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sabato 6 agosto 2016

Come potrà concretizzarsi il riavvicinamento tra la Turchia e la Russia?

REDAZIONE NOICOMUNISTI


Di Valentin Vasilescu

FONTE

Traduzione di Guido Fontana Ros


La decisione della Russia d'intervenire con la sua aviazione in Siria aveva l'obiettivo tattico di aiutare il governo legittimo di Bashir al Assad nella sua lotta contro un'invasione esterna per mezzo di mercenari selezionati, armati, addestrati e introdotti in Siria da Arabia Saudita, Qatar, USA, Inghilterra, Francia e Turchia (NDT: e da Israele). L'obiettivo strategico a lungo termine della Russia è quello di scalzare il dominio americano nel Medio Oriente per un ritorno massiccio della Russia nella regione, dopo un'assenza trentennale. Il metodo scelto dalla Russia si è rivelato oltremodo efficace, in quanto i bombardamenti aerei russi hanno creato delle brecce nei dispositivi delle forze mercenarie, immediatamente permettendo alle truppe dell'esercito arabo siriano di schierarsi e di agire, liberando più del 50% del territorio occupato dal nemico.

D'altro canto gli USA hanno fallito nella creazione di un esercito di oppositori per combattere l'esercito arabo siriano. Un cambiamento della strategia americana è intervenuto nel gennaio 2016, quando sono stati cominciati dei bombardamenti aerei a favore delle forze terrestri curde in Siria, vale a dire di gruppi curdi diretti dalle forze delle operazioni speciali americane, segnando una svolta nelle relazioni turco-americane perché il nemico n° 1 della Turchia è rappresentato dai curdi. Il tentativo del colpo di stato militare non può essere considerato qualcosa di diverso dal tentativo di eliminazione da potere del presidente Recep Erdogan, proprio perché quest'ultimo non concepisce affatto la creazione da parte degli americani di uno stato curdo che inglobi il 45% del territorio attuale della Turchia [1].



Quali saranno le conseguenze del colpo di stato?

Diviene sempre più chiaro che gli USA abbiano fatto una gaffe monumentale di fronte alla Turchia e, per evitare il ripetersi degli eventi del 15 luglio 2016, Erdogan si è diretto verso un riavvicinamento forzato con la Russia. Questo non significa che la Turchia chiederà di uscire dalla NATO, ma Erdogan trarrà beneficio dalle informazioni fornitegli, nell'interesse della Russia e della Turchia, dal servizio di informazioni estere (SVR) russo e dal servizio di informazioni militari russo (GRU), per annichilire ogni tentativo di golpe pianificato dagli USA e dai loro alleati. Durante il colpo di stato militare in Turchia, il centro di comunicazioni satellitari turco ha subito attacchi da elicotteri d'assalto golpisti, nello stesso tempo in cui si effettuava l'oscuramento di uno dei principali satelliti di scala mondiale della Turchia. Fonti turche affermano che la Russia abbia immediatamente offerto ad Erdogan un accesso illimitato alla sua rete satellitare militare di informazioni all'interno del MIT(servizio di informazioni turco).


Proprio per confermare questa ipotesi la Russia ha deciso di riprendere la costruzione di quattro reattori nucleari da 1200 watt nella provincia di Mersin sulla costa mediterranea e il gasdotto Turkish Stream, sotto il Mar Nero. La Turchia sarà autorizzata a riprendere le sue esportazioni verso la Russia, interrotte a causa della distruzione del bombardiere Su-24 del 24 novembre 2015 in Siria, per un ammontare di 30 miliardi all'anno.

Cosa potrebbe richiedere la Turchia in cambio alla Russia?

In primo luogo, Mevlut Cavusoglu, ministro degli Esteri della Turchia, ha invitato i gruppi di mercenari del governatorato di Aleppo di cessare le ostilità. Fatto che conferma l'allineamento della politica della Turchia su quella della Russia per quanto concerne il rispetto della Risoluzione 2254 delle Nazioni Unite, a riguardo del mantenimento al potere del governo legittimo della Siria rappresentato da Bashir al Assad. Questo significa che la Turchia sta per mettere in sicurezza la totalità della frontiera con la Siria, che sta per rinunciare al sostegno degli oppositori a Bashir al Assad e che non permetterà più il passaggio di altre reclute, di armi e di munizioni per i gruppi terroristi sostenuti da Arabia Saudita, Qatar, USA, Inghilterra e Francia (NDT: e Israele).



