venerdì 29 giugno 2018

QUELLA CHE ORA È NECESSARIA: UNA SINISTRA REALE E RADICALE




di Paul Street

Traduzione di Davide Spagnoli



Un interessante articolo sullo stato della "sinistra USA" che, mutatis mutandis, si attaglia anche alla situazione della "sinistra" italiana. Di facile lettura.

L'autore

Paul Street ha conseguito un dottorato in storia degli Stati Uniti presso la Binghamton University. È ex vicepresidente per la ricerca e la pianificazione della Chicago Urban League. Street è anche autore di numerosi libri, tra cui “Racial Oppression in the Global Metropolis” (2007), “The Empire’s New Clothes: Barack Obama in the Real World of Power” (2010), and “They Rule: The 1% v. Democracy” (2014), e collaboratore regolare di Counterpunch, Z Magazine / ZNet, Black Agenda Report e teleSUR English. Ha insegnato storia americana in diversi college e università di Chicago e attualmente vive a Iowa City, Iowa.



La politica degli USA nei confronti dell’Italia [National Security Study Memorandum (NSSM) 242 del 11 giugno 1975]

Di DAVIDE SPAGNOLI

La traduzione che presentiamo riguarda un interessante documento prodotto da un gruppo interdipartimentale coordinato dal Dipartimento di Stato, datato 11 giugno 1976, il National Security Study Memorandum (NSSM) 242.
Il 4 maggio 1975 il Presidente Gerald Ford, successo alla carica dopo le dimissioni di Richard Milhous Nixon - rassegnate per evitare l’impeachment in seguito agli arresti di stretti collaboratori implicati nello scandalo Watergate – domandò uno studio sulle opzioni possibili della politica degli Stati Uniti nei confronti dell’Italia. Poco più di un mese dopo la richiesta del Presidente Ford, alle elezioni regionali tenute il 15-16 giugno il Partito Comunista ottenne 10.148.723 voti con un incremento percentuale del 5,60%: la distanza tra PCI e DC era di 549.434, cioè l’1,81%.
Quindi una richiesta quanto mai importante.
Il documento tradotto, “NSSM 242. La politica degli USA nei confronti dell’Italia”, non è stato completamente desecretato, alcune parti sono state censurate e il lettore le troverà come “Omissis” con l’indicazione del numero di righe epurate. Il censore ha anche chiaramente riscritto alcune parti del Memorandum. A tutt’oggi non è neppure possibile studiare le 7 tabelle che dall’indice risultano allegate al documento e neppure conoscere le valutazione per ognuna di queste fatte dal gruppo interdipartimentale. Ma anche così monco “La politica degli USA nei confronti dell’Italia” è un documento estremamente interessante che mette in luce anche quanto i dirigenti comunisti non conoscessero il punto debole degli USA: non la prospettiva del socialismo – che i relatori dimostrano di non temere affatto – e neppure una uscita dell’Italia dalla NATO, ma, sorprendentemente, come una vittoria del PCI avrebbe potuto dar luogo alla nascita di un nazionalismo di sinistra in paesi molto sensibili all’eurocomunismo come la Francia e la Spagna – allora ancora sotto il tallone della dittatura franchista.
Il nazionalismo di sinistra avrebbe potuto essere un serio ostacolo al progetto teso a salvaguardare gli interessi economici degli Stati Uniti nel Vecchio continente: l’Unione Europea.
Già da queste poche righe si vede quanto sia esplosivo e iconoclasta il materiale tradotto.

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martedì 29 maggio 2018

Sverdlovsk 1979: gli untori della CIA scorrazzano per gli Urali




Un articolo su un grave attacco biologico compiuto contro l'URSS nel 1979: l'epidemia di antrace che colpì la città di Sverdlovsk (l'attuale Ekaterinburg) negli Urali. Episodio sconosciuto ai più. Il tutto raccontato dalla penna del compagno Luca Baldelli.


