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mercoledì 10 maggio 2017

Sul referendum costituzionale in Turchia

NOICOMUNISTI



di Anonimo

Presentiamo un sintetico ma chiaro contributo sulla situazione generale politica turca di un compagno comunista turco di cui per ovvie ragioni non pubblichiamo il nome. In particolare si tratta della situazione venutasi a creare dopo il recente referendum.


SUL REFERENDUM COSTITUZIONALE IN TURCHIA

C'è stato un referendum in Turchia con il quale Erdoğan, legalmente, ha assunto poteri dittatoriali.

Il mondo intero sa che Erdoğan è un assassino, un delinquente, corrotto, disonesto, inaffidabile e immorale; come spiegare allora il sostegno datogli da più del cinquanta per cento dei cittadini?

Tenterò con questo scritto di spiegare le ragioni ai miei compagni.

1. Prima dell’avvento del AKP (il partito di Erdogan), i partiti kemalisti non avevano investito in infrastrutture.
Riassumendo: gli ospedali erano piuttosto costosi e inadeguati; le autostrade erano messe molto male.  Inoltre la gente ha conosciuto Erdoğan quando amministrava il Comune di Istanbul; Erdoğan ha risolto il problema dell'acqua a Istanbul. All'epoca la gente non sapeva che Erdoğan fosse un corrotto e che prendesse tangenti sugli appalti pubblici. Erdoğan aveva un'immagine brillante

2. L'ideologia Kemalista è principalmente fascista e blanquista; credevano di poter risolvere tutte le irregolarità con il bullismo (forza, violenza); non hanno mai riconosciuto le differenze etniche e religiose. La maggior parte delle persone è consevatrice, come evidenziato da Erdoğan stesso.

3. Erdoğan, dopo il colpo di stato militare, ha fondato il suo partito e ha promesso di portare la democrazia, con il sostegno di intellettuali liberali  con alcuni di sinistra. L'Islam non ufficiale è stato sdoganato; sono stati intrapresi colloqui con gli zingari, gli alauiti e con i curdi;  Inoltre egli si è impegnato con le minoranze cristiane per restituire loro le proprietà, che Atatürk aveva confiscato negli anni che vanno dal 1920 al 1930, ma non ha mantenuto nessuna promessa; più diventava forte più diventava prepotente. Prima ha fagocitato i suoi amici che l’avevano accompagnato.

4. All'inizio del suo dominio, fece una coalizione con l'organizzazione religiosa più potente, quella di Fettullah Gülen e la infiltrò nello Stato. Insieme hanno ripulito lo Stato dai kemalisti e quando entrambi si sono sentiti forti, hanno cominciato a litigare tra loro per il potere. In questa fase Fettullah Gülen era più potente di Erdoğan ed Erdoğan ha fatto una nuova coalizione, con i kemalisti che erano imprigionati, contro Gülen. 

5. La destra in Turchia ha un sogno che esiste dal 16° secolo: trasformare l'intera Anatolia in un territorio geografico dell’Islam sunnita; Erdoğan continua a cercare di avverare questo sogno irrealizzabile. 

6. Le cattive intenzioni non possono essere nascoste quando possono essere realizzate. Erdogan, nel corso del tempo, ha cominciato a mostrare il suo lato più oscuro; ha fatto uccidere armeni, alauiti, curdi e democratici ...  ed ha incominciato ad insultare il suo ex alleato Fethullah Gülen.

7. I greci e gli armeni in Turchia costituiscono una piccola parte della popolazione e non hanno la facoltà di organizzare alcuna resistenza. Non c'è alcuna resistenza da parte delle persone di  cultura alauita; ubbidiscono malgrado sia fatto loro ogni male. I kemalisti sanno solo parlare, ma sono incapaci di una rivolta. I kurdi sono l'unica forza in grado di resistere e sono davvero forti. Il kemalismo è ancora debole e sotto l'influenza della sinistra socialista.
8. Il perdurare del potere di Erdoğan è dovuto al fatto che l'opposizione è frammentata e dall’odio dei kemalismo; perché i kemalisti rifiutano ancora l'esistenza delle minoranze curde e cristiane. Anche gli alaui hanno ancora paura dei kurdi, a causa di tristi eventi storici. I curdi stanno pian piano avviandosi verso la loro indipendenza. 

9. Tuttavia al referendum l'opposizione unita ha respinto l'emendamento costituzionale che permette la dichiarazione del regno di Erdoğan.

10. Nel frattempo una parte importante del popolo ha capito che Erdoğan è il capo dell’ISIS, che è quella forza che sta dietro agli attacchi con i gas e, che è quella forza distruttiva che sta ancora martoriando le citta’ curde, che è un corrotto e un immorale.

11. L'OSCE (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa), ha stabilito che Erdogan ha imbrogliato nel referendum e anche se si può dubitare che l'esistenza dell'OSCE sia fragile, Erdogan è ormai in un vicolo cieco.

12. Fino ad ora le persone che non lo amavano, e che ancora non lo amano, avevan perso ogni speranza; tranne i socialisti. Credevano che Erdoğan fosse invincibile, ma i risultati del referendum hanno prodotto nuove speranze nei cuori degli avversari. Ora capiscono che si può sconfiggere Erdogan  e che oramai non ha altro futuro se non quello di consumarsi.

13. D'altra parte Erdoğan ha bisogno di un grande scudo protettivo perché sa benissimo quali grandi crimini ha commesso. Ha persino promesso il paradiso alla gente per ottenere il sessanta per cento dei voti al referendum e per annullare la possibilità di un processo, ma non ha ottenuto quello che voleva.

14. Dopo Stalingrado Churchill disse: "Ora, questa non è la fine, non è nemmeno l'inizio della fine. Ma è forse la fine dell'inizio". Adesso Erdogan deve affrontare un'economia collassata, una resistenza curda invincibile e una popolazione che si sveglia lentamente. Ciò che è più importante è che Erdoğan deve stare faccia a faccia con il suo passato sporchissimo e l' unico mezzo che ha in mano è scatenare una repressione illimitata fino a sprofondare.
Non credo che Erdoğan possa durare più di due anni.

giovedì 1 settembre 2016

La Cina e la Siria



di Thierry Meyssan



Benché non si sappia che cosa sia stato effettivamente concordato tra gli eserciti cinese e siriano, l’esistenza di un accordo tra di loro cambia sia il campo di battaglia sia l’equilibrio delle relazioni internazionali. Mentre i servizi segreti anglosassoni hanno diffuso l’anno scorso delle manipolazioni informative stravaganti sullo stesso argomento, Thierry Meyssan fa il punto sulla posta in gioco.


Sebbene la visita in Siria dell’ammiraglio Guan Youfei (il responsabile del nuovo dipartimento di cooperazione militare internazionale della Cina) si sia situata nel contesto di una presa di contatto con l’insieme dei paesi della regione, essa ha suscitato una certa inquietudine in Occidente. Per ora, secondo l’accordo firmato, l’Esercito cinese si è appena impegnato ad addestrare in Cina dei militari siriani del servizio sanitario. Tuttavia, chiunque ha ben compreso che questo accordo nasconde qualcos’altro poiché già da quattro anni e mezzo una metà dei medici militari è addestrata in Cina. Anche se non è noto quel che è stato veramente deciso, l’esistenza stessa di questo accordo segna un cambiamento strategico.

In effetti, nel corso degli ultimi cinque anni, la Cina popolare si è impedita qualsiasi forma di cooperazione che potesse essere interpretata da Washington come un aiuto militare. Ha rifiutato non solo di consegnare armi, ma anche materiali civili necessari durante questa guerra, come i rivelatori di tunnel.

