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mercoledì 14 settembre 2016

L'alterco Obama-Duterte: quello che i mezzi di comunicazione delle corporation non dicono

REDAZIONE NOICOMUNISTI

Di WAYNE MADSEN

Traduzione di Guido Fontana Ros

FONTE



La spiegazione dei media occidentali, che si rivolge a persone con un livello di istruzione molto elementare da scuola secondaria, circa i motivi alla base della recente guerra di parole tra il presidente degli Stati Uniti Barack Obama e il Presidente delle Filippine Rodrigo Duterte, ha poco a che fare con il fatto che il leader delle Filippine abbia definito Obama un "Putang ina" o "figlio di puttana" in tagalog [NDT: la lingua parlata nelle Filippine]. La rottura delle relazioni tra le Filippine, una ex e parecchio abusata colonia americana e gli Stati Uniti, si basa sul rinnovato nazionalismo filippino, sul disgusto di Duterte per la selettiva agenda dei diritti umani dell'amministrazione Obama e l'antipatia del leader delle Filippine per coloro che sono stati indottrinati nelle credenze musulmane nella vicina Indonesia.

Duterte sa bene che Obama ha pregato in una moschea e recitato il Corano nei suoi anni della prima infanzia in una scuola statale semislamica a Jakarta. E per Duterte, ex sindaco di Davao City a Mindanao, isola del sud delle Filippine, afflitta dal terrorismo del gruppo Abu Sayyaf, wahabita, finanziato dall'Arabia Saudita e nutrito dalle moschee radicali di tutto il Mare di Sulu dell'Indonesia, l'educazione di Obama nel sud-est asiatico è molto attinente.

Il riferimento di Duterte alla madre di Obama non è stato pronunciato ignorando la storia. Duterte conosce appieno il ruolo di Stanley Ann Dunham Obama-Soetoro nel prosieguo del sanguinoso colpo di stato del 1965, sostenuto dalla CIA e dai musulmani che ha rovesciato il presidente laico dell'Indonesia, Sukarno. Il colpo di stato, in cui il patrigno indonesiano di Obama, il tenente colonnello Lolo Soetoro, ha partecipato come un delinquente brutale per individuare ed uccidere il maggior numero possibile di comunisti e d'indonesiani di etnia cinese, è stato ingaggiato dall'ambasciata degli Stati Uniti a Giacarta.[1]

Nel 1967, la madre di Obama ha fatto ricongiungere a Jakarta il giovane Barack Obama con il suo marito criminale di guerra. Dopo il suo arrivo nel paese con la più grande popolazione musulmana al mondo, la madre di Obama ha lavorato per l'Agenzia statunitense per lo Sviluppo Internazionale (USAID), collegata alla CIA, nei villaggi della parte centrale dell'isola di Giava, con l'ordine di raccogliere il maggior numero possibile di nomi di comunisti. [2]

I documenti segreti indonesiani illustrano il coinvolgimento della madre di Obama nello sforzo di sradicamento dai villaggi rurali giavanesi dei quadri del Partito Comunista Indonesiano (PKI)  e dei sostenitori di Sukarno negli anni successivi al colpo di stato, operazione che si basava su antropologi finanziati dall'USAID come Ann Dunham-Soetoro e che aveva il nome in codice di operazione PROSYM. L'operazione PROSYM, gestita dalla CIA, era svolta da numerose controparti in tutto il Sud-Est asiatico.

L'operazione omologa che si svolgeva nel Vietnam del Sud, mirava ad eliminare i Vietcong e i loro simpatizzanti ed era conosciuto come programma Civil Operations and Revolutionary Development Support (CORDS), detto anche operazione Phoenix. In Laos, il programma di steminio delle forze comuniste del Pathet Lao e delle truppe nord-vietnamite, era conosciuto come operazione Rascal.

