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domenica 26 febbraio 2017

Come fu temprato l'acciaio

REDAZIONE NOICOMUNISTI

DI NIKOLAJ OSTROWSKIJ

A cura di Guido Fontana Ros




Presentiamo un classico di quello che viene chiamato realismo sovietico, si tratta di Come fu temprato l’acciaio di Nikolaj Ostrovskij, (Николай Алексеевич Островский), rivoluzionario e combattente comunista che nella guerra civile sovietica, venne ferito gravemente alla testa. Ferita a cui sopravvisse ma le cui conseguenze negli anni gli furono fatali, divenne progressivamente paralitico e cieco, per poi morire nel 1936 a Mosca.

Si tratta di un romanzo in gran parte autobiografico, dove l’autore riversa ricordi della sua infanzia, della progressiva presa di coscienza di classe, della sua formazione di rivoluzionario e di combattente per la costruzione della società socialista, descrivendo la vita del suo alter ego, Pavka Korciaghin.

Romanzo potente, epico e a tratti lirico, non privo di momenti divertenti, è quanto di più lontano dalle masturbazioni incomprensibili e malate dei cosiddetti intellettuali rivoluzionari occidentali, per lo più borghesi che giocano a fare i super rivoluzionari maledetti ed alternativi ad ogni costo.

Sconsigliato ai “compagni” socialpetalosi, consigliatissimo a tutti gli altri.

Per leggere il libro:
  1. fare clic su Come fu temprato l’acciaio
  2. scaricarlo e salvarlo nel proprio pc
  3. si tratta di un formato epub, per cui a chi non avesse un lettore per questo tipo di formato, si consiglia di scaricare e installare, l’efficiente e leggero lettore sumatrapdf
Nikolaj Ostrovsij

domenica 25 dicembre 2016

La concezione di Lenin del socialismo in un solo paese: le origini

REDAZIONE NOI COMUNISTI

di Guido Fontana Ros



Senza menare troppo il can per l'aia, presentiamo uno studio del professor Erik Van Ree dell'Università di Amsterdam.

Questo studio giustizia la concezione che il socialismo in un solo stato sia un frutto dello stalinismo, concezione con cui ci hanno sfracellato gli zebedei per quasi un secolo.

In realtà la teoria della possibilità del socialismo in solo stato fu sviluppata da Lenin a partire dal periodo della Prima Guerra Mondiale, teoria controcorrente rispetto a quella della "rivoluzione mondiale" dominante all'epoca.
Riassumendo, Lenin sosteneva che:
  1. è possibile instaurare il socialismo in un solo stato
  2. compito di questo stato socialista una volta assestato è l'esportazione del socialismo in tutto il mondo attraverso la "guerra rivoluzionaria", in quanto il sistema economico socialista è incomparabilmente superiore a quello capitalista
Alcune avvertenze: innanzitutto non siamo in luna di miele con l'autore. Quest'ultimo forse spaventato dall'ammettere alla fine del suo studio che Stalin aveva ragione e che diresse l'URSS nel solco tracciato da Lenin, dice che Stalin esasperò i concetti leninisti sopra esposti. Vade retro Satana...

Altra affermazione divertente del professor Van Ree è questa:
"Come abbiamo visto, nel suo articolo dell’agosto 1915 (e del settembre del 1916), Lenin immaginava che lo stato rivoluzionario espropri la borghesia, organizzi la produzione socialista e poi entri in combattimento con gli imperialisti. Lenin non spiegò la logica alla base di questo scenario. Ma è del tutto plausibile pensare che l'introduzione di una economia socialista migliori la capacità militare dello Stato rivoluzionario a causa della presunta superiorità delle sue prestazioni rispetto al capitalismo".
Infatti l'URSS sotto la guida del compagno Stalin, non ha forse fatto passi straordinari, passando dal Medioevo all'era contemporanea in meno di 20 anni? Non ha forse vinto la nazione militarmente più potente dell'epoca? E tutto questo è accaduto per caso oppure è dovuto alla "presunta superiorità delle sue prestazioni rispetto al capitalismo"?

Poiché non osiamo pensare che il nostro professore sia un mentecatto, affermazioni del genere sono dettate dalla cautela che un accademico deve avere, trattando certi argomenti, se vuole mantenere il suo posto.

FONTE

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