta per una breve apparizione. I produttori del film a quanto pare, visionarono più di un milione di metri di pellicole, prima di sceglierne solo 720 metri. Invece di prove documentali della carestia viene presentato, un montaggio di fotogrammi privi di documentazione tra cui le immagini Walker/Ditloff della carestia del 1921/1922 ed altre da pubblicazioni della propaganda nazista. Con disprezzo mozzafiato per la verità, alcune scene sono prese in prestito da film sulla guerra civile e da film sovietici del 1920. In sostanza, sembra che i produttori del film abbiano frugato negli archivi alla ricerca di vecchi spezzoni di effetto “guerra-e-fame”, spezzoni che sono stati poi assemblati in parallelo nel film con un grande effetto subliminale, legati da una narrazione e intervallati da interviste di parte. Questo è stato addirittura ammesso da alcuni dei soggetti coinvolti, ma il film è stato ampiamente diffuso e lodato, anche sulla televisione britannica. Gli autori ricevettero anche sussidi e supporto logistico dal National Film Board of Canada e da un altro ente di finanziamento pubblico, il Multiculturalism Canada. "Harvest of Despair" è stato chiaramente non un documentario oggettivo come si pretendeva, ma piuttosto un grezzo, freddo esercizio di propaganda di guerra.
Il libro di Conquest “Harvest of Sorrow: Soviet Collectivisation and the Terror famine” è emerso come il miglior tentativo di legittimizzazione della carestia/genocido. L’affiliazione di destra di Conquest e le sue smentite circa l’Olocausto sono ormai ben noti. Un tempo fu impiegato nel progetto di disinformazione del servizio segreto britannico, il Dipartimento di Ricerca Informazione, i cui obiettivi chiave erano “terzo mondo” e “Russia”. Nel precedente lavoro, “Il Grande Terrore”, Conquest aveva affermato che solo 5-6 milioni di persone morirono nel periodo 1932/3 e solo la metà di loro in Ucraina. Nel 1983 Conquest, tuttavia alzava le sue stime a 14 milioni estendendo le condizioni di carestia al 1937! Tali revisioni coincisero comodamente con le commemorazioni del 50° anniversario della carestia. 

Conquest presenta le varie cricche nazionaliste che hanno controllato parti dell'Ucraina durante la guerra civile russa e l'intervento straniero come governi in buona fede. Il massacro di massa degli ebrei ucraini svolto nell'ambito dell’ “indipendenza” nazionalista nel 1918-19 è respinto in 3 parole. L'occupazione nazista dell'Ucraina è presentata implicitamente come una interruzione fra i periodi di “terrore” sovietico e la liberazione dai nazisti come una “rioccupazione” sovietica. Ci sono molti esempi nel libro di mancanza di ricerca scientifica. Un esempio lo si ha nella citazione dei resoconti di un corrispondente straniero che si rivela essere nientemeno che Thomas Walker, l'uomo che non fu mai. Nella sua nota di riferimento per la citazione sposta anche la data di questo articolo della stampa di Hearst dal 1935 al febbraio 1933. Vale la pena di ripetere le osservazioni dello storico americano J. Arch Getty sulla qualità di questo tipo di ricerca storica: 
“Grossolane generalizzazioni analitiche sono provenute da brandelli di testimonianze di seconda mano, da pettegolezzi di corridoio. Storie da campo di prigionia del tipo (" il mio amico ha incontrato la moglie di Bucharin in un campo e lei gli ha detto ... ") sono diventate fonti primarie sul modo in cui il potere politico sovietico prendeva le decisioni... la necessità di generalizzare a partire da particolari isolati e non verificati ha trasformato le voci in fonti e ha equiparato la ripetizione di storie alla conferma”.
Considerando che gli storici seri non accettano dicerie e voci come fatto storico, Conquest in contrasto con questa posizione afferma che "La verità non può filtrare che in forma di sentito dire" e che "su questioni politiche fondamentalmente la migliore fonte, benché non infallibile , è il si dice". 


