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domenica 27 gennaio 2019

Un monumento a un vero patriota?

A cura di Danila Cucurnia





Vladimir Putin ha inaugurato martedì 11 dicembre a Mosca una statua di Aleksandr Solzhenitsyn, nel giorno in cui ricorre il centenario della nascita dello scrittore Premio Nobel per la letteratura nel 1970. Il monumento, creato dallo scultore Andrei Kovalchuk, si trova nel quartiere Taganka, nel centro della capitale russa. Il presidente russo ha parlato del dissidente morto a Mosca nel 2008 come di un «vero patriota». Dopo l’espulsione dall’Urss nel 1974, lo scrittore si stabilì — in esilio — nel Vermont fino al 1994, quando fece ritorno in Russia. «Non consentiva a nessuno di parlare male o con sufficienza della sua madrepatria. Si ergeva contro qualsiasi forma di russofobia», ha sottolineato Putin. Il presidente ha poi ricordato che lo scrittore aveva denunciato nel regime comunista «un sistema totalitario che provocava sofferenza e reali difficoltà a milioni di persone».«La cosa più importante è che la voce di Solzhenitsyn continui a risuonare, che i suoi pensieri e le sue idee risuonino nei cuori e nelle menti della gente», ha aggiunto Putin. Fra gli ospiti alla cerimonia anche la vedova dello scrittore, Natalya.
Si rimane piuttosto stupiti, sempre che abbia effettivamente detto così,  a sentire Putin tessere un elogio così sperticato a Solzhenitsyn, soprattutto definendolo un "vero patriota". 

Infatti sono note le sue posizioni non solo anticomuniste ma anche antirusse, quando in diverse occasioni si doleva della sconfitta dei nazisti al tempo della Grande Guerra Patriottica o riversava fango sui combattenti sovietici.

Si può leggere a questo link la lettera del maresciallo Chujkov, il difensore di Stalingrado, a Solzhenitsyn in occasione della pubblicazione di Arcipelago Gulag:


L'esempio di come la menzogna, divulgata e perpetrata per anni, possa diventare verità storica, è l'esaltazione di Solzhenitsyn (vedi saggio del Compagno Luca Baldelli https://noicomunisti.wordpress.com/category/e-le-foibe/page/11/ ). Commemorato a destra e a manca (dove "manca" sta per "sinistra mancante di comunismo"), viene onorato come un salvatore della patria, da chi si indigna perché non viene ricordato a dovere. Contrariamente a ciò che vogliono farci credere, in Russia si ricordano molto bene di lui e, a quanto pare, non è un personaggio amato; lo dimostrano le contestazioni e le manifestazioni dei molti cittadini che, alla vigilia dell'inaugurazione del monumento per il centenario della nascita dello scrittore, chiedevano di annullare la cerimonia. 



Vedi qui


e qui 



Perché le proteste sono buone: 


Interessante articolo: 


Lo dimostrano inoltre i tanti commenti all'articolo pubblicato su un sito russo di Stavropol, città natia di Solzhenitsyn, che narra come il Presidente Putin inauguri il monumento, parlando del Premio Nobel per la letteratura (1970), come di un "vero patriota". (foto da tweet.net) 







I COMMENTI: 

Fu un vero traditore del suo popolo, oltre che un oscurantista devastato mentale: perciò ebbe successo presso gli sporchi yankee, e per questo gli tributarono uno di quei premi Nobel che non si rifiutano mai alle peggiori canaglie, anzi spesso sono riservati proprio a loro: che sia per la letteratura, la pace o l'economia.

Gli hanno messo subito al collo un cartello con scritto: " traditore"?
SU FACEBOOK: 



RICERCA PER IMMAGINI DEI SITI RUSSI CHE DOCUMENTANO LE PROTESTE:











sabato 29 dicembre 2018

La verità sui gulag sovietici

Traduzione di Guido Fontana Ros

La verità sui gulag sovietici - Sorprendentemente rivelata dalla CIA




INTRODUZIONE

Le bugie "umanitarie" servono a lavare il cervello alla popolazione per sostenere le guerre imperialiste. Nutriti dalla propaganda d'estrema destra e sovvenzionati dalla CIA, gli organi principali di "notizie" descrivono i campi di lavoro sovietici, anche noti come "gulag", come un mezzo adoperato da Stalin per reprimere i dissidenti pro democrazia e ridurre in schiavitù le masse sovietiche. del resto la stessa CIA che per mezzo dell'operazione Mockingbird, diede al complesso militare USA il controllo pressoché totale della stampa mainstream al fine di favorire la disinformazione antisovietica (Tracy, 2018), ha recentemente declassificato alcuni documenti che invalidano le menzogne circondanti i gulag.

La CIA che condusse operazioni antisovietiche per quasi cinque decadi e la cui direzione si sforzava di ottenere informazioni accurate sull'URSS, non poteva essere tacciata di favoritismo verso l'Unione Sovietica. Quindi i seguenti file declassificati dove vengono "confessate" sorprendentemente informazioni favorevoli all'Unione Sovietica, assumono un particolare rilievo.

Mentre concordiamo sulle dure condizioni che esistevano nei  gulag, come succede in ogni sistema carcerario nel mondo, lo scopo di questo articolo è quello di lumeggiare i seguenti fatti:
1) la durezza delle condizioni delle prigioni è stata esagerata dalla stampa occidentale, attraverso menzogne create a bella posta
2) le statistiche attinenti la popolazione dei gulag sono state esagerate
3) ci fu uno sforzo genuino per migliorare le condizioni dei prigionieri quando ci furono le possibilità e
4) i requisiti delle condizioni della prigionia erano molto più alti di quelli vigenti in molti paesi capitalisti.