Indipendentemente dall’assai importante assistenza economica di Pechino, tutti ricordano che la Russia aveva identicamente raggiunto un accordo con la Siria all’inizio del 2012, che prefigurava la sua assistenza militare tre anni e mezzo più tardi. La Cina si sta preparando dunque a schierarsi anch’essa?

È probabile che la risposta dipenderà dalla velocità di dispiegamento statunitense nel Mar della Cina e dalle provocazioni degli alleati di Washington in questa regione.

L’interesse della Cina per la Siria risale all’antichità e al medioevo. La via della seta passava attraverso l’Asia centrale per varcare poi Palmira e Damasco prima di biforcarsi verso Tiro e Antiochia. Resta poco di quella lontana cooperazione commerciale, se non la Pagoda visibile sui mosaici della Moschea degli Omayyadi. Il presidente Xi ha fatto del restauro di questa via di comunicazione (e della creazione di una seconda via attraverso la Siberia e l’Europa) l’obiettivo principale del suo mandato.

L’altro grande vantaggio di Pechino è la lotta contro il Partito islamista del Turkestan che si è unito ad al-Qa’ida e poi a Daesh. Oggi c’è un quartiere uiguro a Rakka e Daesh pubblica un giornale soprattutto per i suoi membri.

I membri di questo gruppo sono legati all’Ordine della Naqshbandiyya, una congregazione sufi di cui l’ex Gran Mufti di Siria, Ahmad Kuftaru, era il maestro. Logge di questo ordine si sono avvicinate ai Fratelli musulmani, nel 1961, sotto l’influenza dei servizi segreti anglosassoni, CIA e MI6. Hanno partecipato alla creazione della Lega islamica mondiale da parte dell’Arabia Saudita nel 1962. In Iraq, si sono organizzate intorno a Izzat Ibrahim al-Duri e hanno sostenuto il tentato colpo di Stato dei Fratelli Musulmani siriani, nel 1982. Nel 2014, hanno fornito 80.000 combattenti a Daesh. In Turchia, i Naqshbandi hanno creato la Millî Görüş, di cui Erdoğan era uno dei responsabili. Sono loro che, negli anni ’90, hanno organizzato i movimenti islamisti sia nel Caucaso russo sia nel Xinjiang cinese.

Più ancora dei russi, i cinesi hanno bisogno di informazioni di intelligence su questa filiera e sul modo in cui Washington e Londra la controllano. Avevano a torto creduto, nel 2001, che gli anglosassoni fossero cambiati dopo gli attentati dell’11 settembre e che avrebbero collaborato con l’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai per lottare contro il terrorismo. Ora sanno che la Siria è un autentico amico della pace.

Thierry Meyssan

Traduzione
Matzu Yagi

Fonte
Al-Watan (Siria)

sabato 6 agosto 2016

Come potrà concretizzarsi il riavvicinamento tra la Turchia e la Russia?

REDAZIONE NOICOMUNISTI


Di Valentin Vasilescu

FONTE

Traduzione di Guido Fontana Ros


La decisione della Russia d'intervenire con la sua aviazione in Siria aveva l'obiettivo tattico di aiutare il governo legittimo di Bashir al Assad nella sua lotta contro un'invasione esterna per mezzo di mercenari selezionati, armati, addestrati e introdotti in Siria da Arabia Saudita, Qatar, USA, Inghilterra, Francia e Turchia (NDT: e da Israele). L'obiettivo strategico a lungo termine della Russia è quello di scalzare il dominio americano nel Medio Oriente per un ritorno massiccio della Russia nella regione, dopo un'assenza trentennale. Il metodo scelto dalla Russia si è rivelato oltremodo efficace, in quanto i bombardamenti aerei russi hanno creato delle brecce nei dispositivi delle forze mercenarie, immediatamente permettendo alle truppe dell'esercito arabo siriano di schierarsi e di agire, liberando più del 50% del territorio occupato dal nemico.

D'altro canto gli USA hanno fallito nella creazione di un esercito di oppositori per combattere l'esercito arabo siriano. Un cambiamento della strategia americana è intervenuto nel gennaio 2016, quando sono stati cominciati dei bombardamenti aerei a favore delle forze terrestri curde in Siria, vale a dire di gruppi curdi diretti dalle forze delle operazioni speciali americane, segnando una svolta nelle relazioni turco-americane perché il nemico n° 1 della Turchia è rappresentato dai curdi. Il tentativo del colpo di stato militare non può essere considerato qualcosa di diverso dal tentativo di eliminazione da potere del presidente Recep Erdogan, proprio perché quest'ultimo non concepisce affatto la creazione da parte degli americani di uno stato curdo che inglobi il 45% del territorio attuale della Turchia [1].



Quali saranno le conseguenze del colpo di stato?

Diviene sempre più chiaro che gli USA abbiano fatto una gaffe monumentale di fronte alla Turchia e, per evitare il ripetersi degli eventi del 15 luglio 2016, Erdogan si è diretto verso un riavvicinamento forzato con la Russia. Questo non significa che la Turchia chiederà di uscire dalla NATO, ma Erdogan trarrà beneficio dalle informazioni fornitegli, nell'interesse della Russia e della Turchia, dal servizio di informazioni estere (SVR) russo e dal servizio di informazioni militari russo (GRU), per annichilire ogni tentativo di golpe pianificato dagli USA e dai loro alleati. Durante il colpo di stato militare in Turchia, il centro di comunicazioni satellitari turco ha subito attacchi da elicotteri d'assalto golpisti, nello stesso tempo in cui si effettuava l'oscuramento di uno dei principali satelliti di scala mondiale della Turchia. Fonti turche affermano che la Russia abbia immediatamente offerto ad Erdogan un accesso illimitato alla sua rete satellitare militare di informazioni all'interno del MIT(servizio di informazioni turco).


Proprio per confermare questa ipotesi la Russia ha deciso di riprendere la costruzione di quattro reattori nucleari da 1200 watt nella provincia di Mersin sulla costa mediterranea e il gasdotto Turkish Stream, sotto il Mar Nero. La Turchia sarà autorizzata a riprendere le sue esportazioni verso la Russia, interrotte a causa della distruzione del bombardiere Su-24 del 24 novembre 2015 in Siria, per un ammontare di 30 miliardi all'anno.

Cosa potrebbe richiedere la Turchia in cambio alla Russia?

In primo luogo, Mevlut Cavusoglu, ministro degli Esteri della Turchia, ha invitato i gruppi di mercenari del governatorato di Aleppo di cessare le ostilità. Fatto che conferma l'allineamento della politica della Turchia su quella della Russia per quanto concerne il rispetto della Risoluzione 2254 delle Nazioni Unite, a riguardo del mantenimento al potere del governo legittimo della Siria rappresentato da Bashir al Assad. Questo significa che la Turchia sta per mettere in sicurezza la totalità della frontiera con la Siria, che sta per rinunciare al sostegno degli oppositori a Bashir al Assad e che non permetterà più il passaggio di altre reclute, di armi e di munizioni per i gruppi terroristi sostenuti da Arabia Saudita, Qatar, USA, Inghilterra e Francia (NDT: e Israele).



Una conseguenza del rispetto della Risoluzione 2254 delle Nazioni Unite sarebbe l'uscita della Turchia dalla coalizione anti stato islamico, che sta a significare la soppressione di ogni volo non autorizzato dal governo legittimo della Siria, vale a dire quello di Bashir al Assad, nello spazio aereo siriano a partire dalle basi aeree turche. Più precisamente la Turchia informerà gli USA dell'annullamento dell'autorizzazione del 13 ottobre 214, dell'utilizzo della aerea di Incirlik come base operativa principale della coalizione anti stato islamico; questa base aerea potrà essere utilizzata dagli USA per altri scopi.