La carestia 

Venendo ora alla carestia stessa e alle sue cause, la maggior parte degli storici di destra ha generalmente prestato poca attenzione ai fattori di siccità e di sabotaggio durante il processo di collettivizzazione. È interessante notare che, in “A History of Ucraina" di Mikhail Hrushevsky -descritto dagli stessi nazionalisti come “storico leader dell'Ucraina”- si legge che: "Ancora un anno di siccità ha coinciso con le caotiche condizioni agricole, e durante l'inverno del 1932-1933 una grande carestia, come quello del 1921-1922 spazzò tutta l’Ucraina Sovietica". Da nessuna parte questa storia suggerisce che la carestia fosse provocata e diretta contro gli ucraini e in effetti più spazio è dedicato alla carestia del 1921-1922. Ci sono molti riferimenti a condizioni di siccità in Ucraina nel 1931 e nel 1932. Anche Ewald Ammende nella sua "The Human Life in Russia" si riferisce a cause climatiche e naturali della carestia. 
Mentre la siccità fu un fattore che contribuì, la causa principale della carestia e fu la lotta contro la collettivizzazione delle campagne in quel periodo. Nel 1928 c’erano milioni di aziende contadine su piccola scala, i tre quarti del terreno erano seminati a mano, un terzo delle aree di raccolto venne mietuto con la falce, il 40% del raccolto fu trebbiato a mano con flagelli. Più di un quarto delle famiglie contadine non possedevano animali da tiro o attrezzi agricoli e il 47% aveva solo aratri. L'unità di collettivizzazione era una caratteristica fondamentale del primo piano quinquennale varato nel 1929. La piccola minoranza dei contadini ricchi, i kulak, si opposero alla socializzazione dell'agricoltura e combatterono contro la collettivizzazione con una campagna organizzata di distruzione su vasta scala. La lotta in alcuni settori, tra cui l'Ucraina assunse carattere di guerra civile. Osservatori stranieri, in visita in quel periodo testimoniarono che l'opposizione kulak macellava il proprio bestiame e i propri cavalli, piuttosto che vederlo collettivizzato. Dal 1928-1933 il numero di cavalli in Unione Sovietica diminuì da 30 a 15 milioni, i bovini da 70 a 38 milioni, gli ovini e i caprini da 147 a 50 milioni di. Alcuni kulaki bruciarono le proprietà dei collettivi e bruciarono anche la propria produzione di grano e di semi. Molti teorici della carestia/genocidio accantonano il sabotaggio dei kulaki, mentre altri ne offrono descrizioni entusiastiche celebrando l'opposizione alla pianificazione sovietica. Inoltre, la carestia fu aggravata dalle epidemie di tifo che ha indubbiamente causarono molte vittime. Nel 1933 ci fu un raccolto da record, essendo stati profusi enormi sforzi per migliorare ulteriormente le aziende agricole collettive e la fornitura di attrezzature meccanizzate. 
I successivi enormi aumenti della produzione agricola e industriale in Ucraina fino alla seconda guerra mondiale, smentiscono le accuse di 7-15 milioni di morti di fame solo sette anni prima. Inoltre, la testimonianza di resistenza ucraina ai nazisti e ai loro ausiliari ucraini nazionalisti fu esemplare. Nella parte più grande dell’Ucraina orientale la lealtà ucraina fu travolgente e attiva. Ci furono oltre mezzo milione di partigiani sovietici organizzati, e quattro milioni e mezzo di ucraini etnici combatterono nell'esercito sovietico. Gli storici nazionalisti ucraini riconoscono questo e può solo meravigliare la capacità di un paese di mobilitare tali numeri di maschi in età militare alla luce delle rivendicazioni nazionaliste circa le vittime della carestia. La realtà è che per la maggior parte dei contadini ucraini, per i lavoratori e per i professionisti appena emersi da tali classi, il sistema sovietico aveva dimostrato schiaccianti vantaggi economici e culturali.
L'unico posto in cui i nazionalisti trovarono alcun qualche forma di appoggio, durante l'occupazione nazista, fu nella parte dell’Ucraina che era stata fino al 1939, la Galizia polacca; questo fu il luogo dove i nazisti effettuarono la loro maggior parte del reclutamento per la polizia fascista e per le SS. Un esame di ciò che è accadde durante l'occupazione nazista rivela non solo il sostegno popolare ai sovietici dimostrato dal popolo dell'Ucraina, ma anche il ruolo svolto dai nazionalisti ucraini. 

