Visualizzazione post con etichetta Russia. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Russia. Mostra tutti i post

sabato 30 marzo 2019

Il ministro degli Esteri della Federazione Russa a San Marino


Testo dell'introduzione e traduzione dal russo

 di Davide Spagnoli





Pochi media hanno dato spazio alla notizia della visita ufficiale che il Ministro degli Esteri della Federazione russa, Sergey Viktorovich Lavrov, ha compiuto il 21 marzo scorso nella Repubblica di San Marino.
Secondo RTV San Marino:
«A completare il quadro di una visita storica, la composizione della delegazione russa, numerosa e di altissimo livello. Ad accompagnare Lavrov anche il Vice Ministro, l'Ambasciatore Razov e il Direttore del Dipartimento Stampa del Ministero degli Esteri. Senza dimenticare i membri dello staff, la sicurezza, una decina di giornalisti, due operatori e altrettanti fotografi pronti a raccontare – in diretta streaming– i momenti salienti a Palazzo Begni.».
Dunque si è trattato di una visita molto importante tanto per la Repubblica di San Marino quanto per la Federazione russa.
Ma è sul contenuto dei colloqui e del memorandum firmato dalle parti che i media italiani si chiudono in un riserbo che, invece, non è presente nelle fonti russe.
Da un lungo, interessante e documentato servizio dell’agenzia russa TASS, oggetto della traduzione che presentiamo, apprendiamo che:
«[…] accordi per ampliare la cooperazione finanziaria ed economica, nonché i legami nel settore dell'agricoltura e del turismo. Lavrov ha dichiarato che durante l'incontro hanno anche discusso le prospettive di contatti tra la banca centrale di Russia e San Marino. Secondo Lavrov, il Ministero delle Finanze russo ha una serie di questioni che vorrebbe chiarire con i colleghi sammarinesi «prima di accordarsi su una cooperazione su larga scala senza alcuna restrizione». Il capo della sezione diplomatica ha espresso la speranza che la ricerca di una soluzione non richieda troppo tempo.».
A cosa mirano gli "accordi per ampliare la cooperazione finanziaria ed economica, nonché i legami nel settore dell'agricoltura e del turismo"?
La cooperazione finanziaria ed economica, stante l’impossibilità per San Marino di essere un paradiso fiscale, mira quindi a ben altro che al momento non è dato conoscere. Molto interessante il passaggio che recita:

«Lavrov ha dichiarato che durante l'incontro hanno anche discusso le prospettive di contatti tra la banca centrale di Russia e San Marino.  Secondo Lavrov, il Ministero delle Finanze russo ha una serie di questioni che vorrebbe chiarire con i colleghi sammarinesi "prima di accordarsi su una cooperazione su larga scala senza alcuna restrizione.  Il capo della sezione diplomatica ha espresso la speranza che la ricerca di una soluzione non richieda troppo tempo", e che, peraltro, infittisce ancora di più il mistero. Estremamente interessanti gli "accordi per ampliare la cooperazione finanziaria ed economica, nonché i legami nel settore dell'agricoltura e del turismo".».

La parte riguardante il turismo si spiega da sola, ma la parte riguardante l’agricoltura merita una spiegazione più approfondita.

In Russia il Partito comunista della Federazione russa (KPRF) è molto forte e, grazie a errori di Putin come quello dell’intervento per l’innalzamento dell’età pensionabile ma non solo, sta crescendo molto rapidamente e conquistando sempre più amministrazioni regionali e locali. Uno dei punti di forza del KPRF è il sovkhoz Lenin, guidato da Pavel Grudinin, candidato alle presidenziali per i comunisti, che, grazie alle sanzioni dell’occidente, ha realizzato profitti impensabili solo qualche anno fa, che sono stati interamente reinvestiti nel sovkhoz per migliorare il tenore di vita dei soci e dei lavoratori: per esempio il salario pagato dalla Lenin è il triplo di quello normalmente pagato da aziende simili. Insomma un’isola di socialismo nel quasi capitalismo della Russia odierna. Un’isola che funziona molto bene e il cui esempio si sta espandendo in tutto il territorio della federazione. In ballo cioè ci sono due visioni molto diverse del futuro della nazione che ha la supremazia militare mondiale, i comunisti che indicano come soluzione il socialismo – che raccoglie sempre più consensi soprattutto tra i millenial – e Putin che intende costruire un modello rivisitando la NEP di Lenin trasformandolo in un modello sempre più vicino a quello scandinavo con settori strategici nazionalizzati, un maggiore attenzione al welfare, ma fuori dall’ottica del socialismo. E visto che i consensi verso il KPRF sono in grande ascesa, a questo punto Grudinin e il suo sovkhoz Lenin diventano un avversario temibile. Da qui una campagna di denigrazione personale contro Grudinin e la ricerca di alternative per i prodotti agricoli da fornire ai consumatori russi in modo da far seccare la fonte dell’esperimento di successo dei comunisti.
E qui le produzioni agricole della Romagna diventano strategiche se si tiene conto del fatto che il volo in tre ore di volo da Rimini si raggiunge Mosca.
Questo implica una prospettiva economica molto favorevole per la Romagna.
Vedremo in futuro cosa accadrà.
Per ora prendiamo atto dell’enorme attenzione della Russia nei nostri confronti.
Buona lettura.


