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mercoledì 16 novembre 2016

Inizio della crociata contro i liberali in Russia

REDAZIONE NOICOMUNISTI

FONTE

Traduzione di Guido Fontana Ros



Facendo seguito all'arresto del ministro dell'Economia russa Alexeï Oulioukaïev, Katehon pubblica un'analisi di alcuni intellettuali ed economisti russi

Alexandr Dugin, filosofo:
"Questo tizio è un pilastro del liberalismo in Russia come quasi tutto il blocco economico del governo. Parimenti al risultato elettorale di Moldavia e Bulgaria siamo di fronte a un nuova caso dell'effetto Trump. La rete globale dei liberali viene scardinata dall'interno. Grosso modo è tutta roba loro quella che finora è crollata. Putin ha del tutto ragione ad agire impetuosamente mentre una finestra di opportunità si è aperta. La sesta colonna di cui rappresentante è M. Oulioukaïev, si reggeva in piedi solo grazie all'enorme pressione dei liberal-globalisti che erano al potere negli USA. Ora questo non ha più alcun senso. Ecco perché non c'è più alcun ostacolo per portare a termine le riforme patriottiche lanciate da Putin 16 anni fa. Per di più, se Putin non distruggesse ora la sesta colonna, la sua legittimazione sarebbe compromessa. Questo si spiega con il fatto che, nella Russia attuale, la politica interna diventi molto importante. Ci sono degli enormi problemi. Questo deve essere l'inizio. I pretesti per mettere in galera quasi tutta la sesta colonna sono a portata di mano. nessuno dubita che non siano altro che sporchi criminali. Quello che è importante è: 'Oulioukaïev non è altro che la prima rondine a dimostrare l'azione dell'effetto Trump nella politica interna (sic!) della Russia. Tra poco la sesta colonna sarà messa alla porta! Quale sarà il passo successivo?"
Mikhaïl Khazin, economista:
"Dal punto di vista della sua posizione personale all'interno della squadra liberale, fino a poco fa, l'arresto di Alexeï Oulioukaïev era fuori questione, qualunque fossero le dimensioni della sua corruzione. Vale a dire che  Oulioukaïev era intoccabile perché faceva parte di un gruppo elitario. tuttavia vi era del materiale per lui compromettente a partire dal 1992 quando lavorava nel governo di Gaidar. 
Il suo arresto è il risultato di cambiamenti radicali nel sistema politico mondiale. E' il risultato della vittoria di Trump. La squadra dei liberali era protetta dai finanzieri internazionali  che a a loro volta hanno subito una schiacciante disfatta in questa tornata elettorale. Proprio per questa ragione è stato possibile arrestare i membri della squadra di Oulioukaïev. 
Tuttavia anche un nuovo capo al ministero dello Sviluppo economico non sarà i grado di ristabilire la situazione. Non potrà farlo in quanto la politica economica continua ad essere sotto il controllo della squadra liberale. Non bisogna aspettarsi grandi cambiamenti prima della destituzione di tutta la squadra liberale"

Mikhaïl Deliaguin, politico, economista:
"M. Oulioukaïev  ha scelto il momento "migliore" per estorcere del danaro alla Rosneft: come io capisco non è stato preso con le mani nel sacco. Normalmente in casi simili le persone sono condannate all'arresto. In secondo luogo penso che questo caso sia legato al cambio di governo a Washington.  Il clan liberale russo che si è formato all'epoca di Bill Clinton e in gran parte grazie a gente di Clinton ha proprio perso la sua protezione politica. Se questo fosse successo, diciamo, il 7 novembre , molto probabilmente avremo potuto essere testimoni non solo dell'isteria di tutta la comunità liberale e dei suoi lacchè, ma anche di sanzioni da parte delle Nazioni Unite. Avremmo potuto vedere una nuova lista 'Oulioukaïev' in aggiunta alla lista 'Magnitski' ecc, ma ora questo non accadrà più. Vale a dire che queste persone non godono più di alcuna protezione politica.
Il problema non risiede solo nella personalità di di Oulioukaïev ma interamente in tutto il clan liberale. Noi abbiamo avuto solo un ministro dell'Economia del tutto onesto: M. Beloussov. Lo conoscevo e non ho mai avuto dubbi sulla sua personalità. D'altra parte con lui il ministero dello Sviluppo aveva fatto le stesse cose dell'attuale. La più importante è la vera funzione di questo organo. Se assicurasse lo sviluppo, sarebbe una cosa, ma nel caso dove nascondesse la distruzione del paese attraverso una politica liberale com'era il caso degli anni '90, sarebbe una struttura del tutto diversa.  un ministro dell'Economia onesto potrebbe far abbassare il livello di corruzione, è vero, ma non potrebbe rendere l'economia efficiente quando il blocco socio-economico del governo e la banca centrale continuino la politica degli anni '90. 
Uno stato ibrido si è formato in Russia negli ultimi anni. Nonostante la politica estera e quella interna siano in gran parte abbastanza patriottiche, la politica socio-economica segue l'orientamento verso il tradimento nazionale. Per quel che concerne il ministro delle Finanze Anton Silouanov e il capo della Banca Centrale della Russia Elvira Nabioullina, penso che tutto sia possibile in quanto il margine di fiducia possa ben presto essere sbriciolato"