LE CONDIZIONI DI DETENZIONE

Un documento della CIA risalente al 1957, intitolato "Forced Labor Camps in the USSR: Transfer of Prisoners between Camps" ci rivela queste informazioni circa i gulag sovietici da pagina due a pagina sei:
1) Fino al 1952 ai prigionieri veniva conferito un dato ammontare di cibo, aumentato nel caso che le quote di produzione fossero state superate
2) Dal 1952 in poi il sistema cominciò a funzionare sulla "responsabilizzazione economica", vale a dire più i prigionieri lavoravano più venivano pagati
3) nel caso di completamento e superamento delle quote di produzione del 105% ogni giorno di pena veniva contato per due.
4) Inoltre grazie alla ricostruzione socialista postbellica il governo sovietico poté disporre di più fondi e così aumentò la fornitura di cibo ai detenuti.
5) Fino al 1954 i prigionieri lavoravano 10 ore al giorno, mentre gli operai ne lavoravano 8. Dal 1954 in poi i prigionieri lavorarono 8 ore come gli operai.
6) Uno studio della CIA su un campo preso come campione mostra come il 95% dei detenuti fosse composto da veri e propri criminali.
7) Nel 1953, fu concessa un'amnistia al 70% dei criminali comuni detenuti in quel campo e nei successivi 3 mesi la maggior parte di loro fu di nuovo arrestata avendo commesso nuovi reati.

Qui di seguito alcuni estratti da codesti documenti della CIA, sottolineati e riuniti insieme per facilitare il lettore:


Questi contraddicono in modo assoluto la narrazione  che i prigionieri dei gulag non fossero retribuiti. Indubbiamente il lavoro era forzato, ma erano forniti premi ed incentivi materiali. I prigionieri furono pagati dal 1952 in poi mentre precedentemente erano ricompensati con cibo.

Secondo le fantasie borghesi il "regime" sovietico di proposito affamava la popolazione dei gulag. Invece alla luce dei fatti ci furono sforzi dalla parte sovietica per incrementare la fornitura di cibo ai prigionieri dopo la Seconda Guerra Mondiale.

Il fatto che la giornata lavorativa fosse solo di due ore superiore a quella degli operai fino al 1954 e che da quell'anno divenne pari a quella degli operai liberi è una chiara dimostrazione delle tendenze egalitaristiche dello stato sovietico.

Oltre tutto, fatto degno di nota è che fossero i criminali non i rivoluzionari pro democrazia ad essere spediti nei gulag. Come in tutti i sistemi giudiziari, certamente c'erano degli errori e qualche innocente poteva finire in prigione; il fatto cruciale è questo fatto venne esagerato dalla stampa imperialista.

Facciamo un paragone fra il sistema sovietico e quello USA. Il 13° emendamento permetto il lavoro schiavile dei detenuti; con molti detenuti vessati a causa della loro etnia. Anche la dinastia Clinton ebbe schiavi nello stato dell'Arkansas (News 2017).


Eccezionale concentrato di grandissime balle

I NUMERI

Secondo la quarta pagina di un altro documento della CIA (1989), intitolato “The Soviet Labour System: An Update,” il numero dei prigionieri dei gulag "crebbe fino a 2 milioni" al tempo di Stalin.


Questi dati sono comparabili a quelli provenienti dagli archivi sovietici desecretati. Il seguente documento è un documento archivistico sovietico declassificato del 1954 ((Pykhalov), di cui un estratto è stato tradotto in inglese:


NDT: A questo punto non possiamo più seguire l'articolo originale, dove è stato fatto un pasticcio ai limiti della comprensibilità con i dati tratti dal libro di Pykhalov, quindi ne facciamo un riassunto corretto e comprensibile.


"Nel periodo intercorrente fra il 1921 e l'inizio del 1953, per reati controrivoluzionari furono condannate  a morte 642.980 persone, 2.369.220 alla reclusione e 765.160 al confino.
Tuttavia vi sono altri dati, sempre dal libro citato, che dettagliano con cifre di poco differenti il numero delle persone condannate a morte in quell'arco temporale: 815.619 condannati a morte su 4.308.487 persone processate.
Bisogna considerare però che in questi dati è compresa una notevole quota di criminali comuni (almeno il 30%) e che spesso non tutte le sentenze capitali venivano eseguite. Per esempio, su 76 condanne a morte emesse dalla Corte distrettuale di Tyumen nella prima metà del 1929, al gennaio del 1930 solo 9 furono eseguite... e 46 furono trasformate in pene detentive o annullate."

Gli archivi sovietici rimasero riservati per decenni, furono aperti solo dopo il collasso dell'Unione Sovietica. In aggiunta, dopo la morte di Stalin, il capo della NKVD (Ministero degli Interni russo) , Lavrenty Beria, sostenitore di Stalin, fu fatto uccidere prontamente da da Khrushcev, accanito antistalinista (History in an hour 2010). 

Questi fatti rendono molto improbabile che i servizi di sicurezza sovietici fossero favorevoli a Stalin.

