Visualizzazione post con etichetta Robert Conquest. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Robert Conquest. Mostra tutti i post

domenica 25 settembre 2016

Le bugie concernenti la storia dell'Unione Sovietica in PDF

REDAZIONE NOICOMUNISTI

Di Guido Fontana Ros




Mettiamo a disposizione di tutti i lettori il PDF della traduzione dello studio del compagno Mario Sousa, con note, tabelle, link e immagini:


LE BUGIE CONCERNENTI LA STORIA DELL'UNIONE SOVIETICA

mercoledì 21 settembre 2016

Le bugie concernenti la storia dell'Unione Sovietica- II

REDAZIONE NOICOMUNISTI



DI MARIO SOUSA


Traduzione di Guido Fontana Ros





Eccoci alla II parte del saggio del compagno Mario Sousa. In questa parte si entra un po' più in dettaglio nell'operato dei due più grandi falsificatori della storia dell'URSS: senza dubbio le star della propaganda anticomunista e russofobica sono Robert Conquest e Aleksandr Isaevic Solzhenitsyn.
I loro milioni e milioni di morti, la Russia dovrebbe essere disabitata a quest'ora, cominciano ad assumere l'aspetto loro confacente, una maleodorante enorme frode.
"Si aprano gli archivi segreti del Cremlino!", starnazzavano i corifei della leggenda nera del compagno Stalin...
Ops, meglio di no!

Le bugie concernenti l'Unione Sovietica - parte II


di Mario Sousa

Con Robert Conquest al cuore del mito
A questo punto dobbiamo riservare una particolare attenzione a quest'uomo, che viene così spesso citato dalla stampa borghese, a questo vero e proprio oracolo della borghesia. Robert Conquest è uno degli autori che più si è dilungato circa i milioni di morti dell'Unione Sovietica. Lui è il vero creatore dei miti e delle bugie sull'Unione Sovietica che furono diffuse a partire dalla Seconda Guerra Mondiale- Conquest, per prima cosa, è conosciuto per i suoi libri “The Great Terror” (1969) e “Harvest of Sorrow” (1986). Conquest scrive di milioni morenti di fame e stenti in Ucraina, nei gulag o campi di lavoro, dei morti durante i processi del 1936 -1938, usando come fonti le informazioni degli ucraini in esilio, residenti negli USA e appartenenti a partiti di destra, gente che aveva collaborato con i nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale. Molti degli “eroi” di Conquest sono noti per essere dei criminali di guerra che hanno diretto e partecipato al genocidio degli ebrei ucraini nel 1942.

Uno di questi personaggi era Mykola Lebed perseguito come criminale di guerra dopo la Seconda Guerra Mondiale. Lebed era stato il capo della polizia a Lvov [Leopoli], durante l'occupazione nazista e aveva diretto la terribile persecuzione degli ebrei del 1943. Nel 1949 la CIA condusse Lebed negli USA dove lavorò come fonte di disinformazione.

Lo stile dei libri di Conquest è permeato di un virulento e fanatico anticomunismo. Nel suo libro del 1969, Conquest ci dice che i morti per la carestia nell'Unione Sovietica del 1932 – 1933, ammontarono a una cifra tra 5 milioni e i 6 milioni, la metà dei quali in Ucraina, ma nel 1983, al tempo della crociata anticomunista di Reagan, Conquest aveva esteso gli anni della carestia fino al 1937 e aumentato il numero delle vittime a 14 milioni! Affermazioni del genere furono ben ricompensate: nel 1986 egli fu cooptato da Reagan per la redazione di materiale per la sua campagna elettorale alla presidenza, mirata a preparare il popolo americano ad un'invasione sovietica. Il testo in questione fu intitolato “What to do when the Russians come: a survivalists handbook” [Cosa fare nel caso dell'arrivo dei russi: un manuale di sopravvivenza]! Strane parole per un professore di storia! Il fatto è che non c'è nulla di strano in tutto questo, proviene da un uomo che ha speso tutta la sua vita in bugie e invenzioni sull'Unione Sovietica e su Stalin, prima come agente segreto e poi come scrittore e professore alla Stamford University della California. Il passato di Conquest è stato rivelato dal Guardian del 27 gennaio 1978, in un articolo che lo identificava come ex agente addetto alla disinformazione di un dipartimento del servizio segreto britannico, l'Information Research Department (IRD). L'IRD era una sezione costituita nel 1947 (in origine era chiamata Communist Information Bureau [Ufficio dell'informazione comunista]), il cui compito principale era contrastare l'influenza comunista nel mondo per mezzo della diffusione di storie fra i politici, i giornalisti e altre persone in posizioni atte ad influenzare l'opinione pubblica. Le attività del IRD furono ad ampio raggio fin quando la Gran Bretagna fu influente. Quando l'IRD venne formalmente sciolto nel 1977, a causa del suo coinvolgimento con l'estrema destra, fu scoperto che solo in Gran Bretagna, più di 100 noti giornalisti avevano intessuto rapporti regolari contatti con l'IRD, in quanto quest'ultimo forniva loro regolarmente materiale per gli articoli. Questo era la norma in molti dei maggiori giornali inglesi, come Financial Times, The Times, Economist, Daily Mail, Daily Mirror, The Express, The Guardian e molti altri. I fatti rivelati dal The Guardian comunque ci forniscono l'indicazione di come i servizi segreti abbiano manipolato le notizie destinate al grande pubblico.

Robert Conquest lavorò per l'IRD da fu fondato fino al 1956. Il “lavoro” di Conquest si basava sul contribuire alla cosiddetta “storia nera” dell'Unione Sovietica, storie fasulle presentate come fatti e distribuite ai giornalisti ed altri in grado di influenzare l'opinione pubblica. Dopo che ebbe dato formali dimissioni dall'IRD, Conquest continuò a scrivere libri suggeritigli dall'IRD, con l'aiuto del servizio segreto. Il suo libro “The Great Terror” un testo base della destra sul soggetto della lotta per il potere che avvenne in Unione Sovietica nel 1937, era in fatti una compilazione di testi che egli aveva scritto quando lavorava per i servizi segreti. Il libro fu terminato e pubblicato con l'aiuto dell'IRD. Un terzo delle copie stampate furono acquistate dalla Praeger Press, normalmente associata a pubblicazioni originate da fonti CIA.

Il libro di Conquest era congegnato per essere presentato da “utili idioti”, come professori universitari, gente della stampa, della radio e della TV, per far s che le bugie di Conquest e dell'estrema destra continuassero a diffondersi a larghi strati della popolazione. Conquest tutt'ora rimane per gli storici di destra una delle fonti più importanti di materiali sull'Unione Sovietica.

Alexander Solzhenitsyn
Un’altra persona che è sempre associata a libri e articoli sui presunti milioni di persone che hanno perso la loro vita o la libertà in Unione Sovietica, è l’autore russo Alexander Solzhenitsyn. Solzhenitsyn è diventato famoso in tutto il mondo capitalista verso la fine del 1960 con il suo libro, Arcipelago Gulag.

Egli stesso era stato condannato nel 1946 a 8 anni di campo di lavoro per attività controrivoluzionaria esplicata attraverso la distribuzione di propaganda antisovietica. Secondo Solzhenitsyn la lotta contro la Germania durante la Seconda Guerra Mondiale si sarebbe potuto evitare se il governo sovietico avesse raggiunto un compromesso con Hitler. Solzhenitsyn ha anche accusato il governo sovietico e Stalin di essere ancora peggio di Hitler, secondo lui, a giudicare dagli effetti terribili della guerra sul popolo dell’Unione Sovietica. Solzhenitsyn non ha mai nascosto le sue simpatie naziste. Fu condannato come traditore.

Solzhenitsyn ha cominciato nel 1962 a pubblicare libri in Unione Sovietica con il consenso e l’aiuto di Nikita Krusciov. Il primo libro che ha pubblicato è stato “Un giorno nella vita di Ivan Denisovic“, che riguardava la vita di un prigioniero. Krusciov ha utilizzato i testi di Solzhenitsyn per combattere l’eredità socialista di Stalin. Nel 1970 Solzhenitsyn ha vinto il premio Nobel per la letteratura con il suo libro Arcipelago Gulag. In seguito i suoi libri hanno cominciato ad essere pubblicati in grandi tirature nei paesi capitalisti; il loro autore divenne uno dei più preziosi strumenti dell’imperialismo nella lotta contro il socialismo dell’Unione Sovietica. I suoi testi sui campi di lavoro si aggiunsero alla propaganda sui milioni di persone che sarebbero morti in Unione Sovietica e furono presentati presentati dai mass media capitalisti come se fossero veri. Nel 1974 Solzhenitsyn rinunciava alla cittadinanza sovietica ed emigrava prima in Svizzera e poi negli Stati Uniti. A quel tempo era considerato dalla stampa capitalista come il più grande combattente per la libertà e la democrazia. Le sue simpatie naziste furono sepolte in modo da non interferire con la guerra della propaganda contro il socialismo.