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domenica 6 maggio 2018

La Russia nel turbine delle rivoluzioni


Rapida sintesi del periodo che va dagli ultimi anni del 1800 al 1917 ad opera dello storico  sovietico VIKTOR IVANOVIČ BUGANOV, dal libro Ottobre. Storia di una rivoluzione, Red Star Press, Roma, 2013.

La Russia nel turbine delle rivoluzioni

mercoledì 2 maggio 2018

Alta diplomazia in USA


TRADUZIONE DI DAVIDE SPAGNOLI


In questo video pubblicato sulla pagina Facebook di RT.com. vedrete come, senza alcuna vergogna, l’ex vicepresidente USA, Joe Biden si pavoneggi in un incontro tenuto al Council for Foreign Relations parlando dei rapporti con alcuni alleati/sudditi dell’imperialismo USA.

In buona sostanza per quanto attiene l’applicazione delle sanzioni contro la Russia le trattative con i vassalli tedeschi e i valvassini italici (per tacere dei servi della gleba ucraini), si possono sintetizzare in pochissime parole: “lo dovete fare!”

Magari ora le cose potranno cambiare, potrà dire qualcuno.

Veramente?

Di Maio e Salvini non sono andati forse a scodinzolare all’ambasciata USA?

Traduzione

Abbiamo passato così tanto tempo, come Lei sa, perché sono venuto da Lei [Richard N. Haass] per un consiglio!
Abbiamo passato così tanto tempo al telefono, assicurandoci che all’epoca tutti, Hollande, Renzi … non si tirassero indietro!
Non volevano prendere parte alle sanzioni contro la Russia, [che] ebbero un impatto sulle [economie dei] loro paesi.
In pratica [dissi loro], lo dovete fare!
Grazie a Dio la Merkel era abbastanza forte in quel momento, [accettò] a malincuore, [le sanzioni contro la Russia] non piacevano neanche a lei […]
E sono andato là, credo fosse la dodicesima o la tredicesima volta [che ero] a Kiev, avrei dovuto annunciare che era disponibile un altro miliardo di dollari di garanzia sui prestiti.
E Poroshenko e Yatsenyuk si erano presi l’impegno che avrebbero agito contro il Procuratore dello Stato e non l’avevano fatto! Stavano andando alla conferenza stampa e io dissi loro che non glielo avrei dato … non vi daremo il miliardo di dollari. E disse, non ne hai l’autorità! Non sei il Presidente! Questo lo disse il Presidente [Poroshenko] … Lo chiami! Gli dissi. Ti sto dicendo che non avrai il miliardo di dollari. Dissi, non otterrete il miliardo, e me ne andrò di qui. Fra sei ore, dissi, partiremo tra sei ore. Se il Procuratore dello Stato non viene licenziato, non riceverete i soldi! Figlio di puttana!
Venne licenziato!
E al suo posto misero qualcuno, uno che all’epoca era solido!


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martedì 1 maggio 2018

Dalla Rivoluzione d'ottobre alla costituzione dell'URSS



Un ottimo sunto degli eventi che, per dirla alla John Reed sconvolsero il mondo, ad opera dello storico  sovietico VIKTOR IVANOVIČ BUGANOV, dal libro Ottobre. Storia di una rivoluzione, Red Star Press, Roma, 2013.


Dalla Rivoluzione d'ottobre alla costituzione dell'URSS.

lunedì 19 marzo 2018

Il sionismo alla conquista della Siria. Storia di Elie Cohen.

Di Luca Baldelli


Capita, di recente, di ascoltare qualche finto esperto di vicende mediorientali e qualche disinformatore di professione asserire che Israele non avrebbe alcun ruolo nella destabilizzazione della Siria. Basterebbe riflettere solo su un dato, per smentire tale assurdità: l'ISIS e tutti i gruppi della galassia islamista attivi in Siria, colpiscono l'intero arco dei Paesi della Regione mediorientale, tranne Israele, Arabia Saudita e sceiccati... Guarda caso! Se non basta l'analisi per via induttiva, si possono citare decine e decine di casi di spionaggio, eversione, sabotaggio, terrorismo ai danni della Siria, riconducibili tutti, senza eccezione alcuna, alle trame sioniste. L'esempio più lampante è, comunque, rappresentato dalla vicenda, per molti ancora oggi sconosciuta ed oscura, di Elie Cohen.