Una conseguenza del rispetto della Risoluzione 2254 delle Nazioni Unite sarebbe l'uscita della Turchia dalla coalizione anti stato islamico, che sta a significare la soppressione di ogni volo non autorizzato dal governo legittimo della Siria, vale a dire quello di Bashir al Assad, nello spazio aereo siriano a partire dalle basi aeree turche. Più precisamente la Turchia informerà gli USA dell'annullamento dell'autorizzazione del 13 ottobre 214, dell'utilizzo della aerea di Incirlik come base operativa principale della coalizione anti stato islamico; questa base aerea potrà essere utilizzata dagli USA per altri scopi.

La stessa notifica verrà inviata in Germania per l'annullamento dell'autorizzazione del 25 aprile 2016. Incirlik si trova a soli 180 km da Manbij, città circondata dai curdi e a 400 chilometri da Raqqa, capitale dello stato islamico. Per bombardare gli obiettivi dello Stato islamico in Siria e Iraq, gli Stati Uniti, la Germania e l'Arabia Saudita dovranno anche spostare i loro aerei che partecipano alla coalizione anti stato islamico. Notate che Incirlik non è una base NATO. La NATO ha sede a Izmir nella Turchia occidentale, sede di uno dei cinque quartier generali della NATO (Landcom), subordinati al Comando Supremo delle forze NATO in Europa. Inoltre Izmir ospita un'altra importante base aerea dell'esercito degli Stati Uniti.

La base aerea più conveniente per la coalizione anti stato islamico sembra essere Al Azraq in Giordania, sede di due squadroni di F-16 giordani. Vi sono anche schierati in questa base, 20 F-16 del Bahrain, 8 F-16 dei Paesi Bassi e del Belgio, i Mirage 2000 francesi e i droni da ricognizione MQ-9 Reaper degli Stati Uniti. Il dispiegamento di aerei ad Al Azraq e lo spostamento e la creazione dei servizi a terra necessari richiederà diversi mesi, durante i quali la coalizione farà un minor numero di missioni. Al Azraq è a 700 - 800 km dagli obiettivi dello Stato Islamico in Siria e in Iraq, quindi per condurre attacchi contro obiettivi dello Stato Islamico, gli aerei della coalizione dovranno essere riforniti in volo.

Sempre nell'ambito del rispetto della Risoluzione 2254 delle Nazioni Unite da parte della Turchia, il Pentagono non rifornirà più i curdi via terra dalla Turchia, di armi e munizioni e di istruttori delle forze speciali degli Stati Uniti. La base americana di Rmeliane nella provincia siriana di Hassake, nella zona controllata dai curdi, in cui il Pentagono riceve rinforzi potrebbe essere isolata.



La terza fase su cui Putin e Erdogan potrebbero concordare dovrebbe essere il coinvolgimento di una parte della flotta dei 196 F-16 C turchi  per condurre operazioni a fianco dei bombardieri russi in Siria. Per cominciare le missioni congiunte potrebbero essere effettuate dal centro di comando russo nel governatorato di Latakia in Siria. L'aviazione turca ha potuto effettuare, con i russi, degli attacchi aerei nella provincia di Aleppo. Questi attacchi potrebbero aiutare l'esercito araba siriano a ripulire la provincia di Aleppo dai terroristi. L'Aviazione turca avrebbe ricevuto il compito aggiuntivo di bombardare obiettivi dello Stato Islamico per consentire all'esercito araba siriano che avanza da Palmyra a Raqqa, di liberare il centro, l'est e il nord-est della Siria.


Allo stesso tempo, i russi convinceranno Assad a riprendere la cooperazione con la Turchia a norma del trattato di Adana del 20 ottobre 1998. Questo trattato ha permesso alla Turchia di proseguire i suoi attacchi aerei o di catturare i terroristi curdi per una profondità di 50 km all'interno della Siria. Spesso, dopo aver commesso attentati in Turchia, terroristi curdi trovavano rifugio nel nord della Siria. Successivamente gli attacchi aerei dell'aviazione turca neutralizzeranno le forze di gruppi combattenti arabi e curdi del  YPG/SDF, che sono, dal punto di vista di Damasco, dei gruppi ribelli sostenuti dalle forze speciali di quattro paesi occidentali (Stati Uniti d'America, Regno Unito, Francia e Germania). La forza aerea della coalizione anti Daesh a guida americana sarebbe obbligata a notificare le incursioni o a coordinarle con i russi e turchi.

