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domenica 12 ottobre 2014

Come Israele aiutò la creazione di Hamas

REDAZIONE NOICOMUNISTI


TRADUZIONE DI GUIDO FONTANA ROS



In questi giorni stiamo assistendo ai massacri compiuti dall'ISIS, esercito di tagliagole islamici costruito con il danaro saudita ed addestrato e rifornito dagli USA e dalla Gran Bretagna. Lo scopo era quello di continuare la destabilizzazione della Siria ed eventualmente di smembrare l'Iraq al fine di strappare alcune zone petrolifere sia alla Siria che all'Iraq. 
La "creatura" alfine si sta rivolgendo contro i "creatori". Storia purtroppo già vista in passato, in Afghanistan contro l'URSS e in Israele per quanto riguarda Hamas.
Sì per quanto possa sembrare strano, quello che sembra essere il più irriducibile avversario di Israele, Hamas, venne covato amorevolmente da Israele per oltre 20 anni a partire dalla fine della Guerra dei 6 Giorni del 1967.
Stupidità? Miope calcolo opportunistico? Oppure volontà di creare una situazione di guerra permanente che permetta alle industrie belliche di guadagnare senza sosta e alle destre di restare in sella per un tempo indefinito?
Abbiamo tradotto 2 articoli di giornalisti che certamente non sono dalla nostra parte; sono anticomunisti e hanno simpatie per Israele ma sostengono la tesi che Israele ha attivamente favorito Hamas. Quindi se lo dicono loro...
Il primo articolo linkato proviene dal Washington Post ed è di questi giorni, il secondo invece è del 2009 e fu pubblicato sul Wall Street Journal.

mercoledì 9 luglio 2014

Per quanto tempo può ancora attendere Putin?

REDAZIONE NOICOMUNISTI

Traduzione di Guido Fontana Ros



In Italia siamo veramente gli ultimi dei servi dei servi dell'imperialismo USA. La grave crisi ucraina, ormai sfociata in un cruento conflitto con conseguente grave crisi umanitaria non trova che scarsa copertura mediatica degli organi di informazione nazionale e il silenzio pressoché totale della nostra classe politica. Ogni tanto qualche fuggevole accenno condito dalle solite banalità pseudoumanitarie e poi tutti zitti e allineati alla propaganda USA.
Negli USA tuttavia, nonostante il clamore assordante delle propaganda imperialista e guerrafondaia, cominciano a levarsi le voci di chi dissente dalla politica di fine impero di Barack Obama. Spesso coloro che dissentono non sono dei radicali di sinistra, dei contestatori ma fanno parte dell'establishmenti USA. E' il caso di Paul Craig Roberts, giornalista del prestigioso Wall Street Journal, di cui presentiamo un breve articolo in PDF.

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