Le circostanze probatorie riguardano questi
punti:
1) Affaire Hotel Bristol.
2) Telegramma di Trotskij del 18 giugno 1937 al Comitato Centrale
3) Dichiarazione del Ministro della Guerra nipponico Gen. Hajime Sugiyama del febbraio 1937
4) Telegramma criptato dell’ambasciatore
cecoslovacco in Berlino al presidente
Benes
5) Il coinvolgimento di Bucharin
6) Falsa affermazione di Leon Sedov, figlio di Troskij
E' DA TENERE PRESENTE CHE SIA TROTSKIJ SIA SUO
FIGLIO, LEON SEDOV, HANNO SEMPRE NEGATO OGNI CONTATTO CON GLI IMPUTATI DEI
PROCESSI
1) AFFAIRE HOTEL BRISTOL
Confessione di Eduard Solomonovich Gol’tsman:
Durante una seduta dei Processi del 1936
(“Processo del centro terrorista trotskista-zinovievista” oppure “Processo dei
16”), il 21 agosto, uno degli imputati, Eduard Solomonovich Gol’tsman (“Holtzman” nella translitterazione
anglosassone), ex membro dello staff (sottosegretario) del Commissariato del
Popolo al Commercio Estero, affermò di avere incontrato Lev Trotskij, tramite Leon
Sedov, figlio di Trotskij, a Copenaghen, nel novembre 1932.
Dal resoconto della sua testimonianza:
Holtzman: …nel mese di novembre ho di nuovo telefonato a
Sedov e ci siamo incontrati ancora. Sedov mi disse: "Prima di ritornare in
URSS sarebbe una buona cosa se tu venissi con me a Copenaghen dove c’è mio
padre."
Vyshinsky: Vale a
dire?
Holtzman: Vale a
dire, Trotsky.
Vyshinsky: Ci
andaste?
Holtzman: Ero
d'accordo, ma gli ho detto che non potevamo andare insieme per motivi di
segretezza. Ho organizzato con Sedov di essere a Copenaghen nel giro di due o
tre giorni, di prenotare all’Hotel Bristol e di incontrarci là. Sono andato in
albergo direttamente dalla stazione e nel salone ho incontrato Sedov. Alle ore
10:00 siamo andati da Trotsky.
 |
Indicato dalla freccia, l'ingresso al Grand Hotel accanto alla
confetteria Bristol |
Colpo di scena! L’Hotel Bristol a Copenaghen non
esiste nel 1932!
Tutto sarebbe una sporca menzogna orchestrata dal
NKVD (Narodnyj komissariat vnutrennich, Commissariato del popolo per gli
affari interni)!
Questi ultimi sarebbero
stati veramente dei ciaparat a far avvenire l’incontro in un hotel che non
c’era più...naturalmente su ordine del cattivone per eccellenza: Stalin.
Un breve articolo pubblicato sulla prima pagina
del quotidiano danese Social-Demokraten, a una settimana delle esecuzioni dei
condannati in questo processo, rivela che l'Hotel Bristol a Copenhagen aveva
cessato l'attività nel 1917 e non aveva mai più riaperto i battenti. Era
addirittura bruciato.
A rovinare la festa, tuttavia, ci pensano i comunisti danesi che, nella edizione
del 29 gennaio 1937 del loro Arbejderbladet, organo del Partito Comunista
danese, affermano in un articolo di critica al pamphlet di Friedrich Adler, “Il
processo alle streghe di Mosca” che sì, l’Hotel Bristol non esisteva più, ma
che di fronte alla stazione di Copenaghen sorge un grande caffè di nome Bristol
che:
 |
| Pianta che dimostra il collegamento fra confetteria e hotel |
1) ha una grande insegna con il nome Bristol
2) ha l’ingresso proprio a fianco del Grand Hotel
3) c’è un collegamento interno con la hall dell’Hotel e sia l’hotel che il
caffè appartengono alla stessa famiglia
Mettono pure una foto e una piantina…
A sciupare la fiaba ci si mette pure la rivista
Soviet Russia Today, edita a New York, che
nel marzo 1937 ripubblica la foto suddetta.
Naturalmente passa tutto sotto silenzio; inoltre
Leon Trotskij, nel famoso affidavit (testimonianza giurata davanti a una commissione, in questo caso un giurin giurello fatto davanti ad amici...come se Pacciani davanti ai compagni di merende giurasse di non c’entrare nulla) reso alla Commissione Dewey, nega ogni
cosa, tranne il viaggio a Copenaghen.