La stessa notifica verrà inviata in Germania per l'annullamento dell'autorizzazione del 25 aprile 2016. Incirlik si trova a soli 180 km da Manbij, città circondata dai curdi e a 400 chilometri da Raqqa, capitale dello stato islamico. Per bombardare gli obiettivi dello Stato islamico in Siria e Iraq, gli Stati Uniti, la Germania e l'Arabia Saudita dovranno anche spostare i loro aerei che partecipano alla coalizione anti stato islamico. Notate che Incirlik non è una base NATO. La NATO ha sede a Izmir nella Turchia occidentale, sede di uno dei cinque quartier generali della NATO (Landcom), subordinati al Comando Supremo delle forze NATO in Europa. Inoltre Izmir ospita un'altra importante base aerea dell'esercito degli Stati Uniti.

La base aerea più conveniente per la coalizione anti stato islamico sembra essere Al Azraq in Giordania, sede di due squadroni di F-16 giordani. Vi sono anche schierati in questa base, 20 F-16 del Bahrain, 8 F-16 dei Paesi Bassi e del Belgio, i Mirage 2000 francesi e i droni da ricognizione MQ-9 Reaper degli Stati Uniti. Il dispiegamento di aerei ad Al Azraq e lo spostamento e la creazione dei servizi a terra necessari richiederà diversi mesi, durante i quali la coalizione farà un minor numero di missioni. Al Azraq è a 700 - 800 km dagli obiettivi dello Stato Islamico in Siria e in Iraq, quindi per condurre attacchi contro obiettivi dello Stato Islamico, gli aerei della coalizione dovranno essere riforniti in volo.

Sempre nell'ambito del rispetto della Risoluzione 2254 delle Nazioni Unite da parte della Turchia, il Pentagono non rifornirà più i curdi via terra dalla Turchia, di armi e munizioni e di istruttori delle forze speciali degli Stati Uniti. La base americana di Rmeliane nella provincia siriana di Hassake, nella zona controllata dai curdi, in cui il Pentagono riceve rinforzi potrebbe essere isolata.



La terza fase su cui Putin e Erdogan potrebbero concordare dovrebbe essere il coinvolgimento di una parte della flotta dei 196 F-16 C turchi  per condurre operazioni a fianco dei bombardieri russi in Siria. Per cominciare le missioni congiunte potrebbero essere effettuate dal centro di comando russo nel governatorato di Latakia in Siria. L'aviazione turca ha potuto effettuare, con i russi, degli attacchi aerei nella provincia di Aleppo. Questi attacchi potrebbero aiutare l'esercito araba siriano a ripulire la provincia di Aleppo dai terroristi. L'Aviazione turca avrebbe ricevuto il compito aggiuntivo di bombardare obiettivi dello Stato Islamico per consentire all'esercito araba siriano che avanza da Palmyra a Raqqa, di liberare il centro, l'est e il nord-est della Siria.


Allo stesso tempo, i russi convinceranno Assad a riprendere la cooperazione con la Turchia a norma del trattato di Adana del 20 ottobre 1998. Questo trattato ha permesso alla Turchia di proseguire i suoi attacchi aerei o di catturare i terroristi curdi per una profondità di 50 km all'interno della Siria. Spesso, dopo aver commesso attentati in Turchia, terroristi curdi trovavano rifugio nel nord della Siria. Successivamente gli attacchi aerei dell'aviazione turca neutralizzeranno le forze di gruppi combattenti arabi e curdi del  YPG/SDF, che sono, dal punto di vista di Damasco, dei gruppi ribelli sostenuti dalle forze speciali di quattro paesi occidentali (Stati Uniti d'America, Regno Unito, Francia e Germania). La forza aerea della coalizione anti Daesh a guida americana sarebbe obbligata a notificare le incursioni o a coordinarle con i russi e turchi.

[1] Perché Erdogan diventerà un oppositore degli euroatlantici da: 
http://katehon.com/article/why-did-erdogan-become-anti-euroatlanticist
(Opinione da prendere con le molle: si tratta di coglionazzi in preda a fantasie oniriche in salsa duginiana).

mercoledì 3 agosto 2016

Battaglia per la Turchia - la porta verso l'India

REDAZIONE NOICOMUNISTI

Di Shelley KASLI (India)

Traduzione di Guido Fontana Ros

FONTE





Un articolo pubblicato a marzo sul sito web della American Enterprise Institute intitolato Potrebbe esserci un colpo di stato in Turchia?, considerava la possibilità di un probabile colpo di stato militare in Turchia. Il suo autore, David Rubin, spiegava la situazione della Turchia:

La posizione in Turchia va sempre di male in peggio. Non è solo il deterioramento della sicurezza in mezzo a un'ondata di terrorismo. C'è ampio consenso, in deroga ai risultati delle elezioni, che il presidente Recep Tayyip Erdoğan sia fuori controllo. Egli sta imprigionando oppositori, sequestra giornali a destra e a sinistra e costruisce palazzi al ritmo di un sultano pazzo o di un aspirante califfo. Suo figlio Bilal è fuggito in Italia utilizzando un passaporto diplomatico falsificato dell'Arabia saudita e la polizia italiana gli sta alle calcagna per presunto scandalo di riciclaggio di denaro. I suoi exploit stanno facendo aggrottare le sopracciglia sia in Turchia che all'estero. Anche i membri del suo partito che sta al governo mormorano sulla sua paranoia crescente: si sente così a disagio da cercare di far installare missili anti-aerei nel suo palazzo per evitare di essere un bersaglio per uomini vestiti di nero in un'operazione snatch and grab.
L'apprensione del presidente Erdogan non era priva di fondamento. Proprio 4 mesi dopo, nella notte fra il 15 e il 16 luglio 2016, un fallito colpo di stato, tentato da una fazione delle forze armate turche, andava in scena contro il presidente dello stato turco e il suo governo. Il colpo fu sferrato quando il leader del paese, Erdogan, era in 'vacanza' lontano sia da Ankara che da Istanbul. Un'operazione snatch-and-grab di truppe aviotrasportate da elicotteri fu lanciata all'hotel Grand Yazici Club Turban, sulla riviera turca nel porto della città di Marmaris, sulla costa mediterranea, dove il presidente turco doveva trovarsi. Circa 25 soldati discesero mediante corde da degli elicotteri nell'albergo per catturarlo.

Secondo il turista britannico Richard Olanda, di 47 anni, che venne svegliato dal blitz di prima mattina: "Noi non avevamo colto alcun indizio della presenza nelle vicinanze del presidenteAbbiamo guardato dal balcone gli elicotteri che erano sul lungomare. C'erano neri Hawks senza luci. Venti minuti dopo è iniziata una sparatoria fuori dalla nostra camera, di  armi semi-automatiche e di piccolo calibro. Poi una granata è volata fuori dalla stanza sotto di noi. Noi non abbiamo avuto l'intenzione di fare capolino fuori dalla porta. Il personale ha fatto foto della caduta di un muro nella nostra camera. Il personale dell'hotel ci ha detto che dei razzi sono stati sparati contro l'elicottero, ma abbiamo visto che è stato mancato".

Soldati turchi alla ricerca di loro colleghi spariti in quanto sospettati di aver preso parte al golpe, Marmara, 18 luglio 2016

Questo si è rivelato un errore strategico perchè il presidente era stato portato via circa 20 minuti prima che i congiurati attaccassero in un altro albergo a un chilometro di distanza da Casa De Maris. Mentre volava via da Marmara su jet privato, due caccia F-16 inquadravano sui loro radar di tiro l'aereo del presidente, secondo la versione  prima riportata dalla Reuters e poi confermata dal Guardian. Un alto funzionario dell'antiterrorismo ha dichiarato al Guardian che i caccia non hanno fatto fuoco perché il pilota dell'aereo presidenziale ha comunicato via radio  ai piloti di jet da combattimento che si trattava di un volo della Turkish Airlines.

