venerdì 1 gennaio 2016

Il caso di Katyn revisionato

REDAZIONE NOICOMUNISTI

Traduzione di Guido Fontana Ros

A sostegno del saggio pubblicato precedentemente su queste pagine, La versione ufficiale del Massacro di Katyn confutata? di Grover Furr, pubblichiamo un breve articolo che ci illumina, seppur sommariamente, su altri elementi di prova a discolpa della responsabilità dei sovietici cui Furr ha accennato.

TRADUZIONE

FONTE




giovedì 31 dicembre 2015

La critica del feticismo nella matematica di Arnošt Kolman

REDAZIONE NOICOMUNISTI

Traduzione di Davide Spagnoli

Arnošt Kolman (1892-1979) è stato un matematico, filosofo e dirigente comunista ceco. A Praga ha seguito le lezioni di Einstein. In seguito è stato influenzato da Vladimir Lenin mentre lavorava con la di lui moglie Nadezda Krupskaja. In questo articolo, vogliamo esaminare gli argomenti di Kolman contro il positivismo logico che ruotano attorno alla nozione di feticizzazione della matematica. Kolman trae la sua nozione di feticismo dalla concezione di Marx del feticismo delle merci, puntando al fatto che una cosa (un sistema, una struttura, una costruzione logica), oltre la propria reale, ne acquisisce un'altra formale. Feticismo significa un immaginario distacco delle caratteristiche fisiche dalle cose reali, o dai fenomeni da queste stesse cose.

Identifichiamo due principali argomenti di Kolman contro il positivismo logico. Nel primo applica gli argomenti di Lenin contro l'empirismo-critico di Mach e il monismo neutro di Russell. Il secondo argomento di Kolman è che i feticci logici e matematici sono epistemologicamente privati di qualsiasi dimensione storica e dinamica.





Pregate per un inverno mite in Ucraina

REDAZIONE NOICOMUNISTI

Traduzione di Guido Fontana Ros





Auguriamoci un inverno mite in Ucraina. Perché? Leggete questo breve articolo del blogger Dmitri Orlov e lo scoprirete...




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sabato 26 dicembre 2015

Trascrizione del “processo” a porte chiuse di Nicolae ed Elena Ceausescu, dicembre 1989

REDAZIONE NOICOMUNISTI
Traduzione di Guido Fontana Ros






Il 25 dicembre 1989 dopo un processo/farsa venivano fucilati Nicolae ed Elena Ceasescu. La democrazia finalmente "trionfava" anche in Romania e abbiamo tutti visto com'è andata a finire.

Al di là dei latrati, dei grugniti e dei belati dei "sinistri" sul golpe controrivoluzionario in Romania, presentiamo una traduzione di quanto più possibile vicino a una fonte primaria della trascrizione del processo si possa trovare in rete.
Consigliamo, per comprendere pienamente i retroscena del golpe, anche questo eccellente articolo in italiano.






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venerdì 4 dicembre 2015

La Cina di fronte al jihadismo

REDAZIONE NOICOMUNISTI

Traduzione di Guido Fontana Ros

La Cina di fronte al jihadismo

di Augusto Soto

pubblicato il 3/12/2005 su www.strategic-culture.org

Fonte


Pechino ha promesso di agire in seguito alla decapitazione di un cittadino cinese e all'uccisione di tre impiegati di una compagnia cinese di costruzioni in Mali, rivendicata dal gruppo jihadista contiguo ad Al Qaida, Al Mourabitoun. Queste notizie hanno scioccato i cinesi che sono regolarmente colpiti dai radicali uiguri dello Xinjiang che, per anni, hanno portato avanti una sanguinosa insurrezione di bassa intensità contro il dominio di Pechino.

I mussulmani uiguri tipicamente sunniti che parlano un linguaggio della famiglia linguistica turcofona hanno stretti legami con gli altri gruppi uiguri dell'Asia Centrale e godono del sostegno da parte della Turchia che li considera membri di una comunità disseminata fra il Mediterraneo orientale e la Cina.