[1] Perché Erdogan diventerà un oppositore degli euroatlantici da: 
http://katehon.com/article/why-did-erdogan-become-anti-euroatlanticist
(Opinione da prendere con le molle: si tratta di coglionazzi in preda a fantasie oniriche in salsa duginiana).

lunedì 18 luglio 2016

La Turchia vorrebbe normalizzare le relazioni con la Siria: un grande dietro front politico


REDAZIONE NOICOMUNISTI

Di Peter Korzun

Traduzione di Guido Fontana Ros

FONTE



Il primo ministro turco Binali Yildirim ha detto il 13 luglio che il suo Paese vuole normalizzare i rapporti con la Siria. «Sono sicuro che riporteremo i (nostri) legami con la Siria alla normalità. Ne abbiamo bisogno», ha detto in un discorso televisivo.

Yildirim ha osservato:

"E' il nostro obiettivo più grande e irrevocabile: lo sviluppo di buone relazioni con la Siria e l'Iraq e tutti i nostri vicini che circondano il Mediterraneo e il Mar Nero"

Questa affermazione è una svolta nella politica nel mezzo di una vasta offensiva diplomatica a seguito del ripristino dei legami con la Russia e Israele.

Ankara ha tagliato i legami con il presidente siriano Bashar Assad, dopo una rivolta popolare scoppiata nel 2011. Durante i quasi cinque anni di guerra in Siria, la Turchia si è schierata con i gruppi armati che combattono il governo siriano. Ankara ha sempre insistito sul fatto che la partenza di Assad fosse un prerequisito per la gestione delle crisi. Questa posizione è stata uno dei principali ostacoli sulla via della cooperazione con la Russia. Ankara ha anche preso le distanze dalla coalizione guidata dagli Stati Uniti più focalizzati sulla lotta allo Stato islamico.

La Turchia, che confina con la Siria, offre rifugio a 2,75 milioni di rifugiati siriani. E' servito da base ai rappresentanti politici dell'opposizione siriana e ai vari gruppi ribelli che cercano di spodestare Assad. Il coinvolgimento turco nella guerra siriana ha lasciato il paese frustrato, con nessuno dei suoi obiettivi originari in alcun modo vicini alla realizzazione. L'opinione pubblica è divisa e non è favorevole all'intervento diretto.

La Turchia è diventata completamente isolata non solo nel suo ambiente, il Medio Oriente, ma in realtà anche a livello internazionale. Manca di amici affidabili o di alleati nella regione.

A partire dal suo insediamento a maggio, Yildirim ha tacitamente ammesso che c'era bisogno di un cambiamento di politica, in quanto la Turchia aveva bisogno di «aumentare i suoi amici e diminuire i suoi nemici». «Per noi non ci sono molte ragioni di combattere con l'Iraq, la Siria, l'Egitto e altri paesi in tutta la regione. Ma ci sono molte ragioni per portare avanti i rapporti ...», ha detto il Primo Ministro in una riunione del suo partito, Giustizia e Sviluppo (AKP) nella capitale Ankara, l'11 luglio.

Egli ha aggiunto:

"Ci ​​asterremo da discorsi vuoti e privi di senso. D'ora in poi potremo migliorare la nostra amicizia con tutti i paesi che circondano il Mar Nero e il Mediterraneo. Manterremo i nostri disaccordi al minimo possibile".

La Turchia, il mese scorso, ha annunciato il ripristino delle relazioni diplomatiche con Israele, dopo una rottura di sei anni e si è scusata con la Russia per l'abbattimento di un aereo da guerra, nel tentativo di ricucire i rapporti tesi. Negli ultimi mesi del 2015, la Turchia si è impegnata in dispute diplomatiche con il vicino Iraq sul suo dispiegamento di truppe supplementari in una base operativa avanzata nei pressi di Mosul. Ankara ha anche rifiutato di riconoscere come legittimo il governo di Abdel Fattah el-Sisi e ha denunciato il colpo di stato militare del luglio 2013, che ha spodestato il governo dei Fratelli Musulmani. Le dichiarazioni del Primo Ministro implicano che molte di queste politiche cambieranno e che la Turchia si dedicherà alla politica pre-2011, la politica di «zero problemi con i vicini», minimizzando i punti di disaccordo con i paesi della regione. Ciò potrebbe avere un impatto importante sulla futura traiettoria del conflitto siriano.

