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domenica 6 novembre 2016

Ultimo atto per l'ISIS?

REDAZIONE NOICOMUNISTI

Di Eric Margolis


Traduzione di Guido Fontana Ros

In qualità di ex soldato e di corrispondente di guerra in 14 conflitti, assisto a tutto il trambusto dei media sull'assedio sempre più stringente di Mosul, in Iraq e scuoto la testa. Questa "liberazione" organizzata dall'occidente di Mosul è uno dei più grandi pezzi di teatro politico-militare che abbia mai visto.

Lo Stato Islamico (IS), il difensore di Mosul, è una tigre di carta, gonfiato a dismisura dai media occidentali. L'IS, come lo scrivente ha detto per anni, è una folla armata composta da ventenni e trentenni malcontenti, fanatici religiosi e da moderni anarchici. Alla sua testa vi è una squadra di ex ufficiali dell'esercito iracheno con esperienza militare.

Questi ex ufficiali di Saddam Hussein sono dediti alla vendetta per la distruzione della loro nazione e il linciaggio del suo ultimo leader da parte degli USA, ma la truppa rango non ha addestramento militare, manca di disciplina, le comunicazioni sono scadenti e la logistica è a pezzi.

Infatti l'attuale Stato islamico è quello che l'Impero Ottomano definiva "Bashi-bazouks", una masnada di tagliagole irregolari e feccia dalle fogne inviata a punire e terrorizzare i nemici per mezzo di torture, rapine, saccheggi e incendi dolosi.

Quello che mi ha stupito nella guerra occidentale contro il finto ISIS è la sua lentezza, la mancanza di slancio e l'esitazione. A mio avviso, l'ISIS è stato in gran parte creato dagli Stati Uniti e dai suoi alleati come arma da usare contro il governo della Siria, proprio come i mujahadin afghani sono stati utilizzati dagli Stati Uniti e dai sauditi per rovesciare il governo afghano filo-sovietico. Israele ha provato ad usare la stessa tattica, aiutando a creare Hamas in Palestina e Hezbollah in Libano. Entrambi sono stati creati ​​per dividere l'OLP.

L'ISIS è un movimento ad hoc, che vuole punire l'Occidente e i sauditi per la brutale carneficina che hanno inflitto al mondo arabo.

Le forze ausiliarie occidentali e curde sono state sedute a un'ora e mezza d'auto dalle città di Mosul e di Raqqa per oltre un anno. Invece gli aerei militari occidentali - soprattutto degli Stati Uniti -  hanno bombardato cautamente intorno a questi obiettivi in ​​quello che potrebbe essere uno sforzo per convincere i fuggiaschi  dell'ISIS a ricongiungersi alle forze guidate dagli Usa che combattono il regime di Damasco.

Si noti che l'ISIS non sembra aver mai attaccato Israele benché stia giocando un ruolo importante nella distruzione della Siria. Alcuni rapporti dicono che Israele stia fornendo supporto logistico e medico all'IS.


L'assedio di Mosul viene rappresentato dai media occidentali come un'eroica seconda Stalingrado. Non lasciatevi ingannare. L'IS ha solo 3-5.000 combattenti con armi leggere a Mosul e Raqqa, forse anche meno. I leader dell'IS sono probabilmente ormai lontani. L'IS ha poche armi pesanti, è senza alcuna copertura aerea, e le sue comunicazioni sono scarse. I suoi eterogenei combattenti saranno molto presto a corto di munizioni e di esplosivi.

A circondare Mosul ci sono almeno 50.000 soldati guidati dall'occidente, sostenuti da artiglieria pesante, batterie di razzi, carri armati, veicoli blindati e da una forza aerea impressionante.

Le forze imperiali occidentali sono composte dai duri combattenti peshmerga curdi, dall'esercito e dalle forze speciali  irachene, da alcuni curdi siriani, dalle forze irregolari iraniane volontarie e da almeno 5.000 soldati USA chiamati "consiglieri", oltre a un piccolo numero di forze speciali francesi, canadesi e britanniche. Nelle retrovie ronzano alcune migliaia di soldati turchi, supportati da carri armati e artiglieria, pronti a 'liberare' l'Iraq, che una volta era parte dell'Impero Ottomano.

Per gli Stati Uniti, le attuali operazioni militari in Siria e Iraq sono la realizzazione del sogno più grande di un imperialista: truppe indigene guidate da ufficiali bianchi, il modello del vecchio britannico Raj indiano. Washington, arma addestra, equipaggia e finanzia tutti i suoi ausiliari nativi.