Qualche accenno a codesta Commissione Dewey: per allontanare definitivamente i sospetti di
qualsiasi coinvolgimento del "più grande rivoluzionario di tutti i
tempi" con i congiurati che volevano sovvertire il primo stato socialista
costruito nel mondo (ma allora i processi erano veri…), si decide di istituire
una commissione di inchiesta indipendente che esaminasse i fatti, con Trostkij
nelle vesti di imputato e tanto di avvocato difensore. Naturalmente una
buffonata visto che i partecipanti erano o suoi collaboratori o suoi simpatizzanti.
Venne anche invitato ad assistere ai lavori l’ambasciatore sovietico a Città
del Messico che naturalmente declinò l'invito, essendo una persona con
cognizione del senso del ridicolo.
Nelle testimonianze rese a questa Commissione ne
compaiono anche 2 platealmente false che negano ogni possibile confusione tra il Grand Hotel e la
caffetteria Bristol, quindi Eduard Solomonovich Gol’tsman mentiva... Tutto questo
viene ampiamente discusso e smontato dal recente lavoro di uno storico svedese,
Sven-Eric Holmström, New Evidence Concerning the “Hotel Bristol”
Question in the First Moscow Trial of 1936, che potrete scaricare da questo link
2) TELEGRAMMA DI TROTSKY
Il 18 giugno 1937, un sorprendente telegramma
giunge a Mosca. Provienente da Città del Messico ed indirizzato al Comitato
Centrale del Partito Comunista Sovietico, è firmato Lev Trotskij.
Questo il testo, in inglese, in quanto i
telegrammi internazionali dal Messico in quell'epoca erano in tale lingua:
POLICY IS LEADING TO COMPLETE COLLAPSE INTERNAL AS WELL
AS EXTERNAL STOP ONLY SALVATION IS RADICAL TURN TOWARD
SOVIET DEMOCRACY BEGINNING WITH OPEN REVIEW OF THE LAST
TRIALS STOP ALONG THIS ROAD I OFFER COMPLETE SUPPORT –
TROTSKY
La traduzione:
POLITICA STA CONDUCENDO SIA COLLASSO INTERNO CHE ESTERNO
STOP SOLA SALVEZZA E’ RADICALE RIVOLGIMENTO VERSO DEMOCRAZIA
SOVIETICA COMINCIANDO CON APRIRE REVISIONE DEGLI ULTIMI
PROCESSI STOP LUNGO QUESTA STRADA IO OFFRO COMPLETO SUPPORTO -
TROTSKY
Ha qualche significato?
Troskij era stato espulso dall’URSS nel 1929 e,
condannato in contumacia nei Processi, su di lui pendeva un mandato di arresto.
Come pensava seriamente di rientrare in URSS?
A meno che…
1) fosse impazzito
2) volesse far dispetto a Stalin
3) non solo fosse perfettamente al corrente della
cospirazione per il colpo di stato, ma sapeva che forse non tutto era ancora
stato svelato dai Processi e che c’era ancora qualche margine di manovra
Del resto si può definire il 1937 un anno
tremendo per l’URSS:
- in aprile Genrikh
Yagoda, (Commissario Capo del NKVD fino
al precedente settembre) e Avel’ Enukidze (come Yagoda membro del Comitato
Centrale), e altri membri del Governo,
cominciarono a confessare circa il loro importante ruolo nella cospirazione;
- a maggio vi è la rivolta interna in Spagna contro
il governo repubblicano da parte degli anarchici del POUM e dei trotskisti in
combutta con l’intelligence franchista e nazista;
- a giugno scoppia il caso del processo ai
militari, nel quale è imputato Mikhail Tukachevsky e non solo: risulta che nel
complotto sono coinvolti oltre a Yagoda anche Bucharin e Rykov e che, cosa
vergognosa, erano in contatto con i servizi segreti tedeschi e giapponesi;
- Il 2 giugno Bucharin, dopo 3 mesi di silenzio
totale, comincia a confessare. Lo stesso giorno anche Lev M. Karakhan, un
prominente diplomatico ammette di far parte del complotto;
per il 23 giugno viene fissato il Plenum del
Comitato centrale e il 18 arriva lo strano telegramma citato sopra.
Traetene voi stessi le conclusioni…
E' DA TENERE PRESENTE CHE SIA TROTSKIJ SIA SUO
FIGLIO, LEON SEDOV, HANNO SEMPRE NEGATO OGNI CONTATTO CON GLI IMPUTATI DEI
PROCESSI
Altra interessante implicazione
La stragrande maggioranza degli “storici” (ci
sarebbe da aprire un bel dibattito su cosa sono in realtà questi storici), ha
sempre affermato che in realtà Stalin e i suoi collaboratori sapevano che in
realtà Trotskij non fosse implicato con lo spionaggio tedesco o quello
giapponese. Bene, allora come si spiega la seguente annotazione autografa sulla
traduzione del telegramma?
