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domenica 3 febbraio 2019
Stalingrado: i signori della guerra umiliati
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venerdì 8 luglio 2016
Stalingrado: la casa di Pavlov
REDAZIONE NOICOMUNISTI
di Guido Fontana Ros
di Guido Fontana Ros
Probabilmente pochi in Italia hanno sentito parlare della “casa di Pavlov” di Stalingrado. Si tratta di un edificio composto di appartamenti di civile abitazione che fu conteso dai sovietici e dai nazisti dal 23 settembre al 23 novembre 1942.
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| La casa di Pavlov oggi |
La casa di quattro piani nel centro di Stalingrado, si ergeva in linea con l’argine del Volga sulla grande piazza 9 gennaio (data detta anche “domenica di sangue” o “domenica rossa” quando, il 9 gennaio 1905, a San Pietroburgo, l’esercito zarista schierato di fronte al Palazzo d’Inverno sparò sulla folla inerme).
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| I soldati si accingono a sparare sulla folla |
Poiché l’edificio concedeva evidenti vantaggi tattici a chi se ne fosse impadronito (permetteva una visuale libera di circa un km a nord, sud e ovest), fu mandato all’assalto un plotone della 13a divisione Fucilieri delle Guardie. Il plotone si impadronì dell’edificio dopo un furibondo combattimento: su 30 uomini ne sopravvissero 4 fra cui il sergente Jakov Pavlov.
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| Mitragliatrice leggera Detgyarev |
Dopo qualche giorno arrivarono i primi rincalzi: il numero dei difensori arrivò a 25 soldati equipaggiati di mitragliatrici, fucili anticarro, mortai, mine e filo spinato.
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| Copia russa della Maxim 1910, la mitragliatrice standard dell’Armata Rossa |
L’ordine naturalmente fu in linea con quello di Stalin, il famoso ordine n° 227″non un passo indietro!”.
Pavlov non si perse d’animo, stese una quadruplice cinta di reticolati e campi minati intorno all’edificio. Ogni finestra verso la piazza divenne una postazione di mitragliatrici e sul tetto vennero piazzate postazioni dotate di fucili anticarro PTRS-41.
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| Fucile anticarro PTR |
Questi ultimi si rivelarono micidiali in quanto colpivano dall’alto e da breve distanza (non più di 25 metri) le zone dove la corazzatura dei carri nazisti era più debole, la copertura della torretta. Lo stesso Pavlov ne mise fuori combattimento una dozzina.
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| Fucile anticarro PTRD |
Furono praticati dei passaggi nelle pareti degli appartamenti adiacenti per facilitare gli spostamenti all’interno dell’edificio e fu scavata una trincea di collegamento con le linee sovietiche. Da questa trincea affluivano le munizioni e gli scarsi rifornimenti per i difensori.
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| L’edificio subito dopo i ferocissimi combattimenti |
I tedeschi oltre a sottoporre l’edificio a un fuoco pressoché continuo andavano in continuazione all’assalto della casa quasi ad intervalli regolari. Venivano accolti da un fuoco infernale da parte dei difensori non appena si affacciavano sulla piazza…nelle pause i difensori uscivano a sparpagliare i mucchi di cadaveri in modo che non potessero essere usati come ripari dagli attaccanti…
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| Foto aerea del 1942, la casa e quella in alto a sx nel riquadro verde più grande |
Il 25 novembre l’inferno conobbe una pausa in quanto i sovietici sferrarono un deciso contrattacco respingendo i nazisti dai dintorni dell’imprendibile fortezza.
Il generale Vasily Chuikov comandante della piazza di Stalingrado ebbe a dichiarare che i tedeschi persero più uomini nel tentativo di conquistare una casa di Stalingrado di quanti ne persero per prendere Parigi.
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| Yakov Fedotovich Pavlov |
In uno degli ultimi assalti il sergente Pavlov venne gravemente ferito e dovette essere evacuato. Dopo una lunga degenza, nominato tenente, fece ritorno al suo reparto nel 1944 e l’anno dopo prese parte all’assalto di Berlino. Nel 1945 ricevette l’onorificenza di Eroe dell’URSS. La sua vita in seguito prese una piega inaspettata: entrò in un monastero, diventando l’archimandrita Kirill. Morì nel 1981.
Mappa e lista dei difensori della Casa di Pavlov che hanno partecipato alla difesa dal 26 Settembre 1942 fino al 25 novembre 1942.
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lunedì 6 giugno 2016
Stalingrado, 1942: 1077° reggimento femminile di artiglieria contraerea
REDAZIONE NOICOMUNISTI
A cura di Guido Fontana Ros
23 agosto 1942: la VI Armata tedesca lancia un'offensiva contro la città. Dopo un feroce bombardamento, la 16° Divisione Panzer avanza rapidamente alla volta dell'aeroporto di Gumrak. A difesa dell'areoporto e della zona circostante era schierato il 1077° Reggimento contraereo. Questo reggimento di 75 ragazze, comandato dal Col. Rayinin era composto da giovani che a malapena avevano finito le scuole secondarie, tutte volontarie. Il reggimento venne tagliato fuori dalle linee russe ma queste ragazze non si persero d'animo, misero i loro cannoncini M 1939 da 37 mm ad alzo zero e cominciaronono a sparare contro i corazzati della 16° Panzer. Combatterono per 2 giorni, centrando 83 corazzati e distruggendone 33 ma alla fine le loro postazioni vennero eliminate una per una. Solo pochissime riuscirono a sopravvivere ma la pianura era cosparsa delle carcasse di blindati e di automezzi della Whermacht fuori combattimento...
Tutto questo senza munizioni perforanti, infatti i proiettili dell'antiaerea erano proiettili a frammentazione.
I nazisti con la ferocia e vigliaccheria che li ha sempre contraddistinti, infuriati per le perdite subite, gettarono in un pozzo circa 40 di loro ferite ma ancora vive.
300.000 donne combatterono come addette alle batterie contraeree. La difesa contraerea di Leningrado, Mosca e Stalingrado fu quasi interamente retta da loro. Un pilota della Lutwaffe ebbe ad affermare: "Preferisco 10 volte volare nei cieli di Tobruk controllati dagli inglesi che volare una sola volta attraverso la contraerea gestita dalle tiratrici russe.
Nella II° Guerra Mondiale i sovietici impiegarono nell’Armata Rossa circa un milione di soldatesse, di cui 320.000 combatterono in prima linea. Furono loro conferite 150.000 decorazioni tra cui 91 Stelle d’oro da Eroe dell’Unione Sovietica
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giovedì 28 aprile 2016
ENEMA ALLE PORTE: uno straniero non ci fa caso, ma un russo non perdona
REDAZIONE NOI COMUNISTI
Traduzione di Guido Fontana Ros
In media 2 volte per anno viene trasmesso da qualche canale televisivo il film di Jean Jacques Annaud, "Il nemico alle porte", incentrato sulla storia del tiratore scelto sovietico V. Zaitsev.
Al netto delle "licenze artistiche" e della necessaria drammatizzazione, per dirla alla Fantozzi è "una cagata pazzesca".
In questo articolo di Valeri Potapov viene ampiamente spiegato perché questa pellicola sia profondamente diffamatoria e offensiva nei confronti del popolo russo.
Gli estimatori del film "de sinistra" e i sedicenti comunisti sono dunque avvisati.
Gli estimatori del film "de sinistra" e i sedicenti comunisti sono dunque avvisati.
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