Con il predecessore di Duterte, Benigno Aquino, Obama aveva un partner militare disposto ad instaurare una nuova versione della defunta SEATO risalente all'epoca della Guerra Fredda, che legava in alleanza Washington con varie nazioni del sud est asiatico per confrontarsi militarmente e politicamente con la  Cina per acquisire il controllo del Pacifico occidentale. Una "SEATO II" dove le navi da guerra e gli aerei da combattimento degli Stati Uniti avrebbero, ancora una volta, completo accesso alle basi nelle Filippine per le loro implementazioni "WESTPAC"; questa era l'intenzione di Obama e dei suoi generali e ammiragli del Pentagono e di Pearl Harbor nelle Hawaii. Dopo essere stato eletto presidente in basa ad una piattaforma nazionalista, Duterte ha iniziato ad impegnarsi con la Cina e ha fatto sapere di essere pronto a un compromesso con Pechino che permetterebbe ai pescherecci filippini di continuare a pescare in intorno alle isole del contestato Mar Cinese Meridionale, tra cui il conteso Scarborough Shoal, uno sperone roccioso in questo mare.

Essere accomodanti con Pechino è l'ultima cosa nella mente di Obama. Pertanto Obama era pronto ad emettere una nota di ammonizione a Duterte nel corso del vertice dell'ASEAN nel Laos per il suo comportamento riguardo ai diritti umani e la sua politica in materia di esecuzione extragiudiziale di spacciatori nelle Filippine. Dopo che l'ambasciatore USA nelle Fillippine, Philip Goldberg, ha pubblicamente rimproverato Duterte per il suo giro di vite contro gli spacciatori di droga, il presidente delle Filippine, lo ha definito un "aay figlio-di-una-puttana". Goldberg ha una storia alle spalle di sabotaggio di paesi ai quali era stato assegnato. Fu espulso dal presidente boliviano Evo Morales per l'incontro con i membri dell'opposizione boliviani di destra al fine di fomentare un colpo di stato in Bolivia approvato da Obama.

Duterte, naturalmente, è a conoscenza dei legami che Obama e Goldberg hanno con la CIA. Il presidente delle Filippine, che Obama ha indicato come "colorito" non è, come sostengono i media delle corporation occidentali, un "Donald Trump filippino".

Invece, Duterte è un duro pragmatico che è sul chi va là nei confronti di Obama e dei falchi neoconservatori che, appoggiando i wahabiti e salafiti, dominano la CIA e il Dipartimento di Stato USA. Duterte e i suoi sostenitori sanno perfettamente che la sanguinosa epurazione ad opera della CIA dei membri e dei simpatizzanti del PKI, insieme a quella dell'etnia cinese, in Indonesia, non sarebbe stata possibile senza il supporto della gerarchia musulmana sunnita di Indonesia, un gruppo con cui la madre e il patrigno di Obama erano in stretto collegamento.

Prima e dopo il colpo di stato della CIA del 1965 in Indonesia, il partito politico islamico, il Partito della Stella e della Mezzaluna, ricevette assistenza finanziaria da parte della CIA nella sua jihad dichiarata contro il PKI, gli indonesiani di etnia cinese, cinese indonesiani, e i cristiani indonesiani.Il Partito della Stella e della Mezzaluna, che è ancora attivo in Indonesia, è favorevole all'adozione della sharia islamica in quello che è stato un paese in gran parte secolare dalla fine della Seconda Guerra Mondiale.

Il movimento politico islamico indonesiano era particolarmente forte a Java, dove la madre di Obama e il suo marito musulmano, Lolo Soetoro, avevano estesicontatti a livello di città, villaggio e borgata. Il problema per le forze di contro-insurrezione nelle Filippine è che i musulmani indonesiani sono stati anche attivi nel Kalimantan (Borneo) e oltre il confine nel Borneo settentrionale inglese (ora Sabah), aree pericolosamente vicine ai separatisti musulmani Moro che si sono ribellati a Mindanao, isola natale di Duterte. Le Filippine hanno anche una questione aperta di lunga data con lo stato di Sabah nel Borneo settentrionale.

