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martedì 19 marzo 2019

Incontro con il pubblico proveniente dalla Repubblica francese


Traduzione di Davide Spagnoli





Durante la sua visita in Crimea, Vladimir Putin ha incontrato il pubblico della Repubblica francese.

18 marzo 2019 16:45

Simferopol

Presidente della Russia Vladimir Putin:  Signore e signori, amici.  Permettetemi di porgervi un cordiale benvenuto in Russia, in Crimea.  So che questa non è la vostra prima visita, e sono molto lieto di vedere amici che vogliono che si sviluppino relazioni tra la Russia e l'Europa nel suo complesso e la Russia e la Francia in particolare.

Molti di voi sono coinvolti in attività politiche e alcuni di voi stanno continuando questo lavoro.  So che molti di voi vogliono tornare alla politica e intendono candidarsi alle elezioni degli organi rappresentativi a diversi livelli.  Spero che voi e coloro che in Europa, che la pensano allo stesso modo, farete tutto il possibile per ripristinare le normali relazioni tra la Russia e l'Unione europea e tra Russia e Francia.

Come potete vedere, abbiamo molti amici in Europa e molti amici in Francia che, come voi, sono motivati a sviluppare legami bilaterali che interessano tutti i cittadini della Francia, dell'Europa in generale e della Russia.  Siamo interessati a questo perché ci sosteniamo attivamente a vicenda nell'economia e nella politica globale e, soprattutto, siamo legati dalla storia comune delle nostre nazioni.  Le nostre relazioni sono state diverse in epoche diverse, ma il mondo moderno e le attuali tendenze di sviluppo richiedono di unire i nostri sforzi per raggiungere un risultato comune, un successo comune.

Abbiamo molti amici in Europa, e in Francia in particolare, che la pensano come voi, e lo so benissimo.  Faremo tutto il possibile per sviluppare relazioni con i nostri amici in Francia e in tutta Europa.

Non voglio trattenervi a lungo.  Sono venuto solo per darvi il benvenuto e vi faccio i migliori auguri.

lunedì 26 dicembre 2016

Una persecuzione inventata dai figliocci di Goebbels: i musulmani in URSS negli anni ’30 e nel corso della Seconda Guerra Mondiale. Il ruolo centrale di Rizaitdin Fakhretdinov e di Abdurrahman Rasulev.

REDAZIONE NOICOMUNISTI

DI LUCA BALDELLI 




La propaganda anticomunista ha sempre dipinto l'URSS, come un paese dove la religione era vietata e i credenti delle varie fedi perseguitati. Nulla di più falso, la libertà di culto era garantita dalla Costituzione, precisamente dall'articolo 124 che recita:
"allo scopo di assicurare ai cittadini la libertà di coscienza, la Chiesa nell’URSS è separata dallo Stato e la scuola dalla Chiesa. La libertà di praticare culti religiosi e la libertà di propaganda antireligiosa sono riconosciute a tutti i cittadini"

Vigeva una netta separazione fra Stato e fede religiosa; dall'articolo del compagno Baldelli: 
"Tutte le religioni, in Urss, erano assolutamente libere, godevano di piena agibilità per quanto concerneva proselitismo e culto, venivano poste, senza eccezione alcuna, su un piede di parità, contro ogni forma di discriminazione e privilegio. Ai credenti si chiedeva solo e soltanto di rispettare le leggi dello Stato, di servire la Patria fedelmente, di lavorare con integrità ed onestà alla realizzazione del bene comune. Principi giusti, sacrosanti, che nessuno può spacciare per “totalitari” o “dittatoriali”, se non dei dementi o delle persone in malafede cosciente"
Nell'articolo che potete leggere in formato PDF, vengono esaminati i reali rapporti tra governo sovietico e l'Islam.

domenica 19 aprile 2015

Chi fa i migliori servizi agli imperialisti anglosionisti?

REDAZIONE NOICOMUNISTI

di Guido Fontana Ros


Nonostante le sempre più disastrose condizioni economiche europee causate dalle politiche liberiste imposte dalla cupola finanziaria mondiale di cui l'imperialismo anglosionista è il braccio armato, nella stragrande maggioranza degli uomini politici europei, soprattutto in quelli appartenenti alla sedicente sinistra, pare essere in corso una gara a chi fa i "servizi" migliori a Washington e Tel Aviv.






