Visualizzazione post con etichetta Cuba. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Cuba. Mostra tutti i post

giovedì 28 febbraio 2019

Cuba ha una nuova Costituzione


A cura di Danila Cucurnia e Guido Fontana Ros

Cuba, sana e robusta Costituzione


Scritto da Fabrizio Casari

Pubblicato: 27 Febbraio 2019 su:



Cuba ha una nuova Carta Costituzionale. Si compone di 229 articoli ed è figlia di una discussione che ha coinvolto l’intera società cubana, che in migliaia di assemblee, con discussioni aperte, a volte aspre, ha proposto e disposto, accolto ed emendato il testo che domenica scorsa è stato sottoposto a referendum popolare. Non si rammenta di altri paesi nel mondo che hanno discusso previamente ogni singolo articolo della Carta come ha fatto l’isola caraibica: qui la Cuba socialista ha confermato originalità e peculiarità del suo modello.

[NdC. l'autore non è a conoscenza del modo di formazione della Costituzione sovietica del 1938. Da libro di Anna Strong, "L'era di Stalin":<< Altrettanto radicale fu il bisogno di democrazia e di partecipazione che si espresse nelle assemblee che discussero la nuova costituzione, varata nel 1936. Stampata in 60 milioni di copie, essa fu oggetto di dibattito in 527 mila riunioni che elaborarono oltre 150 mila emendamenti. Si trattò di una gigantesca consultazione di massa cui presero parte circa 36 milioni di persone.>>. I comunisti esistevano già da prima del PD, di Rifondazione e di Potere al popolo...]

La nuova Costituzione cubana rappresenta il rinnovato quadro di sistema. In un fase storica di profonde trasformazioni internazionali, alle prese con un blocco criminale che perdura da quasi 60 anni e di fronte a nuove minacce statunitensi, Cuba modifica alcuni aspetti del suo ordinamento politico, giuridico e dell’organizzazione dell’economia che avevano bisogno di verificare il livello del consenso popolare.

La scomparsa del suo lider maximo ha posto la questione della leadership politica, che fino a quando Fidel dirigeva il paese non aveva nemmeno senso porsi. Riformare le istituzioni serve anche a compensare in parte il vuoto di leadership assoluta che il Comandante en Jefe garantiva.

Come in ogni Costituzione, il testo si divide tra i principi generali, quelli relativi ai diritti e doveri dei cittadini e all’organizzazione dello Stato e della società. Nei principi generali, di norma, viene enunciato il carattere politico del relativo sistema. Ebbene, Cuba non fa eccezione. Si ratifica il carattere socialista di Cuba ed il ruolo “dirigente ed unico del Partito Comunista, strumento necessario per la costruzione del socialismo e nella via per raggiungere il comunismo”, definito “meta della società”. C’è anche una conferma della articolazione della rappresentanza che riconosce e valorizza il ruolo degli organismi di massa.

Nella parte relativa all’organizzazione dello Stato si stabiliscono cambiamenti strategici: si conferma il ruolo del Consiglio di Stato ma vengono introdotte la figura del Presidente della Repubblica e del Primo Ministro (che saranno eletti dal Parlamento) e si afferma il concetto del doppio mandato come tempo massimo per entrambi. Per candidarsi alla carica la prima volta dovranno essere stati eletti parlamentari, avere almeno 35 anni e non più di 60.

L’architettura costituzionale è da Repubblica parlamentare, giacché le funzioni di Capo dello Stato e Capo del governo sono distinte. Il Parlamento è l’organo sovrano, elegge Presidente della Repubblica, Primo Ministro, Consiglio di Stato e designa su proposta del Presidente ministri e viceministri. Elegge il Presidente del Tribunale Supremo Popolare, i giudici componenti dello stesso, il Procuratore Generale della Repubblica, il Ragioniere generale dello Stato e il Presidente del Consiglio Elettorale Nazionale.

Il ruolo del Presidente della Repubblica non è tuttavia puramente notarile: è incaricato di garantire l’osservanza della Costituzione negli atti di governo, rappresentare lo Stato e dirigere la sua politica generale, la politica estera, le relazioni internazionali, la Difesa e la sicurezza nazionale. E’ Capo supremo delle Forze armate e determina la loro organizzazione, decreta la mobilitazione generale se la difesa del Paese lo richiede, presiede il Consiglio Nazionale di Difesa ed ha la facoltà di proporre al Parlamento e al Consiglio di Stato lo stato di guerra o la dichiarazione di guerra in caso di aggressione.