L' IS si è cacciato in un dilemma pericoloso. Essendo un movimento politico, è stato ben lieto di controllare la seconda città più grande dell'Iraq, ma come forza di guerriglia non avrebbe dovuto rintanarsi in un'area urbana dove era altamente vulnerabile ad attacchi aerei concentrati ed essere circondato. Questo è ciò che sta accadendo in questo momento.

Nella gran parte pianeggiante Mezzaluna Fertile con troppo pochi alberi, le forze di terra sono totalmente vulnerabili alle forze aeree, come le recenti guerre del 1967, del 1973 tra Israele e arabi e  la guerra del 2003 guerre in Iraq hanno dimostrato. Dispersione e tattiche di guerriglia sono l'unica speranza per coloro che mancano di copertura aerea.

Per le forze dell'IS sarebbe meglio disperdersi in tutta la regione per continuare i loro attacchi mordi e fuggi. In caso contrario rischiano di essere distrutti, ma essendo per lo più dei giovani fanatici di mentalità sanguinaria, non possono ascoltare la logica militare e procederanno a favore di fare un'ultima resistenza tra le rovine di Mosul e Raqqa.

Quando questo accadrà, i leader occidentali si accapiglieranno per rivendicare la paternità della faux crusade contro la tigre di carta dell'ISIS.

giovedì 1 settembre 2016

La Cina e la Siria



di Thierry Meyssan



Benché non si sappia che cosa sia stato effettivamente concordato tra gli eserciti cinese e siriano, l’esistenza di un accordo tra di loro cambia sia il campo di battaglia sia l’equilibrio delle relazioni internazionali. Mentre i servizi segreti anglosassoni hanno diffuso l’anno scorso delle manipolazioni informative stravaganti sullo stesso argomento, Thierry Meyssan fa il punto sulla posta in gioco.


Sebbene la visita in Siria dell’ammiraglio Guan Youfei (il responsabile del nuovo dipartimento di cooperazione militare internazionale della Cina) si sia situata nel contesto di una presa di contatto con l’insieme dei paesi della regione, essa ha suscitato una certa inquietudine in Occidente. Per ora, secondo l’accordo firmato, l’Esercito cinese si è appena impegnato ad addestrare in Cina dei militari siriani del servizio sanitario. Tuttavia, chiunque ha ben compreso che questo accordo nasconde qualcos’altro poiché già da quattro anni e mezzo una metà dei medici militari è addestrata in Cina. Anche se non è noto quel che è stato veramente deciso, l’esistenza stessa di questo accordo segna un cambiamento strategico.

In effetti, nel corso degli ultimi cinque anni, la Cina popolare si è impedita qualsiasi forma di cooperazione che potesse essere interpretata da Washington come un aiuto militare. Ha rifiutato non solo di consegnare armi, ma anche materiali civili necessari durante questa guerra, come i rivelatori di tunnel.

Indipendentemente dall’assai importante assistenza economica di Pechino, tutti ricordano che la Russia aveva identicamente raggiunto un accordo con la Siria all’inizio del 2012, che prefigurava la sua assistenza militare tre anni e mezzo più tardi. La Cina si sta preparando dunque a schierarsi anch’essa?

È probabile che la risposta dipenderà dalla velocità di dispiegamento statunitense nel Mar della Cina e dalle provocazioni degli alleati di Washington in questa regione.

L’interesse della Cina per la Siria risale all’antichità e al medioevo. La via della seta passava attraverso l’Asia centrale per varcare poi Palmira e Damasco prima di biforcarsi verso Tiro e Antiochia. Resta poco di quella lontana cooperazione commerciale, se non la Pagoda visibile sui mosaici della Moschea degli Omayyadi. Il presidente Xi ha fatto del restauro di questa via di comunicazione (e della creazione di una seconda via attraverso la Siberia e l’Europa) l’obiettivo principale del suo mandato.

L’altro grande vantaggio di Pechino è la lotta contro il Partito islamista del Turkestan che si è unito ad al-Qa’ida e poi a Daesh. Oggi c’è un quartiere uiguro a Rakka e Daesh pubblica un giornale soprattutto per i suoi membri.