martedì 19 marzo 2019

Incontro con il pubblico proveniente dalla Repubblica francese


Traduzione di Davide Spagnoli





Durante la sua visita in Crimea, Vladimir Putin ha incontrato il pubblico della Repubblica francese.

18 marzo 2019 16:45

Simferopol

Presidente della Russia Vladimir Putin:  Signore e signori, amici.  Permettetemi di porgervi un cordiale benvenuto in Russia, in Crimea.  So che questa non è la vostra prima visita, e sono molto lieto di vedere amici che vogliono che si sviluppino relazioni tra la Russia e l'Europa nel suo complesso e la Russia e la Francia in particolare.

Molti di voi sono coinvolti in attività politiche e alcuni di voi stanno continuando questo lavoro.  So che molti di voi vogliono tornare alla politica e intendono candidarsi alle elezioni degli organi rappresentativi a diversi livelli.  Spero che voi e coloro che in Europa, che la pensano allo stesso modo, farete tutto il possibile per ripristinare le normali relazioni tra la Russia e l'Unione europea e tra Russia e Francia.

Come potete vedere, abbiamo molti amici in Europa e molti amici in Francia che, come voi, sono motivati a sviluppare legami bilaterali che interessano tutti i cittadini della Francia, dell'Europa in generale e della Russia.  Siamo interessati a questo perché ci sosteniamo attivamente a vicenda nell'economia e nella politica globale e, soprattutto, siamo legati dalla storia comune delle nostre nazioni.  Le nostre relazioni sono state diverse in epoche diverse, ma il mondo moderno e le attuali tendenze di sviluppo richiedono di unire i nostri sforzi per raggiungere un risultato comune, un successo comune.

Abbiamo molti amici in Europa, e in Francia in particolare, che la pensano come voi, e lo so benissimo.  Faremo tutto il possibile per sviluppare relazioni con i nostri amici in Francia e in tutta Europa.

Non voglio trattenervi a lungo.  Sono venuto solo per darvi il benvenuto e vi faccio i migliori auguri.

lunedì 11 febbraio 2019

Cosa sta succedendo in Russia?


Di Davide Spagnoli




Penso che la cosa migliore per la presentazione di questi materiali sia lasciare la parola al traduttore dal russo: il compagno Davide Spagnoli. Questo è il testo della mail di accompagnamento all’invio degli 11 file. In calce alla sintetica descrizione di ogni file troverete il link per leggerne la traduzione:

Il senso di queste traduzioni non è solo dare conto di quanto sta accadendo in Russia, ma è anche quello di cercare di dimostrare che la politica di Putin è spesso determinata dal PCFR nel senso che Putin cerca di scavalcare a sinistra il Partito Comunista per fargli sfondare delle porte aperte. Un esempio è la “Legge sulla pianificazione strategica” – che non trovi tra le traduzioni perché è lunga 55 pagine in A4 e mi ci vorrà ancora un po’ di tempo, e sarà la traduzione 00 – fortemente voluta dai comunisti sulla quale Putin ha messo il cappello. Ma di esempi ce ne sono molti altri. 
Inizio con il Programma del PCFR (ti accludo anche il logo del Programma che ho scaricato dal sito del Partito) che mi sembra piuttosto interessante anche su alcuni punti ideologici avrei qualcosa da ridire, quando cioè loro dicono che con il socialismo finirà lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo; ma mi sembra un gran bel programma e certamente non di nostalgici ma di gente proiettata nel futuro. Il Programma del Partito non porta data… 
Programma del PCF 
Proseguo con un interessante articolo del 2016 di un ebreo anticomunista – Khaldei – che spiega dettagliando e documentando perché Putin non può fare nulla di diverso che costruire il socialismo, di quale tipo – sovietico o svedese, ne discutono su twitter gli analisti russi – si vedrà.
Putin sta costruendo il socialismo 
il terzo articolo, sempre di un anticomunista, pubblicato anno scorso continua ancora sulla falsariga del socialismo in costruzione in Russia.
In Russia si sta costruendo una nuova versione del socialismo
Il quarto articolo riguarda il dato statistico del Levada Center – agenzia statistica russa – che proprio recentemente ha certificato come il 66% dei russi vuole il ritorno all’URSS e al socialismo.
I russi vogliono il socialismo
Il quinto articolo spiega, naturalmente da un punto di vista anticomunista, perché Putin è per la socializzazione – capitalismo monopolistico di Stato – e non per il socialismo.
Perché Putin è per la socializzazione e non per il socialismo 
Nel sesto articolo Yuri Afonin, dirigente del PCFR, spiega perché i russi vogliono il ritorno al socialismo.
Yuri Afonin
Nel settimo pezzo Zyuganov celebra l’invio del 76° convoglio umanitario in Donbass da parte del PCFR. Naturalmente Zyuganov tratta anche molti altri temi di politica estera e interna, ponendo l’accento sul contropotere economico che i comunisti russi stanno già costituendo in Russia, e il Sovkhoz Lenin ne è un esempio, e di come il punto di forza dei comunisti russi sia oggi l’agricoltura e l’industria agro-alimentare.
Zyuganov, aiuti al Donbass
Verso il Natale dell’anno scorso Putin e Zyuganov hanno avuto un incontro ufficiale; oltre al resoconto stenografico di una parte di quello che si sono detti che si trova nella traduzione n° 8,
Incontro Putin/Zyuganov
nella traduzione n° 9 sono tradotti i 10 punti del PCFR che Zyuganov ha presentato a Putin durante l’incontro.
10 punti del PCFR
La decima traduzione riguarda un incontro di Putin con gli oligarchi avvenuto dopo l’incontro con Zyuganov e se ci fai caso nelle parole di Putin si legge chiaramente il segno lasciato da quanto aveva illustrato Zyuganov in precedenza.
Putin/oligarchi
L’ultima traduzione, la n°11 riguarda la richiesta di Putin per una nuova alleanza economica.
Nuova alleanza economica 
Lo so, il tutto è abbastanza lungo ma credo non ci sia altra maniera per cercare di capire costa sta avvenendo in Russia.



domenica 27 gennaio 2019

Un monumento a un vero patriota?

A cura di Danila Cucurnia





Vladimir Putin ha inaugurato martedì 11 dicembre a Mosca una statua di Aleksandr Solzhenitsyn, nel giorno in cui ricorre il centenario della nascita dello scrittore Premio Nobel per la letteratura nel 1970. Il monumento, creato dallo scultore Andrei Kovalchuk, si trova nel quartiere Taganka, nel centro della capitale russa. Il presidente russo ha parlato del dissidente morto a Mosca nel 2008 come di un «vero patriota». Dopo l’espulsione dall’Urss nel 1974, lo scrittore si stabilì — in esilio — nel Vermont fino al 1994, quando fece ritorno in Russia. «Non consentiva a nessuno di parlare male o con sufficienza della sua madrepatria. Si ergeva contro qualsiasi forma di russofobia», ha sottolineato Putin. Il presidente ha poi ricordato che lo scrittore aveva denunciato nel regime comunista «un sistema totalitario che provocava sofferenza e reali difficoltà a milioni di persone».«La cosa più importante è che la voce di Solzhenitsyn continui a risuonare, che i suoi pensieri e le sue idee risuonino nei cuori e nelle menti della gente», ha aggiunto Putin. Fra gli ospiti alla cerimonia anche la vedova dello scrittore, Natalya.
Si rimane piuttosto stupiti, sempre che abbia effettivamente detto così,  a sentire Putin tessere un elogio così sperticato a Solzhenitsyn, soprattutto definendolo un "vero patriota". 

Infatti sono note le sue posizioni non solo anticomuniste ma anche antirusse, quando in diverse occasioni si doleva della sconfitta dei nazisti al tempo della Grande Guerra Patriottica o riversava fango sui combattenti sovietici.

Si può leggere a questo link la lettera del maresciallo Chujkov, il difensore di Stalingrado, a Solzhenitsyn in occasione della pubblicazione di Arcipelago Gulag:


L'esempio di come la menzogna, divulgata e perpetrata per anni, possa diventare verità storica, è l'esaltazione di Solzhenitsyn (vedi saggio del Compagno Luca Baldelli https://noicomunisti.wordpress.com/category/e-le-foibe/page/11/ ). Commemorato a destra e a manca (dove "manca" sta per "sinistra mancante di comunismo"), viene onorato come un salvatore della patria, da chi si indigna perché non viene ricordato a dovere. Contrariamente a ciò che vogliono farci credere, in Russia si ricordano molto bene di lui e, a quanto pare, non è un personaggio amato; lo dimostrano le contestazioni e le manifestazioni dei molti cittadini che, alla vigilia dell'inaugurazione del monumento per il centenario della nascita dello scrittore, chiedevano di annullare la cerimonia. 