Sul piano dei diritti civili, Cuba, che pure nella lotta ad ogni discriminazione di genere e di classe era esempio internazionalmente riconosciuto, inserisce in Costituzione il concetto di unione tra persone indipendentemente dal genere di appartenenza, propone il concetto di unione tra persone senza specificarne il sesso dando rango costituzionale al principio di uguaglianza e non discriminazione per motivi di orientamento sessuale ed identità di genere.

Si afferma anche la centralità della questione ambientale e la laicità dello Stato; l’assenza di una religione ufficiale, il riconoscimento giuridico delle coppie di fatto, sono segnali forti della modernità di Cuba, che ipocritamente viene accusata da paesi bigotti di non essere sufficientemente aperta.

L’economia è certamente uno dei terreni più sensibili e la nuova Costituzione prende di petto la questione senza ambiguità. Senza timore di sfidare il suo passato e di minacciare il suo futuro, Cuba apre al mercato, alla proprietà privata e agli investimenti stranieri come elementi necessari per dare impulso alla crescita economica e allo sviluppo dell’isola. Perché, come disse lo stesso Raul Castro “da essa dipendono sostenibilità e preservazione del nostro sistema sociale”.

La nuova organizzazione economica non riduce - semmai amplia - la sfera dei diritti sociali. La pianificazione economica continuerà a costituire la componente fondamentale nella direzione dello sviluppo. Si ribadisce la proprietà statale del suolo e del sottosuolo, delle risorse strategiche, la titolarità esclusiva in tema di organizzazione sociopolitica, difesa, moneta, giustizia, commercio interno ed estero, salute, istruzione, cultura e sistema bancario.

Una scelta in decisa controtendenza rispetto al mantra delle privatizzazioni dei servizi essenziali, sui quali il turbo capitalismo esercita il massimo della pressione, ritenendolo l’ultimo terreno di accumulazione primaria concepibile nell’Occidente post-industriale. A Cuba l’economia assume priorità diverse: garantire sanità, trasporti, istruzione, pensioni e case, rivendicare l’uguaglianza assoluta nell’accesso ai diritti, comporta la prevalenza della politica sull’economia. A sostenere il welfare contribuiranno anche le entrate derivanti dalle imposte sulle attività privata.

La nuova Costituzione prevede sette tipi diversi di proprietà: statale, cooperativa, sociale, privata, mista, di istituzioni associative e personale. Lo Stato regola e controlla il modo in cui esse contribuiscono allo sviluppo economico e sociale. 

Il riconoscimento della proprietà privata come una delle possibili forme nell’economia produrrà inevitabilmente un mutamento del mercato del lavoro; questo apre scenari difficili da prevedere in tutta la loro portata e rompe schemi consolidati, cari all’ortodossia di nemici e amici. Ovvio che le ripercussioni si faranno sentire e le scelte future dovranno essere misurate proprio sui mutamenti che interverranno.

Il fatto è che Cuba avverte la necessità di riprogrammare il cosa e il quanto lo Stato deve produrre e, quindi, la forza lavoro che ha bisogno d’impiegare. Perché in nessun manuale di socialismo é scritto che il lavoro artigianale non possa essere privato. Che un barbiere sia un impiegato pubblico, invece che un artigiano privato, non assegna patenti di autenticità socialista o, viceversa, ne riduce. Affidare ai privati la produzione di servizi destinati al consumo interno appare invece come un utile passo verso una modernizzazione del paese in un contesto di rinnovamento senza abiure.

Con l’inserimento in Costituzione del lavoro autonomo, Cuba volta pagina anche rispetto al recente passato, dove sebbene il lavoro privato fosse tollerato, l’interminabile sequenza di aperture e chiusure esponevano all’incertezza più totale ogni investimento. I 580.000 cubani che lavorano privatamente, i cosiddetti cuentapropistas, ovvero il 13% della mano d’opera del Paese, hanno ora uno strumento di riconoscimento che solo una decina di anni addietro sarebbe sembrato impossibile. Da ora si trasforma in diritto ciò che è già presente in fatto, eliminando sostanzialmente il mercato nero dei prodotti e delle prestazioni, che tanto danno reca alla già fragile economia e che tanta diseguaglianza intrinseca produce proprio nella patria dell’egualitarismo.