Bambini polacchi massacrati in Volhynia 
nel 1943 per mano degli "eroi" ucraini 
di Bandera

Collaborazionismo e collusione 

Nel giugno 1941 l'esercito nazista entrò in Leopoli, capitale dell'Ucraina occidentale. Nella sua avanguardia arrivò anche in uniforme tedesca, il Battaglione Nachtigall dei nazionalisti ucraini. Durante i primi tre giorni di luglio, il Battaglione Nachtigall massacrò 7.000 ebrei nei pressi di Leopoli. Scrittori, intellettuali e professionisti, non ebrei, noti per essere ostili al nazismo parimenti furono uccisi. Nei primi 8 mesi di occupazione nazista il 15% degli ebrei galiziani - 100.000 persone – furono massacrati dalle azioni congiunte dei tedeschi e nazionalisti ucraini. Molte migliaia di nazionalisti che fuggirono in Germania e altrove, sulla scia delle armate naziste in ritirata dovettero coprire la loro colpa personale e collettiva nell'Olocausto e il tradimento del loro paese. Temi antisemiti e fascisti sono radicati profondamente nella storia del movimento nazionalista ucraino. I leader dei nazionalisti ucraini erano sul libro paga del partito nazista prima che Hitler invadesse l'Unione Sovietica. Battaglioni ucraini nazionalisti furono addestrati in Germania prima della guerra e alcuni furono utilizzati durante l'invasione della Polonia. I distaccamenti volontari ucraini Nachtigall e Roland combatterono con l'esercito tedesco e alla fine del 194, riorganizzati in un battaglione di polizia furono impiegati in Bielorussia. 

Banderisti ucraini durante il pogrom di Leopoli
Nonostante che questo sia ben noto, i sostenitori del genocidio/carestia ritraggono i  nazionalisti alla pari con la resistenza francese per aver combattuto in qualche modo contro Hitler e Stalin. Nello stesso modo distorto viene rappresentato il ruolo del 14° Waffen SS Galizien Divisione (anche conosciuta come la Division Halychyna). Formatasi nel 1943, la sua funzione principale era la brutale lotta anti-partigiana. Anche dopo il ritiro tedesco dall’Ucraina, i nazionalisti rimasti continuarono a molestare le linee di rifornimento sovietiche. Truppe nazionaliste servirono Hitler in Ucraina, Polonia, Bielorussia, Cecoslovacchia, Ungheria e Jugoslavia. Collaborazionisti ucraini parteciparono all'omicidio di centinaia di migliaia di persone nei campi di sterminio come Treblinka, Sobibor, Yanowska e Trawniki. Queste furono le credenziali “anti-naziste” dei nazionalisti che oggi si presentano come “combattenti nazionali di liberazione”, “eroi del popolo ucraino” e “patrioti che hanno lottato per una libera Ucraina”. 

Vittime del pogrom di Lviv ad opera degli "eroi" ucraini 
di Bandera

Dopo la guerra 

Dopo la vittoria alleata sulla Germania nazista molti collaborazionisti cercarono di sfuggire alla giustizia e alla vendetta, alla ricerca di una nuova vita in America del Nord e altrove. Agenzie di intelligence occidentali prestarono il loro aiuto per “disinfettare” collaborazionisti nazisti, favorendone l’emigrazione in terre nuove in cambio di una nuova collaborazione contro la Russia. L'Organizzazione Internazionale per i Rifugiati e le US Person Displaced Commission inizialmente considerarono i nazisti ucraini non ammissibili per i visti. Questo impedì alle agenzie di intelligence americane di presentare i membri dell'Organizzazione dei nazionalisti ucraini come combattenti antinazisti. 
Questa fu una totale invenzione, ma convinse le autorità preposte all’immigrazione a cambiare posizione. Collaborazionisti riciclati dell'Est europeo furono messi a lavorare presso Radio Free Europe, Radio Liberty, Voice of America e in istituti professionali per funzionari dei servizi segreti degli Stati Uniti specializzati in lingue dell'Europa dell'Est. Alcuni furono addestrati per operazioni di sabotaggio all'interno l'Unione Sovietica e altri vennero impiegati come testimoni viventi del “terrore comunista” per il condizionamento psicologico del popolo americano per la guerra contro l'URSS. Il tema ucraino della “carestia/genocidio” non era che uno dei molti temi. Alla fine divenne più importante per le autorità di immigrazione negli Stati Uniti e in Canada se uno poteva essere considerato comunista, piuttosto che un collaborazionista nazista. 

Conclusione 



Oltre 65 anni fa, la motivazione della falsità politica dell'editore filofascista William Hearst venne esposta dal giornalista americano Louis Fischer. Nell'esaminare la documentazione della campagna di stampa sul genocidio/carestia, anche oggi ci si trova spinti alla conclusione di Fischer: 
“Il tentativo è troppo trasparente e le mani sono troppo sporche per avere successo”