Resisi conto dello sbaglio,  gli attaccanti hanno volato sopra il mare alla volta della Grecia dove sono illegalmente atterrati ad Alexandroupolis, Grecia settentrionale, per richiedere asilo politico. Sono stati portati al cospetto di un pubblico ministero e accusati di ingresso illegale di in Grecia. Il Primo Ministro della Grecia Alexis Tsipras ha detto sabato sera in una telefonata con il presidente della Turchia che gli 8 golpisti fuggiti in Grecia saranno estradati. Gli otto, che inizialmente avevano rimosso appositamente le insegne dalle loro divise appositamente sono stati indentificati, si tratta di due colonnelli, quattro capitani e due sergenti.

Nel frattempo, ad Ankara e Istanbul intorno alle 3:30, cominciava il flusso di notizie sui social media delle principali operazioni militari. Il generale Mehmet Dişli, fratello di un deputato di lungo corso del partito AK al governo, ha dato presumibilmente l'ordine di via al golpe, inviando ufficiali delle forze speciali dell'esercito ad arrestare alti ufficiali. Ad Ankara, carri armati circolavano per le strade della città e aerei la sorvolavano mentre veicoli militari circondavano il Quartier Generale dell'esercito. I due principali ponti di Istanbul, il Bosforo e il Fatih Sultan Mehmet erano bloccati dai soldati. Intorno alle 16:00, il Primo Ministro Binali Yildirim andava in televisione per annunciare che si trattava di un tentativo di colpo di stato. "Un gruppo di militari è coinvolto si in una rivolta", ha detto Yildirim. Verso le 16:30, circolava una dichiarazione secondo cui le "forze armate turche" avevano preso il controllo del governo. La dichiarazione suggeriva che la motivazione fosse quella di  proteggere la democrazia turca. Intorno alle 5:30, Erdogan diffondeva un appello alla nazione tramite Skype. Egli accusava del colpo di stato "una piccola fazione dell'esercito" e una "struttura parallela". Erdogan esortava i turchi a scendere in piazza in segno di protesta, e in particolare ad occupare aeroporti e piazze. Anche il leader del principale partito di opposizione della Turchia condannava il golpe. Ad Ankara, il Parlamento turco e il Palazzo Presidenziale venivano bombardati. L'edificio dell'intelligence nazionale e la sede della polizia erano sotto attacchi aerei. Intorno alle 19:45, un portavoce dell'intelligence della Turchia annunciava che il colpo di stato era stato "respinto". A tarda sera, Erdogan tornava a Istanbul. Alle 8 di sera, alcuni funzionari dicevano che il capo della polizia della città di Bursa avesse arrestati i comandanti locale dell'esercito, che erano in possesso di un elenco di 6 pagine con i nominativi dei giudici e degli ufficiali che dovevano essere nominati nella burocrazia dopo il colpo di stato. Altri militari golpisti stato avevano elenchi delle linee telefoniche sicure per la ricezione degli ordini.

Ad Ankara, il giorno del golpe, il ministro dell'Interno era stato invitato, insieme ad altri alti funzionari, a una riunione ad alto livello sulla sicurezza, in quartier generale militare, riunione che avrebbe dovuto cominciare dopo le 5 del pomeriggio, chiaramente uno stratagemma per catturarlo. Il ministro non ci è è andato perché era troppo occupato.


L'alto funzionario dell'antiterrorismo,  responsabile della campagna della Turchia contro l' ISIS/Daesh doveva andare a un "incontro" al palazzo presidenziale di Ankara. In seguito è stato trovato con le mani legate dietro la schiena, colpito al collo, secondo un alto funzionario.



La spaccatura USA/Turchia



All'indomani del colpo di stato nuove spaccature sono cominciate ad emergere tra la Turchia e gli USA perché i leader turchi ritengono Washington parzialmente responsabile del golpe. Sabato scorso, la Turchia chiudeva tutte le operazioni degli Stati Uniti e della NATO alla base aerea di Incirlik , sede di circa 1.500 militari USA e perno vitale nella guerra aerea condotta dagli Stati Uniti contreo l'ISIS/Daesh. E' stata anche interrotta l'energia elettrica alla base, lasciando le forze americane nella necessità di utilizzare ciò che il Dipartimento della Difesa ha descritto come "fonti di energia interne". I funzionari turchi hanno giustificato la chiusura dicendo che i golpisti avevano operato dalla base di Incirlik e avevano usato aerei cisterna per rifornire gli F-16 utilizzati nel golpe.

Il presidente Erdogan accusava i soldati di essere collegati al movimento di Gülen, che il governo ha designato come un'organizzazione terroristica sotto il nome di FETO, nell'organizzazione del tentativo di colpo di stato. Tra i congiurati c'erano gruppi provenienti da tre diverse armate turche: dalla 1° Armata, dalla 2° Armata e dalla 3° Armata.Il complotto si estendeva anche ad alcune unità dell'Aviazione turca. Molti dei leader golpisti hanno legami con il movimento, fra cui l'ex capo dell'Aviazione,  Akin Ozturk, il colonnello Muharrem Kose e il figliastro di Ozturk, Halkan Karakus, pilota di elicottero. Funzionari del governo turco hanno detto sabato che la Turchia potrebbe considerare nemici gli Stati Uniti se l'amministrazione Obama non consegna Fethullah Gülen. Il Primo Ministro Binali Yildirim ha detto dal suo ufficio ad Ankara: "Ogni paese che sta dietro a questo non è un amico della Turchia ed è impegnato in una guerra seria con la Turchia". Nel marzo del 2014, nel corso di un'intervista, Erdogan ha detto all'emittente privata ATV: "Ho detto a Obama che la persona responsabile dei disordini in Turchia vive nel suo paese, in Pennsylvania. Gli ho detto 'Mi aspetto che si faccia il necessario'. Si devono prendere le misure necessarie se qualcuno minaccia la sicurezza del mio paese". Egli ha inserito, nel mese di ottobre, Gulen, nella lista dei terroristi più ricercati.

Fethullah Gülen di rimando ribalta le accuse del suo rivale politico, suggerendo che il partito al governo, l'AKP di Erdogan, abbia organizzato il golpe.

Chi è Fethullah Gülen?

Nel marzo 1999 il predicatore turco Fethullah Gülen ha effettuato una visita a sorpresa negli Stati Uniti. Poco tempo dopo, un canale televisivo turco ha trasmesso un discorso di Gülen che era stato filmato ovviamente di nascosto. Nella registrazione, Gülen chiamava i  suoi sostenitori a "lavorare con pazienza per insinuarsi silenziosamente nelle istituzioni, al fine di prendere il potere".

Il pubblico ministero di Istanbul, prontamente, richiedeva la condanna a dieci anni per Gülen per aver "fondato una organizzazione che ha cercato di distruggere l'apparato laico dello Stato in vista dell'instaurazione di uno stato teocratico". Gulen rimane in esilio in Pennsylvania, "per motivi di salute", per sua stessa ammissione.

Fethullah Gülen
In meno di un decennio, dalla sua base in Pennsylvania, Stati Uniti, Gulen ha istituito più di 100 scuole private finanziate con fondi pubblici in 25 stati. Ciò che in questo fenomeno fa aggrottare le sopracciglia, è il fatto molto preoccupante che, nonostante i documenti ufficiali e i dati disponibili, la rapida e segreta espansione dell'impero delle Charter School [ndt: scuole private a finanziamento pubblico] di Fethullah Gülen è passata abbastanza inosservata e non riconosciuta negli USA.