Sul piano della fiscalità generale si ritiene che la legalizzazione di attività lavorative esercitate da privati riduca notevolmente lo svolgimento delle stesse attività in nero. L’obiettivo finale è che tutto questo contribuisca a rendere minore la distanza tra la domanda di beni e servizi della popolazione e la possibilità dello Stato di soddisfarla. Sprechi, inefficienze e abusi possono essere fortemente ridotti proprio da politiche economiche premianti e calibrate sulle necessità del consumo interno.

L’intenzione evidente è semplice: far funzionare quello che non funziona. Inefficienze e disorganizzazione pesano troppo su un’economia che già patisce un blocco economico di quasi sessant’anni, inumano ed anacronistico, che ha provocato oltre 800 miliardi di dollari di danni diretti e molti di più indiretti.

Perché quando si parla di economia cubana non bisogna mai dimenticare il contesto e le condizioni in cui l’isola opera. L’impossibilità per i paesi terzi di realizzare affari con Cuba, se si vuole farlo anche con gli Stati Uniti, produce una contorsione ulteriore della già difficile partita dell’import-export tra l’isola e i fornitori di prodotti. Le importazioni di Cuba (che non gode di linee di credito garantite dagli organismi finanziari internazionali) sono pagate anticipatamente e a caro prezzo, mentre le esportazioni dei suoi prodotti, sulla base dei prezzi internazionalmente imposti dal Wto, risentono del livellamento verso il basso.

La nuova Costituzione cubana, in sostanza, appare il risultato di un ammodernamento della teoria politica e del progetto sistemico che si propone di realizzare. E se qualcuno, prigioniero dei milioni di interrogativi fuori luogo, aveva immaginato o sognato il “dopo Fidel” con l’abiura o la disintegrazione, aveva prefigurato l’ammodernamento del sistema con una revisione ideologica che potesse aprire la strada ad un ripensamento dello stesso, se insomma avesse immaginato il post castrismo come post socialismo, resterà decisamente deluso.

Sessant’anni dopo il suo trionfo, le modifiche costituzionali approvate non indicano ripensamenti ma vanno nella direzione opposta: modificano il modello per non cambiare il sistema. La decisione è quella di adeguare per fortificare, di evolversi per competere, di migliorare per vincere e non solo per resistere.



Preambolo della nuova costituzione della Repubblica di Cuba

(Si ringrazia l'Associazione Nazionale di Amicizia Italia-Cuba per la traduzione)

NOI, IL POPOLO DI CUBA,ispirati dall'eroismo e dal patriottismo di coloro che hanno combattuto per una Patria libera, indipendente, sovrana, democratica, di giustizia sociale e di solidarietà umana, forgiata nel sacrificio dei nostri antenati;dagli aborigeni che hanno resistito alla sottomissione;dagli schiavi che si sono ribellati contro i loro padroni;da coloro che hanno risvegliato la coscienza nazionale, l'anelito cubano di patria e libertà;dai patrioti che, a partire dal 1868, hanno iniziato e partecipato alle nostre lotte di indipendenza contro il colonialismo spagnolo e da quelli che nell'ultimo impulso del 1895 hanno avuto la loro vittoria frustrata dall'intervento e dall'occupazione militare dell'imperialismo statunitense nel 1898;da coloro che hanno combattuto per più di cinquant'anni contro il dominio imperialista, la corruzione politica, la mancanza di diritti e di libertà per il popolo, la disoccupazione, lo sfruttamento imposto dai capitalisti, dai proprietari terrieri e da altri mali sociali;da coloro che hanno promosso, integrato e sviluppato le prime organizzazioni di lavoratori, contadini e studenti; che hanno diffuso idee socialiste e fondato i primi movimenti rivoluzionari, marxisti e leninisti;dai componenti l'avanguardia della Generazione del Centenario della nascita di Martí, che nutriti dai loro insegnamenti ci hanno portato alla vittoria popolare rivoluzionaria del gennaio 1959;da coloro che, con il sacrificio della loro vita, hanno difeso la Rivoluzione e hanno contribuito al suo definitivo consolidamento;da coloro che hanno compiuto in massa eroiche missioni internazionaliste;dall'epica resistenza e dall'unità del nostro popolo;