Il terrorismo islamico transfrontaliero continua ad affliggere Mindanao, Sabah e l'indonesiana Kalimantan. Più fastidioso per il governo delle Filippine è che il patrigno di Obama era in combutta con un prete filippino gesuita di nome Padre Jose Blanco, agente della CIA che creò la KAMI, una organizzazione studentesca indonesiana anti-cinese e musulmana che fomentò le proteste di piazza nel 1965 contro Sukarno in Jakarta e in tutto l'arcipelago indonesiano. Pupazzi indonesiani della CIA iniziarono anche a fomentare il sentimento anti-cinese nello stato malese del Sarawak.

Tutte queste operazioni della CIA furono condotte sotto l'imprimatur della SEATO, un'organizzazione che Obama e Hillary Clinton vorrebbero vedere risorgere in una nuova forma, al fine di immergere il sud-est asiatico in una nuova Guerra fredda. Duterte ha la visione dello stesso tipo di nazionalismo e di populismo che si sta diffondendo in tutto il pianeta contro i mali gemelli del globalismo e del multilateralismo.

I grandi media occidentali, che conoscono la storia della Indonesia, delle Filippine, e della regione circostante come un bambino di 7 anni, banalizzano lo scontro Duterte-Obama come quello tra un presidente statista degli Stati Uniti e un "Donald Trump filippino".

Duterte è il primo abitante di Mindanao ad essere stato eletto presidente delle Filippine. Come isolano di Mindanao, che ne sa di più sulla storia del Mare di Sulu di molti suoi connazionali, Duterte ha poco tempo da perdere con un presidente americano il cui clan indonesiano ha le mani macchiate dal sangue di innocenti del sud-est asiatico. La lezione di Obama a Duterte sui diritti umani è stata il massimo in termini di arroganza. Duterte, sopravvissuto nella sua carica politica in una Mindanao incline alla violenza e piagata dalla guerriglia islamica, ha fatto capire ad Obama esattamente quello che pensava del parvenu americano.

[1] Per saperne di più vedi qui
[2] Anche qui

lunedì 27 giugno 2016

LA “CARA MAMMINA” CIA DI OBAMA CHE IDENTIFICAVA I COMUNISTI IN INDONESIA

REDAZIONE NOICOMUNISTI


a cura di Guido Fontana Ros
Ad integrazione dell'articolo precedentemente pubblicato sul coinvolgimento della madre e del patrigno di Obama nel massacro dei comunisti indonesiani del 1965, pubblichiamo la traduzione di un vecchio articolo di Wayne Madsen.

TRADUZIONE IN PDF

FONTE

domenica 26 giugno 2016

Il ruolo della famiglia di Obama sotto la protezione degli estremisti islamici nel genocidio indonesiano

REDAZIONE NOICOMUNISTI

Traduzione di Guido Fontana Ros

Articolo di Wayne Madsen 

FONTE


La proposta da parte del governo indonesiano di avviare un pubblico confronto e di condurre una seria inchiesta in merito alle circostanze del colpo di stato del 1965 che destituì il presidente Sukarno (in italiano anche qui e qui) e inaugurò gli anni del genocidio che si abbattè sui presunti o veri e propri membri del Partito Comunista Indonesiano (PKI) e sulla popolazione di etnia cinese, sta incontrando una forte resistenza nel paese da parte dei musulmani radicali. Questi estremisti lavorano fianco a fianco con ufficiali e veterani delle forze armate indonesiane.



Oggi rimane illegale esporre simboli comunisti in Indonesia, residuo del colpo di stato della CIA e della successiva epurazione ed esecuzione dei comunisti. Inoltre sono anche vietate la vendita di libri sul comunismo e la proiezione pubblica di film simpatizzanti coi diritti dei lavoratori e il socialismo. Il defunto PKI rimane illegale in Indonesia. Pertanto sembra piuttosto incongruente che il governo del presidente Joko «Jokowi» Widodo stia sostenendo discussioni pubbliche degli eventi del 1965, che coinvolgono i sopravvissuti dei massacri del 1960, mentre si permette alla polizia e alle violente bande di islamici di molestare chiunque sia a favore di un confronto a livello nazionale sulle purghe anti-comuniste del passato.