Nel 2008, il governo olandese indagava le attività del movimento nei Paesi Bassi. Al termine dell'inchiesta, il governo olandese, concludeva che le scuole di Gülen effettivamente promuovevno "comportamenti anti-integrativi," e pertanto riduceva il finanziamento pubblico. È interessante notare che, i servizi segreti olandesi (AIVD) sono riusciti a ribaltare questa decisione e a far ripristinare il finanziamento nel 2010.

Il governo russo ha sorvegliato molto da vicino il movimento di Gulen per oltre 10 anni e ha vietato le scuole di Gülen e tutte le sue attività in Russia. Nelle regioni russe della Cecenia e del Daghestan, le scuole Gulen un tempo sostenute, sono state vietate da Putin. Più di 20 seguaci turchi di Gulen sono stati espulsi dalla Russia nel 2002 - 2004.

Nel 1999 l'Uzbekistan ha chiuso tutte le madrase di Gulen e poco dopo ha arrestato otto giornalisti che si erano laureati nelle scuole di Gulen con l'accusa della creazione di un gruppo religioso illegale e di coinvolgimento in un'organizzazione estremista. In Turkmenistan, le autorità governative hanno messo le scuole di Gulen sotto stretto controllo e hanno ordinato di elimanre la loro versione della storia della religione dal curriculum di studi. Anche il Pakistan le sta monitorando molto da vicino ed Erdogan ha invitato l'amministrazione provinciale del Punjab pachistano a chiudere le scuole legate al movimento di Gülen.

Ora dopo il colpo di stato, il governo della Somalia ha ordinato "la chiusura totale di tutte le attività" di un'organizzazione nel Paese del Corno d'Africa collegata al predicatore turco Fethullah Gulen, secondo un comunicato dell'ufficio del primo ministro Omar Abdirashid Sharmarke. Tutto il personale affiliato con il gruppo, ha avuto  sette giorni di tempo per lasciare la Somalia, misura in vigore dal 17 luglio.

Abraham R. Wagner, professore associato al Center for Advanced Studies on Terrorism, spiega questo fenomeno del movimento di Gülen  sull'Huffington Post:

Con l'obiettivo di minare l'ordine costituzionale in Turchia, Gülen ha speso ingenti somme di questa fortuna, stimate a 25 miliardi di dollari per infiltrare il governo, i media, le scuole, le imprese, le forze dell'ordine e il sistema giudiziario con i suoi discepoli. Allo stesso tempo egli ha preso di mira i funzionari che non sono riusciti a seguire la sua linea religiosa rigorosa ed esso stesso si è inserito nel sistema educativo della Turchia istituendo centinaia di scuole e 17 università con l'intento di radicalizzarne gli allievi. Le ambizioni di Gülen, tuttavia, vanno oltre la sua terra. Ora controlla una rete di scuole in oltre 100 paesi, tra cui la più grande rete di scuole private a finanziamento pubblico negli Stati Uniti, che si basa sugli introiti derivanti da frodi fiscali e da illeciti finanziari; il movimento Gülen e le sue scuole sono sotto inchiesta da parte di 22 Stati e dell'FBI. Un'indagine del Congresso sta cercando di portare alla luce i presunti contributi elettorali illegali di Gülen. Tale indagine si è estesa ai lussuosi viaggi in Turchia dei membri e del personale del Congresso finanziati illegalmente dal movimento di Gülen attraverso la sua rete di organizzazioni non-profit. Gli investigatori stanno indagando sui milioni di dollari a candidati al Congresso e alla Presidenza, comprese le  enormi donazioni alla Fondazione Clinton. Sembra che il manuale di Gullen sulla manipolazione e sulla corruzione di Gülen abbia attraversato l'Atlantico ed ora mini il sistema politico degli Stati Uniti.
Perfino settori del governo USA da tempo credono che Gülen "sia un 'islamista radicale' i cui messaggi moderati nascondono un ordine del giorno più sinistro e radicale". In un messaggio coordinato con l'Ambasciata di Ankara, come riporta Wikileaks:


In un pranzo di addio per il console generale, il rabbino capo di Istanbul, Ishak Haleva ha detto che coloro che gli si sono avvicinati, gli hanno comunicato che Gulen presto cercherà di regolarizzare il suo status di immigrato negli Stati Uniti e ha bisogno di testimonianze per affrontare la convinzione di alcune parti del governo USA che egli sia un "islamista radicale" i cui messaggi moderati coprano un ordine del giorno più sinistro e radicale. A quanto pare questa preoccupazione deriva dai documenti del FBI, ottenuti dai sostenitori di Gulen in base a una richiesta mediante il FOIA degli USA...
Washington ha speso anni per coltivare la Turchia come alleato in quanto è posta al crocevia tra Europa e Medio Oriente. Ora i due paesi sono ad un bivio, tuttavia la ricaduta era cominciata molto tempo fa.


La ricaduta

La ricaduta è cominciata a venire alla luce nel 2013 quando l'allora primo ministro Erdogan ha affermato di aver scoperto  un complotto della CIA-Gulen contro di lui e la Turchia, che ha pubblicamente etichettato come un "complotto internazionale" giurando vendetta su Gulen e minacciando Francis Ricciardone, l'ambasciatore degli Stati Uniti in Turchia, di espulsione.

Al centro dello scandalo c'era un presunto affare "gas per oro" con l'Iran che coinvolgeva Aslan, che nascondeva 4,5 milioni di dollari in contanti dentro scatole di scarpe in casa sua e Zarrab, che era coinvolto in un traffico d'oro, nel 2012, per circa 9.6 miliardi di dollari. Entrambi sono stati arrestati per questo. L'affare truffa aveva cominciato a funzionare dopo la scoperta da parte di funzionari del governo turco di una scappatoia nelle sanzioni statunitensi contro l'Iran; questo ha permesso di importare il gas e il petrolio iraniani. I turchi hanno esportato ordirettammente in Iran o attraverso gli Emirati Arabi Uniti, per una somma di 13 miliardi di dollari, tra marzo 2012 e luglio 2013. In cambio, i turchi hanno ricevuto gas e petrolio  dall'Iran. L'operazione è stata effettuata tramite la banca statale turca, Halkbank. Nel gennaio 2013, l'amministrazione Obama ha deciso di chiudere questa scappatoia, ma invece mettere sotto accusa l'Halkbank, il governo degli Stati Uniti ha permesso che la negoziazione di oro continuasse fino al luglio 2013, perché la Turchia era un importante alleato degli Stati Uniti nella politica degli Stati Uniti nella guerra civile siriana e Gli stati Uniti stavano lavorando per un accordo nucleare con l'Iran.

Diversi giornali hanno riferito che una nuova inchiesta era prevista il 26 dicembre, con il possibile coinvolgimento dell'allora primo ministro (ora Presidente della Turchia) e dei figli di Erdogan, Bilal Erdogan e Burak. A mezzanotte del 7 gennaio 2014, è stato pubblicato un decreto governativo circa la rimozione di 350 agenti di polizia dalle loro cariche, tutti tra i vertici delle unità che si occupavanono di reati finanziari, di contrabbando e di criminalità organizzata. Fethullah Gülen ha descritto il decreto come una purga dei dipendenti pubblici, mentre l'allora primo ministro Erdoğan (ora presidente della Turchia) ha descritto l'indagine sulla corruzione come un "colpo di stato giudiziario" da aprte di chi è geloso dei suoi successi, vale a dire il movimento clandestino di Gullen sostenuto da forze straniere.

E' stata questa ricaduta a spingere la Turchia nelle accoglienti braccia russe.