IL NOBEL DELLA MENZOGNA


Lo storico italoamericano Michael Parenti (1997, pp. 79-80), analizzò ulteriormente i dati provenienti dagli archivi sovietici:


"Nel 1993, per la prima volta, diversi storici hanno ottenuto l'accesso agli archivi precedentemente segretati della polizia sovietica  e sono stati in grado di stabilire stime ben documentate della popolazione delle prigioni e dei campi di lavoro e hanno scoperto che la popolazione totale dell'intero sitema dei gulag a partire dal gennaio 1939, verso la fine delle Grandi Purghe, era di 2.022.976, e in quel periodo iniziò pure una purga degli epuratori, tra cui molti funzionari dell'intelligence e della polizia segreta (NKVD) e membri della magistratura e altri comitati investigativi, che furono da quel momento ritenuti responsabili per gli eccessi del terrore nonostante le loro proteste di fedeltà al regime."

"I campi di lavoro sovietici non erano campi di sterminio come quelli che i nazisti costruirono in Europa: non c'era uno sterminio sistematico dei detenuti, nessuna camera a gas o forni crematori per sbarazzarsi di milioni di corpi ..." La grande maggioranza dei detenuti del gulag sopravvisse e alla fine ritornò alla società quando fu concessa l'amnistia o quando finirono di scontare la pena. Ogni anno, dal 20 al 40% dei detenuti erano rilasciati, secondo i registri degli archivi. Nonostante questi fatti, il corrispondente di Mosca del New York Times (7/31 / 96) continua a descrivere il gulag come "il più grande sistema di campi di sterminio nella storia moderna".

"Quasi un milione di prigionieri di gulag furono rilasciati durante la seconda guerra mondiale per prestare servizio militare. Gli archivi rivelano che più della metà di tutti i decessi nei gulag per il periodo 1934-53 avvenne durante gli anni della guerra (1941-45), per lo più a causa dalla malnutrizione, quando la fame e gli stenti erano il destino comune dell'intera popolazione sovietica (circa 22 milioni di cittadini sovietici morirono durante la guerra). Nel 1944, ad esempio, il tasso di mortalità nei campi di lavoro era di 92 su 1000. Nel 1953, con la ripresa postbellica, le morti dei campi erano scese a 3 per 1000."

"Tutti i detenuti dei gulag possono essere considerati vittime innocenti della repressione rossa? Contrariamente a quanto siamo stati portati a credere, quelli arrestati per crimini politici ("reati controrivoluzionari ") erano compresi tra il 12 e il 33% della popolazione carceraria, con variazioni annuali. La maggior parte dei detenuti era accusata di reati non politici: omicidio, aggressione, furto, banditismo, contrabbando, truffa e altre violazioni punite in qualsiasi società."

Così, secondo la CIA, circa due milioni di persone furono inviate al Gulag negli anni '30, mentre secondo gli archivi sovietici declassificati, 2.369.220 fino al 1954. Rispetto alla popolazione dell'URSS dell'epoca, facendo un raffronto con le statistiche di un paese come gli Stati Uniti, la popolazione del Gulag nell'URSS nel corso della sua storia era  in percentuale inferiore a quella carceraria degli Stati Uniti di oggi o degli anni '90. Infatti, secondo la ricerca di Sousa (1998), negli Stati Uniti c'era una percentuale più grande di prigionieri (rispetto all'intera popolazione) di quanti ce ne fossero mai stati nell'URSS:
"In una notizia senza alcun risalto che appariva sui giornali dell'agosto 1997, l'agenzia di stampa FLT-AP riferiva che negli Stati Uniti non c'erano mai state così tante persone nel sistema carcerario come i 5,5 milioni detenuti nel 1996. Questo rappresenta un aumento di 200.000 persone dal 1995 e significa che il numero di criminali negli Stati Uniti è pari al 2,8% della popolazione adulta. Questi dati sono disponibili per tutti coloro che fanno parte del dipartimento di giustizia nordamericano .... Il numero di detenuti negli Stati Uniti oggi è di 3 milioni più alto del numero massimo di detenuti in Unione Sovietica! Nell'Unione Sovietica, ci fu un massimo del 2,4% della popolazione adulta in carcere: negli Stati Uniti la cifra è del 2,8% ed è in aumento! Secondo un comunicato stampa diffuso dal dipartimento della giustizia degli Stati Uniti il ​​18 gennaio 1998, il numero di detenuti negli Stati Uniti nel 1997 è aumentato di 96.100 persone".

CONCLUSIONE 

Ritenendo l'URSS come la maggior sfida ideologica, la borghesia imperialistica occidentale demonizzò Stalin e l'Unione Sovietica. Ora dopo decenni di propaganda, archivi desecretati russi e americani smascherano insieme queste menzogne antisovietiche. Degno della nostra attenzione è il fatto che la CIA, fonte aspramente antisovietica, abbia pubblicato documenti desecretati che smantellano i veri e propri miti che promuoveva e continua a promuovere nei mezzi di comunicazioni di massa. I file CIA insieme ai documenti declassificati degli archivi sovietici hanno dimostrato che la stampa borghese mentiva sui gulag.