GUIDATI dal pensiero rivoluzionario, antimperialista e marxista cubano, latinoamericano e universale più avanzato, in particolare dal pensiero e dall'esempio di Martí e di Fidel e dalle idee di emancipazione sociale di Marx, Engels e Lenin;

SOSTENUTI dall'internazionalismo proletario, dall'amicizia fraterna, dall'aiuto,dalla cooperazione e dalla solidarietà dei popoli del mondo, in particolare da quelli dell'America Latina e dei Caraibi;

DECISI a portare avanti la Rivoluzione del Moncada, del Granma, della Sierra, della lotta clandestina e di Girón, che sostenuta dal contributo e dall'unità delle principali forze rivoluzionarie e del popolo ha conquistato la piena indipendenza nazionale, ha stabilito il potere rivoluzionario, ha realizzato le trasformazioni democratiche e ha iniziato la costruzione del socialismo;

CONVINTI che Cuba non tornerà mai più al capitalismo come regime basato sullo sfruttamento dell'uomo da parte dell'uomo, e che solo nel socialismo e nel comunismo l'essere umano raggiunga la sua piena dignità;

CONSAPEVOLI che l'unità nazionale e la leadership del Partito Comunista di Cuba, nata dalla volontà unitaria delle organizzazioni che hanno contribuito in modo decisivo al trionfo della Rivoluzione e legittimata dal popolo, costituiscono pilastri fondamentali e garanzie del nostro ordine politico, economico e sociale;

IMMEDESIMATI nei postulati esposti nel concetto di Rivoluzione, espresso dal nostro Comandante in Capo Fidel Castro Ruz il 1° maggio 2000;

DICHIARIAMO la nostra volontà che la legge delle leggi della Repubblica sia presieduta da questo profondo desiderio, finalmente realizzato, di José Martí: "Voglio che la prima legge della nostra Repubblica sia il culto dei cubani alla piena dignità dell'uomo";

ADOTTIAMO con il nostro voto libero e segreto, mediante referendum popolare, a centocinquant'anni dalla nostra prima Costituzione dei Mambí, approvata a Guáimaro il 10 aprile 1869, la seguente:

COSTITUZIONE

venerdì 6 gennaio 2017

PERCHE' 5 CUBANI ANTITERRORISTI, DA 14 ANNI, SONO IN CARCERE NEGLI USA



REDAZIONE NOICOMUNISTI

DI ANGELO GIAVARINI


Amicuba numero 50 del 5 settembre 2012

Vi sono casi in cui vengono violate norme giuridiche e processuali; è il caso delle condanne a 5 cubani antiterroristi, incarcerati negli Stati Uniti, per la cui liberazione hanno sottoscritto appelli e raccolto centinaia di migliaia di firme in tutto il mondo le Associazioni di Amicizia con Cuba, Istituzioni internazionali, Premi Nobel, Giuristi, Intellettuali, Artisti, Attori Registi, Cantanti di fama mondiale.In questi 14 anni di criminale detenzione nelle carceri Statunitensi dei 5 Patrioti cubani, vi sono state centinaia e centinaia di mobilitazioni in tutto il mondo, manifestazioni, dibattiti, convegni, scritte canzoni e realizzato opere teatrali, girato pellicole, allestito mostre, ma di tutto ciò i grandi media, quelli che straparlano sempre di ''democrazia e di libertà'', quelli che fanno sapere all' ''opinione pubblica mondiale e alla comunità internazionale'' che alla regina Elisabetta II è morto il cane, questi media e mezzi di ''informazione'', ignorano spudoratamente la vicenda assurda e dolorosa di questi 5 antiterroristi cubani, in carcere perché venissero evitate azioni terroristiche sul territorio cubano da parte di mercenari Cia.

Il compagno Angelo Giavarini con la figlia del Che Aleida durante una conferenza al Circolo ITALIA- CUBA  "Celia Sanchez-Marilisa Verti" di Parma


Cercherò, con questo articolo,di essere più esauriente illustrando gli avvenimenti per capire lo svolgersi della vicenda.