La Bulgaria ha rinunciato a incassare oltre un milione di euro al giorno uscendo dal progetto South Stream. Della Polonia è meglio tacere infatti la sua situazione non solo è stata icasticamente descritta dal suo ministro degli Esteri, Radoslaw Sikorski ma viene anche lumeggiata dai lampi di genio alcolico di Lech Walesa. Gli stati baltici sono nelle mani di cagnolini paranazisti che scodinzolano felici agli ordini degli USA (qui un esempio dell'ideologia nazista in Lituania) e la situazione in Ucraina è sotto gli occhi di tutti... La Romania è nelle mani di saccheggiatori che hanno ceduto completamente il paese alle multinazionali. In questo desolante panorama dell'Europa spiccano per le loro posizioni contrastanti i dettami degli USA e degli eurocretini unicamente l'Islanda e l'Ungheria del parafascista Orban. 

Le uniche voci istituzionali contro la politica anglosionista di scontro frontale con la Russia che ha riportato il nostro continente al "periodo d'oro" della Guerra Fredda, sono state quelle di esponenti della destra.





Recentemente 2 ex presidenti francesi (evidentemente aleggia ancora il fantasma di De Gaulle) hanno espresso il loro dissenso circa la posizione degli eurocretini sulla riunione della Crimea alla madrepatria russa. Si tratta di Nicolas Sarkozy e Valery Giscard D'Estaing.
Il marito diversamente alto della Carlà, nel corso di una conferenza dell'UMP tenutasi l'8 aprile a Parigi, ha affermato che tra la Russia e l'Europa vi è una cultura comune, che gli interessi degli USA non sono quelli dell'Europa, che la Crimea ha scelto legittimamente la madrepatria...
L'amico del cannibale Bokassa, invece, è entrato in un'analisi molto più approfondita delle radici storiche russe della Crimea che risalgono al 1600 quando fu strappata giustamente al Khanato dei tartari e all'influenza ottomana.
Fa molta specie sentire queste dichiarazioni da 2 esponenti della destra europea mentre a sinistra (?), il presidente Francois Hollande salutato con entusiasmo il giorno della sua elezione dai nostrani sinistrati, ogni tanto timidamente recalcitrante, alla fine si inchina ai voleri degli anglosionisti sacrificando gli interessi nazionali (la Francia è stata rimessa in riga dall'affaire Charlie Hebdo). E' emblematico il caso delle 2 portaeleicotteri della classe Mistral dove la Francia rischia di pagare salatissime penali alla Russia in caso di inadempimento contrattuale e di mettere in ginocchio i cantieri navali bretoni di Saint Nazaire dove le 2 navi sono in allestimento.
Si dice che la vendetta sia un piatto da servire freddo, infatti Putin pare aver abbozzato di fronte ai tentennamenti francesi dichiarando che per ora non chiederà il pagamento delle penali ma...spostiamoci in India. Il governo Modi, infatti ha appena annullato il contratto firmato dal precedente governo per l'acquisto di 126 caccia di ultima generazione Rafale per un valore di 20 MILIARDI di euro adducendo come motivazione per il recesso, la mancanza del danaro per il pagamento. La cosa simpatica è che poco tempo dopo ha firmato un accordo con la Russia per l'acquisto di 127 caccia Sukhoi di V generazione per un valore di 25 MILIARDI di euro (qui l'articolo). Due conti: il "servizio" agli USA costerà alla Francia 20 miliardi di euro di mancato guadagno, più 8 miliardi per le 2 Mistral, più le penali. A tutto questo aggiungete la crisi dei cantieri navali di Saint Nazaire e il mancato effetto moltiplicatore sull'economia francese delle commesse perdute. Davvero un bel "servizietto" che sorpassa quello dei bulgari.

Dulcis in fundo o più correttamente venenum in cauda, veniamo al Bel Paese destinato ormai a produrre solo più camerieri, cantanti, stilisti, meretrici e lenoni. Cosa possiamo dire? Se Atene piange, Sparta non ride: se gli altri paesi europei sono in ginocchio di fronte allo Zio Sam noi siamo messi ad angolo retto. Dobbiamo parlare dettagliatamente del nostro settantennio di servaggio nei confronti degli USA? Indichiamo alcuni recenti elementi eclatanti della nostra sottomissione: adesione al TTIP, truffa F-35, vicenda MUOS in Sicilia, basi nucleari in Italia con armi in pessimo stato di conservazione.
Pensate che l'ilare idiota fischiettante di Rignano attualmente a capo del governo con la sua corte dei miracoli che rende quella berlusconiana un piacevole ricordo, voglia smarcarsi da Washington sulle sanzioni contro la Russia?