I recenti sviluppi 

Nel corso degli ultimi anni lo stato islamico (IS) andava reclutando centinaia di uighuri mentre diffondeva propaganda contenente minacce verso la Cina e chiamava alla costituzione di un califfato nella regione autonoma cinese dello Xinjiang. Prima di ciò Al Qaeda aveva menzionato più di una volta le proprie mire espansionistiche nella regione.

Un attacco mortale nella piazza Tienanmen che nel 2013 uccise cinque persone e l'uccisione di 29 nella città del sud ovest di Kunming più un attacco dinamitardo e suicida a Urumqui che fece 31 morti, dimostrano come il paese debba fronteggiare continue minacce. Del resto la storia è molto vecchia. Nel 1990, insurrezioni con armi da fuoco e con il lancio di bombe fecero appello alla jihad per l'espulsione dei cinesi etnici dallo Xinjiang ai fini di instaurare uno stato del Turkestan orientale. Nel 1997 un'altra insurrezione portò a centinaia di vittime nella città cinese di Yining in Asia Centrale e l'insurrezione del 2009, la più sanguinosa nelle ultime decadi, lasciò quasi 200 morti e più di un migliaio di feriti


Agire, ma in quale modo?



A seguito dei recenti attacchi terroristici su larga scala, Pechino promise di intensificare la propria cooperazione nell'antiterrorismo con la comunità internazionale. Ma quanto si può andare lontani?



Primo, fra parecchi fattori, noi dobbiamo prendere in considerazione che, già di suo, il coinvolgimento internazionale delle forze cinesi di fronte al settarismo e al jhadismo coinvolge alcuni fattori complessi. In quanto superpotenza economica, la Cina è vista come uno stato ricco, colmo di danaro per il pagamento di riscatti di potenziali ostaggi, una delle principali fonti di entrate per l'IS e strutture affini. La Cina sta dispiegando infrastrutture, tecnici e operai in giro per il mondo, per cui gli interessi cinesi possono essere colpiti dal terrorismo in crescita.



Secondo, la coordinazione. Pechino sa che, il contenimento e l'eliminazione del violento separatismo dallo Xinjiang ispirato o strettamente legato al terrorismo dei jihadisti della Siria, dell'Irak, dell'Afghanistan e di altri territori, sono impossibili senza una stretta coordinazione o coalizione con la Russia, con i paesi dell'Asia Centrale, dell'Europa, del Medio Oriente e dell'Africa, più gli USA. Del resto la coordinazione con le 2 ultime amministrazioni statunitensi (Bush ed Obama) si è rivelata truffaldina. 


Terzo, così il giudizio empirico e la capacità di manovra sono essenziali. Diversamente dai paesi interdipendenti dell'EU, la Cina, in materia di sicurezza internazionale, ha dimostrato cautela e indipendenza nella politica estera e di difesa. Proprio all'opposto della coalizione a guida USA sorta dopo l'11 settembre che è stata fortemente ideologica e largamente corresponsabile dell'emersione di gruppi internazionali di terroristi e costantemente incapace di combatterli.

Quarto, l'instabilità. A causa delle radici religiose ed etniche dei conflitti, il condurre guerra all'IS o contenere i gruppi separatisti uighuri collegati al jihadismo significa fronteggiare eventi molto fluidi. Per esempio, si pensi all'inspiegabile abbattimento nella settimana scorsa dell'aereo russo che combatteva l'IS da parte di un alleato USA, la Turchia o al precedente confronto con Pechino da parte della Turchia che esprime simpatia per gli uighuri del Xinjiang, in seguito alla peggiore insurrezione degli ultimi decenni nel 2009.

Sfide esistenti ed emergenti per la Cina

Parlando da un punto di vista regionale, lo Xinjiang è un cancello continentale che collega il paese all'Asia Centrale, alla Russia e all'Europa e anche all'Asia del sud ovest, grazie ai megaprogetti infrastrutturali miranti a facilitare le importazioni dall'Africa Orientale e dal Golfo Persico tramite il Pakistan. Più probabilmente il confinante Afghanistan sta sperimentando un profondo vuoto di potere con conseguente aumento ulteriore di conflitti interni e di nuove rivalità, rinforzando così la sua natura endemica di stato fallito con frontiere porose, come è stato dimostrato dal caso dei 22 uighuri catturati in Afghanistan e Pakistan dalle forze USA e spediti a Guantanamo in circostanze misteriose dopo l'11 settembre.