Chi sono i 5 eroi cubani e come contattarli:


LA ''STRATEGIA'' DELLA STAGIONE DELLE BOMBE A CUBA 

Negli anni del ''Periodo Especial'' (http://www.partopercuba.it/ciperio.htm ), quelli più duri del dopo dissolvimento dell' URSS, venne attuata una sistematica strategia terrorista a Cuba, dalla Cia, dalla FNCA (Fondazione Nazionale Cubano-Americana), dal Dipartimento di Stato Usa e da numerosi gruppi terroristi come Hermanos al rescate (http://it.wikipedia.org/wiki/Hermanos_al_Rescate), Consiglio per la libertà di Cuba
(http://www.cubainforma.it/2006/terrorismo/occ/clc.htm), Alpha 66 (link trovato solo in inglese:http://en.wikipedia.org/wiki/Alpha_66) ed altre sigle terroriste dirette da quel criminale, assassino di Luis Posada Carrilles e da Orlando Bosch; questi assoldavano mercenari da tutto il Sud e Centroamerica, per mettere bombe in alberghi, hotel, ristoranti, spiagge o locali di intrattenimento come il Tropicana o la Bodeguita del Medio (IL MINISTERO DELL' INTERNO CUBANO ACCUSA: I QUATTRO ATTENTATI IN DUE GIORNI "SONO OPERA DI TERRORISTI ARMATI E INVIATI DAGLI STATI UNITI" L' Avana, bomba nel bar di Hemingway Colpita la "Bodeguita del Medio", storico locale della capitale articolo di Simone Gianfranco sul Corriere della Sera del 6 settembre 1997: http://archiviostorico.corriere.it/1997/settembre/06/Avana_bomba_nel_bar_Hemingway_co_0_97090611384.shtml), ed in altri luoghi dell'Isola, per indurre il turista a rinunciare ad andare a Cuba e incidere sulla già disastrata economia cubana di quel periodo cuasata dall'embargo. Questa venne appunto chiamata ''strategia della stagione delle bombe'' e causò morti e feriti. Fra le vittime ricordiamo il nostro connazionale Fabio di Celmo (intervista di Celmo padre), straziato dall'esplosione di una bomba al Hotel Copacabana di La Habana il 4 settembre 1997. Questo ordigno fu collocato da un mercenario salvadoreno, Cruz Leon (http://news.bbc.co.uk/2/hi/americas/293150.stm), tutt'ora nelle carceri dell'isola (1). Dopo le azioni terroristiche provenienti da questi gruppi (ricordiamo che Cuba ha subito attentati e sabotaggi da parte del terrorismo Usa che hanno causato ben 3478 morti e 2099 feriti, fra i quali numerosi mutilati a vita, oltre a ingenti danni materiali ed economici, causati anche da un cinquantennale ''bloqueo'' criminale e genocida), da parte del governo cubano venne deciso che, allo scopo di prevenire ulteriori stragi, venissero infiltrati agenti cubani all'interno dei gruppi mafiosi e terroristi della Florida e soprattutto di Miami, nei covi da loro diretti e frequentati, che le autorità federali mai avevano toccato. Dopo le numerose note di protesta del governo cubano a quello statunitense anche in sede ONU, nel 1998 il presidente Clinton attraverso l' FBI acconsentì allo svolgimento di una riunione dove venne fatta la proposta di collaborare con Cuba per eliminare queste organizzazioni e movimenti che costituivano vere e proprie centrali eversive; ma le pressioni politiche interne fecero cambiare idea alla Casa Bianca e, pochi mesi dopo, quando il governo dell'Avana (fidandosi per la prima volta), inviò quelle informazioni costituite da documenti, filmati e registrazioni che confermavano la presenza di organizzazioni terroristiche anticubane in Florida, il governo degli Stati Uniti, anziché porre fine alle attività terroristiche, autorizzò l' FBI all'arresto e alla detenzione dei 5 Patrioti antiterroristi cubani. Era il 12 Settembre 1998.

(1) vedere il Film * La sottile linea della verità * (cuando la verdad despierta ) del Regista italiano Angelo Rizzo.