La svolta russa

Russia e Turchia erano ai ferri corti dal 24 novembre, 2015, quando un aereo da caccia turco abbatteva un aereo militare russo per motivi di violazione dello spazio aereo al confine con la Siria. In giugno, tuttavia, il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov dichiarava che il presidente turco Recep Tayyip Erdogan avesse chiesto scusa per l'incidente aereo con una lettera al presidente russo Vladimir Putin. In questo modo Ankara soddisfaceva le condizioni di Mosca per il ripristino del partenariato a lungo termine tra i due paesi. Nella lettera veniva anche detto che un procedimento giudiziario era stato perto contro il cittadino turco sospettato di essere coinvolto nella morte del pilota dell'aereo abbattuto, fatto che era un'altra precondizione. Secondo un recente rapporto, anche i due piloti che hanno abbattuto dei due piloti che  hanno abbattuto il SU-24 russo sono stati arrestati. Proprio questa svolta russa è una delle principali preoccupazioni degli alleati NATO.

Fiona Hill, direttore presso il Centro sugli Stati Uniti e l'Europa spiega questa preoccupazione in un suo intervento alla Brookings Institution:

Putin vede la Turchia come una preziosa carta da giocare nel confronto, ora in fase di stallo, in Ucraina contro i due principali avversari: la NATO e la UE. Nel caso della NATO, il valore della Turchia è evidente. La Turchia è un membro a pieno titolo della NATO. Putin ha un "amico" all'interno dello schieramento nemico. Il collegamento con la UE rappresenta un caso diverso.Nonostante anni di attesa dietro la porta la Turchia non è ancora stata accettata nell'UE e la sua frustrazione cresce sempre di più per la mancanza di qualche progresso. La Turchia attualmente è un mal di testa per l'UE. La mossa del paese verso Russia non migliora di certo la situazione. Per questo, Putin non può che esserne deliziato in quanto è un maestro nell'aproffitare del malcontento altrui per offrire delle alternative.

Secondo la versione del ministro degli esteri della Serbia, il tentativo di golpe  in Turchia è stato ideato per cercare di bloccare il ripristino di buone relazioni tra Turchia e Russia. 

Infatti Ivica Dacic ha dichiarato allemittente B92:

"Sono sicuro che il golpe [in Turchia] sia stato pesantemente influenzato dall'esterno... E' ormai chiaro che l'aereo russo è stato abbattuto da un pilota appartenenente ai golpisti e ora che la Turchia ha rinnovato i legami con la Russia, è evidente che non poteva fare"


L'importanza strategica della Turchia - La porta verso l'India


Istanbul o Costantinopoli o la Neapolis di Costantino è considerata la "Porta all'India". E' il collegamento terrestre strategico tra Europa e Asia.

Si dice che chiunque controlli Istanbul sia il Re del Mondo. Napoleone ebbe un sogno per tutta la vita: cacciare a calci gli inglesi fuori dall'India e quindi conquistarla. Il percorso di invasione tracciato da Napoleone era sia attraverso l'Egitto che via terra attraverso la Turchia e l'Afghanistan attraverso la provincia della North West Frontier dell'India britannica. Il 19 maggio 1798 una flotta di trasporti di truppe francesi prendeva il largo in segreto dai porti di Tolone e Marsiglia. Non appena Napoleone prende il sopravvento in Egitto nella battaglia delle Piramidi combattuta il 21 luglio 1798, l'intelligence britannica ottiene la comprensione del piano napoleonico nella sua interezza, per cui delle flotte vengono inviate dal Golfo del Bengala per tagliare le linee di rifornimento di Napoleone, incastrandolo e bloccando il suo ingresso in Turchia.

Dopo la fallimentare campagna di Napoleone, lo Zar Alessandro propone un piano simile d'invasione dell'India che migliora notevolmente la versione del piano proposto dal suo padre Paolo 6 anni prima a Napoleone. Questa alleanza franco-russa prende forma in gran segreto in un padiglione, situato su una zattera in mezzo al fiume Neman in quella che è conosciuta come la Pace di Tilsit. Il piano prevede che la Francia abbia l'Occidente e la Russia l'Oriente inclusa l'India. Quando Alessandro rivendica per sé Costantinopoli, il punto di incontro tra Oriente e Occidente, si dice che Napoleone ribatta: "Mai! Diventerete l'imperatore del mondo".

Purtroppo non si è mai parlato dell'importanza di questi eventi nei media tradizionali indiani e nell'ambiente degli storici, se non per minimizzarli; inoltre gli eventi che si svolgono nella Turchia, oggi non hanno conseguenze di vasta portata per l'India. Dopo che l'abbattimento di un aereo russo da parte di un F-16 turco il 24 Novembre, abbia sollevato lo spettro di una vera e propria Guerra Fredda, la Russia con una mossa senza precedenti ha offerto alle società indiane la possibilità di sostituire la Turchia nel mercato russo.

Nel settembre 2011, la NATO invitava l'India ad essere partner nel settore del suo sistema di difesa missilistica. VK Saraswat, l'architetto del programma di difesa indiana dei missili balistici, in seguito dichiarava alla stampa: "Stiamo analizzando il rapporto. E' allo studio". Nello stesso periodo emergevano piani per cooptare l'India all'interno della NATO.

Sembra che l'India sia sempre più coinvolta in questo grande gioco delle potenze imperiali. Negli ultimi dieci anni, sotto i governi dell'UPA e del NDA governi, la politica estera indiana e la politica economica interna stanno virando pericolosamente vicino agli interessi economici anglo-americana-israeliani, fatto visto dagli altri giocatori geo-politici come uno sconfinamento. L'impatto diretto di questo si è visto sotto la forma dell'attentato di Munbai del 26/11/2008, uno strascico dell'attentato al treno del 2004 in Spagna e i conseguenti omicidi di numerosi funzionari, di investigatori, di attivisti, di avvocati, di commercianti ecc.

L'area dello spionaggio, del controspionaggio e della protezione delle risorse economiche nazionali non è un gioco per tutti. L'India si sta appena svegliando a questo gioco, mentre l'Occidente e gli altri giocatori geo-politici sono veterani. Si tratta di una partita giocata secondo le regole di questi giocatori veterani, regole che non possiamo stabilire ma dobbiamo comprendere come giocare con esse.

Dobbiamo analizzare e ri-orientare le nostre agenzie di sicurezza da questo punto di vista e le nostre agenzie di intelligence necessariamente dovrebbero incorporare questo nuovo punto di vista, se vogliono davvero mantenere la loro base di credibilità nella difesa della nazione e nel loro motto di servire e proteggere il popolo.

Shelley Kasli è il redattore di GreatGameIndia, unica rivista trimestrale in India di Geopolitica e Relazioni Internazionali. Per commenti e repliche può essere raggiunto direttamente presso:
shelley.kasli@greatgameindia.com

mercoledì 27 luglio 2016

Che diavolo sta succedendo tra Russia e Turchia?

REDAZIONE NOICOMUNISTI

Di Ian Greenhalgh


TRADUZIONE DI GUIDO FONTANA ROS

Tutti sono sicuri che si stia negoziando un accordo segreto ma nessuno sa di quale tipo.


La domanda da un milione di dollari in questo momento nei circoli dell'intelligence è: cosa sta succedendo esattamente tra Russia e Turchia? Analisti e funzionari di tutto il Medio Oriente, Europa e America stanno speculando negli ultimi mesi che ci deve essere in atto un accordo segreto che rimane sconosciuto per tutti. Tutto rimane come speculazione, anche se a volte, ci sono cose che proprio non sappiamo.