Negli Stati Uniti, Solzhenitsyn era spesso invitato a parlare in importanti importanti. Fu, per esempio, il relatore principale al congresso dell’Unione AFL-CIO nel 1975 e il 15 luglio 1975 fu invitato a tenere una conferenza sulla situazione mondiale al Senato degli Stati Uniti! Le sue lezioni attenevano a una violenta agitazione provocatoria, sostenendo e propagandando le posizioni più reazionarie. Tra le altre cose faceva propaganda per una nuova aggressione al Vietnam dopo la vittoria sugli Stati Uniti. E ancora: dopo 40 anni di fascismo in Portogallo, quando gli ufficiali di sinistra ufficiali esercito presero il potere nella rivoluzione popolare del 1974 , Solzhenitsyn cominciò un’azione di propaganda per un intervento militare degli Stati Uniti in Portogallo che, secondo lui, si sarebbe unito al Patto di Varsavia se gli Stati Uniti non fossero intervenuti! Nelle sue lezioni, Solzhenitsyn si lamentava sempre della liberazione delle colonie africane del Portogallo, ma è chiaro che lo spunto principale dei discorsi di Solzhenitsyn era sempre la guerra sporca contro il socialismo, spaziando dalla presunta esecuzione di diversi milioni di persone in Unione Sovietica alle decine di migliaia di americani presumibilmente imprigionati e ridotti in schiavitù, secondo Solzhenitsyn, nel Vietnam del Nord! Questa idea di Solzhenitsyn di americani utilizzati come schiavi nel Vietnam del Nord ha dato origine ai film di Rambo sulla guerra del Vietnam. I giornalisti americani che osavano scrivere in favore della pace tra gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica venivano accusati da Solzenicyn nei suoi discorsi, di essere potenziali traditori. Solzhenitsyn faceva anche propaganda a favore di un incremento del potenziale militare USA contro l’Unione Sovietica, che sosteneva essere più forte degli USA nei carri armati e aeroplani, con rapporto da cinque a sette volte, a sfavore degli USA’ così come nelle armi atomiche che egli “in breve” asseriva che la dotazione sovietica fosse da “due, tre o perfino cinque” volte più potente di quella USA. Le lezioni di Solzhenitsyn sull’Unione Sovietica rappresentavano la voce dell’estrema destra, ma egli andò ancora più a destra nel suo sostegno pubblico del fascismo.

Il sostegno al fascismo di Franco
Dopo la morte di Franco nel 1975, il regime fascista spagnolo cominciò a perdere il controllo della situazione politica e all’inizio del 1976, una serie di eventi in Spagna catturarono l’attenzione dell’opinione pubblica mondiale. Ci furono scioperi e dimostrazioni per chiedere democrazia e libertà e l’erede di Franco, il re Juan Carlos fu costretto ad introdurre con estrema cautela qualche liberalizzazione per calmare lo scontro sociale.

In quel momento, proprio quello più importante nella storia politica spagnola, Alexander Solzhenitsyn comparve a Madrid e concesse un’intervista nella notte di sabato 20 marzo 1976 al programma “Directisimo” che raggiunse il picco di audience (vedi i giornali spagnoli, ABC e Ya del 21 marzo 1976). Solzhenitsyn, che era a conoscenza in anticipo delle domande, colse l’occasione per sciorinare tutto il suo repertorio di dichiarazioni reazionarie. La sua intenzione non era sostenere le cosiddette misure di liberalizzazione del re. Al contrario Solzhenitsyn mise in guardia contro la riforma democratica. Nella sua intervista televisiva dichiarò che 110 milioni di russi erano morti come vittime del Socialismo e paragonò la “schiavitù cui era stato sottoposto il popolo sovietico alla libertà che si gode in Spagna“. Solzhenitsyn accusò anche i “circoli progressisti” di “utopismo” pensare che la Spagna fosse una dittatura. Con “progressisti” intendeva chiunque si schierasse nell’opposizione democratica, fosse liberale, socialdemocratico o comunista.

“Lo scorso autunno,” dichiarò Solzhenitsyn, “l’opinione pubbblica mondiale era preoccupata per la sorte dei terroristi spagnoli [cioè gli antifascisti spagnoli condannati a morte dal regime di Franco]. Per tutto il tempo l’opinione pubblica progressista richiedeva una riforma politica democratica, sostenendo gli atti di terrorismo“. “Coloro che cercano una rapida riforma democratica, si rendono conto che cosa accadrà domani o dopodomani? Domani in Spagna ci può essere la democrazia, ma dopodomani le Nazioni Unite saranno in grado di evitare che dalla democrazia che si cada nel totalitarismo?“.

Alle prudenti domande dei giornalisti se siffatte affermazioni non fossero un sostegno ai regimi di paesi dove non vi era alcuna libertà, Solzhenitsyn rispose: “Conosco solo un paese dove non c’è libertà ed è la Russia!” Le dichiarazioni di Solzhenitsyn alla televisione spagnola furono un chiaro appoggio al fascismo spagnolo, un’ideologia che quel giorno egli sostenne. Questo fu uno dei motivi per cui Solzhenitsyn da quel momento cominciò a scomparire alla vista del pubblico nei suoi 18 anni di esilio negli Stati Uniti e una delle ragioni per cominciò a ricevere sempre meno sostegno da parte dei governi capitalisti. Per i capitalisti fu un dono del cielo in quanto poterono utilizzare un uomo come Solzhenitsyn nella loro guerra sporca contro il socialismo, ma tutto ha un limite. Nella nuova Russia capitalista, ciò che determina il sostegno dell’occidente ai vari raggruppamenti politici, è puramente e semplicemente la possibilità di fare buoni affari con alti profitti sotto l’ala di questi raggruppamenti. Il fascismo come regime politico alternativo in Russia, non è considerata cosa buona per gli affari. Per questo motivo, i progetti politici di Solzhenitsyn per la Russia sono come lettera morta per ottenere il sostegno occidentale. Ciò che Solzhenitsyn auspica nel futuro politico della Russia è un ritorno al regime autoritario degli zar mano nella mano con la tradizionale Chiesa Ortodossa Russa! Anche il più arrogante degli imperialisti non è interessato a sostenere una stupidaggine politica di questa portata. Per trovare qualcuno che, in occidente, sostenga Solzhenitsyn, si deve cercare tra i somari di estrema destra.

Nazisti, agenti segreti e fascisti
Quindi questi sono i migliori fornitori dei miti borghesi riguardanti i pretesi milioni di morti e imprigionati in Unione Sovietica: il nazista William Hearst, l'agente segreto Robert Conquest e il fascista Alexander Solzhenitsyn. Conquest ha svolto un ruolo di primo piano, dato che le sue informazioni sono state utilizzate dai mass media capitalistici di tutto il mondo ed ha anche costituito la base d’impostazione di intere scuole di storici perfino in ambienti universitari. Il lavoro di Conquest è senza dubbio un capolavoro di politica disnformativa. Nel 1970 Conquest ricevette un grande aiuto da Solzhenitsyn e da una serie di personaggi secondari come Andrei Sacharov e Roy Medvedev. Inoltre apparve per il mondo, un certo numero di persone che si dedicano a speculare circa il numero dei morti e dei reclusi, questi sono sempre pagati a peso d’oro dalla stampa borghese. Ma la verità della questione è stata finalmente rivelata e ha mostrato il vero volto di questi falsificatori della storia. L’ordini da parte di Gorbaciov di aprire gli archivi segreti del Partito all’indagine storica ebbe conseguenze che nessuno avrebbe potuto prevedere.

Gli archivi dimostrano le bugie della propaganda
La speculazione circa i milioni di morti in Unione Sovietica è parte della sporca guerra di propaganda contro l'Unione Sovietica e per questo motivo le smentite e le spiegazioni fornite dall'Unione Sovietica non sono mai stati prese sul serio e mai hanno trovato spazio nella stampa capitalista. Erano, al contrario, ignorate, mentre agli "specialisti" comprati dal capitale fu dato spazio a volontà per diffondere le loro falsità. E che falsità! Quello che avevano in comune i milioni di morti e di imprigionati, come sostenuto da Conquest e dagli altri “critici”, era il risultato di un falso statistico dovuto ad approssimazione e a metodi di valutazione privi di qualsiasi base scientifica.

I metodi fraudolenti danno luogo a milioni di morti
Conquest, Solzenicyn, Medvedev e altri hanno usato statistiche pubblicate dall'Unione Sovietica, per esempio censimenti sulla popolazione nazionale, a cui hanno aggiunto un aumento della popolazione supposta senza tener conto della situazione nel paese. In questo modo hanno raggiunto le loro conclusioni su quante persone ci dovevano esserci nel paese in determinati anni. Affermarono che le persone mancanti erano morti o imprigionate a causa del socialismo. Il metodo è semplice, ma anche del tutto fraudolento. Questo tipo di “rivelazione” di questi importanti eventi politici non sarebbe mai stata accettata se la “rivelazione” in questione avesse riguardato il mondo occidentale. In tal caso è certo che i professori egli storici avrebbero protestato contro tali invenzioni. Ma dato che era l'Unione Sovietica ad essere l’oggetto delle invenzioni, queste erano accettabili. Uno dei motivi di questo è certamente il fatto che i professori e gli storici antepongono di molto la loro carriera professionale all’integrità professionale.

