sabato 6 aprile 2013

L'origine e la funzione del concetto di “libera impresa”

REDAZIONE NOICOMUNISTI

Tratto da Glen Yeadon & John Hawkins, The Nazi Hydra In America, Progressive Press, The Joshua Tree, California 92252, 2008, pp.251-252 

Traduzione a cura di Davide Spagnoli 

Lammont Du Pont

Lammont DuPont nascondeva la sua piena adesione al fascismo avvolgendosi in uno slogan elettorale basato su di un falso patriottismo. Dietro questo sottile velo di falso patriottismo, ammantato di “libera impresa”, si nascondevano le forti radici fasciste del dominio delle multinazionali. Iniziava così la più palese frode perpetrata ai danni del popolo americano. Lammont DuPont vestiva il fascismo di un volto sorridente per rassicurare gli americani. Per realizzare questa terribile truffa della libertà vennero impiegate tutte le risorse disponibili, creando un vero e proprio assalto, che continua ancora oggi, ai diritti del popolo americano. Sotto la bandiera di questa nuova inutile dea della “libera impresa” i fascisti americani lanciarono un attacco multiplo su più fronti contro le nostre libertà. Una prima direttrice di questo attacco fu contro il patriottismo, che diventa tale solo se sottoscrive le azioni sfrenate delle multinazionali; un altro fronte fu quello dell'attacco ai sindacati; il terzo, infine, l'attacco lanciato contro il socialismo ed il comunismo. 
Iwo jima

Il lancio, da parte di uno dei più noti fascisti del suo tempo, di questa campagna dimenticata, è un punto imperativo per comprendere il fascismo in America nel primo dopoguerra, perché questa offensiva segna chiaramente l'adozione dell'ideologia fascista da parte della destra negli USA. Prima che le truppe di Eisenhower iniziassero a marciare nell'Africa del Nord e prima che i Marines iniziassero la furiosa e sanguinosa conquista degli atolli, uno dopo l'altro fino al Giappone, in territorio americano infuriava un terzo fronte per i controllo della gente. Tragicamente gli sforzi bellici contro il fascismo vennero rapidamente dimenticati con lo sbriciolamento e la riduzione in cenere del Terzo Reich. Mentre i nostri eserciti vincevano sui campi di battaglia dell'Europa e del Pacifico Meridionale, la battaglia per il controllo degli statunitensi era perduta. 
Così, in America, la nuova dea della “libera impresa” sostituì la democrazia. Invece di essere le corporation a servire l'interesse generale della società è la società stessa che ora è costretta a servire l'interesse delle multinazionali. 
Lo slogan politico di DuPont della "libera impresa" era stato inventato dall'Associazione Nazionale Produttori (NAM), nel corso del 1930, nel tentativo di evitare le connotazioni negative della parola "capitalismo", come quella della colpa della depressione. Nella Costituzione americana non vi è alcun diritto per quanto riguarda la “libera impresa” né la nostra legge fondamentale concede alcun diritto alle corporation. 
I fondatori, che credevano in un'economia basata sui diritti di proprietà, sarebbero stati degli stupidi a consentire al commercio di andare avanti in maniera non regolamentata. Durante la rivoluzione americana un terzo della popolazione era tenuto in condizione servile dalle corporation britanniche per cui, gli Stati dell’Unione, emanarono leggi restrittive nei confronti delle corporation britanniche. Tuttavia il corporativismo senza regole era proprio quello che lo slogan “libera impresa” di DuPont intendeva. 
L'ordine del giorno della “libera impresa”, così come era stato immaginato dalla Lammont&Pont, emerge con chiarezza dal discorso tenuto da DuPont prima di una riunione segreta del Comitato deliberativo della National Manufacturers Association (NAM), il 17 Settembre 1942: 
"Il modo di vedere il problema è questo: ci sono dei denominatori comuni per vincere la guerra e la pace? Se ci sono, allora dobbiamo affrontarli entrambi entro il 1943. Che cosa sono? Per dare il nostro contributo allo sforzo bellico vogliamo la riduzione delle tasse alle corporation, alla fascia di popolazione ad alto reddito e l’ aumento delle tasse sui redditi più bassi, togliendo ai sindacati la possibilità di indicare all'industria come produrre, come trattare con i propri dipendenti o qualsiasi altra cosa, distruggendo tutte le agenzie governative che si distinguono per essere un ostacolo alla “libera impresa”.(1)
DuPont progetta di chiudere qualsiasi agenzia governativa che abbia ostacolato le sue azioni sovversione e di tradimento. È la stessa agenda seguita da Hitler per prendere il potere. Ed ora, nel XXI secolo, è la stessa agenda proposta dai repubblicani e dalla destra. 
Fascisti della Black Legion
I media cominciarono immediatamente a tessere le lodi delle virtù della “libera impresa” ignorando deliberatamente sia come DuPont finanziava gruppi filonazisti come la Liberty League e la Black Legion, sia il suo coinvolgimento nel complotto fascista contro la Casa Bianca di un decennio prima. Questo della “libera impresa”è stato un vero e proprio attacco contro il New Deal e contro un governo responsabile. La tempistica di questa campagna per la “libera impresa” ha coinciso con le elezioni del 1942, che hanno ridotto la maggioranza dei Democratici al Congresso, lasciando, in effetti, il Congresso sotto il controllo dei repubblicani e dei conservatori "Dixiecrats." (2)

Sostenitori dei Dixiecrats 




(1) George Seldes, Fact And Fascism, In Fact Inc., 1943, p.99 
(2) Si tratta di stati democratici di destra che nel 1948 costituirono una fazione segregazionista, che ebbe una breve durata, nel Partito Democratico. La fazione era determinata a proteggere ciò che veniva descritto come il modo di vivere nel sud degli Stati Uniti, assediato da un oppressivo governo federale. I suoi sostenitori assunsero il controllo di diversi stati democratici del Sud. Questi stati nelle mani del Partito Democratico si opponevano all'integrazione razziale, erano cioè segregazionisti e non volevano abrogare la legge Jim Crow sulla supremazia bianca.


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