Al centro dell'opposizione di destra  ad un dialogo pubblico sul colpo di stato del 1965 è il ministro della Difesa del governo Jokowi, Ryamizard Ryacudu, che ha segretamente lavorato con gruppi islamisti per ri-alimentare la fiamma dell'anti-comunismo. Sotto Ryacudu le forze armate indonesiane sono passate da una posizione di neutralità nella situazione di stallo militare USA - Cina nel territorio marittimo conteso del Mar Cinese Meridionale a una posizione di confronto militare fra i pescherecci cinesi e le motovedette della Guardia Costiera nelle acque rivendicate come zona economica esclusiva dell'Indonesia. Ci sono stati tre incidenti tra la marina indonesiana e navi cinesi dal marzo di quest'anno nelle acque circostanti le isole di Natuna dell'Indonesia.



Nel mese di marzo, una nave della guardia costiera cinese ha cercato di evitare che la marina indonesiana rimorchiasse un peschereccio cinese. Nel mese di maggio la Marina indonesiana ha aperto il fuoco su un peschereccio cinese in fuga in quella zona. Il peschereccio è stato catturato e il suo equipaggio continua ad essere detenuto a Ranai, la capitale delle isole Natuna. Il 17 giugno, la Marina indonesiana ha aperto il fuoco su un altro peschereccio cinese, ferendo un membro dell'equipaggio.



La posizione bellicosa di Ryacudu nei confronti della Cina, insieme a tutti i ricordi degli anni '60, genocidio del PKI e dell'etnia cinese, è musica per le orecchie dei falchi del Pacific Command degli Stati Uniti alle Hawaii e della Casa Bianca di Obama.



Barack Obama, in particolare, non vuole vedere un'inchiesta pubblica e il rimaneggiamento degli eventi d'Indonesia degli anni '60 perché evidenzierebbero i ruoli che la madre, l'esperta giavanese Ann Dunham Soetoro, e il patrigno, Lolo Soetoro, giocarono in quei tempi orribili. Poiché Obama si prepara a lasciare l'ufficio, la sua eredità e quella della sua famiglia sono destinate a essere custodite per sempre dalla Biblioteca e Museo Obama di Chicago. Qualsiasi informazione che mettesse in dubbio l'effettivo ruolo della madre di Obama in Indonesia come spia della CIA mascherata da cooperatrice umanitaria dell'Agenzia degli Stati Uniti per lo Sviluppo Internazionale (USAID) e il periodo di servizio di suo padre come un brutale consigliere del genocidio di Suharto non solo sarà sgradito quando aprirà il museo ma sarà soppressa a ogni costo. Il costo che Obama e la sua corte sono disposti a pagare per nascondere per sempre il ruolo della famiglia Soetoro nel genocidio degli anni '60 è quello di fare causa comune con i gruppi indonesiani di  musulmani e con l'esercito indonesiano 



Le proteste contro l'indagine sul colpo di stato del 1965, in Indonesia sono pubblicamente guidate da islamici sotto influenza saudita. I capi delle proteste sono il Fronte dei difensori dell'Islam (FPI) e il Forum Islamico popolare (FUI), entrambi gruppi finanziati dai finanzieri wahabiti basati in Arabia Saudita e che sono stati attivi nel prendere di mira i cristiani in Indonesia con azioni violente. In aggiunta i figli e le figlie dei golpisti ed esecutori, alcuni dei quali probabilmente cresciuti con Obama nel quartiere Menteng di Jakarta, che operano sotto la bandiera del Forum della Comunicazione dei Figli dei Veteransi Indonesiani (FKPPI), si sono uniti agli estremisti islamici rifiutando un'indagine sul colpo di stato e sulla sanguinosa epurazione.