La politica del dietro-front apre nuove prospettive di cooperazione Mosca-Ankara in Siria. Il 4 luglio la Turchia ha detto che vuole collaborare con Mosca nella lotta contro lo Stato islamico.

Il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov ritiene che le differenze tra Mosca e Ankara sul conflitto siriano potrebbero facilmente avere un impatto positivo sulle questioni regionali, nonché contribuire alla soluzione della crisi siriana.

Locstabilire un dialogo tra la Siria e la Turchia potrebbe portare a progressi nella battaglia per Aleppo. Poiché sta vacillando il cessate il fuoco in Siria, la battaglia per il controllo della città di Aleppo e provincia avrà un ruolo decisivo nel determinare il corso futuro della guerra civile. Poiché un altro round di colloqui a Ginevra si profila ancora all'orizzonte, la battaglia per la città è fondamentale per le forze governative siriane e le loro controparti ribelli. La cooperazione potrebbe iniziare con la Turchia che, chiudendo il suo confine nord-occidentale, impedisca agli islamisti armati di Jabhat al-Nusra di avere qualsiasi accesso al mondo esterno. Se la Turchia cessa il suo sostegno alle unità di Jabhat al-Nusra e di Ahram ash-Sham, la situazione ad Aleppo si stabilizzerebbe, dando agli sforzi di pace sponsorizzati dalle Nazioni Unite una possibilità. Se la cessazione delle ostilità tenesse in Aleppo, questo processo comprenderà altre zone del paese per rendere possibile un importante passo avanti nel processo di gestione delle crisi.



Se i rapporti sono riallacciati, la Turchia potrebbe svolgere un ruolo di mediazione tra il governo della Siria sostenuto dalla Russia e la coalizione guidata dagli Stati Uniti. La base aerea turca di Incirlik è utilizzata dalle forze della coalizione per colpire i militanti dell'ISIS.

La normalizzazione delle relazioni bilaterali tra Siria e Turchia è un gioco di sviluppo che cambia. Sarà anche farla finita con un grave ostacolo sulla strada di rafforzare la cooperazione tra la Russia e la Turchia. Questo aiuterà anche la Turchia a combattere in modo più efficace contro il terrorismo proveniente dalle terre siriane.

Non è un caso che l'attacco terroristico ad Istanbul, nell'Atatürk International Airport, il nono attacco terroristico mortale in Turchia dalla scorsa estate, sia avvenuto un giorno dopo l'annuncio degli accordi tra Israele e Russia. Lo Stato islamico è certamente contro tali accordi. La sua posizione si indebolirà in modo significativo nel caso in cui la Turchia facesse rivivere i suoi legami con il governo di Damasco, coordinando i suoi sforzi contro il terrorismo con la Siria e la Russia.

La mossa della Turchia di normalizzare le relazioni con la Siria è tempestiva e in base a principi di reciproco interesse. Turchia, Siria, Russia e la coalizione guidata dagli Stati Uniti hanno un nemico comune: il gruppo dello Stato islamico. L'unione degli sforzi è l'unico modo per affrontare il problema. Questo fatto è confermato dalla visita del segretario di Stato Usa John Kerry a Mosca il 14-15 luglio per discutere in dettaglio la possibilità del primo accordo USA-Russia sulla condivisione delle informazioni e dei dati di acquisizione dei bersagli per gli attacchi aerei in Siria. Le variazioni di priorità della politica estera della Turchia aprono nuove prospettive per l'attuazione delle decisioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite e dell'ISSG [International Syria Support Group]. La svolta degli eventi rende necessaria la ripresa dei colloqui di pace attualmente in stallo, come la Russia ha recentemente chiesto.

domenica 27 marzo 2016

Mosca e Washington contro Ankara

REDAZIONE NOICOMUNISTI


Traduzione di Guido Fontana Ros




Breve ma chiaro articolo di Thierry Meissan sulla situazione in Medio Oriente. La traduzione comprende anche una serie di link ad articoli in italiano su quest'area di conflitto. Articoli che andrebbero letti dagli equosolidali lgbt veganlibertari, quando smetteranno di pasticciare le strade d'Europa con i gessetti colorati.