Per quanto attiene ai numeri, quali sono state le conclusioni finali dei “critici”? Secondo Robert Conquest (in una stima che ha fatto nel 1961) 6 milioni di persone sono morte di fame in Unione Sovietica nei primi anni del 1930. Questo numero è stato poi aumentato da Conquest a 14 milioni nel 1986. Per quanto riguarda i gulag o campi di lavoro, ci dice che vi furono detenuti 5 milioni di prigionieri nel 1937 prima che cominciassero le purghe nel Partito, nell'esercito e nell'apparato statale. Dopo l'inizio delle purghe, secondo Conquest, durante il 1937 - 38, ci sarebbero stati ulteriori 7 milioni di prigionieri, per giungere a un totale di 12 milioni di prigionieri nei campi di lavoro nel 1939! E questi 12 milioni di Conquest sarebbero stati solo i prigionieri politici! Nei campi di lavoro c'erano anche criminali comuni, che, secondo Conquest, sarebbero stati di gran lunga più numerosi dei prigionieri politici. Questo significa, secondo Conquest, che ci sarebbero stati 25 - 30 milioni di prigionieri nei campi di lavoro dell'Unione Sovietica.

Sempre secondo Conquest, un milione di prigionieri politici fu giustiziato tra il 1937 e il 1939, ed altri 2 milioni morirono di fame. Il conteggio finale risultante dalle purghe del 1937 - 39, poi, secondo Conquest, fu di 9 milioni, di cui 3 milioni sarebbero morti in carcere. Queste cifre furono immediatamente sottoposte ad un “aggiustamento statistico” da Conquest per permettergli di giungere alla conclusione che i bolscevichi avevano ucciso non meno di 12 milioni di prigionieri politici tra il 1930 e il 1953. Con l’aggiunta di queste cifre alle altre dei pretesi morti durante la carestia del 1930, Conquest arrivò a concludere che i bolscevichi uccisero 26 milioni di persone. In una delle sue ultime manipolazioni statistiche, Conquest ha affermato che, nel 1950, in Unione Sovietica, c'erano 12 milioni di prigionieri politici in Unione Sovietica.

Alexander Solzhenitsyn adoperò più o meno gli stessi metodi statistici di Conquest, usando questi metodi pseudoscientifici sulla base di premesse diverse, arrivò a conclusioni ancora più estreme. Solzhenitsyn accettò la stima di Conquest dei 6 milioni di morti derivanti dalla carestia del 1932 - 33. Tuttavia, per quanto riguarda coloro che furono colpiti dalle purghe del 1936 - 39, credeva che almeno 1 milione di persone fosse morto ogni anno. Solzhenitsyn dichiarò che dalla collettivizzazione dell'agricoltura alla morte di Stalin nel 1953, i comunisti avessero ucciso 66 milioni di persone in Unione Sovietica. Soprattutto ritiene il governo sovietico responsabile della morte dei 44 milioni di russi che sostiene sono stati uccisi nella Seconda Guerra Mondiale. La conclusione di Solzhenitsyn è che ci furono “110 milioni di russi caduti vittime del socialismo”.

Per quanto riguarda i prigionieri, Solzhenitsyn ci dice che il numero di persone nei campi di lavoro nel 1953 fu di 25 milioni.

Gorbaciov apre gli archivi
La collezione di dati statistici di fantasia di cui sopra, composta da prodotti inventati estremamente ben pagati, apparve negli anni ‘60 sulla stampa borghese, naturalmente sempre presentata come frutto di fatti veri e accertati mediante l'applicazione del metodo scientifico.

Dietro queste mistificazioni si nascondevano i servizi segreti occidentali, soprattutto la CIA e MI5. L'impatto dei mass media sull'opinione pubblica è così grande che le cifre sono ancora oggi credete essere vere da grandi fasce della popolazione dei paesi occidentali.
Questa situazione vergognosa è peggiorata. Nella stessa Unione Sovietica, dove Solzenicyn e altri ben noti “critici” come Andrei Sacharov e Roy Medvedev non avrebbero dovuto trovare nessuno a sostenere le loro numerose fantasie, un cambiamento significativo ebbe luogo nel 1990. Nel nuovo corso della “stampa libera” aperta sotto Gorbaciov, tutto quello che si oppponeva al socialismo fu salutato come positivo, con risultati disastrosi. Un’inflazione speculativa senza precedenti sul numero dei morti e dei reclusi ai tempi del socialismo, cominciò a prendere piede e ora tutto viene rimescolato in un solo calderone di decine di milioni di “vittime” dei comunisti. L’isteria della nuova stampa “libera” di Gorbaciov portò alla ribalta le bugie di Conquest e di Solzhenitsyn. Nello stesso tempo Gorbaciov aveva aperto gli archivi del Comitato Centrale alla ricerca storica, una richiesta della stampa libera. L'apertura degli archivi del Comitato Centrale del Partito Comunista è davvero la questione centrale in questa storia intricata per due ragioni: in parte perché negli archivi si possono trovare i fatti per far luce sulla verità, ma fatto ancora più importante è che quelli che speculavano senza freni sul numero di persone uccise e imprigionate in Unione Sovietica, da anni sostenevano che l’apertura degli archivi avrebbe confermato il loro dati statistici. Tutti gli speculatori sul numero dei morti e dei prigionieri la pensavano così: Conquest, Sakharov, Medvedev e compagnia cantante, ma quando gli archivi furono aperti e i rapporti delle ricerche basate sui documenti reali cominciarono ad essere pubblicati, accadde una cosa molto strana.

Improvvisamente sia la stampa “libera” di Gorbaciov che gli speculatori sui morti e sui prigionieri persero ogni interesse per gli archivi.

I risultati delle ricerche effettuate su archivi del Comitato Centrale da storici russi come Zemskov, Dougin e Xlevnjuk, che cominciarono ad apparire sulle riviste scientifiche a partire dal 1990, passarono del tutto inosservati. Le relazioni contenenti i risultati di queste ricerche storiche andavano completamente contro la corrente inflazionistica per quanto riguarda i numeri che venivano rivendicati dalla 'stampa libera' concernenti i morti o i prigionieri. Pertanto il loro contenuto non fu pubblicizzato. Le relazioni pubblicate conobbero scarsa circolazione pubblicate in riviste scientifiche praticamente sconosciute al grande pubblico. I rapporti dei risultati della ricerca scientifica non potevano competere con l’isteria della stampa, così le bugie di Conquest e di Solzhenitsyn continuarono ad ottenere l'appoggio di molti settori della popolazione dell'ex Unione Sovietica. Anche in Occidente, le relazioni dei ricercatori russi sul sistema penale sotto Stalin vennero totalmente ignorate dalle prime pagine dei giornali e dai telegiornali. Perché?

Continua qui

domenica 18 settembre 2016

Le bugie concernenti la storia dell'Unione Sovietica - I

REDAZIONE NOICOMUNISTI

DI MARIO SOUSA



Traduzione di Guido Fontana Ros


Il compagno Mario Sousa, membro del Partito Comunista Marxista Leninista Rivoluzionario della Svezia KPML(r), alla fine egli anni '90 del secolo appena passato, scrisse un interessante documento, tutt'ora valido, sulle menzogne anticomuniste e russofobiche diffuse in modo assolutamente pervasivo per tutto il mondo, concernenti l'esperienza socialista in Unione Sovietica del tempo del compagno Stalin.
Il nucleo iniziale della campagna propagandistica denigratoria dell'Unione Sovietica è senz'altro da ascrivere ai nazisti che nel 1933, grazie anche al "false flag" dell'incendio del Reichstagh, salirono al potere. 
Questo nucleo iniziale venne ampiamente sviluppato dai tre aedi della menzogna: il nazista William Randolph Hearst magnate della stampa USA, l'agente del MI5 britannico Robert Conquest e il fascista traditore e infame di Aleksandr Isaevic Solzhenitsyn.
Anche se queste colossali menzogne sono state smontate da decenni, tuttavia vengono ripetute e rinnovate attraverso l'enorme potenza di fuoco dei mass media controllati dalle corporation.
Pertanto siamo consapevoli che la nostra voce è pari a un peto in un uragano tropicale, ma non per questo cessiamo di proclamare la verità dei fatti storici.
Se riuscissimo a far quantomeno riflettere qualche "sinistro" che continua a ripetere a pappagallo le menzogne sull'URSS fabbricate dai nazisti, sarebbe già un bel risultato.
Qui di seguito presentiamo la prima parte dello scritto del compagno Mario Sousa:

Le bugie concernenti l'Unione Sovietica - PARTE I

di Mario Sousa

Da Hitler a Hearst, da Conquest a Solzhenitsyn
La storia dei milioni di persone che, ai tempi di Stalin, furono presumibilmente incarcerate e che morirono nei campi di lavoro dell'Unione Sovietica o a causa della fame.

Nel mondo in cui viviamo, chi ha potuto evitare di udire le storie terribili di morti sospette e di assassini nei gulag o campi di lavoro dell'Unione Sovietica? Chi può dire di non aver mai sentito le storie di milioni affamati fino alla morte e di milioni di oppositori giustiziati in Unione Sovietica nell'epoca staliniana? Nel mondo capitalista queste storie sono ripetute infinite volte in libri, giornali, alla radio, alla televisione, nei film e il numero mitizzato delle vittime del socialismo è aumentato a passo di gigante negli ultimi 50 anni.