E'più che certo che Obama abbia detto a Jokowi esattamente quello che pensava sui piani del presidente indonesiano di indagare gli eventi del 1965 in occasione della riunione al Vertice USA-ASEAN nel febbraio di quest'anno a Sunnylands, California.

Per favorire l'adesione degli Stati Uniti alla falange composta da Vietnam, Filippine, Malesia, Brunei e Taiwan che affronta la Cina nel Mar Cinese Meridionale, Obama è in grado di mobilitare la stazione della CIA presso l'ambasciata Usa a Jakarta per fornire sostegno agli estremisti mussulmani e ai militari nell'opporsi al pubblico desiderio di riesaminare il 1965. Questa linea dura da parte di Washington e dei suoi alleati militari indonesiani è uno schiaffa in faccia all'impegno spesso dichiarato dell'amministrazione Obama per i diritti umani in altre parti del mondo.

Washington che ha schierato forze speciali e unità militari nelle Filippine, Brunei, Singapore e nello stato malese di Sabah nel Borneo per aiutare quelle nazioni nel confronto con la Cina nel Mar Cinese Meridionale, ha fatto lo stesso con l'Indonesia.

Viene riferito che squadre USA di operazioni speciali  sono schierate con le forze navali indonesiane nel pattugliamento delle acque del Mar Cinese Meridionale e forniscono assistenza alle motovedette della Guardia Costiera nell'interdizione dei pescherecci cinesi. Questo avviene nella scia della prima esercitazione sottomarina congiunta USA - Indonesia. Per molti anni, il personale della CIA ha lavorato con alcuni pescatori indonesiani, che integrano il loro reddito impegnandosi anche nella pirateria, nell'intercettamento e nell'abbordaggio di delle navi che interessavano a loro nei mari intorno alle isole Natuna. Un certo numero di navi mercantili battenti bandiera nordcoreana o bandiere di "comodo" sono state abbordate da gruppi misti di pescatori/pirati e di personale delle operazioni speciali. Le squadre dovevano individuare e impossessarsi di attrezzature militari dalla Corea del Nord, tra cui missili e componenti nucleari diretti in Corea del Nord, mentre i sedicenti pescatori indonesiani si impadronivano di tutti i televisori di fabbricazione cinese, dei computer portatili e di altri beni di consumo che potevano portare via. Alcuni di questi stessi pescatori sono stati ora arruolati per tenere d'occhio i presunti pescatori di frodo cinesi nelle acque contese al fine di chiamare in aiuto la marina indonesiana e i loro amici americani.

La stretta relazione tra Obama, che è stato dichiarato cittadino indonesiano dal patrigno e Jokowi, rende ogni seria indagine del genocidio indonesiano morta sul nascere. Nel 2015 Obama faceva penzolare la carota della Trans-Pacific Partnership di fronte a Jokowi nel corso di un vertice alla Casa Bianca. Jokowi rispondeva dicendo: «L'Indonesia intende aderire al TPP». Con questa affermazione Jokowi firmava l'ordine del giorno di Obama, che non permetterà alcun tipo di programma di «verità e riconciliazione» in Indonesia o, se Obama non fosse così ansioso e personalmente impegnato a proteggere l'eredità dei suoi genitori, una vero e proprio tribunale penale del tipo di quella condotto contro il regime dei Khmer Rossi in Cambogia.

Obama ha detto a Jokowi: «Ovviamente ho un interesse molto personale in Indonesia, in considerazione del fatto che ho trascorso un po' di tempo lì quando ero bambino e ho parenti indonesiani». E' vero che Obama ha un interesse personale in Indonesia. Tuttavia, il suo interesse è nel proteggere un regime installato e sostenuto dalla CIA che ha commesso uno dei peggiori genocidi mai avvenuti nella storia e una madre e un patrigno che fattivamente hanno sostenuto un diluvio di sangue e cadaveri nei canali di Giacarta e nei fiumi di tutto l'arcipelago indonesiano.