Per di più, per quanto importanti siano le minacce affrontate dalla Cina da parte dei vicini, la Cina è a distanza dalla culla del più pericoloso e recente jihadismo. L'intelligence più vicina a quella regione è in larga misura patrimonio di alcuni paesi arabi e occidentali. Dopo tutto, Bin Laden e i suoi successivi alleati e seguaci nel mondo radicale dell'Asia centrale, tra i quali se ne annoverano nel Medio Oriente alcuni spuntati fuori dal partito Baath di Saddam Hussein (fra cui cui vanno ricercati gli attuali strateghi dell'ISIS) sono stati alleati dei paesi anglosassoni per lungo tempo.



Inoltre con così tanti attori all'opera in Medio Oriente e in Asia Centrale, un coinvolgimento significativo là comporterebbe dei rischi totalmente nuovi con cui questi gruppi e paesi già coinvolti in conflitti in quelle regioni, non avrebbero alcuna familiarità. Si pensi ad esempio alla rete di entità di attivisti e di hackers chiamata Anonymous, una specie di puzzle per ogni potenza ( e nello stesso Occidente). Recentemente una NATO allarmata ha chiesto loro di lasciare la guerra cibernetica ai professionisti in seguito alla loro dichiarazione di guerra all'IS.


Una possibilità per un intelligente stile di combattimento di basso profilo

Al contrario del famoso attacco terroristico del 2004 a Madrid da parte di Al Qaida che influenzò il risultato delle elezioni presidenziali spagnole (che avvennero poche ore dopo), la Cina può rapidamente agire senza alcun rischio per il funzionamento del suo sistema politico. Il 18 novembre, a seguito dell'uccisione di Fan Jinghui in Mali, la polizia militare cinese ha annunciato l'uccisione di 28 persone nello Xinjiang coinvolte all'attacco mortale a una miniera nel mese di settembre.
Inoltre sul piano internazionale, la Cina si atterrà strettamente ai suoi Cinque Principi della Coesistenza pacifica, vale a dire, mutuo rispetto per la sovranità e l'integrità territoriale, mutua non aggressione, non interferenza reciproca negli affari interni, uguaglianza e mutui benefici e coesistenza pacifica che sono stati molto apprezzati per decenni precisamente nei paesi ora colpiti dal terrorismo al di fuori dall'Europa.

Per le questioni attinenti la sicurezza, Pechino ha marcato un progresso significativo nel coordinamento internazionale sotto l'ombrello della rete di difesa e di antiterrorismo della Shangai Cooperation Organization (SCO) (con annesse esercitazioni militari in Asia Centrale e nella regione degli Urali) e nel contesto dei legami militari russo-cinesi svolgendo manovre navali nel Mediterraneo.

Inoltre Pechino sa che la prevenzione di stragi di civili e la distruzione di infrastrutture critiche sono elementi chiave dei campi di battaglia. Attualmente uno sforzo significativo nella soppressione del jihadismo deve basarsi sulla preparazione per un combattimento intelligente, naturalmente imperniato nel contesto SCO e nel coordinamento con l'Interpol, come sta avvenendo. Qualche giorno fa, a Siviglia, in Spagna, si è tenuto un incontro internazionale con la partecipazione della Cina, dedicato a come colpire le reti dei terroristi all'estero e le loro rotte di spostamento. La Cina sta fornendo dei robot alle proprie forze antiterrorismo. 

Il prossimo vertice del G20 a Hangzhou, in Cina, nel 2016, metterà il terrorismo in cima all'agenda. A quel punto probabilmente i leader cinesi si sentiranno ugualmente a loro agio nel discutere come combattere contro l'IS e a contribuire a risolvere le crisi esplosive nel Medio Oriente, nonché ad affrontare il fallimento cronico dell'Afghanistan. Naturalmente proprio come fanno ora affrontando il cambiamento climatico e la proliferazione nel contesto di un mondo multipolare. A livello internazionale le forze di difesa e dell'antiterrorismo della Cina presumibilmente aumenteranno le capacità di intelligence riguardo alle azioni jihadiste, pur concentrandosi sulla primissima base militare cinese all'estero, di recente annuncio, a Gibuti in Africa orientale, vicino ad alcune delle regioni più instabili del mondo.