A dire il vero, da dove provengono queste storie, questi dati? Chi è dietro a tutto questo? E ancora un'altra domanda: cosa c'è di vero in queste storie? E quali informazioni giacciono negli archivi dell'Unione Sovietica, un tempo segreti ed ora aperti alla ricerca storica da Gorbachev nel 1989? Gli autori dei miti hanno sempre affermato che tutti i racconti dei milioni morti nell'Unione Sovietica di Stalin, troveranno conferma il giorno in cui gli archivi saranno aperti. È quello che è successo? In realtà cosa è stato confermato?

Il seguente articolo ci mostra dove abbiano avuto origine queste storie di milioni di morti di fame e nei campi di lavoro dell'Unione Sovietica di Stalin e chi ci sia dietro.

L'autore, dopo aver studiato i resoconti delle ricerche svolte negli archivi dell?unione Sovietica, è in grado di fornire un'informazione sotto forma di dati concreti sul numero reale dei prigionieri, degli anni passati in prigione e il numero reale dei morti e di quelli che furono condannati a morte nell'Unione Sovietica di Stalin. La verità è molto diversa dal mito.

C'è un diretto collegamento intercorrente da Hitler a Hearst e da Conquest a Solzhenitsyn. Nel1933 avvenne un cambiamento politico in Germania che avrebbe lasciato il marchio nel mondo per i decenni a venire. Il 30 gennaio Hitler divenne primo ministro e una nuovo forma di governo, che coinvolgeva l'uso della violenza e il disprezzo della legalità, cominciò a prendere forma. Per consolidare la loro presa sul potere, i nazisti indissero nuove lezioni per il 5 marzo, utilizzando tutti i mezzi propagandistici per assicurarsi la vittoria. Una settimana prima delle elezioni, il 27 febbraio, i nazisti appiccarono il fuoco al parlamento e accusarono i comunisti di esserne i responsabili. Nella successiva tornata elettorale i nazisti si assicurarono 17,3 milioni di voti e 288 deputati, circa il 48% dell'elettorato (a novembre si erano assicurati 11, 7 milioni di voti e 196 deputati). Una volta che fu bandito il Partito Comunista, i nazisti cominciarono a perseguitare i socialdemocratici e il movimento sindacale, mentre i primi campi di concentramento cominciavano ad essere riempiti di uomini e donne di sinistra. Allo stesso tempo il potere di Hitler in parlamento continuava a crescere con l'aiuto della destra. Il 24 marzo, Hitler fece approvare dal parlamento una legge che gli conferiva il potere assoluto di governare il paese per 4 anni senza bisogno di consultare il parlamento. Da questo punto in poi cominciò la persecuzione degli ebrei, che cominciarono ad entrare nei campi di concentramento dove erano già stati detenuti i comunisti e i socialdemocratici di sinistra. Hitler spingeva avanti la sua scommessa per il potere assoluto, denunciando gli accordi internazionali del 1918 per la restrizione dell'armamento e della militarizzazione della Germania.

Il riarmo della Germania procedeva a gran velocità. Questa era la situazione nell'arena politica internazionale quando i miti concernenti i morti in Unione Sovietica cominciarono ad essere messi insieme.

L'Ucraina come territorio tedesco
A fianco di Hitler, nella dirigenza tedesca, vi era Goebbels, il ministro della Propaganda, l'uomo incaricato di inculcare il sogno nazista nel popolo germanico. Era il sogno di un popolo razzialmente puro che viveva in una Grande Germania, un paese con un largo lebensraum [spazio vitale], un ampio spazio in cui vivere. Una parte di questo lebensraum, un'area ad est della Germania che era molto più grande della stessa Germania era ancora da conquistare e da incorporare nella nazione germanica. Nel 1925, nel suo Mein Kampf, Hitler aveva già indicato l'Ucraina come parte essenziale dello spazio vitale tedesco.

L'Ucraina e le altre regioni dell'Europa orientale dovevano appartenere alla nazione tedesca in modo da essere usate nell' ”appropriata” maniera. Secondo la propaganda nazista, la spada nazista avrebbe liberato questi territori per far posto alla razza tedesca. Con la tecnologia e l'imprenditoria tedesche, l'Ucraina sarebbe stata trasformata in un'area di produzioni di cereali per la Germania, ma per prima cosa si doveva liberarla dalla popolazione di “esseri inferiori” che, secondo la propaganda nazista, sarebbero stati messi al lavoro come schiavi nelle case tedesche, nelle fabbriche e nei campi, ovunque fosse necessario all'economia germanica.

La conquista dell'Ucraina e delle altre aree dell'Unione Sovietica necessitava di una guerra contro l'Unione Sovietica e questa guerra doveva essere ben preparata in anticipo. A tal fine, il ministro della Propaganda, Goebbels, varò una campagna su un ipotetico genocidio commesso dai bolscevichi in Ucraina, un terribile periodo di una carestia catastrofica provocata deliberatamente da Stalin per obbligare i contadini ad accettare le politiche socialiste. Il proposito della campagna nazista era quello di preparare l'opinione pubblica mondiale alla “liberazione” dell'Ucraina da parte delle truppe tedesche. A dispetto degli enormi sforzi e del fatto che la maggior parti dei testi propagandisti tedeschi fossero pubblicati dalla stampa anglosassone, la campagna nazista sull'ipotetico “genocidio” in Ucraina, non ebbe molto successo a livello mondiale. Era chiaro che Hitler e Goebbels avevano bisogno di aiuto per diffondere i loro pettegolezzi propagandistici sull'Unione Sovietica. Trovarono aiuto in USA.

William Hearst amico di Hitler
William Randolph Hearst è il nome di un multimilionario che voleva aiutare i nazisti nella loro guerra psicologica contro l'Unione Sovietica. Hearst era proprietario di giornali ed era ben conosciuto negli USA come il “padre” della cosiddetta “yellow press” vale a dire di giornali scandalistici. William Hearts cominciò la sua carriera di editore di giornali nel 1885 quando suo padre, George Hearst, industriale milionario del settore minerario, senatore ed egli stesso proprietario di giornali, lo mise a capo del Francisco Daily Examiner. Questo fu anche l'inizio dell'impero giornalistico di Hearst, un impero che influenzava fortemente la vita e il pensiero dei nordamericani. Dopo la morte del padre, Hearst vendette tutte le azioni dell'industria mineraria che aveva ereditato e cominciò a investirne il capitale nel mondo del giornalismo. Il suo primo acquisto fu il New York Morning Journal, un giornale tradizionale che Hearst trasformò completamente in uno straccio scandalistico.

Comprava le sue storie a qualsiasi prezzo e quando non c'erano da pubblicare atrocità o crimini, ordinava ai suoi giornalisti e fotografi di “aggiustare” le notizie. È questo, infatti, a caratterizzare la “yellow press”: bugie e atrocità “arrangiate” presentate come vere.

Queste menzogne lo resero milionario e lo fecero diventare un personaggio molto importante del mondo dei giornali. Nel 1935 era uno degli uomini più ricchi del mondo, con una fortuna stimata attorno ai 200 milioni di dollari. Dopo il suo acquisto del Morning Journal, Hearst cominciò a comprare e fondare quotidiani e settimanali ovunque in USA. Nel 1940 possedeva 25 quotidiani, 24 settimanali, 12 stazioni radio, 2 agenzie mondiali di notizie, un'agenzia che forniva soggetti per film, la Cosmopolitan Film Company e un sacco di roba del genere. Nel 1948 egli comprò una delle prime stazioni TV, la BWA TV di Baltimora. I giornali di Hearst vendevano 13 milioni di copie al giorno e avevano quasi 40 milioni di lettori. Almeno un terzo della popolazione adulta degli USA leggeva ogni giorno i giornali di Hearst. Per di più, parecchi milioni di persone di persone, per il mondo, ricevevano informazioni dalla stampa di Hearst per mezzo delle sue agenzie giornalistiche, dei film e da una serie di giornali che erano tradotti e pubblicati in gran quantità in tutto il mondo.

I dati sopra riportati dimostrano come l'impero di Hearst fosse in grado di influenzare la politica americana e anche la politica internazionale, per molti anni su questioni che includevano l'opposizione all'entrata in guerra degli USA nella Seconda Guerra Mondiale a fianco dell'Unione Sovietica e la caccia alle streghe della campagna anticomunista del senatore McCarthy degli anni '50.

Le vedute di William Hearst erano ultra conservative, nazionaliste e anticomuniste. La sua era una politica di estrema destra. Nel 1934 viaggiò fino in Germania, dove fu ricevuto da Hitler in qualità di ospite e amico. Dopo questo viaggio i giornali di Hearst divennero ancor più reazionari, pubblicando sempre più articoli contro il socialismo, contro l'Unione Sovietica, specialmente contro Stalin. Hearst cercò anche di usare questi giornali per appoggiare i propositi propagandistici dei nazisti, pubblicando una serie di articoli di Goering, il braccio destro di Hitler. Le proteste di molti lettori, comunque, lo costrinsero a fermare la pubblicazione di roba del genere e a toglierla dalla circolazione.

