Il comandante dei partigiani antifascisti del Donetsk, Igor Strelkov, scrive un'amara lettera aperta. Il destinatario è Putin. Le persone dotate di normale intelligenza, visto anche la recente decisione del Senato russo, dietro esplicita richiesta dello stesso Putin, di abolire la legge che concedeva al Presidente l'autorizzazione di dispiegare l'esercito in Novorossya, traggano le dovute conclusioni circa l'impegno antimperialistico di Putin.
Pubblichiamo la decisione da parte del Senato russo su richiesta di Putin di abrogare la legge che dava la possibilità al Presidente di dispiegare le truppe in Ucraina a protezione delle popolazioni russofone. Dedicato agli onanisti a tema putiniano che, sedotti dalle fole rossobruniste, vedono nell'oligarca truffatore (ha taroccato i risultati delle ultime elezioni dove aveva perso) un campione dell'antimperialismo.
Traduzione di Davide Spagnoli, correzione bozza di Mila Danesi
Presentiamo la traduzione di una trasmissione andata in onda su RT TV, il 15 giugno 2014, sulle pesantissime collusioni NATO con la situazione in Ucraina
La propaganda del Dipartimento di Stato degli Stati Uniti conferma stupidamente che i nazisti del Settore Destro stanno operando in Ucraina orientale, rapendo giornalisti e lavorando direttamente per il regime a Kiev.
"The Interpreter" è propriamente una stanza di compensazione della propaganda anti-russa ed è incessantemente sostenuto dalle corporation e diretto da difensori dei falsi diritti umani i come i Neo-Con allineati, National Endowment for Democracy (NED) e Freedom House - che sono entrambi finanziati e promossi dallo stesso Dipartimento di Stato americano.
In un articolo dal titolo, "Il Ministero della Difesa russo si scusa per aver mentito in merito al fosforo bianco", scopriamo la misura della propaganda del "The Interpreter". Dopo aver letto l’articolo, scopriamo che il Ministero della Difesa russo non ha fatto una cosa come "chiedere scusa". Invece, ciò che viene descritto è un crimine di guerra commesso dai militanti neo-nazisti del Settore Destro che lavorano per conto del "Servizio di Sicurezza dell'Ucraina" di Kiev (SBU). Il Settore Destro ha catturato giornalisti, li ha interrogati e estorto loro una confessione. Il Settore Destro ha poi semplicemente rivendicato di lavorare per il Ministero della Difesa e la confessione estorta con la forza ai giornalisti costituiva una scusa formale per "aver mentito", prima di consegnare questi giornalisti catturati al SBU di Kiev.
L’articolo afferma:
"Poi un video di uno dei giornalisti detenuti, Evgeny Davydov, è apparso sui media pro-Kiev, mostrando la sua confessione mentre era ancora in cattività, dove affermava di essere stato costretto a dare false informazioni dagli editori di Mosca e che in realtà lui non era a Slavyansk quando il servizio è stata montato e che non aveva ottenuto alcuna ripresa dalla città. "
L’articolo poi ammette:
"I due corrispondenti di Zvezda, un canale televisivo del ministero della Difesa russo, Davydov e Nikita Konashenkov erano stati arrestati 14 giugno fuori Slavyansk, secondo quanto riferito dai militanti settore destro che li ha trasferiti al Servizio di Sicurezza ucraino (SBU), dove sono stati indagati con l'accusa di spionaggio."
Lungi dal provare o confutare l'uso del fosforo bianco nella parte orientale dell'Ucraina, la bravata propagandistica dimostra invece che i militanti nazisti del Settore Destro stanno ancora operando in Ucraina orientale, prendendo in ostaggio i giornalisti - un reato grave - e lavorano direttamente con il regime a Kiev. Per quanto riguarda il presunto uso di fosforo bianco, i report di RT e i funzionari russi chiaramente richiedono un'indagine e nulla di più. E mentre l'uso del fosforo bianco è stato contestato dai media occidentali, il bombardamento aereo e di artiglieria delle regioni popolate in Ucraina orientale è confermato e tutt’ora in corso.
Mentre pochi leggono "The Interpreter", un esame attento delle sue pagine svela una realtà inquietante. La propaganda apertamente anti-russa per difendere dei nazisti, la presa in ostaggio dei giornalisti e la copertura delle atrocità commesse dal regime sostenuto da USA-UE a Kiev vengono ripetute quasi alla lettera da tutto il resto dei media controllati dalle corporation in Occidente - dal BBC, la CNN, e attraverso le pagine di riviste come Time e Newsweek. Pochi possono leggere "The Interpreter", ma ancora meno si rendono conto che "The Interpreter" è la fonte di gran parte delle bugie che trovano eco in tutto il resto dei media occidentali, sulla Russia, sull’Ucraina e sugli altri teatri dove l'Occidente sta combattendo per circondare, contenere e indebolire la Russia.
Presentiamo quello che, con tutta probabilità, è il miglior saggio sul fenomeno del rossobrunismo in Italia, ad opera di Claudia Cernigoi.
INTRODUZIONE.
Il fenomeno del cosiddetto “nazimaoismo” non è ancora stato sufficientemente approfondito né dagli storiografi del neofascismo, né dai politici e dai militanti della sinistra. La “simpatia” che certi settori della destra estrema hanno spesso rivolto a contenuti ed associazioni di sinistra è però qualcosa da tenere d’occhio, perché può degenerare in situazioni pericolose per chi milita in certi settori.
Già negli anni ‘20 in Germania si sviluppò il movimento dei “nazionalbolscevichi”, che abbracciava problematiche di sinistra con indicazioni nazionaliste (praticamente la posizione di Jean-Marie Le Pen, che ha dichiarato di essere “socialmente a sinistra, economicamente a destra e nazionalista francese”); vagheggiavano, tra l’altro, un’alleanza con l’Unione Sovietica. Furono eliminati dal nazismo, né più né meno che gli oppositori del regime.
Dopo varie peripezie, che narreremo brevemente più avanti, a partire dall’anno 2000 gli eredi di questi nazionalbolscevichi (“comunitaristi” e “comunisti nazionalitari”) hanno iniziato a frequentare ed a cercare contatti con gli ambienti della sinistra antimperialista ed internazionalista, i cui militanti molto spesso, o per non conoscenza, o per pragmatismo, non hanno preso le distanze da loro.
Traduzione di Davide Spagnoli, revisione testo di Mila Danesi
Presentiamo un'interessante video intervista a un premio Pulitzer: il giornalista USA Chris Hedges che interviene sul tema della libertà di informazione e delle manipolazioni mediatiche. Tema che è centrale nell'attuale crisi ucraina dove gran parte dell'opinione pubblica è indotta a credere che questa crisi è stata causata dalle manovre russe per disintegrare l'Ucraina.