DALL'ARRESTO AI PROCESSI FARSA 

Antonio Guerrero, Ramon Labanino, Fernando Gonzales, Gerardo Hernandez, Renè Gonzales, vengono arrestati ed incarcerati mentre svolgono l'incarico di conoscere, nelle stesse '' viscere del mostro'' (come lo chiama Josè Martì ), i piani operativi contro il governo ed il popolo cubano. Così le vittime diventano i giudicati per poi essere condannati senza un giusto processo. Dopo numerose eccezioni della difesa e grazie pure alle numerose e forti mobilitazioni in tutto il mondo (senza alcun accenno da parte dei media internazionali e nazionali), recentemente alcune di queste sentenze sono state riviste e ci sono state alcune riduzioni alle pene:Ramon Labanino: da una pena di 1 ergastolo + 18 anni, attualmente ha una pena ridotta a 30 anni; Antonio Guerrero da 1 ergastolo + 10 anni, a 21 anni e 10 mesi + 5 anni di arresti domiciliari con libertà vigilata; Fernando Gonzales da 19 anni a 17 anni e 9 mesi; Gerardo Hernandez non ha avuto alcun sconto pena e mantiene i 2 ergastoli + 15 anni di carcere; Renè Gonzales, il suo caso ora è diverso, perché dopo aver ricevuto 15 anni di detenzione iniziale, dal 7 ottobre 2011 vive agli arresti domiciliari con libertà vigilata nella citta' di Miami dopo aver scontato 13 anni di carcere a Marianna (Florida), ora deve scontare altri 3 anni a Miami, città covo di mafiosi e terroristi della Florida. In questa città ha già subito minacce scritte e comunicate e si teme per la sua incolumità personale; probabilmente dà maggiore garanzia di sicurezza una cella di un carcere. Il suo caso negli ultimi mesi le Associazioni di Solidarietà con Cuba hanno cercato di portarlo a conoscenza nel modo più assordante verso l'opinione pubblica mondiale ed ha riguardato la grave malattia che ha colpito suo fratello Roberto, uno dei suoi avvocati nella causa. Grazie ad una petizione mondiale di elementare umanità sostenuta dalla difesa, René è stato autorizzato ad andare a Cuba dal 28 marzo 2012 al 13 aprile 2012 per riuscire finalmente a rivedere suo fratello Roberto, prima della sua morte avvenuta pochissimo tempo dopo.

Sono state scritte alcune decine di migliaia di pagine di atti istruttori contro i 5 e CONTRO la loro ingiusta detenzione nelle carceri degli Stati Uniti. Dalle centinaia di manifestazioni di protesta in tutto il mondo, marce, incontri pubblici, esposizioni di pittura (compresi i lavori dei 5 cubani detenuti, come le caricature di Gerardo o le Poesie di Antonio, per farli conoscere ed apprezzare sempre più), alle proiezioni di pellicole, sit-in, raccolte di firme che si susseguono ad un ritmo incalzante dal 1998 ponendo ben in evidenza le parole SOLIDARIETA' e LIBERTA', di tutto questo ben poco è stato pubblicato sui periodici, letto o fatto conoscere dai ''liberi'', ''democratici'', ''indipendenti'' mezzi di comunicazione e di informazione.Le pressioni hanno però portato al risultato che finalmente, dopo questi lunghi anni di carcere, il Tribunale della Corte Federale di Atlanta, con una sentenza che rigettava il primo processo di Miami, ha emesso un documento per cui i 5 patrioti cubani dovevano essere sottoposti ad un serio processo o liberati immediatamente, riscontrando che non avevano commesso i delitti per i quali erano stati incriminati. Oggi sappiamo che il procedimento giudiziario eseguito contro di loro nei tribunali della Florida, è risultato irregolare; non solo perché il procedimento non corrispose mai a quel che si chiama ''un debito processo legale'', ma perché è stato accertato che i giudici e le giurie della Corte hanno agito influenzati da azioni comprensive di minacce. Come ben sappiamo la campagna di stampa contro i 5 fu finanziata e pagata per riempirla di menzogne che influissero sulle decisioni dei Tribunali di Giustizia degli USA: testimoni impauriti o comprati servirono come prove davanti a giurati e giudici; documentazioni tratte da dichiarazioni false e calunniose hanno permesso alla procura di portare accuse infondate. Come detto, la stampa internazionale, per molto tempo, ha nascosto questo caso evitando di darne notizia tanto che il ''COMITATO INTERNAZIONALE per la LIBERAZIONE dei 5'', composto anche da 10 Premi Nobel, il 3 marzo 2004 ha dovuto comprare una pagina del New York Times, pagandola la modica cifra di 60.000 dollari; un episodio che ribadisce la irreversibile crisi di credibilità di un giornalismo supponente ed ipocrita, teso ormai a nascondere tutto ciò che non conviene alla politica e all'economia degli Stati Uniti e di buona parte dell'Occidente. Da numerose parti del mondo si sentono, in tutte le lingue, richieste e domande al governo della Casa Bianca per la scarcerazione ed il ritorno dei 5 a Cuba. Pur non avendo eccessiva fiducia in un gesto di umanità, oltre che politico, di Obama, riteniamo che proprio da lui possa arrivare la via per la libertà dei 5 eroi cubani, con un uso legittimo delle sue facoltà costituzionali, se volesse, potrebbe infatti porre fine a queste criminali, crudeli ed ingiuste pene detentive.