Dopo la visita a Hitler, i giornali scandalistici di Hearst furono riempiti di “relazioni” sui fatti terribili che accadevano in URSS, uccisioni, genocidio, schiavitù, lusso per i governanti e fame per il popolo, tutta questa roba compariva ogni giorno. I materiali erano forniti a Hearst dalla Gestapo, la polizia politica nazista.

Sulla prima pagina dei giornali talvolta comparivano caricature e foto truccate dell'Unione Sovietica, con Stalin raffigurato come un assassino brandente un pugnale. Non dobbiamo dimenticare che questi articoli erano letti negli USA da 40 milioni di persone al giorno da altri milioni nel mondo!

Il mito della carestia in Ucraina
Una delle prime campagna della stampa di Hearst contro l'Unione Sovietica, girava attorno alla questione dei presunti milioni di morti di fame in Ucraina a causa della carestia. Questa campagna ebbe inizio l'8 febbraio 1935, con una prima pagina dell'American Chicago recante il titolo di “6 milioni di persone sono morte di fame in Unione Sovietica”.

Usando il materiale fornitogli dai nazisti tedeschi, William Hearst, il barone della stampa e simpatizzante nazista, cominciò a pubblicare storie inventate del genocidio che si supponeva fosse stato perpetrato deliberatamente dai bolscevichi, causando la morte per fame di milioni di persone in Ucraina. La verità è alquanto differente. Infatti quello che avvenne in Unione Sovietica all'inizio degli anni '30 fu una grande fase della lotta di classe in cui i poveri contadini senza terra insorsero contro i kulaki e cominciarono la lotta per la collettivizzazione, per formare i kolkhoz.

Questa grande lotta di classe, coinvolgendo direttamente o indirettamente qualcosa come 120 milioni di contadini, certamente incrementò una certa instabilità della produzione agricola e una penuria di cibo in alcune regioni.

La scarsità di cibo indebolì le persone, fatto che a sua volta incrementò il numero delle vittime di malattie epidemiche. Purtroppo queste epidemie erano comuni dappertutto nel mondo. Fra il 1918 e il 1920 la “spagnola” causò la morte di 20 milioni di persone negli USA e in Europa, ma nessuno accusò i governi di questi paesi, di voler uccidere intenzionalmente i propri cittadini. Il fatto è che nessuno di questi governi poté far qualcosa di fronte ad un'epidemia del genere. Solo con la scoperta della penicillina durante la Seconda Guerra Mondiale, divenne possibile contenere con efficacia queste epidemie. La penicillina divenne disponibile solo alla fine degli anni '40.

Gli articoli della stampa di Hearst asserivano che milioni stavano morendo di fame in Ucraina per una carestia provocata apposta dai comunisti, scendendo in crudi e luridi dettagli. La stampa di Hearst usava ogni mezzo possibile per far sì che le sue bugie sembrassero verità, avendo successo nel volgere bruscamente contro l'Unione Sovietica l'opinione pubblica dei paesi capitalisti. Questa fu l'origine del primo gigantesco mito fabbricato asserente i milioni di morti in Unione Sovietica. Sull'ondata di proteste contro la carestia apparentemente provocata dai comunisti, scatenata dalla stampa occidentale, nessuno fu interessato alle proteste sovietiche e la continua esposizione mediatica delle bugie della stampa di Hearst determinò una situazione che perdurò dal 1934 al 1987! Per più di 50 anni diverse generazioni della popolazione mondiale furono sottoposti a una dieta a base di calunnie che condussero alla considerazione negativa del socialismo in URSS.

L'impero dei mass media di Hearst nel 1988
William Hearst morì nel 1951 a casa sua a Beverly Hills, California. Hearst lasciò un impero di mass media che fino ai giorni nostri continua a spargere il suo messaggio reazionario nel mondo. La corporation Hearst è una delle più grandi imprese del mondo, incorporando oltre 100 compagnie e dando impiego a 15.000 persone. L'impero di Hearst oggi comprende riviste, libri radio, TV via cavo e via etere, agenzie stampa e multimediali.

La verità emerge 52 anni prima
La campagna nazista di disinformazione sull'Ucraina non muore con la disfatta della Germania nazista nella Seconda Guerra Mondiale. Le bugie naziste vengono rilevate dalla CIA e dal MI 5 e viene loro garantito un posto di preminenza nella guerra propagandistica contro l'Unione Sovietica. La caccia alle streghe della campagna anticomunista del senatore McCarthy dopo la Seconda Guerra Mondiale prosperò sui racconti dei milioni periti di fame in Ucraina. Nel 1953 un libro su questo soggetto venne pubblicato negli USA. Questo libro si intitolava “Black Deeds of the Kremlin” [Gli oscuri misfatti del Cremlino]. La sua pubblicazione fu finanziata dai rifugiati ucraini negli USA, gente che aveva collaborato con i nazisti nella Seconda Guerra Mondiale a cui il governo americano aveva concesso asilo politico, presentandoli al cospetto del mondo come “democratici”.

Quando fu eletto Reagan alla presidenza USA e cominciò la sua crociata anticomunista degli anni '80, fu resuscitata la propaganda sui milioni morti in Ucraina. Nel 1984 un professore di Harvard pubblicò un libro intitolato “Human Life in Russia” [La vita umana in Russia], che ripeteva tutte le false informazioni prodotte dalla stampa di Hearst nel 1934. Quindi nel 1984, noi trovavamo rinate le bugie e le contraffazioni naziste risalenti agli anni '30, questa volta sotto il rispettabile mantello di un'università americana, ma non era finita qui. Nel 1986 apparve ancora un altro libro sul soggetto, intitolato “Harvest of Sorrow” [Il raccolto dell'amarezza], scritto dall'ex (?) membro del servizio segreto britannico Robert Conquest, ora professore alla Stanford University della California. Per questo suo “lavoro” ricevette 80.000$ dalla Organizzazione Nazionale Ucraina.

Questa stessa organizzazione pagò anche il film realizzato nel 1986 chiamato “Harvest of Despair” [Raccolto della disperazione], in cui, inter alia [fra le altre cose], si usava materiale del libro di Conquest. A partire da questo momento negli USA, il numero di persone che presumibilmente avevano perso la vita nella carestia d'Ucraina, fu aumentato a 15 milioni!

Tuttavia i milioni che si dice che siano morti di fame secondo la stampa di Hearst in America, ripetuto a pappagallo in libri e film, si basavano su informazioni completamente false. Il giornalista canadese Douglas Tottle espose meticolosamente le falsificazioni nel suo libro “Fraud, famine and fascism, the Ukrainian genocide myth from Hitler to Harvard” [Frode, carestia e fascismo, il mito del genocidio ucraino da Hilter ad Harvard], pubblicato a Toronto nel 1987. Fra le altre cose Tottle provò che il materiale fotografico usato, di orrende immagini di bambini morenti di fame, era stato tratto da pubblicazioni del 1922, quando milioni di persone morirono a causa della fame e delle conseguenze della guerra poiché otto eserciti stranieri avevano invaso l'Unione Sovietica durante la Guerra Civile del 1918 – 1921.

Douglas Tottle ci fornisce i fatti che circostanziano il racconto della carestia del 1934 ed espone le menzogne assortite pubblicate nei giornali di Hearst. Un giornalista che per un lungo periodo spediva articoli e fotografie dall'area dell'ipotetica carestia era Thomas Walker, un uomo che non mise mai piede in Ucraina e che perfino a Mosca non aveva trascorso a malapena che 5 giorni. Il fatto fu rivelato dal giornalista Louis Fischer, corrispondente da Mosca del The Nation, giornale americano. Fischer rivelò anche che il giornalista M. Parrott, il vero corrispondente dei giornali di Hearst da Mosca, aveva spedito a Hearst articoli che non furono mai pubblicati sull'eccellente raccolto in Unione Sovietica del 1933 e sul progresso dell'Ucraina. Tottle prova anche che il “giornalista” che scrisse gli articoli sulla pretesa carestia ucraina, “Thomas Walker”, si chiamava in realtà Robert Green ed era un pregiudicato evaso dalla prigione di stato del Colorado! Questo Walker o Green venne arrestato quando fece ritorno negli USA e quando comparve davanti alla corte, ammise di non esser mai stato in Ucraina. Tutte le menzogne sui milioni di morti di fame nell'Ucraina degli anni '30, in una carestia organizzata da Stalin furono smascherate solo nel 1987! Hearst il nazista, l'agente Conquest e gli altri hanno coglionato milioni di persone con le loro bugie e le loro relazioni false. Ancora oggi le storie del nazista Hearst sono ripetute in libri freschi di stampa, scritti da autori a libro paga della destra.