venerdì 6 novembre 2015

Cambiamenti nella DPR e nella LPR

REDAZIONE NOICOMUNISTI

Traduzione di Guido Fontana Ros

Sono in arrivo grossi cambiamenti per quanto riguarda l'atteggiamento del governo russo nei confronti delle 2 Repubbliche Popolari del Donbass. Magari saremo smentiti dallo sviluppo degli eventi, ma abbiamo la forte sensazione che il Donbass sarà integrato in un qualche modo nella Federazione Russa e due eventi puntano in questa direzione: la concessione del passaporto russo ai residenti nella Novorussia e quello che viene detto nell'articolo seguente.


Cambiamenti nella DPR e LPR




Per quanto riguarda le informazioni di ieri provenienti da Zot'ev che Surkov possa essere rimosso dal Donbass. Per quanto attiene del repulisti dei “curatori”, si confermano le informazioni.

Zhuchkovsky:
Oggi tutti gli “incaricati” nelle Repubbliche Popolari sono stati licenziati. Non ho ancora notizie precise su Surkov (anche se ci sono rapporti da parte ucraina che dicono che sia stato rimosso), ma tutti gli esecutori e "supervisori" sono stati estromessi dai giochi. Vediamo se arriveranno nuovi personaggi e chi saranno. Secondo alcuni rapporti, la supervisione passa all’ “ufficio” [il FSB].  Come è avvenuto in primavera e all'inizio dell'estate del 2014. In generale, la prossima riformattazione della politica russa nel Donbass è iniziata. Alcune persone credono che questo possa essere dovuto a una possibile escalation del conflitto con l'Ucraina, altri parlano di un’escalation della lotta contro i bilanci sempre più magri della Federazione Russa.

In realtà, oltre a Zhuchkovsky, questa informazione è stata confermata da mie fonti nella DPR e nella LPR con le quali ho discusso l'argomento ieri e oggi. È stato inoltre confermato da Donetsk che le persone responsabili dello “sviluppo ideologico” nella repubblica hanno lasciato la DPR. In realtà lo stesso vale per un certo numero di persone coinvolte nella curatela delle questioni economiche e il rimpasto di Lugansk è associato al caso Lyamin & Co. (se ho capito bene, Lyamin ha rilasciato un’interessante testimonianza al MSS *), quindi questo scandalo di corruzione ha avuto veramente un’eco a Mosca. In generale, c'è una riformattazione piuttosto pesante degli “organi di controllo”. Per quanto riguarda Surkov stesso, non vi è al 100% la prova che sia stato rimosso; alcuni dicono che è stato licenziato, altri che non lo sia stato. Ma, incredibilmente, tre persone molto diverse fra loro che difficilmente sono in qualche modo collegate fanno il nome di Kozak come la persona a cui è probabile che sia affidata la responsabilità delle questioni economiche della DPR e della LPR. Un'opzione possibile è che Kozak, o qualche altra persona a cui la responsabilità per l'economia deve essere affidata, opererà in parallelo con Surkov, che continuerà a seguire il “processo di Minsk”. Vedremo se è vero. In ogni caso, grandi cambiamenti sono in corso. Diventeranno chiare le posizioni per cui vi è una volontà di rafforzamento o indebolimento nel quadro dei nuovi schemi in campo  per i supervisori della DPR e della LPR, dal momento che alcuni se ne vanno e ne arrivano altri. La reazione della cerchia ristretta di Surkov circa i problemi per il loro "capo" era piuttosto indicativa, ma non eccezionale.

* Ministero della Sicurezza dello Stato (MGB in russo)

Questo articolo può anche essere letto qui


giovedì 5 novembre 2015

La Grande Congiura contro la Russia

REDAZIONE NOICOMUNISTI


Pubblichiamo una versione in PDF dell'ottimo libro La Grande Congiura contro la Russia di Michael Sayers e Albert E. Kahn basata sull'edizione digitale realizzata dai compagni del Forum Scintilla Rossa.