FONTI




13th Amendment to the U.S. Constitution: Abolition of Slavery. (n.d.). Retrieved August 28, 2018, from https://www.archives.gov/historical-docs/13th-amendment

Central Intelligence Agency (CIA). (1989). THE SOVIET FORCED LABOR SYSTEM: AN UPDATE (GI-M 87-20081). Retrieved February 12, 2018, fromhttps://www.cia.gov/library/readingroom/docs/DOC_0000500615.pdf

Central Intelligence Agency (CIA). (2010, February 22). 1. FORCED LABOR CAMPS IN THE USSR 2. TRANSFER OF PRISONERS BETWEEN CAMPS 3. DECREES ON RELEASE FROM FORCED LABOR 4. ATTITUDE OF SOVIET PRISON OFFICIALS TOWARD SUSPECTS 1945 TO THE END OF 1955. Retrieved January 5, 2018, from https://www.cia.gov/library/readingroom/docs/CIA-RDP80T00246A032000400001-1.pdf

Hillary and Bill used 'slave labour'. (2017, June 08). Retrieved June 10, 2017, from https://www.news.com.au/technology/online/social/hillary-and-bill-clinton-used-black-prisoners-for-forced-slave-labour-in-the-arkansas-governors-mansion/news-story/9af23848a5d44770b538c931c62460fe

Игорь, П. (n.d.). Книга: За что сажали при Сталине. Невинны ли «жертвы репрессий»? Retrieved August 28, 2018, from https://www.e-reading.club/bookreader.php/1008874/Pyhalov_-_Za_chto_sazhali_pri_Staline._Nevinny_li_zhertvy_repressiy.html

Parenti, M. (1997). Blackshirts and reds: Rational fascism and the overthrow of communism. San Francisco, Calif: City Lights Books.

Sousa, M. (1998, June 15). Lies concerning the history of the Soviet Union. Retrieved August 27, 2018, from http://www.mariosousa.se/LiesconcerningthehistoryoftheSovietUnion.html

The Death of Lavrenty Beria. (2015, December 23). Retrieved August 31, 2018, from http://www.historyinanhour.com/2010/12/23/lavrenty-beria-summary

Tracy, J. F. (2018, January 30). The CIA and the Media: 50 Facts the World Needs to Know. Retrieved August 28, 2018, fromhttps://www.globalresearch.ca/the-cia-and-the-media-50-facts-the-world-needs-to-know/5471956   

































domenica 25 settembre 2016

Le bugie concernenti la storia dell'Unione Sovietica in PDF

REDAZIONE NOICOMUNISTI

Di Guido Fontana Ros




Mettiamo a disposizione di tutti i lettori il PDF della traduzione dello studio del compagno Mario Sousa, con note, tabelle, link e immagini:


LE BUGIE CONCERNENTI LA STORIA DELL'UNIONE SOVIETICA

mercoledì 21 settembre 2016

Le bugie concernenti la storia dell'Unione Sovietica- II

REDAZIONE NOICOMUNISTI



DI MARIO SOUSA


Traduzione di Guido Fontana Ros





Eccoci alla II parte del saggio del compagno Mario Sousa. In questa parte si entra un po' più in dettaglio nell'operato dei due più grandi falsificatori della storia dell'URSS: senza dubbio le star della propaganda anticomunista e russofobica sono Robert Conquest e Aleksandr Isaevic Solzhenitsyn.
I loro milioni e milioni di morti, la Russia dovrebbe essere disabitata a quest'ora, cominciano ad assumere l'aspetto loro confacente, una maleodorante enorme frode.
"Si aprano gli archivi segreti del Cremlino!", starnazzavano i corifei della leggenda nera del compagno Stalin...
Ops, meglio di no!

Le bugie concernenti l'Unione Sovietica - parte II


di Mario Sousa

Con Robert Conquest al cuore del mito
A questo punto dobbiamo riservare una particolare attenzione a quest'uomo, che viene così spesso citato dalla stampa borghese, a questo vero e proprio oracolo della borghesia. Robert Conquest è uno degli autori che più si è dilungato circa i milioni di morti dell'Unione Sovietica. Lui è il vero creatore dei miti e delle bugie sull'Unione Sovietica che furono diffuse a partire dalla Seconda Guerra Mondiale- Conquest, per prima cosa, è conosciuto per i suoi libri “The Great Terror” (1969) e “Harvest of Sorrow” (1986). Conquest scrive di milioni morenti di fame e stenti in Ucraina, nei gulag o campi di lavoro, dei morti durante i processi del 1936 -1938, usando come fonti le informazioni degli ucraini in esilio, residenti negli USA e appartenenti a partiti di destra, gente che aveva collaborato con i nazisti durante la Seconda Guerra Mondiale. Molti degli “eroi” di Conquest sono noti per essere dei criminali di guerra che hanno diretto e partecipato al genocidio degli ebrei ucraini nel 1942.

Uno di questi personaggi era Mykola Lebed perseguito come criminale di guerra dopo la Seconda Guerra Mondiale. Lebed era stato il capo della polizia a Lvov [Leopoli], durante l'occupazione nazista e aveva diretto la terribile persecuzione degli ebrei del 1943. Nel 1949 la CIA condusse Lebed negli USA dove lavorò come fonte di disinformazione.