I giornali di Hearst, detenendo il monopolio in molti stati degli USA e possedendo parecchie agenzie di stampa per il mondo, furono il grande megafono della Gestapo. In un mondo dominato dal capitale monopolista, fu possibile alla stampa di Hearst, la trasformazione delle bugie della Gestapo in “verità” diffuse ovunque da dozzine di giornali, stazioni radio, canali TV. Quando la Gestapo scomparve, questa sporca propaganda venne portata avanti senza riguardi contro il socialismo dell'Unione Sovietica, da un nuovo padrone, la CIA. Le campagne anticomuniste della stampa americana non diminuirono di intensità. Gli affari continuarono come sempre, prima era compito della Gestapo, ora è compito della CIA.


Continua qui

venerdì 17 giugno 2016

I guanti di Ezhov



REDAZIONE NOICOMUNISTI


di Davide Spagnoli

Questa espressione russa che significa «tenere qualcuno per il collo» – oggi noi diciamo per le palle – ha origine nella cultura contadina russa.

Nel XVIII secolo nei dizionari troviamo già consolidato un adagio che recitava: «Se vuoi prendere i ricci devi indossare guanti imbottiti». Ma all’epoca non era inteso in senso punitivo.

Questa espressione nasce dal fatto che nelle cantine dei contadini spesso si trovavano dei topi. Un buon gatto che sia d’aiuto per risolvere questo problema non si trova con facilità. Ma c’è un altro predatore che può essere d’aiuto: il riccio! Ma come portarlo nel luogo giusto? È proprio per questo che si usano guanti cuoio senza fodera.



Ma già in Checov e Pushkin l’espressione «Serrare nei guanti per i ricci» ha assunto il senso di «tenere in pugno qualcuno», «mettere i piedi sul collo di qualcuno» può essere trovata già in Checov e Pushkin.



Poi, negli anni ‘30 del XX secolo, con un gioco di parole, in russo Ezhov è la parola che indica riccio ma Ezhov era anche il cognome del capo dell’NKVD (Commissariato del popolo per gli affari interni), la polizia politica sovietica, e allora l’espressione «Serrare nei guanti per i ricci», divenne «Serrare nei guanti di Ezhov», che assunse una connotazione prima benevola e poi famigerata.

Questa immagine, realizzata dall’artista Efimov, è intitolata «I guanti di Ezhov»







In esso il Commissario del popolo tiene saldamente nella mano guantata degli animali spinosi (dei ricci?) ed un’idra dalle molte teste, la rappresentazione dei trotskisti e dei bukhariniani. Ma quando la repressione ordinata da Ezhov iniziò a colpire in massa i comunisti membri del partito o semplici simpatizzanti, spesso assolutamente innocenti, l’espressione cambiò significato ed ebbe una connotazione estremamente negativa, e il periodo della repressione di Ezhov viene ancora oggi ricordata come la Ежовщина Ezhovshcina, «i brutti tempi di Ezhov» (1937-1939), quello che Robert Conquest ha chiamato «Grande terrore», durante il quale vennero arrestate un milione e mezzo di persone; di queste, secondo recenti studi, ne vennero giustiziate 681.692 e non i milioni di cui parla Robert Conquest, che, secondo un articolo apparso su The Guardian il 27 gennaio 1978 pag. 13, lavorava fin dal 1956 all’Information Research Department (IRD). L’IRD venne fondato nel 1947 con il nome di Communist Information Bureau, era un dipartimento del Foreign Office britannico con il compito di combattere l’influenza dei comunisti attraverso la diffusione di storie false spacciate come vere. Per questo sporco lavoro erano stati assoldati giornalisti e chiunque fosse in grado d’influenzare l’opinione pubblica. Secondo The Guardian nel citato articolo il compito di Robert Conquest era quello, per l’appunto, di scrivere una “storia nera” dell’Unione Sovietica.

Il perché Ezhov abbia fatto uccidere così tante persone, in grande maggioranza comunisti, è da ricercare nel fatto che, in vista della guerra che tutti sapevano sarebbe scoppiata molto presto, aveva stretto un accordo con i giapponesi per distruggere la fiducia della popolazione nello Stato e nel governo, in modo che quando il Giappone avesse attaccato il morale della popolazione fosse stato depresso e sfiduciato, disponibile per un cambio di regime. La circostanza è confermata da una sentenza del 1998 del Collegio militare della Corte Suprema che ha riconosciuto Nikolai Ezhov non essere soggetto alla riabilitazione in quanto 

«[…] Ha provocato l’aggravamento delle relazioni con i paesi amici dell’URSS e ha cercato di accelerare il conflitto militare tra l’URSS e il Giappone».






sabato 13 ottobre 2012

Le purghe nel Partito Comunista dell'URSS negli anni '30 Parte II

REDAZIONE NOICOMUNISTI

Traduzione di Guido Fontana Ros

Le purghe nel Partito Comunista del'URSS negli anni '30 Parte II

Presentazione ed estratto da The class struggle during the thirties in the Soviet Union di Mario Sousa, a cura di Ella Rule della Stalin Society di Londra

FONTE



Il re dei falsari: Robert Conquest

Le “purghe” del PCUS 
Nel corso del 1930 Robert Conquest ha svolto un ruolo fondamentale nella diffamazione del socialismo e dell'Unione Sovietica, per tutto il periodo del dopoguerra. Conquest è un disinformatore formato in uno dei servizi segreti più antichi e più grandi del mondo, quello britannico. Conquest divenne il loro specialista in disinformazione soprattutto sulla questione dell'Unione Sovietica. Egli fu un maestro della manipolazione delle informazioni e di cambiare il nero in bianco. Verso la fine degli anni '50, Conquest lasciò repentinamente il servizio segreto britannico. La volta successiva che sentiamo parlare di lui è negli Stati Uniti, dove la CIA sta pubblicando i suoi libri e i suoi scritti! Si suppone che gli siano stati offerti più soldi da parte della CIA di quanti ne ricevesse dagli inglesi e che, per questo motivo, si fosse trasferito negli Stati Uniti. Inoltre, la CIA gli fornì un travestimento decente, un posto di ricercatore presso una università. Le storie di Conquest sono state diffuse per decenni da parte della CIA nei mass media capitalisti di tutto il mondo e sfortunatamente molte persone presumono che siano vere.
Le “purghe” del 1933 
Nel corso del 1930/40 il Partito subì 3 grandi “purghe”, vale a dire, quelle del 1933, 1935 e 1937-1938. 

La prima “purga”, quella del 1933, si svolse in un clima di grande entusiasmo, con le cooperative agricole che si diffondevano in tutta l'Unione Sovietica ad un ritmo sorprendente e con la produzione industriale che raggiungeva risultati del tutto senza precedenti. Il Partito aveva aperto le sue porte a tutti coloro che volevano combattere per il socialismo e centinaia di migliaia di nuovi membri furono ammessi nel corso dei primi tre anni del 1930. A causa di questo grande assalto, la direzione del partito considerò essenziale fare una valutazione di tutti i membri del nuovo Partito. Si cercarono opportunisti, burocrati corrotti, criminali, anti-semiti, alcolisti e membri che avessero violato la disciplina di partito. 
Direttive del Partito chiarirono che tutte le “purghe” avrebbero dovuto essere fatte in un clima cameratesco e che non ci sarebbe dovuta essere un'intrusione eccessiva nella vita privata delle persone. Inoltre, la direzione del Partito incoraggiò i membri ordinari a criticare apertamente i burocrati locali e mise sull'avviso i dirigenti locali del Partito in merito all'espulsione dei membri che dimostrassero passività e ignoranza politica. Gli errori del 1929 non dovevano essere ripetuti. 
L'attenzione doveva essere rivolta allo sviluppo generale dei membri ed era previsto che i membri del partito potessero essere retrocessi allo status di candidati o simpatizzanti fino al momento in cui avessero migliorato la loro comprensione politica o aumentato la loro partecipazione alle attività del partito, a seconda dei casi. L'espulsione era da evitare, per quanto possibile.
Nonostante queste direttive, l'epurazione del 1933 si rivelò altra cosa da quello che il Comitato Centrale aveva inteso intraprendere. In un paese vasto come l'Unione Sovietica, i segretari del Partito locali avevano un grande potere e questo a volte si rivelò disastroso. I fatti dimostrano che segretari locali del Partito fecero del loro meglio per evitare le critiche rivolte a loro stessi o alle persone vicine a loro. Puramente per dimostrare la loro obbedienza alla richiesta di una “purga”, alcuni segretari locali espulsero molti membri comuni come operai e agricoltori, anche quando erano membri leali; insomma vennero espulsi soprattutto coloro che non avrebbero dovuto essere espulsi. La maggior parte degli espulsi erano persone che avevano aderito al partito tra il 1930 e il 1933 e che non avevano avuto il tempo di acquisire la piena conoscenza di tutte le questioni di partito. Molti non erano stati in grado di studiare il programma del partito in profondità o in generale il marxismo-leninismo e quindi furono considerati ignoranti dalle segreterie del Partito. Altri erano persone che avevano difficoltà a partecipare pienamente alla vita del partito a causa della loro situazione sul posto di lavoro o a causa di problemi familiari. Nella purga del 1933, il 18,5 per cento dei membri del partito e dei candidati furono espulsi, per un ammontare di circa 792.000 persone.