Vedi qui


e qui 



Perché le proteste sono buone: 


Interessante articolo: 


Lo dimostrano inoltre i tanti commenti all'articolo pubblicato su un sito russo di Stavropol, città natia di Solzhenitsyn, che narra come il Presidente Putin inauguri il monumento, parlando del Premio Nobel per la letteratura (1970), come di un "vero patriota". (foto da tweet.net) 







I COMMENTI: 

Fu un vero traditore del suo popolo, oltre che un oscurantista devastato mentale: perciò ebbe successo presso gli sporchi yankee, e per questo gli tributarono uno di quei premi Nobel che non si rifiutano mai alle peggiori canaglie, anzi spesso sono riservati proprio a loro: che sia per la letteratura, la pace o l'economia.

Gli hanno messo subito al collo un cartello con scritto: " traditore"?
SU FACEBOOK: 



RICERCA PER IMMAGINI DEI SITI RUSSI CHE DOCUMENTANO LE PROTESTE:











venerdì 18 gennaio 2019

Ampia intervista a Putin in Serbia


Traduzione a cura di Davide Spagnoli


Presentiamo la prima traduzione in italiano dell'intervista rilasciata da Putin dopo la recentissima visita in Serbia.

Naturalmente questa importante visita è passata "casualmente" quasi inosservata da parte dei media occidentali o trattata quasi come una provocazione, come se i Balcani fossero riserva di caccia dell'azione guerrafondaia e disgregatrice della NATO.

Anche in questo caso bad news for western good boys.



mercoledì 9 gennaio 2019

I senatori statunitensi ammettono che per gli Stati Uniti e l'UE l'Ucraina è un «problema incontrollabile»

Traduzione di Davide Spagnoli




I senatori statunitensi ammettono che per gli Stati Uniti e l'UE l'Ucraina è un «problema incontrollabile»

di Paul Antonopoulos il 6 gennaio 2019



Secondo l'International Policy Digest, negli Stati Uniti c'è stato un incontro tra senatori repubblicani e rappresentanti di varie organizzazioni civili ucraine, dopo che i legislatori hanno fortemente criticato la politica dell'Ucraina.

Soprattutto, i senatori hanno detto che l'Ucraina è diventata un paese incontrollabile per gli Stati Uniti e l'Unione europea.
I politici statunitensi hanno sottolineato che le autorità ucraine seguono una politica economica estremamente improduttiva.
Secondo loro, le istituzioni finanziarie internazionali contribuiscono con miliardi di dollari all'Ucraina, tuttavia, la corruzione frenetica e le sterili spese per il conflitto interno del Donbass, rendono superflui gli sforzi internazionali.  Questo porta anche alla graduale riduzione del PIL del paese, registrata negli ultimi anni, e alla massiccia emigrazione degli ucraini.

Inoltre, i senatori hanno criticato il presidente ucraino, Pyotr Poroshenko, per il metodo che ha scelto per perseguire i suoi oppositori con l'aiuto della legge.  Secondo loro, gli organi di pubblica sicurezza sono utilizzati nel paese per raggiungere obiettivi politici, mentre i tribunali, controllati da politici e imprenditori influenti, sono tutt'altro che indipendenti, spesso condannando i nemici politici, ha sottolineato la rivista.

In particolare, i politici americani hanno criticato una causa contro l'ex presidente Viktor Yanukovych, che hanno definito una «parodia di giudizio», sostenendo che l'accusa è stata fatta senza fornire prove sostanziali di tradimento.  Inoltre, nel corso del procedimento, sono state registrate numerose violazioni materiali e negligenze della legge, mentre il processo si è concluso con il disprezzo per la supremazia delle norme ucraine e dei principi universali di giustizia e diritti umani, ha aggiunto l’International Policy Digest.

Nel frattempo, il rappresentante permanente dell'Ucraina alle Nazioni Unite, Vladimir Yelchenko, ha detto di non aspettarsi una risoluzione pacifica del conflitto di Donbass a breve.
«Non credo che accadrà», ha detto Yelchenko all'agenzia Ucrinform in un'intervista sulla possibilità di risolvere la crisi del Donbass nel prossimo futuro.

giovedì 13 dicembre 2018

Oro in cambio di dollari!