Sitografia

Pdf del Volantino sulla storia dei 5 eroi cubani da ASSOCIAZIONE NAZIONALE DI AMICIZIA ITALIA CUBA,Lombardia:


Introduzione di Gianni Mina' al libro ''Il terrorismo degli Stati Uniti contro Cuba'' http://www.pane-rose.it/files/index.php?c3:o6413

15^ Anniversario della morte di Fabio di Celmo, italiano ucciso dai terroristi anticastristi in un albergo a Cuba. Il governo Usa parla di lotta al terrorismo, ma usa due pesi e due misure. In questo frangente, come in molti altri casi, i terroristi non solo non li persegue ma li foraggia e protegge.http://www.granma.cu/italiano/esteri/4-septiembre-fabio-di-celmo.html

Canzone per la liberazione dei 5 eroi cubani: http://www.youtube.com/watch?v=epWfFg6m9PoVolveránCanción del autor Iraldo Leiva, interpretada por José Carlos y el Coro Prisma, dedicada al VII Coloquio Internacional por la Liberación de Los Cinco Héroes y contra el Terrorismo, realizado en Holguín del 16 al 20 de noviembre de 2011.



Daniele Silvestri: «Cohiba»
"L'america ci guarda
non proprio con affetto
Apparentemente placida ci osserva
Ma in fondo, lo sospetto
Che l'america, l'america ha paura
Altrimenti non si spiega come faccia
A vedere in uno stato in miniatura
questa orribile minaccia"


domenica 21 dicembre 2014

Raul ribalterà la Rivoluzione cubana?

REDAZIONE NOICOMUNISTI


Traduzione di Guido Fontana Ros

In questi giorni infuria il dibattito sul reale significato di questa apertura nelle relazioni diplomatiche tra Cuba e gli USA. Si va da un'ingenua "Straordinaria e magnifica vittoria rivoluzionaria del glorioso popolo cubano" a un pessimistico "Voltafaccia e tradimento della Rivoluzione e del fronte multipolare contro l'imperialismo anglosionista". Si registra anche relativo gongolamento di sparuti trotskisti a base di "Ve l'avevamo detto noi che a Cuba non c'era il socialismo".
In realtà la situazione è molto preoccupante in quanto da notizie che arrivano da Washington, proprio subito dopo l'annuncio dello storico accordo, gli USA si appresterebbero a varare sanzioni economiche contro il Venezuela. Quindi si delinea molto chiaramente il tentativo di rompere l'alleanza dell'ALBA e il fronte antimperialista.
Propongo di lasciar perdere per alcuni minuti, gli avana, le magliette con il Che Guevara e la solita retorica per analizzare cosa stia succedendo realmente. A est non è che abbiano preso la cosa benissimo, in quanto quest'estate Putin aveva proposto di abbuonare il grande debito che la Russia vantava nei confronti di Cuba...
Proponiamo l'analisi estremamente pessimistica di un analista politico russo. Questo non vuol dire che la condividiamo totalmente, è una base di discussione in quanto contiene spunti geopolitici degni di essere analizzati.