sabato 31 ottobre 2015

NEO - Come la Siria e la Russia hanno cambiato le sorti della lotta al terrorismo

REDAZIONE NOICOMUNISTI

Traduzione di Guido Fontana Ros

FONTE


La caduta in disgrazia dell'America come la protettrice della libertà e della democrazia è quasi completa




di Jim W. Dean, … con New Eastern Outlook, Moscow


[Nota: Questo articolo è stato inviato alla NEO (New Eastern Outlook) circa cinque giorni fa, ma l'ho scritto come un pezzo in retrospettiva e non come notizie dell'ultima ora. Avevamo pubblicato parecchi  brevi estratti di notizie, tutte provenienti dall'esaustiva cernita di Gordon da 20 nuovi siti per cogliere il miglior materiale possibile e l'abbiamo fatto due o tre volte negli ultimi giorni. Così ho scritto questo questo pezzo per riportare a un unico filo conduttore le tattiche di combattimento che stavano emergendo da queste relazioni.
Gordon ha presentato un nuovo, importante articolo da NEO dopo aver appreso che la tempistica dell'intervento russo è stata determinata dalla necessità di prevenire il piano saudita – israeliano - turco mirante alla presa di Damasco con un attacco di tipo guerra lampo. Il tutto sarebbe iniziato con un assalto turco e jihadista al nord per tagliare fuori Latakia attirandò là l'esercito siriano, per poi sferrare un grande attacco su Damasco sotto la copertura aerea israeliana.
Abbiamo appreso che ci sono stati i primi attacchi aerei a sud di Damasco, molto prima di questo progettato assalto, per bombardare i centri di comando e le aree di concentramento. Dovremmo avere il racconto di questi avvenimenti entro pochi giorni; un altro punto segnato da Gordon. I nostri due articoli sul generale israeliano catturato in Iraq hanno ottenuto oltre 150.000 letture su VT, benché persista ancora un blackout dei media delle corporation su di esso.

La copertura giornalistica delle guerre è una delle nostre specialità da un po' di tempo a questa parte; dopo esserci addentrati in profondità nel conflitto libico, con la nostra gola profonda, una famiglia libica, di cui alcuni erano membri del governo e con i militari e gli espatriati che ci hanno tenuti al corrente di entrambe le parti. Un esule ha cominciato a partecipare a delle missioni umanitarie di soccorso, nel corso delle quali, una notte gli hanno sparato e ha dovuto fingersi morto dopo essere uscito appena in tempo.

Costui più tardi fece ritorno con una squadra di combattimento e nel suo ultimo periodo in Libia era occupato a partecipare alla cattura di Gheddafi a Sirte: successivamente la sua squadra è rientrata al Cairo per poi volare a casa, come moderni cittadini soldato. Da allora non lo abbiamo mai più sentito... JD]

Prima pubblicazione: 28 ottobre 2015


Il mondo ha guardato con sorpresa quando il leader della Siria, che non avrebbe mai abbandonato il suo paese in tempo di guerra e il leader della Russia, paese che ha rifiutato di essere isolato, si sono incontrati a Mosca alla faccia di alcune potenze arroganti.


Iran e Iraq guardavano da dietro le quinte, occupandosi delle simili aggressioni geopolitiche da parte dei moschettieri dell'occidente, di Israele e degli stati del Golfo, che avevano scatenato il caos in tutta la regione mediorientale.
C'è un vecchio detto militare “Mai sottovalutare il tuo nemico”, la cui forma aggiornata dovrebbe essere “mai sottovalutare le tue vittime”... perché la Russia e la Siria non hanno scelto di essere nemici di nessuno. I moschettieri hanno scelto loro come vittime.
La caduta in disgrazia dell'America nel ruolo di bussola e protettrice della libertà e della democrazia è quasi completa. Una piccola forza aerea russa, ma molto competente, ha capovolto tutta la guerra al terrore in Siria, mettendo in campo operazioni coordinate con l'esercito siriano di cui nessuno ha visto i preparativi.
E la pillola più amara di tutte: hanno fatto tutto ciò completamente nei limiti della Carta delle Nazioni Unite e del diritto internazionale, che i loro persecutori hanno sempre trattato con disprezzo.