Alcuni punti da considerare:

  • Attualmente Erdogan sta inveendo  a testa bassa su quanto malvagi siano gli Stati Uniti, accusando l'amministrazione Obama di avere avuto una piena conoscenza anticipata dell'improvviso putsch contro di lui senza che gli dessero alcun preavviso. Nello stesso tempo la Turchia si profonde sempre di più in lodi per Putin e la Russia, a quanto pare perché hanno messo in guardia Erdogan circa il golpe, arrivando ad accreditare la Russia del salvataggio del regime di Erdogan.
  • La Turchia nel novembre 2015 ha abbattuto un Su-24 russo nello spazio aereo siriano e i due paesi sembravano essere sull'orlo di una guerra. Oggi, però, tutto è cambiato; Erdogan non solo ha chiesto scusa per l'abbatimento, ma ha offerto una ricco risarcimento alle famiglie dei piloti morti (assassinati a terra dal MIT turco dietro ordine di Erdogan). Erdogan si è  anche spinto fino ad arrestare i piloti turchi coinvolti e incredibilmente, ora questi ultimi sostengono di aver agito di propria iniziativa, piuttosto che su ordine del governo di Erdogan.
  • I progetti di infrastrutture su larga scala in Turchia che dipendevano dagli aiuti russi, che erano stati annullati a seguito del deterioramento delle relazioni russo-turchi, sono di nuovo centro di colloqui nella speranza di riavviarne i lavori al più presto. Il gasdotto Turkish Stream e il reattore nucleare di Akkuyu ne sono i due esempi più notevoli.
Allora, perché questo cambiamento nei rapporti russo-turchi? Perché Erdogan è passato da lanciare insulti e minacce a baciare Putin in ogni occasione possibile?

Noi non sappiamo proprio niente, ma siamo sicuri che la risposta sarà molto inquietante e avrà grandi implicazioni a livello mondiale.


FARS


Il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu ha espresso gratitudine lunedi scorso al presidente russo per il "sostegno incondizionato" offerto ad Ankara durante il golpe fallito.

La TASS ha riferito che Cavusoglu ha affermato: 
"La Russia ci ha offerto il suo appoggio incondizionato. Prima di tutto, vorrei ringraziare il signor Putin e gli altri menbri del governo russo".

Durante la sua dichiarazione trasmessa dal canale televisivo Haberturk, Cavusoglu ha detto che potrà tenersi un incontro tra il presidente russo Vladimir Putin e il presidente turco Recep Tayyip Erdogan nel mese di agosto, prima del vertice del G20.


Il ministro degli esteri turco ha detto:

"Questo incontro si concentrerà sulla rimozione delle barriere economiche e su altri provvedimenti per ripristinare le relazioni bilaterali".

Nella notte del 16 luglio, un gruppo di ribelli ha effettuato in Turchia un tentativo di golpe presto abortito. Il confronto principale ha avuto luogo ad Ankara e Istanbul. I leader del paese in seguito hanno annunciato che il tentativo di golpe era stato sventato. Secondo gli ultimi rapporti, 246 persone, esclusi i congiurati, sono morte e 2.185 sono rimaste ferite negli scontri.

Molti esperti ritengono che osservazioni del ministro degli Esteri turco sul "sostegno incondizionato" della Russia potrebbero riguardare dei rapporti informativi di Mosca, più di dieci giorni fa, al governo di Ankara di un imminente colpo di stato ore prima che accadesse.

I media arabi citano diplomatici di Ankara che hanno rivelato che il Presidente della Turchia Erdogan è stato allertato dalla Russia circa l'imminente golpe dell'esercito esercito poche ore prima che scattasse il venerdì, mentre i media occidentale hanno detto che Erdogan ha chiesto ai suoi sostenitori di scendere in strada dopo l'avviso ricevuto da Teheran.

Diversi media arabi, tra cui Rai Alyoum, citando fonti diplomatiche di Ankara hanno affermato che l'organizzazione di intelligence nazionale della Turchia, conosciuta come MIT, abbia ricevuto informative dall'omologa russa, che la metteva in guardia contro l'imminente golpe nello stato musulmano.

Alcuni diplomatici anonimi hanno detto che l'esercito russo aveva intercettato nella regione lo scambio altamente riservato dei messaggi radio in codice dell'esercito che mostravano la preparazione del putsch contro l'amministrazione di Ankara.

Gli scambi di messaggi includevano la notizia  dell'invio di elicotteri dell'esercito al resort del presidente Erdogan per arrestarlo o ucciderlo.

domenica 24 luglio 2016

Il sultano delle giravolte (di emergenza)

REDAZIONE NOICOMUNISTI


Di Pepe Escobar





Traduzione di Guido Fontana Ros

In mezzo a una sorprendente, implacabile, purga di ampio respiro che non mostra segni di cedimento, con 60.000 funzionari pubblici, accademici, giudici, procuratori, agenti di polizia, soldati che sono stati incarcerati, licenziati, sospesi o privati dell'accreditamento professionale, è relativamente assodato che da subito il governo turco era perfettamente a conoscenza dell'imminenza di un colpo di stato militare per il 15 luglio; le informazioni son potute provenire dai servizi segreti russi, anche se né Mosca né Ankara riveleranno mai alcun dettaglio. Così, una volta per tutte, questo non è stato un false flag.



Un analista di intelligence, ai massimi livelli e laico, del Medio Oriente e con un posto in prima fila su Istanbul ha chiarito il contesto politico interno del colpo di stato ben prima della, ampiamente prevista, proclamazione dello stato di emergenza (se la Francia può farlo, perché non la Turchia?):

"Sapevano da cinque a sei ore prima che un colpo di stato era in preparazione e lo hanno lasciato andare avanti, sapendo, come poi è successo, che sarebbe fallito ... Questa vicenda ha proiettato Erdogan allo stato di semi-divinità fra i suoi sostenitori. E' chiaro che questa è la via con cui egli otterrà ciò che vuole: un fortissimo presidenzialismo e la rimozione del principio della laicità dalla costituzione. Questo pone le basi per l'introduzione di aspetti della sharia. Ha provato a fare questo nei primi anni del governo dell'AKP con l'introduzione della Zina, una disposizione strettamente islamica, che avrebbe criminalizzato l'adulterio e potrebbe aver aperto la porta alla criminalizzazione delle altre relazioni sessuali islamicamente illecite perché la Zina riguarda in generale proprio queste e non solo l'adulterio. Ma quando l'UE obiettò fece marcia indietro".
La fonte informativa aggiunge:

"nelle settimane precedenti a questi fatti Erdogan si era mantenuto insolitamente sottotono. In questo stesso periodo, il primo ministro era stato sostituito e quello nuovo aveva annunciato un completo ribaltamento della politica estera, compresa la reinstaurazione di rapporti con la Siria. E' stato Erdogan stesso a raggiungere la conclusione che la politica nei confronti della Siria era insostenibile oppure è stato costretto dai maggiorenti del partito, a causa dello scenario del danno enorme che ha provocato al paese in vari modi, a lasciar perdere la Siria? Se sono state fatte pressioni su di lui, il fallito colpo di stato gli dà l'opportunità di riaffermare la propria autorità sui vertici dell'AKP. Certamente questo golpe è accaduto nel momento più conveniente".
Lo storico turco Cam Erimtan aggiunge altri elementi al contesto, spiegando come:

"all'inizio del mese prossimo, è stabilita la convocazione dell'Alto Consiglio Alto militare Turchia (o YAS, nell'acronimo turco) e si prevede che un gran numero di ufficiali risulterà ridondante. Lo Stato turco è impegnato in una operazione di pulizia, che eliminerà tutti gli avversari del governo a conduzione AKP. Questo colpo di stato-che-non-era-un colpo di stato offre molte cartucce per uno sfoltimento completo dei ranghi ... anche se il presidente ha puntato il dito attraverso l'Atlantico alla figura indistinta di Fethullah Gülen e alla sua presunta organizzazione terroristica FETO (Fettullahçı Teror Örgütü, o Fethullahist Terror Organization), insinuando che i golpisti sono parte integrante di questa organizzazione ombra, parecchio sfuggente e addirittura inesistente".
Il risultato finale non sarà gradevole:

"Ora ci si riferisce ad Erdogan come al comandante in capo della Turchia, il che indicherebbe, tra le altre cose, che egli considera il tentato colpo di stato come un attacco personale alla sua figura. Qualunque avrebbero potuto essere le motivazioni dei golpisti, il risultato finale delle loro azioni sarà un'accettazione ancora più sincera ed entusiasta della politica di Erdogan di "Sunnificazione" ed eventualmente uno smantellamento piuttosto rapido dello stato nazionale che è la Turchia, per essere sostituito da una "Federazione asiatica di etnie musulmane", forse legate revivale del Califfato rivivere, insieme a un possibile ritorno della Sharia in Turchia".