L'epurazione del 1933, che è stato interrotta a metà del 1934, ha evidenziato una grave contraddizione all'interno del Partito. Il Comitato Centrale aveva intenzione di buttare fuori i ladri e burocrati corrotti, ma il più grande gruppo espulso, comprendente quasi 1/4 del totale, è composto da coloro che erano stati espulsi per passività [vedi Tabella 3]. La passività, tuttavia, non figura nelle direttive del Partito come criterio per l'espulsione. Con l'uso di metodi burocratici o abuso di autorità acquisita a seguito di meriti precedenti, i leader locali del Partito fecero quello che volevano senza prestare attenzione alle direttive del Comitato. L'approfondimento delle contraddizioni si riflette nel fatto che un 1/4 degli espulsi erano ex-espulsi per motivi di passività. Il Comitato Centrale dovette fare qualcosa nei confronti dei leader locali del Partito che contravvenivano alle direttive, ma, come il futuro poi dimostrò, questo non era un compito facile. Questo diventò un problema molto presente nel corso degli anni a venire, quando l'Unione Sovietica fu costretta ad aumentare il ritmo dello sviluppo economico, al fine di sopravvivere.





Tabella 3

Le espulsioni del 1933

Motivi di espulsione
Percentuale
Corruzione morale, carrierismo, burocraticismo
17.5
Elementi stranieri ostili/nascondere elementi
stranieri ostili
16.5
Violazione della disciplina di partito
20.9
Passività
23.2
Altri motivi
17.9
Non menzionate in Origini delle Grandi Purghe
4.0

Un altro aspetto delle statistiche scoperte da Getty, riguarda l'affermazione di Conquest e di altri elementi di destra che la “purga” del 1933 fosse stata organizzata per espellere i bolscevichi, i quadri del vecchio partito dei tempi di Lenin, che si erano opposti a Stalin. Secondo Getty, è improbabile che tale affermazione sia vera. La stragrande maggioranza degli espulsi, i 2/3, infatti, era entrata nel partito dopo il 1928 ed erano quindi relativamente nuovi membri del Partito. La distribuzione degli espulsi, il 23 per cento lavoratori agricoli/agricoltori, 14,6 per cento dipendenti pubblici e circa il 62 per cento operai, dimostra che la stragrande maggioranza, l'85 per cento, erano comuni lavoratori, piuttosto che quadri del Partito del tempo di Lenin. In “Il Grande Terrore”, Robert Conquest tratta dell'epurazione del 1933 e accenna che oltre un milione di membri furono espulsi per motivi politici. Per chiunque abbia conoscenza della storia delle “purghe”, è evidente che l'affermazione di Conquest è una menzogna
Tessera del Partito
Proverka, la verifica dei documenti del Partito nel 1935
L'epurazione del 1933 rivela che in tutto il paese ci furono problemi molto gravi nel Partito. Le liste dei membri non avevano alcun rapporto con la realtà. In molte parti del paese il numero dei membri non corrispondeva con il numero indicato. Molti membri si erano trasferiti, avevano lasciato il Partito o erano stati espulsi o erano morti senza che ciò fosse stato riportato nelle liste di appartenenza. Le segreterie locali di partito furono sopraffatte dal lavoro economico, vale a dire, dalla realizzazione del piano quinquennale e dalla collettivizzazione. Per questo motivo o semplicemente a causa di negligenza o mancanza di interesse, le liste degli iscritti non venivano aggiornate. Come conseguenza di questo anche i documenti finanziari del Partito erano sbagliati. Quando questo venne scoperto e il vertice del Partito venne a sapere della situazione disastrosa esistente nel campo dei dati di iscrizione, divenne chiaro che era essenziale verificare tutti i documenti del Partito.
Nel mese di ottobre 1934, il Comitato Centrale decise che tutto il Partito avrebbe subito un processo di ri-registrazione dei membri. Il Comitato Centrale inviò rappresentanti in tutte le Regioni del Partito, sia per esaminare lo stato delle registrazioni degli iscritti al Partito, sia per, se possibile, implementare una qualche soluzione e al tempo stesso, aiutare nel lavoro di riregistrazione.
Il compagno Ostrovsky venne inviato al Comitato della Città (Gorraikom) di Smolensk. Egli iniziò chiedendo di prendere alcune decisioni semplici, come di nominare una persona che prendesse in carico il mantenimento di registri locali del Partito e che si dovesse fare in modo che la documentazione del Partito fosse conservata in una struttura chiusa o sicura. Egli chiese anche che nessuna nuova tessera del Partito fosse rilasciata a persone che avessero perso la loro se non fosse stata condotta prima una attenta indagine. Ostrovsky chiese anche che un nuovo elenco dei membri fosse redatto a partire dal gennaio 1935 e che tutti i Comitati di Partito in seno al Comitato della Città fossero sottoposti alla stessa procedura.
Come si rivelò ben presto, i problemi per Ostrovsky erano troppo grandi da gestire. Rappresentanti del Comitato Centrale in molte parti del paese ebbero la stessa esperienza. Verso la fine di aprile 1935,  pochissimi progressi erano stati realizzati verso una nuova registrazione. Un rapporto del Comitato della Città di Smolensk dimostrò che, “nel processo di studio di documenti del Partito, si è rivelata una serie di carenze enormi, richiedenti analisi particolarmente attente e controlli ".
Il Partito comunista all'inizio del 1930
I lettori di questo opuscolo potrebbe trovare tutto questo difficile da credere. I media borghesi hanno indotto la maggior parte delle persone nel mondo occidentale a credere che una disciplina completamente cieca regnasse nel Partito Comunista Sovietico, in cui tutto e tutti fosse oggetto di registrazione e di attento controllo, che tutto fosse registrato preferibilmente più volte in lunghe liste, che nessuno fosse libero da tutto questo pervasivo, presumibilmente continuo controllo; un controllo, tra l'altro, che sarebbe stato estremamente costoso da mantenere e che investiva burocrati del Partito, con ampi poteri.
Questo quadro è del tutto falso. È un dato di fatto che si arriva molto più vicino alla verità capovolgendo tutte queste accuse. Assorbiti come erano nella lotta per la produzione e inebriati dai successi incredibili che fissarono ripetuti record mondiali, molti segretari locali di partito ignoravano le altre questioni. Pensavano che l’aumento della produzione fosse la cosa più importante, in grado di risolvere tutti i problemi, mentre tutto il resto era ritenuto banale. Anche una questione di fondamentale importanza per un partito e soprattutto un partito al potere, vale a dire che solo i membri del Partito dovessero possedere la tessera del Partito, fu considerato da molti come una questione di secondaria importanza. Tessere del Partito erano, di regola, tenute in una scrivania ordinaria o in un armadio facilmente accessibile nei locali del Partito e in tutto il paese erano solite sparire a migliaia. Allo stesso modo irresponsabile, le tessere del Partito sono state distribuite a tutti coloro che hanno detto di aver perso la loro. Per la maggior parte non è stata condotta un'indagine per accertare che ne fosse stato della tessera persa. Anche i membri che erano stati espulsi mantenevano le loro tessere di partito senza che nessuno ne chiedesse la restituzione. Quando si trattava di iscritti defunti, le famiglie, di regola, non restituivano la tessera al Partito, cosa che spesso conduceva a un uso abusivo della tessera del defunto. La produzione cresceva in modo esponenziale per cui  i leader locali del Partito si convinsero che presto le eccedenze avrebbero spazzato via tutte le difficoltà.
Duecentomila tessere del Partito fuori strada
All'inizio del 1935, il Comitato Centrale è stato costretto a concludere che più di 200.000 schede di partito fosse andato fuori strada! La maggior parte era stata data a persone che avevano perso le loro tessere o a cui erano state rubate. Più di 1.000 di nuove tessere mai utilizzate, era stato rubato dagli uffici del Partito e 47.000  erano state dato a gente che non aveva avuto il tempo di farsi registrare come membri del Partito. La tessera del partito era un documento importante. Una persona con la tessera del partito poteva, tra le altre cose, avere accesso a tutte le sedi del Partito in tutto il paese, vale a dire, in luoghi dove documenti importanti erano conservati e importanti incontri avevano luogo. Per questo motivo, le tessere del partito erano molto ricercate da nemici, spie, elementi dell'opposizione e agenti stranieri. Era quindi un grave problema che, come si è scoperto, queste persone non avessero difficoltà a procurarsi una tessera del Partito Comunista, da usare per facilitare le loro attività volte a minare il lavoro del Partito. La situazione nel 1935 Era tale che non si poteva mai essere sicuri che il titolare di una tessera del Partito fosse un membro del Partito fedele e leale. Quella persona, in effetti,  avrebbe potuto essere altrettanto facilmente un nemico, una spia o un sabotatore.
Il 13 maggio 1935, il Comitato Centrale decise di implementare una nuova, verifica dei documenti a livello nazionale del Partito, “proverka”. La campagna di attuazione della verifica dei documenti del Partito venne condotta a livello centrale da una Commissione del Segretariato del Comitato Centrale guidata da Ezhov e dal suo vice, Malenkov.
La verifica comportava che ciascun iscritto fosse interrogato nella segretaria locale del Partito nel luogo di residenza o di lavoro circa la vita, la storia personale, il lavoro e altre cose. Questi fatti dovevano poi essere utilizzati per aggiornare i record del partito. Se ci fosse stata qualche irregolarità, un esame più approfondito della persona in questione veniva effettuato, e nel frattempo la tessera del partito era revocata. Coloro che non poterono confermare la propria appartenenza al partito furono espulsi e le loro tessere del Partito furono ritirate. Tutti coloro che furono espulsi ebbero, secondo lo Statuto del Partito, il diritto di ricorrere ad un organo superiore, che era a sua volta tenuto a procedere ad una nuovo investigazione e a prendere una decisione entro due settimane.
Ordine bolscevico
Era il momento di “introdurre l’ordine bolscevico nella casa del nostro Partito”. Il Comitato Centrale si rivolse specialmente ai dirigenti locali del Partito, che erano responsabili del disordine: “il Comitato centrale ha avvertito i leader delle organizzazioni di Partito a tutti i livelli che, se non hanno prodotto ... leadership per questo compito importante ... e subito non hanno ristabilito l'ordine in questa importante attività, il Comitato Centrale del PCUS (B) avrebbe preso severe misure punitive fino all'espulsione dei colpevoli dal Partito”.
A differenza della situazione delle precedenti “purghe”, nella campagna del 1935,  per verificare la documentazione partito, non erano in discussione questioni sociali e politiche, per quanto riguardava l'espulsione.