Ma oggi ho voluto trattare delle tattiche di combattimento che sono state così determinanti nel trasformare la situazione siriana innescando una bufera di rapporti su rapidi combattimenti che si sono rimescolati in una macchia nebulosa per la maggior parte dei lettori. Quello che abbiamo visto accadere è qualcosa che sarà insegnato nelle accademie militari per un centinaio di anni, proprio come le gesta dei generali confederati della nostra sfortunata tragedia della Guerra Civile.

I bombardamenti precisi dei russi non lasciano ai media occidentali
che ricorrere a notizie false.
La prima sorpresa è arrivata quando l'attacco di terra iniziato dopo solo una settimana di bombardamenti da parte di un modesto numero di aerei, durata abbastanza a lungo per permettere alla Russia di evidenziare le proprie competenze in materia di bombardamenti di precisione, evitando vittime civili e danni collaterali cosa che non abbiamo mai visto da altre parti.
Abbiamo appreso subito dopo che la pianificazione per questa offensiva era in corso da qualche tempo, programmata per partire dopo i recenti interventi alle Nazioni Unite, appena prima che cominciasse la battaglia.
Si doveva ripulire per prima cosa la Siria centrale per avere linee sicure di rifornimento per le grandi battaglie che li attendono al nord. L'offensiva principale è avvenuta da Homs, in direzione nord sulla strada statale 5, città in cui fui assegnato a monitorare le elezioni nel giugno del 2014, giorno memorabile della mia vita in cui ho visto un popolo imbattuto che rieleggeva ancora una volta un presidente di guerra.
Ed è stato un onore dare una mano, come rappresentante del popolo siriano, traducendo in inglese la relazione finale degli osservatori attestante le elezioni.
La prima linea di difesa jihadista era appena a nord di Homs. I TOW forniti dagli USA stavano attendendo i corazzati siriani che hanno attaccato dritti sulla strada; e abbiamo sentito di 30 carri distrutti quel giorno.

Ma ora abbiamo i video sia da parte siriana che jihadista e in alcuni le riprese sono state effettuate dai tetti per cui possono essere osservati gli attacchi aerei. Gli aerei russi avevano lasciato i bunker di comando di questa linea di difesa intatti fino al giorno dell'offensiva in modo che al momento dell'attacco fossero pieni di jihadisti.


La seconda sorpresa è arrivata quando i siriani hanno lanciato un attacco del fianco sinistro dividendo le forze in direzione est e ovest: un contingente bloccava qualsiasi rinforzo jihadista che cercasse di scendere dalle colline e l'altro investiva dal retro le posizioni jihadiste a ovest della strada statale 5, costringendo i ribelli a combattere su due fronti.
La fase iniziale della battaglia si è svolta per lo più nel primo giorno quando le unità dei terroristi superstiti hanno cercato di ritirarsi alla loro successiva linea difensiva, l'area di Hama sull'autostrada 5 e così hanno imparato cosa vuol dire trovarsi sotto gli attacchi dei cacciabombardieri e degli elicotteri d'assalto MI-24 allo scoperto nelle strade.

Poi abbiamo visto elementi delle delle riserve della Guardia Nazionale siriana addestrata dagli iraniani, gettati rapidamente in battaglia in operazioni di rastrellamento su entrambi i lati dell'autostrada 5 per ripulire qualsiasi unità di jihadisti eventualmente lasciata in retroguardia per tendere imboscate alle colonne di approvvigionamento. Questo ha anche permesso alle unità attaccanti di continuare a spingere a nord in formazione serrata.

I jihadisti hanno cominciato spezzettarsi in unità più piccole e a disperdersi per rendersi meno visibili agli attacchi aerei. Ma questo ha distrutto la loro capacità di manovra e di mutuo sostegno, mentre sono sottoposti ad attacchi sul terreno e dall'aria.
Questa settimana abbiamo visto un po' del primo filmato jihadista proveniente da jihadisti morti o catturati che speravano di registrare alcuni filmati da mostrare un giorno ai nipoti. Questi filmati mostrano fanatici male addestrati nel più totale caos che usano le radio con con scarsa disciplina. Ecco alcuni jihadisti che imparano nel modo più duro a non riunirsi intorno alle armi pesanti nel corso di un attacco aereo per guardare cosa accade. Può essere fatale.