Lo stile dei libri di Conquest è permeato di un virulento e fanatico anticomunismo. Nel suo libro del 1969, Conquest ci dice che i morti per la carestia nell'Unione Sovietica del 1932 – 1933, ammontarono a una cifra tra 5 milioni e i 6 milioni, la metà dei quali in Ucraina, ma nel 1983, al tempo della crociata anticomunista di Reagan, Conquest aveva esteso gli anni della carestia fino al 1937 e aumentato il numero delle vittime a 14 milioni! Affermazioni del genere furono ben ricompensate: nel 1986 egli fu cooptato da Reagan per la redazione di materiale per la sua campagna elettorale alla presidenza, mirata a preparare il popolo americano ad un'invasione sovietica. Il testo in questione fu intitolato “What to do when the Russians come: a survivalists handbook” [Cosa fare nel caso dell'arrivo dei russi: un manuale di sopravvivenza]! Strane parole per un professore di storia! Il fatto è che non c'è nulla di strano in tutto questo, proviene da un uomo che ha speso tutta la sua vita in bugie e invenzioni sull'Unione Sovietica e su Stalin, prima come agente segreto e poi come scrittore e professore alla Stamford University della California. Il passato di Conquest è stato rivelato dal Guardian del 27 gennaio 1978, in un articolo che lo identificava come ex agente addetto alla disinformazione di un dipartimento del servizio segreto britannico, l'Information Research Department (IRD). L'IRD era una sezione costituita nel 1947 (in origine era chiamata Communist Information Bureau [Ufficio dell'informazione comunista]), il cui compito principale era contrastare l'influenza comunista nel mondo per mezzo della diffusione di storie fra i politici, i giornalisti e altre persone in posizioni atte ad influenzare l'opinione pubblica. Le attività del IRD furono ad ampio raggio fin quando la Gran Bretagna fu influente. Quando l'IRD venne formalmente sciolto nel 1977, a causa del suo coinvolgimento con l'estrema destra, fu scoperto che solo in Gran Bretagna, più di 100 noti giornalisti avevano intessuto rapporti regolari contatti con l'IRD, in quanto quest'ultimo forniva loro regolarmente materiale per gli articoli. Questo era la norma in molti dei maggiori giornali inglesi, come Financial Times, The Times, Economist, Daily Mail, Daily Mirror, The Express, The Guardian e molti altri. I fatti rivelati dal The Guardian comunque ci forniscono l'indicazione di come i servizi segreti abbiano manipolato le notizie destinate al grande pubblico.

Robert Conquest lavorò per l'IRD da fu fondato fino al 1956. Il “lavoro” di Conquest si basava sul contribuire alla cosiddetta “storia nera” dell'Unione Sovietica, storie fasulle presentate come fatti e distribuite ai giornalisti ed altri in grado di influenzare l'opinione pubblica. Dopo che ebbe dato formali dimissioni dall'IRD, Conquest continuò a scrivere libri suggeritigli dall'IRD, con l'aiuto del servizio segreto. Il suo libro “The Great Terror” un testo base della destra sul soggetto della lotta per il potere che avvenne in Unione Sovietica nel 1937, era in fatti una compilazione di testi che egli aveva scritto quando lavorava per i servizi segreti. Il libro fu terminato e pubblicato con l'aiuto dell'IRD. Un terzo delle copie stampate furono acquistate dalla Praeger Press, normalmente associata a pubblicazioni originate da fonti CIA.

Il libro di Conquest era congegnato per essere presentato da “utili idioti”, come professori universitari, gente della stampa, della radio e della TV, per far s che le bugie di Conquest e dell'estrema destra continuassero a diffondersi a larghi strati della popolazione. Conquest tutt'ora rimane per gli storici di destra una delle fonti più importanti di materiali sull'Unione Sovietica.

Alexander Solzhenitsyn
Un’altra persona che è sempre associata a libri e articoli sui presunti milioni di persone che hanno perso la loro vita o la libertà in Unione Sovietica, è l’autore russo Alexander Solzhenitsyn. Solzhenitsyn è diventato famoso in tutto il mondo capitalista verso la fine del 1960 con il suo libro, Arcipelago Gulag.

Egli stesso era stato condannato nel 1946 a 8 anni di campo di lavoro per attività controrivoluzionaria esplicata attraverso la distribuzione di propaganda antisovietica. Secondo Solzhenitsyn la lotta contro la Germania durante la Seconda Guerra Mondiale si sarebbe potuto evitare se il governo sovietico avesse raggiunto un compromesso con Hitler. Solzhenitsyn ha anche accusato il governo sovietico e Stalin di essere ancora peggio di Hitler, secondo lui, a giudicare dagli effetti terribili della guerra sul popolo dell’Unione Sovietica. Solzhenitsyn non ha mai nascosto le sue simpatie naziste. Fu condannato come traditore.

Solzhenitsyn ha cominciato nel 1962 a pubblicare libri in Unione Sovietica con il consenso e l’aiuto di Nikita Krusciov. Il primo libro che ha pubblicato è stato “Un giorno nella vita di Ivan Denisovic“, che riguardava la vita di un prigioniero. Krusciov ha utilizzato i testi di Solzhenitsyn per combattere l’eredità socialista di Stalin. Nel 1970 Solzhenitsyn ha vinto il premio Nobel per la letteratura con il suo libro Arcipelago Gulag. In seguito i suoi libri hanno cominciato ad essere pubblicati in grandi tirature nei paesi capitalisti; il loro autore divenne uno dei più preziosi strumenti dell’imperialismo nella lotta contro il socialismo dell’Unione Sovietica. I suoi testi sui campi di lavoro si aggiunsero alla propaganda sui milioni di persone che sarebbero morti in Unione Sovietica e furono presentati presentati dai mass media capitalisti come se fossero veri. Nel 1974 Solzhenitsyn rinunciava alla cittadinanza sovietica ed emigrava prima in Svizzera e poi negli Stati Uniti. A quel tempo era considerato dalla stampa capitalista come il più grande combattente per la libertà e la democrazia. Le sue simpatie naziste furono sepolte in modo da non interferire con la guerra della propaganda contro il socialismo.