Nato nel 1924 ad Alessandria d'Egitto da una famiglia di ebrei siriani di Aleppo, Cohen si unì presto alle organizzazioni sioniste clandestine e, nel 1951, entrò a far parte di una pericolosissima rete spionistica israeliana in Egitto, formata da ebrei locali e diretta dal Mossad. Obiettivo prioritario di questa rete era quello di sabotare l'intesa tra Egitto e Gran Bretagna per il ritiro inglese dal Canale di Suez, ritiro che per lo Stato sionista rappresentava un duro colpo, sa evitare ad ogni costo. Tutto stava andando per il meglio nelle trattative quando ecco che, nel 1954, prese avvio l'OPERAZIONE SHOSHANNA, ideata e coordinata dal Mossad, con l'attiva collaborazione, in qualità di esecutori, dei suoi agenti egiziani di stirpe ebraica: alcune bombe iniziarono ad esplodere qua e là, a il Cairo e Alessandria d'Egitto, contro obiettivi britannici di considerevole importanza. L'intenzione era chiara: ci si trovava dinanzi ad una machiavellica strategia della tensione, volta a rovesciare ogni colpa su Nasser e sull'Egitto, mandando a rotoli i negoziati per il ritiro dal Canale di Suez e procrastinando quindi sine die, in quel punto geografico e geopolitico strategico, la presenza armata imperialista.

Il piano eversivo fu sventato dalla fermezza delle autorità egiziane e, naturalmente, vi fu il solito coro di ipocriti, vittimisti e mestatori di professione i quali, senza ritegno, levando alti lai, gridarono alla "persecuzione antisemita". Qualche tempo dopo, il governo israeliano non potette ostinarsi a celare le prove della trama e si cercò di rovesciare tutta la colpa su un drappello di 007 sionisti, ma Ben Gurion stesso chiamò in causa il Ministro della Difesa israeliano, Pinhas Lavon  (da qui, il CASO LAVON).

In tutta questa vicenda, ELIE COHEN giocò un ruolo ambiguo e, tutto sommato, secondario: arrestato, venne successivamente liberato per insufficienza di prove dalla giustizia egiziana ed espulso dal Paese. Il MOSSAD disponeva ora di una pedina insostituibile: tutto era pronto per un nuovo piano, ben più complesso ed insidioso, che riguardava la SIRIA. In questo Paese le acque erano tutto fuorché calme: il vento del panarabismo e del socialismo arabo portato avanti dal BAATH, soffiava impetuoso. Dal 1958 al 1961, il Paese, sotto la guida di Shukri al - Quwattli, si era unito all'Egitto nella Repubblica Araba Unita; bisognava entrare nelle viscere di questo mondo e capirci di più. Ecco dunque che il MOSSAD decise di infiltrare ai vertici del potere siriano Elie Cohen, dando ad esso una nuova identità: quella di Kamil Amin Thabit, benestante siriano emigrato in Argentina per motivi politici. Nel Paese sudamericano, Cohen, che aveva studiato con solerzia il Corano, entrò in contatto con alcuni fuoriusciti nazisti, che a loro volta presentarono l'agente sionista sotto mentite spoglie all'addetto militare dell'ambasciata siriana, simpatizzante del BAATH, ancora non giunto al comando della Nazione. Il potere psicagogico della parlantina coheniana, l'abilità del personaggio, la capacità di mimetizzarsi e di intessere relazioni, furono le caratteristiche che spinsero i siriani a dare spazio al personaggio, introducendolo nel loro mondo. Nel 1960, Cohen si stabilì a Damasco, coltivando rapporti, in particolar modo, con i membri del BAATH e, segnatamente, con Amin al - Hafiz, militare di alto rango.