Sembrava quasi una gara a chi fosse in grado di recitare le parole d'ordine più religiose durante le riprese dei bombardamenti ed era sorprendente quanto volassero basso i MI-24 durante gli attacchi, a volte erano più bassi dei minareti. Avevo sentito dire che erano pesantemente corazzati e sembravano essere totalmente indifferente al fuoco da terra.

I jihadisti che si riunivano in grandi gruppi presto ricevevano
la visita di bombe da 500 libbre (226,796 kg)
Mentre i jihadisti stavano filmando e scandendo slogan, l'esercito siriano stava naturalmente manovrando intorno a loro, per tagliarli fuori dalla ritirata verso nord. Ciò ha impedito un afflusso di rinforzi alle nuove linee difensive dei terroristi, ponendo fine alla vecchia tattica dell'esercito siriano di respingerli da un territorio, senza arrivare a distruggerli, così rimanevano in vita per combattere un altro giorno.
La contraerea era per lo più affidata a dei pick up, le cosiddette tecniche, dotate di mitragliere binate da 20 mm, unità versatili, potendo essere usate contro obiettivi terrestri e aerei. I video mostrano come sprecare munizioni tirando a obiettivi troppo lontani, a volte sparando anche attraverso le nuvole basse per la disperazione dei poveri cameraman alla ricerca di qualcosa da vedere.
La mia prima grande sorpresa è stata vedere non solo i cacciabombardieri SU blindati volare relativamente a bassa quota, ma vedere anche i Flankers fare lo stesso. Avevo pensato che per evitare i MANPADS i bonbardamenti sarebbero stati effettuati da almeno 15.000 piedi (4.572 metri). Alcuni degli aerei potevano essere dell'esercito siriano, che sicuramente hanno fatto bombardamenti e mitragliamenti a bassa quota. Presumo che queste azioni siano state necessarie per attaccare rapidamente le colonne in ritirata mentre erano esposte.

Alcuni dei filmati più drammatici che ho visto, mostravano alcuni degli aerei che volavano attraverso il fuoco dei traccianti da 20 millimetri, prendendo talvolta alcuni colpi senza alcun alcun effetto. Gli elicotteri russi sembravano a prova di proiettile e non c'erano i pennacchi di fumo dei Manpad in nessuna ripresa.

Con stupore di tutti, la piccola forza aerea russa, insieme con quel che resta della forza aerea siriana stava combattendo una guerra aerea su più fronti, continuando i bombardamenti di precisione per degradare le infrastrutture terroristiche, pur fornendo supporto aereo ravvicinato di fuoco vicino alle colonne dell'esercito siriano all'offensiva.

Tutti voi avete visto il filmato del lancio da parte delle piccole navi da 2000 tonnellate della marina russa, navi che non erano mai stati utilizzati come piattaforme per d missili da crociera a lungo raggio. 
Le spese militari russe hanno un rapporto
costo/benefici di molto migliore a quello
degli USA e della NATO
Le piattaforme di lancio acquatiche non rientrano nelle restrizioni per i missili di gamma intermedia e le dimensioni ridotte permettono loro di essere distribuite su alcuni dei fiumi della Russia. La salva dei 26 missili russi ha dimostrato che Mosca è in grado di sostenere i propri alleati in Medio Oriente con quella potenza di fuoco, fatto che colto di sorpresa gli esperti militari.
Il contrattacco siriano per riconquistare il paese continua a rotolare a nord, mentre l'operazione di rastrellamento a sud di Bagadad ha visto la resa dei jihadisti arresi o la loro fuga verso i finanziatori in Giordania. Stessa sorte è toccata a quelli installati nei sobborghi di Damasco, con la differenza che la passeggiata in Giordania è un po' più lunga.

Alle forze della Guardia Nazionale ancora una volta sono state affidate le operazioni di rastrellamento, così le truppe dell'esercito regolare possono essere dispiegate nel combattimento principale nel nord. I siriani stanno attaccando su più fronti, tra cui vi è una linea occidentale di attacco progettata per tagliare i rifornimenti turchi che da molto tempo affluivano nella zona di Aleppo.