Negli Stati Uniti, Solzhenitsyn era spesso invitato a parlare in importanti importanti. Fu, per esempio, il relatore principale al congresso dell’Unione AFL-CIO nel 1975 e il 15 luglio 1975 fu invitato a tenere una conferenza sulla situazione mondiale al Senato degli Stati Uniti! Le sue lezioni attenevano a una violenta agitazione provocatoria, sostenendo e propagandando le posizioni più reazionarie. Tra le altre cose faceva propaganda per una nuova aggressione al Vietnam dopo la vittoria sugli Stati Uniti. E ancora: dopo 40 anni di fascismo in Portogallo, quando gli ufficiali di sinistra ufficiali esercito presero il potere nella rivoluzione popolare del 1974 , Solzhenitsyn cominciò un’azione di propaganda per un intervento militare degli Stati Uniti in Portogallo che, secondo lui, si sarebbe unito al Patto di Varsavia se gli Stati Uniti non fossero intervenuti! Nelle sue lezioni, Solzhenitsyn si lamentava sempre della liberazione delle colonie africane del Portogallo, ma è chiaro che lo spunto principale dei discorsi di Solzhenitsyn era sempre la guerra sporca contro il socialismo, spaziando dalla presunta esecuzione di diversi milioni di persone in Unione Sovietica alle decine di migliaia di americani presumibilmente imprigionati e ridotti in schiavitù, secondo Solzhenitsyn, nel Vietnam del Nord! Questa idea di Solzhenitsyn di americani utilizzati come schiavi nel Vietnam del Nord ha dato origine ai film di Rambo sulla guerra del Vietnam. I giornalisti americani che osavano scrivere in favore della pace tra gli Stati Uniti e l’Unione Sovietica venivano accusati da Solzenicyn nei suoi discorsi, di essere potenziali traditori. Solzhenitsyn faceva anche propaganda a favore di un incremento del potenziale militare USA contro l’Unione Sovietica, che sosteneva essere più forte degli USA nei carri armati e aeroplani, con rapporto da cinque a sette volte, a sfavore degli USA’ così come nelle armi atomiche che egli “in breve” asseriva che la dotazione sovietica fosse da “due, tre o perfino cinque” volte più potente di quella USA. Le lezioni di Solzhenitsyn sull’Unione Sovietica rappresentavano la voce dell’estrema destra, ma egli andò ancora più a destra nel suo sostegno pubblico del fascismo.

Il sostegno al fascismo di Franco
Dopo la morte di Franco nel 1975, il regime fascista spagnolo cominciò a perdere il controllo della situazione politica e all’inizio del 1976, una serie di eventi in Spagna catturarono l’attenzione dell’opinione pubblica mondiale. Ci furono scioperi e dimostrazioni per chiedere democrazia e libertà e l’erede di Franco, il re Juan Carlos fu costretto ad introdurre con estrema cautela qualche liberalizzazione per calmare lo scontro sociale.

In quel momento, proprio quello più importante nella storia politica spagnola, Alexander Solzhenitsyn comparve a Madrid e concesse un’intervista nella notte di sabato 20 marzo 1976 al programma “Directisimo” che raggiunse il picco di audience (vedi i giornali spagnoli, ABC e Ya del 21 marzo 1976). Solzhenitsyn, che era a conoscenza in anticipo delle domande, colse l’occasione per sciorinare tutto il suo repertorio di dichiarazioni reazionarie. La sua intenzione non era sostenere le cosiddette misure di liberalizzazione del re. Al contrario Solzhenitsyn mise in guardia contro la riforma democratica. Nella sua intervista televisiva dichiarò che 110 milioni di russi erano morti come vittime del Socialismo e paragonò la “schiavitù cui era stato sottoposto il popolo sovietico alla libertà che si gode in Spagna“. Solzhenitsyn accusò anche i “circoli progressisti” di “utopismo” pensare che la Spagna fosse una dittatura. Con “progressisti” intendeva chiunque si schierasse nell’opposizione democratica, fosse liberale, socialdemocratico o comunista.

“Lo scorso autunno,” dichiarò Solzhenitsyn, “l’opinione pubbblica mondiale era preoccupata per la sorte dei terroristi spagnoli [cioè gli antifascisti spagnoli condannati a morte dal regime di Franco]. Per tutto il tempo l’opinione pubblica progressista richiedeva una riforma politica democratica, sostenendo gli atti di terrorismo“. “Coloro che cercano una rapida riforma democratica, si rendono conto che cosa accadrà domani o dopodomani? Domani in Spagna ci può essere la democrazia, ma dopodomani le Nazioni Unite saranno in grado di evitare che dalla democrazia che si cada nel totalitarismo?“.

Alle prudenti domande dei giornalisti se siffatte affermazioni non fossero un sostegno ai regimi di paesi dove non vi era alcuna libertà, Solzhenitsyn rispose: “Conosco solo un paese dove non c’è libertà ed è la Russia!” Le dichiarazioni di Solzhenitsyn alla televisione spagnola furono un chiaro appoggio al fascismo spagnolo, un’ideologia che quel giorno egli sostenne. Questo fu uno dei motivi per cui Solzhenitsyn da quel momento cominciò a scomparire alla vista del pubblico nei suoi 18 anni di esilio negli Stati Uniti e una delle ragioni per cominciò a ricevere sempre meno sostegno da parte dei governi capitalisti. Per i capitalisti fu un dono del cielo in quanto poterono utilizzare un uomo come Solzhenitsyn nella loro guerra sporca contro il socialismo, ma tutto ha un limite. Nella nuova Russia capitalista, ciò che determina il sostegno dell’occidente ai vari raggruppamenti politici, è puramente e semplicemente la possibilità di fare buoni affari con alti profitti sotto l’ala di questi raggruppamenti. Il fascismo come regime politico alternativo in Russia, non è considerata cosa buona per gli affari. Per questo motivo, i progetti politici di Solzhenitsyn per la Russia sono come lettera morta per ottenere il sostegno occidentale. Ciò che Solzhenitsyn auspica nel futuro politico della Russia è un ritorno al regime autoritario degli zar mano nella mano con la tradizionale Chiesa Ortodossa Russa! Anche il più arrogante degli imperialisti non è interessato a sostenere una stupidaggine politica di questa portata. Per trovare qualcuno che, in occidente, sostenga Solzhenitsyn, si deve cercare tra i somari di estrema destra.