sabato 13 agosto 2016

La debolezza della Russia è la sua politica economica

REDAZIONE NOICOMUNISTI

Di Paul Craig Roberts e Michael Hudson

FONTE

Traduzione di Guido Fontana Ros



11 agosto 2016

Da "Information Clearing House" 


Secondo vari resoconti  il governo russo sta riconsiderando la politica neoliberale che ha funzionato così male dal collasso dell?unione Sovietica. Se la Russia avesse adottato una politica economica intelligente, l'economia russa sarebbe molto al di là del punto in cui si trova adesso. Avrebbe evitato la fuga di capitali all'ovest, potendo contare sull'autofinanziamento.

Washington, comunque, si è avvantaggiato dell'ingenuo, credulone e demoralizzato governo russo che guardava a Washington per essere guidato nell'era post sovietica. I russi pensavano che la rivalità fra i due paesi fosse finita con il collasso sovietico e ponevano fiducia nei consigli americani su come modernizzare l'economia russa con le migliori idee occidentali. Invece, Washington abusava di questa fiducia per far gravare sulla Russia una politica economica che le strappasse i beni economici russi per trasferirli nelle mani degli stranieri. Imbrogliando la Russia, facendogli accettare i capitali esteri ed esponendo il rublo alla speculazione valutaria, Washington si assicura che gli USA possano destabilizzare la Russia per mezzo della fuga dei capitali e degli attacchi al valore del rublo. Solamente un governo non familiare con le mire neoconservative, egemoniche e mondialiste degli USA, poteva esporre il suo sistema economico a una manipolazione straniera di tale portata.

Le sanzioni che Washington ha imposto, e che ha forzato l'Europa ad imporre, nei confronti della Russia, mostrano come l'economia neoliberale agisca contro questo paese. La scelta politica di alti tassi d'interesse e l'austerità ha affondato inutilmente l'economia russa. Il rublo è stato demolito dalla fuga dei capitali, con il risultato che la banca centrale russa dalla politica neoliberale sperpera le riserve valutarie russe nello sforzo di sostenere il rublo, sostenendo invece l'attuale fuga di capitali.

Perfino Vladimir Putin trova attraente la nozione romantica di un'economia globale a cui ogni paese abbia accesso su base egualitaria, ma i problemi risultanti dalla politica neoliberale lo hanno costretto a intraprendere una svolta col sostituire l'importazione [ndt: con la produzione interna dei beni necessari] per rendere l'economia russa meno dipendente dalle importazioni. Questo ha fatto comprendere a Putin che, se si ha un piede nell'ordine economico dell'occidente, vi è la necessità di avere l'altro nell'ordine in costruzione di Cina, India e dell'ex Repubbliche Sovietiche dell'Asia centrale.

Le ricette economiche neoliberali prescrivono una politica di dipendenza che si basa su crediti stranieri e investimenti dall'estero. Questa politica crea una situazione di debito riguardo alla valuta e l'appropriazione da parte i stranieri dei profitti realizzati in Russia. Queste sono vulnerabilità per una nazione dichiarata da Washington essere una "minaccia esistenziale agli USA".