L'8 marzo 1963, il BAATH salì al potere e al - Hafiz divenne, qualche mese dopo, Presidente della Siria; il principale amico di Cohen/Thabit era giunto così al potere in un Paese chiave della regione mediorientale e, per l'agente sionista, si aprirono porte poco prima insospettabili: di fatto,

COHEN DIVENNE IL NUMERO TRE DEL NUOVO POTERE SIRIANO, DOPO AL - HAFIZ E SALAH AD - DIN AL - BITAR. DI FATTO, ERA LUI IL VICE - MINISTRO DELLA DIFESA!

Per le mani di Cohen/Thabit passarono documenti scottanti, contenenti segreti militari delicatissimi, aspetti non secondari della vita statale che non avrebbero dovuto essere divulgati, notizie che definire riservate era poco. Tutto questo ricco e succulento bottino fu passato sistematicamente al MOSSAD; non è dunque esagerato affermare che, grazie a Cohen / Thabit,

ISRAELE EBBE UNA FINESTRA COSTANTEMENTE APERTA SULLA SIRIA, PENETRANDONE I LATI PIU' NASCOSTI, VENENDO A CONOSCERE ASPETTI CHE SOLO AL GOVERNO DI QUEL PAESE DOVEVANO RESTARE NOTI. LA PIOVRA SIONISTA SI STAVA IMPADRONENDO DEL CONTROLLO DEL PAESE, CON UN DIABOLICO STRATAGEMMA FIGLIO DEL PIU' ARDITO TRASFORMISMO FREGOLIANO, UNITO ALLA PIU' MACHIAVELLICA DELLE ASTUZIE.

Per questa via, venne inflitto un duro colpo al potenziale economico e, soprattutto, militare della Siria : tra gli incartamenti trasmessi dalla talpa, infatti, vi erano pure quelli riguardanti le fortificazioni militari siriane nel Golan, mimetizzate tra gli eucalipti per volontà di AL - HAFIZ e quindi facilmente conquistate anni dopo da Israele, durante la Guerra dei Sei Giorni, grazie alle soffiate di Cohen/Thabit.

L'attività frenetica della spia, proprio in virtù della sua assiduità e sistematicità, cominciò ad insospettire le autorità siriane a partire dal 1964. Grazie ad una laboriosa ed efficiente stazione radio, Cohen/Thabit comunicava ogni giorno con i suoi referenti israeliani del MOSSAD; proprio il ripetersi quotidiano di interferenze radio alquanto strane, spinse le autorità siriane baathiste a rivolgersi ai radiogoniometristi del KGB sovietico, in virtù di accordi ed intese stretti precendentemente nell'interesse della sicurezza del Paese. Costoro, di concerto con i colleghi siriani dell' IDARAT AL - MUKHABARAT AL - AMMA (Direttorato Generale dell'Intelligence, il servizio segreto di Damasco), introdussero in Siria sofisticate e potenti apparecchiature, grazie alle quali fu possibile individuare, a colpo sicuro, la fonte del disturbo rilevato: si trattava dell'appartamento damasceno di Cohen/Thabit.


La morsa si strinse dunque attorno alla talpa sionista, frantumando tutti i piani di infiltrazione e destabilizzazione del Paese che essa era andata attuando e, soprattutto, quelli che avrebbe attuato in futuro proseguendo, al riparo da ogni fastidio ed intralcio, la sua nefasta opera. Cohen/Thabit, smascherato, venne processato ed impiccato su una pubblica piazza il 18 maggio del 1965. La televisione siriana trasmise le immagini dell'esecuzione. La Nazione siriana era salva, purificata dal bubbone sionista che si era insinuato nelle sue membra fino a raggiungerne addirittura il cervello. Un altro complotto di Israele contro la libertà e la sovranità dei popoli era stato sventato. La marcia per la conquista della Siria da parte della colonia nazi - sionista, si era infranta contro le poderose mura del socialismo arabo baathista e della proficua, leale collaborazione tra quest'ultimo e l'Urss.