Nazisti, agenti segreti e fascisti
Quindi questi sono i migliori fornitori dei miti borghesi riguardanti i pretesi milioni di morti e imprigionati in Unione Sovietica: il nazista William Hearst, l'agente segreto Robert Conquest e il fascista Alexander Solzhenitsyn. Conquest ha svolto un ruolo di primo piano, dato che le sue informazioni sono state utilizzate dai mass media capitalistici di tutto il mondo ed ha anche costituito la base d’impostazione di intere scuole di storici perfino in ambienti universitari. Il lavoro di Conquest è senza dubbio un capolavoro di politica disnformativa. Nel 1970 Conquest ricevette un grande aiuto da Solzhenitsyn e da una serie di personaggi secondari come Andrei Sacharov e Roy Medvedev. Inoltre apparve per il mondo, un certo numero di persone che si dedicano a speculare circa il numero dei morti e dei reclusi, questi sono sempre pagati a peso d’oro dalla stampa borghese. Ma la verità della questione è stata finalmente rivelata e ha mostrato il vero volto di questi falsificatori della storia. L’ordini da parte di Gorbaciov di aprire gli archivi segreti del Partito all’indagine storica ebbe conseguenze che nessuno avrebbe potuto prevedere.

Gli archivi dimostrano le bugie della propaganda
La speculazione circa i milioni di morti in Unione Sovietica è parte della sporca guerra di propaganda contro l'Unione Sovietica e per questo motivo le smentite e le spiegazioni fornite dall'Unione Sovietica non sono mai stati prese sul serio e mai hanno trovato spazio nella stampa capitalista. Erano, al contrario, ignorate, mentre agli "specialisti" comprati dal capitale fu dato spazio a volontà per diffondere le loro falsità. E che falsità! Quello che avevano in comune i milioni di morti e di imprigionati, come sostenuto da Conquest e dagli altri “critici”, era il risultato di un falso statistico dovuto ad approssimazione e a metodi di valutazione privi di qualsiasi base scientifica.

I metodi fraudolenti danno luogo a milioni di morti
Conquest, Solzenicyn, Medvedev e altri hanno usato statistiche pubblicate dall'Unione Sovietica, per esempio censimenti sulla popolazione nazionale, a cui hanno aggiunto un aumento della popolazione supposta senza tener conto della situazione nel paese. In questo modo hanno raggiunto le loro conclusioni su quante persone ci dovevano esserci nel paese in determinati anni. Affermarono che le persone mancanti erano morti o imprigionate a causa del socialismo. Il metodo è semplice, ma anche del tutto fraudolento. Questo tipo di “rivelazione” di questi importanti eventi politici non sarebbe mai stata accettata se la “rivelazione” in questione avesse riguardato il mondo occidentale. In tal caso è certo che i professori egli storici avrebbero protestato contro tali invenzioni. Ma dato che era l'Unione Sovietica ad essere l’oggetto delle invenzioni, queste erano accettabili. Uno dei motivi di questo è certamente il fatto che i professori e gli storici antepongono di molto la loro carriera professionale all’integrità professionale.

Per quanto attiene ai numeri, quali sono state le conclusioni finali dei “critici”? Secondo Robert Conquest (in una stima che ha fatto nel 1961) 6 milioni di persone sono morte di fame in Unione Sovietica nei primi anni del 1930. Questo numero è stato poi aumentato da Conquest a 14 milioni nel 1986. Per quanto riguarda i gulag o campi di lavoro, ci dice che vi furono detenuti 5 milioni di prigionieri nel 1937 prima che cominciassero le purghe nel Partito, nell'esercito e nell'apparato statale. Dopo l'inizio delle purghe, secondo Conquest, durante il 1937 - 38, ci sarebbero stati ulteriori 7 milioni di prigionieri, per giungere a un totale di 12 milioni di prigionieri nei campi di lavoro nel 1939! E questi 12 milioni di Conquest sarebbero stati solo i prigionieri politici! Nei campi di lavoro c'erano anche criminali comuni, che, secondo Conquest, sarebbero stati di gran lunga più numerosi dei prigionieri politici. Questo significa, secondo Conquest, che ci sarebbero stati 25 - 30 milioni di prigionieri nei campi di lavoro dell'Unione Sovietica.

Sempre secondo Conquest, un milione di prigionieri politici fu giustiziato tra il 1937 e il 1939, ed altri 2 milioni morirono di fame. Il conteggio finale risultante dalle purghe del 1937 - 39, poi, secondo Conquest, fu di 9 milioni, di cui 3 milioni sarebbero morti in carcere. Queste cifre furono immediatamente sottoposte ad un “aggiustamento statistico” da Conquest per permettergli di giungere alla conclusione che i bolscevichi avevano ucciso non meno di 12 milioni di prigionieri politici tra il 1930 e il 1953. Con l’aggiunta di queste cifre alle altre dei pretesi morti durante la carestia del 1930, Conquest arrivò a concludere che i bolscevichi uccisero 26 milioni di persone. In una delle sue ultime manipolazioni statistiche, Conquest ha affermato che, nel 1950, in Unione Sovietica, c'erano 12 milioni di prigionieri politici in Unione Sovietica.