Traduzione di Davide Spagnoli

Mentre siamo occupati a seguire le stupidaggini di Selfeenee o i congiuntivi improbabili di Di Maio, nel mondo reale accadono cose...
A proposito perché la Russia e la Cina si muovono in questa direzione? Perché la Germania ha fatto rientrare le proprie riserve auree? L'italia, terzo paese al mondo per le riserve auree, dove le conserva?


lunedì 22 ottobre 2018

Un discorso rivelatore della Thatcher

Di Davide Spagnoli


Premettiamo che non siamo riusciti a reperire in rete il testo dell'originale di questo discorso; ad esempio nell'elenco con i testi dei discorsi pronunciati dalla Lady di ferro esiste la citazione del discorso di Huston, ma non c'è il testo del discorso. In compenso esiste una nota redazionale che dice che non esiste, che non si è parlato di Russia e che questo fatto è oggetto di fantasticherie complottiste... (vedi qui)... Forse la prima volta che questo testo compare è in un libro di un certo Parshev (vedi qui).
Comunque questo discorso ricorre abbastanza spesso in forum politici della Federazione Russa. Se è autentico è un importante conferma di una delle nostre certezze, cioè che il sistema capitalista sionista occidentale, il cosiddetto Blocco Nero per usare un termine del compagno Fidel Castro, ha avuto un ruolo decisivo nell'implosione dell'Unione Sovietica.
Ringraziamo la nostra redattrice Danila Cucurnia per le ricerche nel web.

IL DISCORSO DELLA THATCHER A HUSTON



martedì 14 agosto 2018

Putin per la prima volta invia il suo capo di Stato Maggiore dell’esercito in Israele, Francia e Germania.



La traduzione ad opera di Davide Spagnoli di un interessante articolo della Pravda che non vederete mai sulla nostra stampa. Cosa sta accadendo in Siria e cosa sta per accadere in Donbass.

FONTE

TRADUZIONE IN PDF

domenica 6 maggio 2018

La Russia nel turbine delle rivoluzioni


Rapida sintesi del periodo che va dagli ultimi anni del 1800 al 1917 ad opera dello storico  sovietico VIKTOR IVANOVIČ BUGANOV, dal libro Ottobre. Storia di una rivoluzione, Red Star Press, Roma, 2013.

La Russia nel turbine delle rivoluzioni

mercoledì 28 dicembre 2016

Tupolev TU - 154: sciagura o attentato?

REDAZIONE NOI COMUNISTI

DI LUCA BALDELLI



Come tutti saprete il 25 dicembre sulla costa di Soci in Russia, è precipitato un Tupolev Tu-154 russo, che si recava in Siria trasportando fra gli il leggendario Coro dell'Armata Rossa. Attentato o incidente? Fino ad ora le autorità russe apparentemente sementiscono l'ipotesi delittuosa per questo disastro aereo.



l compagno Baldelli analizza in modo estremamente lucido e in base alle attuali conoscenze (per eventuali stolti questo articolo è pubblicato il 28/12/2016), la situazione facendo giustizia delle solite stupidaggini e menzione della propaganda russofobica, che purtroppo sono riprese da molti compagni.

venerdì 25 novembre 2016

L'oscura storia del sostegno americano ai fascisti e criminali di guerra ucraini

REDAZIONE NOICOMUNISTI

DI ANDREY PANEVIN

FONTE

Traduzione di Guido Fontana Ros


Il sostegno  americano al fascismo ucraino odierno per quanto possa apparire impressionante non è tuttavia un fenomeno politico nuovo. Documenti della CIA desecretati secondo il FOIA. dal titolo "The NAZI War Crimes Declassification Act", mostrano come la CIA non solo controllasse i gruppi di fascisti ucraini durante e dopo la II GM, ma come li aiutasse attivamente proteggendoli dalla legge. Questi e altri documenti possono essere reperiti nella CIA’s Freedom of Information Act Electronic Reading Room. I documenti seguenti sono alcuni fra i molti che attengono alla protezione accordata dall'America ai criminali di guerra di tutto il mondo.

STEPAN BANDERA




Stepan Bandera, che fu il capo dell'OUN (Organizzazione dei Nazionalisti ucraini), è un uomo venerato dalle attuali autorità ucraine ed è visto dai battaglioni fascisti ucraini come un eroe nazionale. I politici occidentali con i mezzi di comunicazione dominanti hanno svolto un buon lavoro nell'oscuramento del suo ruolo nella storia dei movimenti fascisti e ultranazionalisti dell'Ucraina. Egli fu infatti un assassino di massa senza scrupoli, le cui atrocità possono essere viste solo come crimini contro l'umanità. Con la sua totale riabilitazione in Ucraina, l'opposizione antifascista ha cominciato a chiamare i suoi sostenitori "banderisti" e "banderismo" le loro azioni.