Stalin annota:
“Brutta spia” e “Sfacciata spia di Hitler”
3) DICHIARAZIONE DEL MINISTRO DELLA GUERRA NIPPONICO GEN. HAJIME SUGIYAMA
Il generale Hajime Sugiyama nel febbraio del 1937, rivelò di essere in
contatti con oppositori dell'Urss che passavano informazioni riservate all'inteligence
giapponese (“Soviet Links Tokyo With ‘Trotskyism.’” New York Times March
2, 1937, p. 5). Naturalmente anche quest'ultimo giornale era sotto il controllo degli "stalinisti"...
4) TELEGRAMMA CRIPTATO DELL'AMBASCIATORE CECOSLOVACCO IN BERLINO
Nel 1987, negli archivi di stato della Cecoslovacchia, viene scoperto un telegramma in cui si informava il presidente Benes che Hitler era a conoscenza che generali di alto rango preparavano un colpo di stato in URSS. Questo documento trova riscontro negli archivi nazisti catturati dagli Alleati e resi pubblici a partire dal 1974.
5) IL COINVOLGIMENTO DI BUCHARIN
Una conferma della luciferina doppiezza di Bucharin viene dalla testimonianza di un suo amico personale: Jules Humbert Droz esponente di primo piano del Partito Comunista svizzero, nonché feroce antistalinista.
Nel suo libro di memorie "Mémoirs de Jules Humbert-Droz. De Lénine à Staline. Dix ans au service de l’internationale communiste 1921-1931" Neufchâtel: A la Baconnière, 1971, afferma testualmente a pag.370 e pag 380:
"Nous eûmes une longue et franche conversation. Il me mit au courant des contacts pris par son groupe avec la fraction Zinoviev-Kamenev pour coordonner la lute contre le pouvoir de Staline. Je ne lui cachai pas que je n’approuvrais pas cette liaison des oppositions: «La lute contre Staline n’est pas un programme politique. Nous avons combattu avec raison le programme des troskystes sur des problems essentiels, le danger des koulaks en Russie, la lute contre le front unique avec les social démocrates, les problems chinois, la perspective révolutionnaire très courte, etc. Au lendemain d’une victoire commune contre Staline, ces problems politiques nous diviseront. Ce bloc est un bloc sans principles, qui s’effritera meme avant d’aboutir.»
Boukharine me dit aussi qu’ils avaient decide d’utiliser la terreur individuelle pour se débarrasser de Staline. Sur ce point aussi je fis d’expresses reserves: l’introduction de la terreur individuelle dans les lutes politiques nées de la Révolution russe risquait fort de se tourner contre ceux qui l’emploieraient. Elle n’a jamais été une arme révolutionnaire. «Mon opinion est que nous devons continuer la lute idéologique et politique contre Staline. Sa ligne conduira, dans un avenir proche, à une catastrophe qui ouvrira les yeux des communists et aboutira à un changement d’orientation. Le fascism menace l’Allemagne et notre parti de phraseurs sera incapable de lui resister. Devant la debacle du Parti communiste allemande et l’extension du fascism à la Pologne, à la France, l’Internationale devra change de politque. Ce moment-là sera notre heure. Il faut donc rester disciplines, appliquer les decisions sectaires après les avoir combtatues et s’opposer aux fautes et aux measures gauchistes, mais continue la lute sur le terrain strictement politique"
La frase chiave è questa:" Boukharine me dit aussi qu’ils avaient decide d’utiliser la terreur individuelle pour se débarrasser de Staline" vale a dire: "BUCHARIN MI HA ANCHE DETTO CHE ESSI AVEVANO DECISO DI UTILIZZARE IL TERRORE INDIVIDUALE PER SBARAZZARSI DI STALIN".
Questo nel 1929,9 anni prima del processo. Stalin stesso alla notizia del coinvolgimento di Bucharin rimase incredulo e raccomandò il massimo zelo nella condotta delle indagini al fine di esserne sicuri al 100%.
6)FALSA AFFERMAZIONE DI LEON SEDOV FIGLIO DI TROTSKIJ
Leon Sedov, nel suo " Libro rosso sui Processi di Mosca", afferma che il "Blocco della destra e dei Troskisti" non è mai esistito, che si trattò sempre di un'opposizione politica, alla luce del sole. Peccato che, tra le altre cose, esista negli archivi di Troskij, una lettera all'inchiostro simpatico scritta di suo pugno, lettera in cui attesta l'esistenza del citato Blocco e dei suoi contatti con i componenti. Lettera resa pubblica nel libro di Pierre Broué "Trotsky" - (Paris), Fayard, 1988. Del resto anche Pierre Broué era un acceso stalinista...(Per chi non capisse, è da intendersi in senso ironico: Pierre Broué era un acceso ANTIstalinista)
Chi fosse interessato ad approfondire può consultare questo breve saggio di Grover Furr a questo link.