I kurdi stanno presidiando la linea di blocco a nord di Aleppo e sono stati riforniti di munizioni via aerea dagli USA. Il piano sembra lasciare una possibile linea di ritirata a est di Raqqa che potrebbe essere soggetta ad attacchi aerei da parte della Turchia. Qui di seguito un immagine da una schermata.

I curdi hanno un forte schieramento a nord di Aleppo, bloccando così le linee di rifornimento dalla Turchia


I convogli di rinforzo da Raqqa sono stati attaccati e distrutti, anche con attacchi notturni. I droni russi sembrano fare un buon lavoro negando al nemico la possibilità di muoversi senza perdere ancora più attrezzature belliche. Le forze siriane sono a poche miglia della base aerea di Kuweires, vicine a rompere il più lungo assedio della guerra, che dura da due anni a questa parte.
La Turchia farà tutto il possibile per far deragliare il progresso attuale dello lotta al terrorismo in Siria e la NATO darà una mano. Ma dovrebbero farlo senza essere scoperti. Finora sembra che gli Stati del Golfo non abbiano tali preoccupazioni.

Il piccolo Qatar ha avanzato la richiesta di invasione della Siria con l'aiuto saudita, magari anche (ne ho il sospetto) con l'aiuto di Stati Uniti e Israele? Questo rappresenterebbe un nuovo livello di aggressività, apertamente a sostegno delle forze del terrore. Potrebbe essere la goccia che spezzerebbe politicamente la schiena dell'asse occidentale del male Israele-Stati del Golfo?

Il Capo dello Stato Maggiore congiunto dei Marine
generale Joseph Dunf
Il Capo dello Stato Maggiore congiunto dei Marine, generale Joseph Dunf, era recentemente in Iraq per cercare di evitare che gli iracheni potessero avvalersi dei servigi russi contro i terroristi ed egli afferma di essere riuscito a strappare l'impegno iracheno che ciò non avvenga. 

Ma lo stesso giorno al parlamento iracheno sembrava che una risoluzione per chiedere l'aiuto di Mosca sarebbe potuta passare facilmente.
Se ciò dovesse accadere allora Israele e gli “altri” non potrebbero più continuare con voli di rinforzi VIP per l'ISIL a Mosul. Penso che l'aviazione russa dimostrerebbe la propria disapprovazione, soprattutto se gli iracheni daranno loro quel settore da difendere.
Potrebbe facilmente accadere un incidente che porterebbe tutta la situazione fuori controllo e sappiamo che gli israeliani stanno rimanendo alzati fino a tardi a lavorare su diversi regimi affinché accada proprio questo. Così la danza della morte continua, con un lieto fine ancora molto in dubbio. Le nostre preghiere sono con i giusti.

Jim W. Dean, caporedattore per Veterans Today producer/host della Heritage TV Atlanta, specialmente per la rivista online "New Eastern Outlook".

lunedì 7 settembre 2015

Articoli comparsi sulla stampa russa in merito alla presenza di militari russi combattenti in Siria

REDAZIONE NOICOMUNISTI

Traduzione di Guido Fontana Ros


Sul finire di agosto, nella Rete, sono cominciate ad apparire notizie circa il presunto impiego di militari russi nella guerra civile siriana. Poco dopo la notizia è stata ripresa dai giornali occidentali, con in testa quelli italiani ma non avevamo nessun dubbio al riguardo. Vediamo cosa ci può essere di veridico in questa storia con l'aiuto di alcuni articoli di fonte russa, tradotti dal sito: fortruss.blogspot.it
La fonte principale di questa notizia è stato il sito israeliano ynet; qui la traduzione delle ricostruzione della notizia che ne viene fatta dal sito zerohedge.

TRADUZIONE IN PDF DEGLI ARTICOLI

FONTE

mercoledì 5 agosto 2015

L’ULTIMATUM DI PUTIN: MINACCIA GUERRA AL SOSTEGNO DI ERDOGAN ALL’ISIS

REDAZIONE NOICOMUNISTI

Traduzione di Guido Fontana Ros

Finisce il riavvicinamento Russia-Turchia, dopo gli accordi preliminari per il gasdotto South Stream? Da 2 giorni circolano per il web notizie circa un duro confronto verbale tra Putin e l’ambasciatore turco a Mosca.  Il casus belli sarebbe l’appoggio turco ai tagliagole dell’ISIS.

TRADUZIONE IN PDF

FONTE