L'eredità di Bandera non solo trae beneficio dall'ignoranza ingenerata dai politici e dai mezzi di comunicazione, ma anche lui stesso, dagli anni della II GM fino alla sua morte, trasse benefici personali dall'aiuto del governo americano. Non solo fu protetto dalla giustizia dell'Unione Sovietica ma godette anche della possibilità di chiedere l'aiuto di Washington per ottenere visti e alloggiamenti segreti.



La CIA era ben conscia delle opinioni fasciste di Bandera, ma sapeva che, se fosse stato catturato dall'Unione Sovietica, non gli sarebbe stata accordata la stessa pietà garantitagli dagli interessi americani nell'Europa del dopoguerra. La seguente serie di immagini documenta in dettaglio le lungaggini cui ricorse la CIA onde tener Bandera fuori dalle mani dei sovietici e per evitare di marchiarlo come "criminale di guerra".



L'aiuto da parte del governo USA a Stepan Bandera si estese fino all'anno della sua morte (1959), come mostrato dall'immagine seguente. Lo stesso Bandera sapeva che l'ottenimento di un visto poteva essergli accordato solo con l' "approvazione di Washington".


YAROSLAV STETSKO



Yaroslav Stetsko era una prominente figura al'interno dell'OUN e ne fu il capo dal 1968 fino all'anno della sua morte, il 1986.Il libro di Stetsko, "Two Revolutions" (1951), fornisce una delle basi della piattaforma ideologica del partito ultranazionalista "Svoboda". Le relazioni di Stetsko con la CIA e il governo USA sono ampie e si estendono dai tempi della militanza nell'OUN con Bandera fino alla sua morte a Monaco. Le seguenti immagini mostrano come Stetsko ricevesse continue informazioni dai membri dell'UPA e dell'OUN che si trovavano in Ucraina e le passasse ai contatti americani.






Stetsko non solo forniva informazioni alle autorità USA sulla situazione in Ucraina, ma godeva anche della fiducia di Allen Dulles, il direttore della Cia all'epoca. Come dimostra la lettera sottostante, Stetsko, in qualità di presidente del "Blocco Antibolscevico delle Nazioni", consigliava la CIA su come utilizzare il nazionalismo come "potente forza" negli affari europei.



Un altro documento prova ulteriormente che Stetsko e gli altri "banderisti" ricevevano aiuti non solo dagli USA, ma anche dal governo britannico.


MYKOLA LEBED



Mykola Lebed era un importante fascista ucraino, il cui desiderio era quello di "pulire l'intero territorio rivoluzionario dalla popolazione polacca". Questo condusse a scene inimmaginabili di violenza:
"...(UPA) non faceva distinzione su chi uccidere; essi sparavano sulla popolazione di interi villaggi... quando diventò difficile trovare degli ebrei da uccidere, le masnade di Bandera si rivolsero contro i polacchi. facevano letteralmente a pezzi i polacchi. Ogni giorno [...], si potevano vedere corpi di polacchi, con fili di ferro attorno ai colli, galleggiare sul fiume Bug". Hitler’s Shadow: Nazi War Criminals, U.S Intelligence and the Cold War
Non v'è alcun dubbio che, tra i fascisti ucraini criminali di guerra, Lebed fosse uno dei più sadici e privi di scrupoli. Questo rende ancor più scioccante che fu protetto continuamente dalla CIA fino alla sua morte. La protezione accordatagli era così grande che Allen Dulles personalmente lo mise al riparo dall'affrontare la giustizia. Dulles scrisse una lettera che non solo permetteva l'ingresso negli USA a Lebed ma negava con veemenza il suo ruolo nell'assassinio nel 1934 del ministro polacco degli Interni e la sua collaborazione con i nazisti nella II GM.



La CIA controllava costantemente Lebed e faceva tutto quello che era in suo potere per evitare che la verità sul suo passato fosse svelata dai giornalisti o dal Dipartimento della Giustizia. Per di più questi documenti mostrano la collaborazione fra la CIA ed elementi del'OSI (Office of Special Investigations), che cooperavano per tenere il passato di Lebed fuori dalla portata del loro dipartimento.




Questi documenti fra molti altri, mostrano come il governo americano aiutasse e proteggesse i fascisti ucraini e i criminali di guerra da parecchio tempo prima della "rivoluzione arancione" o "Maidan" in Ucraina. Questi anni di sostegno al fascismo ucraino hanno permesso agli USA e ai loro alleati di affinare le loro sordide abilità alla perfezione, al punto che nel 2015, un governo ucraino apertamente fascista sta terrorizzando quelli che sono considerati indesiderabili e vomita odio sui vicini russi considerati "subumani". Nello stesso tempo la stampa dominante e i suoi padroni continuano a diffondere la balla facilmente dimostrabile che "in Ucraina non ci sono fascisti". Non solo in Ucraina ci sono i fascisti, ma questi ultimi occupano anche i più alti livelli del governo americano e delle sue agenzie.