Qual è stato il risultato della campagna per controllare le carte del partito?
Si scoprì che molte delle segreterie di partito locali che erano responsabili dell'attuazione del controllo non presero molto sul serio il compito. Non accordarono al compito la priorità che il Comitato Centrale aveva chiesto. I rapporti che iniziarono a fluire al Comitato Centrale mostrarono l'esistenza di una tendenza generale ad effettuare un rapido controllo e a finire con questo. Spesso, l'impegno delle segreterie locali di partito era praticamente pari a zero. I problemi della regione occidentale erano molto evidenti. Il vice segretario regionale del partito, A.L. Shil'man e il capo locale della commissione di controllo, Kiselev, furono sottoposti a severe critiche pubbliche dal Comitato Centrale e presentati come esempio di come la procedura di controllo non dovesse essere fatta. Il segretario del Partito, Stepanov, capo di un distretto nella regione occidentale, venne espulso dal partito. Nella sua attività di verifica aveva dedicato per ogni membro, al massimo cinque minuti di studio della sua autenticità. Il Comitato Centrale aveva richiesto l'impegno personale in applicazione dell'attuale e importantissimo compito, ma questo Segretario del Partito era solo interessato a dimostrare l'alta percentuale di membri il cui status era stato rivisto e il numero dei falsi iscritti che aveva rilevato. Il Comitato Centrale contestò questo modo burocratico di affrontare il compito. Volevano indagini approfondite in modo da poter essere sicuri che gli iscritti nelle liste fossero membri reali.
Un ulteriore  lavoro di verifica sulle tessere del Partito
Il Comitato Centrale dovette concludere che il lavoro di verifica sulle tessere del Partito era a rischio di fallimento. Il 27 giugno 1935 il Comitato centrale decise una seconda fase di verifica, da effettuare questa volta in occasione delle riunioni generali degli iscritti. Tutti i membri ebbero allora la possibilità di fare dichiarazioni contro coloro che non ritenessero degni di essere membri del Partito. Questo cambiò completamente la questione. Il Comitato Centrale aveva pubblicamente criticato le Segreterie del Partito per un lavoro mal fatto. Questo incoraggiava gli iscritti a chiedere la critica e l'autocritica in occasione delle riunioni, che in tal modo si trasformavano in arene enormi di dibattito. Le segreterie di partito che avevano qualcosa da nascondere erano terrorizzate in quanto tale controllo avrebbe potuto rivelare anomalie nella direzione locale del Partito. Alcuni cercarono di controllare la voglia di dibattito sostenendo che la campagna  fosse solamente per la verifica della tessere di partito e non fosse una “purga”. Non fu possibile soffocare completamente le critiche degli iscritti. Arc Getty in “Origini della Grandi Purghe” ci dà un interessante resoconto delle accuse mosse in una riunione degli iscritti alla Commissione della città di Smolensk, nel luglio 1935. Nel corso della riunione furono sollevate 616 capi d’accusa.
Come si può vedere dalla tabella 4, più di un terzo delle accuse in questione riguardava kulaki e individui che si erano arricchiti durante la NEP (nuova politica economica). Un altro terzo e più delle accuse riguardava persone che avevano commesso gravi crimini morali ed economici. Solo un piccolo numero delle accuse, appena il cinque per cento, aveva a che fare con l'opposizione politica. Allo stesso tempo, un’accusa su sei (circa 17%), era in relazione ad attività criminali da parte di quadri dirigenti politici e di funzionari pubblici. A livello nazionale, il lavoro di controllo del Partito  comportò l'espulsione di 170.000 membri su 1,8 milioni di indagati, vale a dire il 9,1%
Le riunioni del Partito durante il luglio 1935 diventarono arene nella campagna contro arroganti funzionari e altri bulli del Partito. Nonostante il fatto che la critica e l'autocritica fossero sempre state alla base della politica del Partito, era tutt'altro che certo che questo avvenisse in realtà a livello di base. Almeno per un certo tempo, queste circostanza cambiò radicalmente a favore dei comuni iscritti. Stalin stesso si pronunciò sulla necessità di critica e di autocritica, sottolineando come la mancanza di critica fosse un errore fatale, che “distruggeva i quadri”, non mettendo in discussione i loro errori. Il lavoro di verifica degli iscritti al Partito del 1935 sui documenti dell'esercizio di verifica ha inoltre evidenziato un altro difetto molto grave nel partito: il fatto che è stato facile falsificare le tessere del partito, e che non erano quindi una guida affidabile per l'adesione. La necessità di adottare nuove tessere di partito era un problema che richiedeva un intervento immediato.

Tabella 4

I motivi di espulsione  durante la “proverka” a Smolensk nel luglio 1935
[Getty: Origins of the Great Purges]

Kulaki, trafficanti e loro familiari
226
Degenerati, alcolizzati, donnaioli, violazioni disciplinari
143
Abuso di ufficio, furto, appropriazione indebita
106
Tessere perdute o di dubbia origine
62
Trozkisti e menscevici
28
Ufficiali bianchi, ex poliziotti zaristi
41
Antisemiti
10
Totale
616

La campagna di menzogne ​​della borghesia e la realtà

Vediamo ora di discutere brevemente alcune delle menzogne ​​diffuse nei mass media capitalisti circa il lavoro di "verifica" del 1935. Come si può vedere dagli esempi forniti nelle riunioni di verifica dell'appartenenza al partito a Smolensk, i dibattiti aperti infersero  un duro colpo agli elementi borghesi che si era nascosti nel partito, al fine di acquisire vantaggi economici e sociali. Tra questi vi erano kulaki e trafficanti, ladri, ex ufficiali dell'esercito e poliziotti bianchi zaristi. Contrariamente alla versione dei "falsari" della storia, l'opposizione fu colpita poco. Quello che successe durante l'operazione di verifica delle tessere fu che, prima di tutto, i lavoratori del partito espulsero gli elementi borghesi che si erano intrufolati. Questo è ciò che realmente rende furibondi i falsificatori della storia sovietica. Infatti, sono individui abituati ad avere privilegi speciali nella società, mentre i lavoratori sono la "gente comune", da tenere al guinzaglio corto. Questi individui vanno totalmente fuori di testa quando sono costretti a riconoscere che i lavoratori hanno il comando nel partito dei lavoratori che, qualora scoprano la penetrazione di valori borghesi ostili, questo conduca alla espulsione. Le opportunità per la borghesia di recuperare un po' di potere dopo anni di attento sabotaggio furono annientate. 
Un'altra bugia è che la verifica delle tessere del  Partito  sia stata effettuata dalla direzione del partito - vale a dire, da Stalin - come atto di vendetta per l'assassinio di Kirov. Kirov, membro del Comitato Centrale e presidente del partito di Leningrado, è stato assassinato il 1° dicembre 1934 nella sede del Partito della città - l'assassino, Nikolayev, era entrato nella sede del Partito utilizzando un vecchia, scaduta, tessera del partito. Questa accusa di vendetta dalla natura terribile e sanguinosa, con un enorme numero di esecuzioni, nasce con l'agente (NDT: più esattamente agente del servizio segreto britannico) Robert Conquest. Chiunque non abbia familiarità con questi problemi storici e  che leggesse il suo libro, Il Grande Terrore, avrà difficoltà a vedere la verità dietro le sue menzogne. Ma per coloro che si adoperano per acquisire una conoscenza reale della storia di questo periodo, questa affermazione di vendetta è, a dir poco, senza senso. La campagna di verifica delle tessere, fu una conseguenza di una decisione del Comitato centrale, riguardante l'adesione e la reimmatricolazione, presa nel mese di ottobre 1934. È un dato di fatto che  Kirov prese parte a questa decisione. Decisione presa due mesi prima del suo assassinio! Dobbiamo credere che Kirov abbia partecipato ad una decisione per vendicarsi del suo assassinio avvenuto due mesi dopo?