E'come se Erdogan fosse stato benedetto da un effetto "Padrino al contrario". Nel capolavoro di Coppola, Michael Corleone dice: "Proprio quando pensi che sei fuori, ti tirano di nuovo dentro". Nel caso del Padrino di Erdogan, proprio quando pensava di essere irrimediabilmente intrappolato, "Dio", come ha ammesso , lo ha tirato fuori. Parliamo del sultano delle giravolte.

Leoni contro falchi

Mentre Erdogan consolida la sua ferrea presa interna, una connessione precedentemente blindata , quella NATO/Turchia, si dissolve lentamente nel nulla. E'come se il destino della base aerea di Incirlik fosse appeso, letteralmente, ad alcuni, selezionati, fili di tracciati radar.

C'è un grave sospetto comune a tutto lo spettro politico della Turchia che il Pentagono sapesse quello che i "ribelli" stessero per fare. E' un fatto che neppure uno spillo possa cadere a Incirlik, senza che gli americani lo vengano a sapere. I membri dell'Akp sottolineano l'uso della rete di comunicazione della NATO per coordinare i golpisti e la fuga delle informazioni riservate. Come minimo i golpisti possono aver creduto di avere la NATO alle spalle. Nessun "alleato NATO" si è degnato di mettere in guardia Erdogan circa il colpo di stato.

Poi c'è la saga dell'aereo cisterna per l'F-16 "ribelle". Gli aerei cisterna a Incirlik sono tutti dello stesso modello, KC-135R Stratotanker, sia per gli americani che per i turchi. Operano fianco a fianco e sono tutti sotto lo stesso comando;la 10th Main Tanker Base, è guidata dal Gen. Bekir Ercan Van, che è stato opportunamente arrestato la scorsa domenica, quando sette giudici hanno anche confiscato tutte le comunicazioni della torre di controllo. Non per caso il generale Bekir Ercan Van è molto vicino al capo del Pentagono Ash Carter.

E' stato ampiamente mappato cosa sia successo nello spazio aereo turco dopo che il Gulfstream IV di Erdoga aveva lasciato la costa del Mediterraneo ed era atterrato all'aeroporto Ataturk di Istanbul, ma ci sono ancora alcune lacune cruciali nella narrazione aperte alla speculazione. Poiché Erdogan ha tenuto la bocca chiusa su questo in tutte le sue interviste, ci si ritrova con uno scenario in stile Mission Impossible con i "ribelli" F-16s "Lion One" e "Lion Two" in una "missione speciale" con i loro transponder spenti; il loro faccia a faccia con i lealisti "Falcon One" e "Falcon Two"; uno dei "Lions" pilotato nientemeno che dall'uomo che ha abbattuto il Su-24 russo nel novembre scorso; l'ormai famoso aereo cisterna che è decollato da Incirlik per rifornire di carburante i "ribelli"; e tre coppie di F-16 che si sono alzati da Dalaman, Erzurum e Balikesir per intercettare i "ribelli", tra cui la coppia che proteggeva il Gulfsteam di Erdogan (che stava usando il nominativo THY 8456 per mascherarsi come un volo delle Turkish Airlines).

Ma chi c'era dietro a tutto?

Erdogan in una missione per conto di Dio

Il noto informatore dall'Arabia "Mujtahid" ha causato sensazione rivelando che non solo gli EAU "hanno svolto un ruolo" nel colpo di stato, ma che anche la Casa di Saud era della partita. Come se questo non fosse abbastanza imbarazzante, l'emiro auto-deposto del Qatar, lo sceicco Hamad al-Thani, molto vicino a Erdogan, ha affermato che gli Stati Uniti e un'altra nazione occidentale (c'è la forte possibilità che si tratti della Francia) avevano messo in scena il tutto, con la complicità dell'Arabia Saudita. Ankara, prevedibilmente, ha negato tutto.

L'Iran, d'altra parte, che ha visto chiaramente il gioco a lungo termine è stato un convinto sostenitore di Erdogan fin dall'inizio. E ancora una volta nessuno ne parla, naturalmente, ma l'intelligence russa era ben consapevole di tutte queste mosse; versione un po' accreditata dalla telefonata tempestiva del Presidente Putin a Erdogan post-golpe.

Ancora una volta prendiamo in considerazioni i fatti di base; ogni agente operativo del sud-ovest asiatico sa che senza la luce verde del Pentagono, le fazioni militari turche avrebbero trovato estremamente difficile, se non impossibile, organizzare un colpo di stato soprattutto perché avrebbero avuto difficoltà nello scegliere il momento giusto. Inoltre, durante quella fatidica notte, fino a quando non fu chiaro che il golpe fosse un fallimento, i golpisti, da Washington a Bruxelles, non erano esattamente descritti come "il male".

Una fonte americana di alto livello dell'intelligence, che non è da ascrivere al solito del consenso della Beltway [ndt: nello slang americano indica l'opinione prevalente del mondo governativo/politico USA, è fermamente convinta che:

"l'esercito turco non si sarebbe mosso senza la luce verde da Washington. La stessa cosa era stata progettata per l'Arabia Saudita nel mese di aprile 2014, ma fu bloccato ai massimi livelli a Washington da un amico dell'Arabia Saudita".

La fonte che pensa fuori dagli schemi, sottoscrive ciò che dovrebbe essere considerato come la chiave, l'attuale ipotesi di lavoro; il colpo di stato ha avuto luogo o è stato velocemente attuato, in sostanza, "a causa del riavvicinamento improvviso di Erdogan alla Russia. Tutto lo spettro politico turco continua a gettare benzina sul fuoco, insistendo sul fatto che, più che probabilmente, l'attentato all'aeroporto di Istanbul sia stato un'operazione Gladio. Voci da est a ovest stanno già dicendo che Erdogan dovrebbe lasciare la NATO prima o poi e partecipare alla Shanghai Cooperation Organization (SCO).

Per quanto Erdogan sia un giocatore assolutamente inaffidabile e un cannone geopolitico "sciolto", potrebbe essere imminente un invito da Mosca-Pechino in un futuro non troppo lontano. Putin e Erdogan avranno un incontro assolutamente cruciale ai primi di agosto. Erdogan è stato al telefono con il presidente iraniano Hassan Rouhani. Ciò che ha detto ha procurato brividi per tutta la spina dorsale alla NATO:

"Oggi, siamo determinati più che mai a contribuire alla soluzione dei problemi regionali mano nella mano con l'Iran e la Russia e in collaborazione con loro".
Così ancora una volta, la scelta che definisce gli inizi del 21° secolo è in gioco; NATO contro l'integrazione dell'Eurasia, con il sultano delle giravolte della Turchia che giustamente oscilla proprio nel mezzo. "Dio" certamente ha giocato con questo scenario stimolante quando ha parlato a Erdogan sulla Face Time.