La giustizia ostacolata: come 8.000 soldati della Divisione Waffen SS Galitsien furono protetti dal governo britannico

REDAZIONE NOICOMUNISTI

DI ANDREY PANEVIN

FONTE

traduzione di Guido Fontana Ros

Soldati della Divisione Waffen SS Galizia sfilano davanti ad Himmler
In seno al continuo sostegno ai politici ed ai militari fascisti dell'Ucraina, fornito dai governi occidentali, molta gente si chiede come possa situarsi un tradimento di tal fatta dei sacrifici sopportati dagli Alleati durante la II GM. Comunque molte persone sono ignare, in gran parte a causa dei mezzi di informazioni sempre più corrotti, che questi governi hanno alle spalle una sconvolgente storia di protezione dei colpevoli di alcuni tra i più terribili crimini di quella guerra. Uno degli esempi più lampanti di questo comportamento, vale a dire la protezione dei criminali di guerra dai rigori della giustizia è stato confermato nel 2005 grazie alla declassificazione di documenti del British Home Office attestanti la protezione dalla giustizia penale che attendeva in Unione Sovietica, almeno 8.000 membri della Divisione Waffen SS Galizia.

Quando la Germania nazista si arrese nel maggio 1945 alle Potenze Alleate, la 14a Divisione Waffen SS Galizia, composta da volontari ucraini, continuò la sua ritirata dalle sue posizioni verso occidente per evitare la cattura e la conseguente punizione da parte dell'avanzante Armata Rossa. La divisione, contava circa 10.000 soldati, alla fine scelse di arrendersi alle forze americane e britanniche e fu spedita per un breve periodo nel campo di internamento di Spittal an de Drau in Austria. Il governo britannico, contravvenendo agli accordi della Conferenza di Yalta, si rifiutò di rimpatriare in Unione Sovietica la Divisione Galizia, trasferendola invece in un altro campo di internamento, quello di Bellaria-Igea Marina nell'Italia del Nord. Successe che un trio di importanti fascisti ucraini, Mykola Lebed, padre Ivan Hyry'okh e il vescovo Ivan Buchko, avesse convinto il Vaticano a intercedere in favore dei soldati, che il vescovo Buchko descriveva come "buoni cattolici e ferventi anticomunisti".

Soldati della Divisione Galizia sotto custodia degli Alleati in un campo nei dintorni di Rimini
In seguito a questa intercessione, le autorità americane e britanniche che sopraintendevano al campo di internamento, rimasero ferme nel loro proposito di contravvenire all'obbligo di rimpatriare in Unione Sovietica questi soldati. Uno dei principale fautori della decisione di non rimpatriare la Divisione Galizia fu il maggiore Denis Hills. Il maggiore Hills era fiero di proteggere questi uomini e nonostante ammettesse di "essere a conoscenza della loro appartenenza alle SS", diceva che "l'esercito non si interessava dei crimini di guerra". Secondo lo storico britannico Stephen Dorril, nel suo libro "M16: Inside the Covert World  of Her Majesty’s Secret Service", il maggiore Hills descriveva se stesso come un fascista e un acceso anticomunista che si era incaricato personalmente di trasferire la Divisione Galizia in Gran Bretagna. Hills in persona consigliò il capo della divisione, il maggiore Yaskevycz, di dare istruzione ai suoi uomini di mentire e di insistere sul fatto che erano stati costretti a servire i nazisti, non essendo in alcun modo volontari, quando erano interrogati dalla commissione sovietica per il rimpatrio. Il risultato di  questo e il timore che il miglioramento delle relazioni fra l'Italia e l'Unione Sovietica potesse sfociare nel rimpatrio, fecero prendere la decisione del 1 aprile 1947, di trasferire alemno 8.000 membri della Divisione Galizia in Gran Bretagna