I membri di questo gruppo sono legati all’Ordine della Naqshbandiyya, una congregazione sufi di cui l’ex Gran Mufti di Siria, Ahmad Kuftaru, era il maestro. Logge di questo ordine si sono avvicinate ai Fratelli musulmani, nel 1961, sotto l’influenza dei servizi segreti anglosassoni, CIA e MI6. Hanno partecipato alla creazione della Lega islamica mondiale da parte dell’Arabia Saudita nel 1962. In Iraq, si sono organizzate intorno a Izzat Ibrahim al-Duri e hanno sostenuto il tentato colpo di Stato dei Fratelli Musulmani siriani, nel 1982. Nel 2014, hanno fornito 80.000 combattenti a Daesh. In Turchia, i Naqshbandi hanno creato la Millî Görüş, di cui Erdoğan era uno dei responsabili. Sono loro che, negli anni ’90, hanno organizzato i movimenti islamisti sia nel Caucaso russo sia nel Xinjiang cinese.

Più ancora dei russi, i cinesi hanno bisogno di informazioni di intelligence su questa filiera e sul modo in cui Washington e Londra la controllano. Avevano a torto creduto, nel 2001, che gli anglosassoni fossero cambiati dopo gli attentati dell’11 settembre e che avrebbero collaborato con l’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai per lottare contro il terrorismo. Ora sanno che la Siria è un autentico amico della pace.

Thierry Meyssan

Traduzione
Matzu Yagi

Fonte
Al-Watan (Siria)

sabato 8 agosto 2015

La geopolitica dietro alla guerra in Yemen

REDAZIONE NOICOMUNISTI

Traduzione di Guido Fontana Ros

Presentiamo un'interessante analisi delle reali motivazioni sottese all'attuale crisi che sta distruggendo lo stato arabo dello Yemen. 
Il conflitto non ha nulla a che fare con motivazioni religiose, di conflitto tra sunniti e sciti. In realtà è legato alla posizione geografica del paese geografica che permette il controllo delle rotte marittime energetiche

TRADUZIONE IN PDF

FONTE PRIMA PARTE

FONTE SECONDA PARTE




mercoledì 5 agosto 2015

L’ULTIMATUM DI PUTIN: MINACCIA GUERRA AL SOSTEGNO DI ERDOGAN ALL’ISIS

REDAZIONE NOICOMUNISTI

Traduzione di Guido Fontana Ros

Finisce il riavvicinamento Russia-Turchia, dopo gli accordi preliminari per il gasdotto South Stream? Da 2 giorni circolano per il web notizie circa un duro confronto verbale tra Putin e l’ambasciatore turco a Mosca.  Il casus belli sarebbe l’appoggio turco ai tagliagole dell’ISIS.

TRADUZIONE IN PDF

FONTE


domenica 12 ottobre 2014

Il piano sionista per il Medio Oriente


REDAZIONE NOICOMUNISTI



Traduzione di Guido Fontana Ros


A occupare i titoli a tutta pagina dei media nel mese di agosto compare il nuovo spauracchio mondiale; dopo l'Impero del Male, "le armi di distruzione di massa", Al Qaida e gli "stati canaglia, ecco il nuovo babau: l'ISIS con il suo nuovo califfato del Medio Oriente.
Così l'opinione pubblica può rapidamente dimenticare i massacri perpetrati dai sionisti a Gaza e quelli perpetrati in Ucraina dalla Giunta golpista e nazista di Kiev.

L'occidente imperialista è salvo, la sua verginità miracolosamente reintegrata. Ci sono nuovamente dei supercattivi da combattere, per fortuna che c'è "l'unica democrazia in Medio oriente" (Israele) che può tenerli a bada e che con l'intervento dello Zio Sam e di qualche suo lacchè europeo rimetterà tutto a posto...






Tuttavia, qualche crepa in questa versione degli eventi ha cominciato a manifestarsi, per cui a tamponare la situazione scendono in campo la strega sanguinaria della Hillary e il marito sassofonista che addossano al povero Zio Tom servo di Rockfeller, il fallimento della politica USA in medio Oriente e la creazione dell'ISIS. Naturalmente si tratta di una recita, è il vecchio copione del poliziotto buono e di quello cattivo.

L'ISIS non è un golem sfuggito al creatore, svolge perfettamente la funzione per cui fu concepito.