La struttura economica istituita da Washington per la Russia è neoliberale. Il capo della banca centrale Elvira Nabiullina, il ministro dello Sviluppo economico Alexei Ulyukayev e gli ex ministri delle Finanze  Anton Siluanov e Alexei Kudrin sono dei dottrinari neoliberali. Questa compagnia vuole confrontarsi con il deficit di bilancio per mezzo della vendita dei beni pubblici agli stranieri. Se questa politica fosse attualmente perseguita, darebbe a Washington ancora più controllo sull'economia della Russia.

All'opposto di questa collezioni di "economisti spazzatura" si leva Sergey Glaziev. Si dice che Boris Titov e Andrei Klepach siano suoi alleati.  

Questo gruppo comprende che le politiche neoliberali rendono l'economia della Russia suscettibile alla destabilizzazione da parte di Washington qualora gli USA vogliano punire il governo russo che non seguisse Washington in politica estera. Il loro scopo consiste nella promozione di una Russia autosufficiente affinché siano protette la sovranità nazionale e la capacità governativa di perseguire in Russia gli interessi nazionali in luogo di essere soggiogati a quelli di Washington. Il modello neoliberale non è un modello di sviluppo, è proprio solo un modello per ricavare profitti. Gli americani hanno plasmato questo modello nel caso della Russia, facendone la "portatrice di acqua e di legna", in questo caso di petrolio, gas, platino e diamanti.

L'autosufficienza significa non dipendere dalle importazioni, dal capitale estero per investimenti che possono essere finanziati dalla banca centrale russa. Significa anche che parti strategiche dell'economia rimangano in mani pubbliche, non private. I servizi delle infrastrutture di base devono essere fornite all'economia al costo, su una base sussidiata o libera, non concessi a proprietari stranieri che ne estraggano profitti in regime di monopolio. Glaziev vuole anche che il valore del rublo sia stabilito dalla banca centrale e non dalle speculazione del mercato valutario.

Gli economisti neoliberali non vogliono riconoscere che lo sviluppo economico di una nazione dotata di risorse naturali come la Russia possa essere finanziato dalla banca centrale che crea la moneta richiesta per intraprendere i progetti. Essi pretendono che questo generi inflazione. I neoliberali negano il fatto riconosciuto da lungo tempo, che in termini di massa monetaria, non fa differenza da dove proviene il denaro, sia che provenga dalla banca centrale, sia che provenga dalle banche private che creano denaro facendo prestiti o arrivi dall'estero. la differenza consiste nel fatto che, se il denaro arriva dalle banche private o dall'estero, devono essere pagati interessi alle banche e i profitti devono essere divisi con gli investitori esteri che finiranno per avere sempre più maggiore presa sull'economia.

In apparenza, i neoliberali della Russia sono insensibili alla minaccia che, Washington insieme ai suoi vassalli europei, pone allo stato russo. Sulla base di menzogne Washington ha imposte le sanzioni contro la Russia. Questa demonizzazione politica si fonda su basi fittizie come la propaganda economica neoliberale.  Sulle basi di queste bugie, Washington sta disseminando i confini e le acque russe di basi militari e di missili. Washington cerca di rovesciare i governi degli stati russi ex sovietici per installarne altri, ostili alla Russia, come nel caso di Ucraina e Georgia. La Russia viene continuamente demonizzata da Washington e dalla NATO. Washington ha perfino politicizzato i giochi olimpici e impedito la partecipazione a molti atleti russi. 

Nonostante questi atti apertamente ostili verso la Russia, i neoliberali russi ancora credono che le politiche economiche a cui spinge Washingotn siano nell'interesse della Russia e non siano intese ad assumere il controllo della sua economia. Agganciare il destino della Russia all'egemonia occidentale in queste condizioni potrebbe distruggere la sovranità russa.

Gli autori

Il dr. Paul Craig Roberts fu Assistant Secretary of the Treasury for Economic Policy ed è collaboratore del Wall Street Journal. Ha scritto per Business Week, Scripps Howard News Service e Creators Syndicate. Ha un notevole curriculum universitario. I suoi articoli su internet hanno attirato l'interesse di un largo pubblico mondiale. Gli ultimi libri di Roberts sono  The Failure of Laissez Faire Capitalism and Economic Dissolution of the West, How America Was Lost e The Neoconservative Threat to World Order.


Michael Hudson è un ricercatore in economia  alla University of Missouri di Kansas City e ricercatore associato presso  il Levy Economics Institute of Bard College