Soldati della Divisioni Galizia mentre vengono trasferiti in Gran Bretagna
I documenti dell'Home Office mostrano anche una generale consapevolezza del retroterra di questi uomini e della Divisione Galizia. Era ben conosciuto il fatto che questi soldati fossero "pessimi e che sarebbero probabilmente sorti problemi se fossero stati impiegati assieme ai polacchi". A dispetto di questi fatti la tendenza nella corrispondenza britannica su questa divisione, era quella di sorvolare sulla sua storia recente e sul suo ruolo nelle Waffen SS. Tuttavia vi furono obiezioni degne di nota da parte di singoli funzionari dell'Home Office che si occupavano di questo caso, tra cui vi è quella di Beryl Hughes che rilevò:
...risulta difficile comprendere l'atteggiamento del Ministero del Lavoro verso questi prigionieri di guerra. Mentre si prende a cannonate il moscerino del PLF, ci si prepara ad inghiottire con serenità un cammello di grandi dimensioni sotto forma di oltre 4.000 indiscutibili volontari della Wehrmacht, questo mi sembra che tocchi la sommità dell'assurdo...Non posso essere d'aiuto avendo serie perplessità riguardo a questo tentativo di collocare i prigionieri di guerra ucraini sul mercato del lavoro come una semplice altra partita di EVWS. [Lavoratori volontari europei].
Un altro funzionario dell'Home Office, tal F.L.F. Devey si riferiva allo status di "personale nemico arreso" (SEP) assegnato alla Divisione Galizia, definendola una "graziosa finzione" che era stata escogitata durante l'internamento in Italia e che nascondeva il vero status di prigionieri di guerra.



Una componente interessante di questi documenti e in particolare dei solleciti del PM canadese Panchuk, è l'appello a simpatizzare con gli uomini della Divisione Galizia per il loro combattere contro i russi e i comunisti invece che contro gli "alleati occidentali". Questa logica sarà utilizzata dalla CIA negli anni successivi, con operativi di alto rango come Harry Rositzke che spiegava che appena prima e durante la Guerra Fredda, tutti potevano essere considerati degli alleati "in base a quanto fosse vecchio il loro anticomunismo... senza guardar troppo da vicino le loro credenziali".



Anche se c'era la tendenza di dare uno sguardo un po' più a fondo alle credenziali dei soldati della Divisione Galizia, il governo inglese intraprese una serie di passi per oscurare la brutta storia di questi uomini. Il Dr. Stephen Ankier, farmacologo che si trasformò in un ricercatore dell'Olocausto, portò alla luce l'importante "lista di Rimini". Questa era un documento classificato che annullava di fatto la possibilità di monitorare i membri della divisione che erano trasferiti in in Gran Bretagna e che bloccava inoltre ogni sforzo volto ad "intraprendere ogni azione contro di essi, nonostante il sospetto che ci fossero nel gruppo dei criminali di guerra che vivevano in Inghilterra". Uno dei vantaggi della lista di Rimini era che il governo britannico sarebbe stato in grado di nascondere in modo migliore l'identità di quei soldati della Divisione SS Galizia che si erano all'epoca uniti al M16 e all'esercito inglese per contribuire alla campagna antisovietica.


Un'inchiesta condotta dall'ex PM britannico Rupert Allason, scoprì che un significativo numero di membri della divisione era stato condotto nella RNAS [Royal Naval Air Station] di Crail in Scozia per insegnare il russo alle reclute dei servizi inglesi. Inoltre Allason disse nel 1990 al parlamento inglese che egli aveva:
ottenuto le prove da persone che avevano svolto là [RNAS Crail] il servizio e che avevano imparato il russo da gente che si vantava delle atrocità commesse... Queste vanterie erano note agli uomini dei servizi che stavano entrando nei reparti di intelligence e dovevano essere altresì note al governo inglese negli anni successivi
A dispetto di queste prove che furono a disposizione per decenni del governo inglese, nessuna azione significativa fu mai intrapresa e non venne mai riconosciuto ufficialmente il ruolo giocato dai britannici nel riparare dai rigori della legge centinaia di criminale di guerra. Ancor più sconvolgente è il fatto che l'accettazione di criminali di guerra della II GM in Inghilterra, non fu solo limitata a questi 8.000 fascisti ucraini, ma fu estesa a un significativo numero di soldati dell'Asse. Gli storici britannici Andrew Thompson e David Cesarani, nelle loro ricerche hanno mostrato che "criminali di guerra di diverse nazionalità entrarono in  Gran Bretagna "attraverso corsie preferenziali rappresentate dai programmi postbellici per i lavoratori e dalle iniziative per il reinsediamento volte a prevenire il rimpatrio nei territori sovietici".


Alla luce di queste informazioni la logica sottesa al sostegno occidentale odierno al fascismo in Ucraina, diventa più chiara, specialmente nel contesto della contemporanea isteria russofobica che si riallaccia pesantemente alla retorica antisovietica del periodo postbellico. Le immagini dei politici americani abbracciati ai difensori dell'Ucraina fascista all'inizio potevano apparire scioccanti, ma ora possono essere viste come la continuazione della tradizione politica vecchia di decenni che tradisce i veri eroi e le vittime della II Guerra Mondiale.