Qui un riassunto per chi va di fretta del contenuto dei 2 articoli e del documento che abbiamo tradotto. 
  1. ISIS è una creazione di USA e Mossad 
  2. I soldi li hanno messi Arabia Saudita e Qatar 
  3. Una mano l'hanno data Giordania e Turchia 
  4. E' stato armato con le armi prese dagli arsenali di Gheddafi 
  5. E' stato addestrato in Giordania dagli USA e dalla GB 
  6. Il sedicente capo, Abu Bakr Al Baghdadi è un uomo del Mossad 
  7. Deve contribuire alla balcanizzazione del Medio Oriente: nel breve periodo, Iraq e Siria devono essere spezzettati in stati minori in conflitto tra di loro 
Il punto 7 è previsto in un documento sionista del 1982 

TRADUZIONE ARTICOLO 1

Come Israele aiutò la creazione di Hamas

REDAZIONE NOICOMUNISTI


TRADUZIONE DI GUIDO FONTANA ROS



In questi giorni stiamo assistendo ai massacri compiuti dall'ISIS, esercito di tagliagole islamici costruito con il danaro saudita ed addestrato e rifornito dagli USA e dalla Gran Bretagna. Lo scopo era quello di continuare la destabilizzazione della Siria ed eventualmente di smembrare l'Iraq al fine di strappare alcune zone petrolifere sia alla Siria che all'Iraq. 
La "creatura" alfine si sta rivolgendo contro i "creatori". Storia purtroppo già vista in passato, in Afghanistan contro l'URSS e in Israele per quanto riguarda Hamas.
Sì per quanto possa sembrare strano, quello che sembra essere il più irriducibile avversario di Israele, Hamas, venne covato amorevolmente da Israele per oltre 20 anni a partire dalla fine della Guerra dei 6 Giorni del 1967.
Stupidità? Miope calcolo opportunistico? Oppure volontà di creare una situazione di guerra permanente che permetta alle industrie belliche di guadagnare senza sosta e alle destre di restare in sella per un tempo indefinito?
Abbiamo tradotto 2 articoli di giornalisti che certamente non sono dalla nostra parte; sono anticomunisti e hanno simpatie per Israele ma sostengono la tesi che Israele ha attivamente favorito Hamas. Quindi se lo dicono loro...
Il primo articolo linkato proviene dal Washington Post ed è di questi giorni, il secondo invece è del 2009 e fu pubblicato sul Wall Street Journal.

l sogno del Grande Israele

REDAZIONE DI NOICOMUNISTI


TRADUZIONE DI GUIDO FONTANA ROS


Possiamo senz'altro affermare che il "sogno del Grande Israele dal Nilo all'Eufrate", del padre fondatore del Sionismo Theodore Herzl, da 70 anni si è trasformato in un orrendo, reale incubo per le nazioni dell'area del Medio Oriente. Questo breve articolo, ripreso dal sito www.globalresearch.ca  ci aiuta a comprendere gli avvenimenti di questi giorni nell'area. Ci riferiamo alla venuta alla  ribalta dell'Isis a cavallo della Siria e dell'Iraq.
Comparsa non assolutamente casuale in quanto funzionale al processo di balcanizzazione del Medio Oriente, portato avanti da decenni da USA e Israele con il codazzo dei servi europei.
In pratica il disegno é:
1) Assicurare la preminenza geopolitica ad Israele, in quanto cane da guardia degli enormi giacimenti di petrolio e di gas di quell'area del mondo.
2) Per questo creare uno stato di guerra permanente disgregando le nazioni nate dalla dissoluzione dell'Impero Ottomano
3) Per creare uno stato di guerra permanente bisogna utilizzare esasperandole o creandole di sana pianta divisioni e rivalità di ordine etnico o confessionale
4) L'idea è quella di ridisegnare i confini di Iraq, Siria, Giordania, Libano, Arabia Saudita ed Egitto ecc...
In questo progetto portato avanti dagli ambienti del complesso politico militare filosionista USA si inserisce l'antico sogno di un Grande Israele a spese di Egitto, Giordania, Siria e Iraq..
Esaminate con attenzione questa carta geografica pubblicata nel 2006 su Armed Forces Journal. Ci fa capire cosa sta succedendo ORA con l'ISIS ma contiene un grossa incongruenza con il discorso testè svilupato...Israele è rappresentato con i confini precedenti al 1967. Cosa mai vorrà dire?


sabato 2 agosto 2014

Gas a Gaza: la vera ragione della pulizia etnica

REDAZIONE NOICOMUNISTI

Traduzione di Danila Cucurnia

La vera ragione della bestiale aggressione da parte dei nazisionisti israeliani al popolo palestinese è che stanno tra i piedi...Infatti nel tratto di mare davanti alla Palestina vi sono ingenti giacimento di gas. E' in atto da tempo una selvaggia guerra per l'accaparramento delle risorse naturali fra il blocco anglosassone delle multinazionali e i paesi detti BRICS dal momento che le risorse nel primo mondo sono alla fine. I Palestinesi appunto hanno la sfortuna di trovarvisi in mezzo.

In questo brevissimo articolo ecco le ragioni della brutale aggressione nazista israeliana
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FONTE