Alexander Solzhenitsyn adoperò più o meno gli stessi metodi statistici di Conquest, usando questi metodi pseudoscientifici sulla base di premesse diverse, arrivò a conclusioni ancora più estreme. Solzhenitsyn accettò la stima di Conquest dei 6 milioni di morti derivanti dalla carestia del 1932 - 33. Tuttavia, per quanto riguarda coloro che furono colpiti dalle purghe del 1936 - 39, credeva che almeno 1 milione di persone fosse morto ogni anno. Solzhenitsyn dichiarò che dalla collettivizzazione dell'agricoltura alla morte di Stalin nel 1953, i comunisti avessero ucciso 66 milioni di persone in Unione Sovietica. Soprattutto ritiene il governo sovietico responsabile della morte dei 44 milioni di russi che sostiene sono stati uccisi nella Seconda Guerra Mondiale. La conclusione di Solzhenitsyn è che ci furono “110 milioni di russi caduti vittime del socialismo”.

Per quanto riguarda i prigionieri, Solzhenitsyn ci dice che il numero di persone nei campi di lavoro nel 1953 fu di 25 milioni.

Gorbaciov apre gli archivi
La collezione di dati statistici di fantasia di cui sopra, composta da prodotti inventati estremamente ben pagati, apparve negli anni ‘60 sulla stampa borghese, naturalmente sempre presentata come frutto di fatti veri e accertati mediante l'applicazione del metodo scientifico.

Dietro queste mistificazioni si nascondevano i servizi segreti occidentali, soprattutto la CIA e MI5. L'impatto dei mass media sull'opinione pubblica è così grande che le cifre sono ancora oggi credete essere vere da grandi fasce della popolazione dei paesi occidentali.
Questa situazione vergognosa è peggiorata. Nella stessa Unione Sovietica, dove Solzenicyn e altri ben noti “critici” come Andrei Sacharov e Roy Medvedev non avrebbero dovuto trovare nessuno a sostenere le loro numerose fantasie, un cambiamento significativo ebbe luogo nel 1990. Nel nuovo corso della “stampa libera” aperta sotto Gorbaciov, tutto quello che si oppponeva al socialismo fu salutato come positivo, con risultati disastrosi. Un’inflazione speculativa senza precedenti sul numero dei morti e dei reclusi ai tempi del socialismo, cominciò a prendere piede e ora tutto viene rimescolato in un solo calderone di decine di milioni di “vittime” dei comunisti. L’isteria della nuova stampa “libera” di Gorbaciov portò alla ribalta le bugie di Conquest e di Solzhenitsyn. Nello stesso tempo Gorbaciov aveva aperto gli archivi del Comitato Centrale alla ricerca storica, una richiesta della stampa libera. L'apertura degli archivi del Comitato Centrale del Partito Comunista è davvero la questione centrale in questa storia intricata per due ragioni: in parte perché negli archivi si possono trovare i fatti per far luce sulla verità, ma fatto ancora più importante è che quelli che speculavano senza freni sul numero di persone uccise e imprigionate in Unione Sovietica, da anni sostenevano che l’apertura degli archivi avrebbe confermato il loro dati statistici. Tutti gli speculatori sul numero dei morti e dei prigionieri la pensavano così: Conquest, Sakharov, Medvedev e compagnia cantante, ma quando gli archivi furono aperti e i rapporti delle ricerche basate sui documenti reali cominciarono ad essere pubblicati, accadde una cosa molto strana.

Improvvisamente sia la stampa “libera” di Gorbaciov che gli speculatori sui morti e sui prigionieri persero ogni interesse per gli archivi.

I risultati delle ricerche effettuate su archivi del Comitato Centrale da storici russi come Zemskov, Dougin e Xlevnjuk, che cominciarono ad apparire sulle riviste scientifiche a partire dal 1990, passarono del tutto inosservati. Le relazioni contenenti i risultati di queste ricerche storiche andavano completamente contro la corrente inflazionistica per quanto riguarda i numeri che venivano rivendicati dalla 'stampa libera' concernenti i morti o i prigionieri. Pertanto il loro contenuto non fu pubblicizzato. Le relazioni pubblicate conobbero scarsa circolazione pubblicate in riviste scientifiche praticamente sconosciute al grande pubblico. I rapporti dei risultati della ricerca scientifica non potevano competere con l’isteria della stampa, così le bugie di Conquest e di Solzhenitsyn continuarono ad ottenere l'appoggio di molti settori della popolazione dell'ex Unione Sovietica. Anche in Occidente, le relazioni dei ricercatori russi sul sistema penale sotto Stalin vennero totalmente ignorate dalle prime pagine dei giornali e dai telegiornali. Perché?

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domenica 18 settembre 2016

Le bugie concernenti la storia dell'Unione Sovietica - I

REDAZIONE NOICOMUNISTI

DI MARIO SOUSA



Traduzione di Guido Fontana Ros


Il compagno Mario Sousa, membro del Partito Comunista Marxista Leninista Rivoluzionario della Svezia KPML(r), alla fine egli anni '90 del secolo appena passato, scrisse un interessante documento, tutt'ora valido, sulle menzogne anticomuniste e russofobiche diffuse in modo assolutamente pervasivo per tutto il mondo, concernenti l'esperienza socialista in Unione Sovietica del tempo del compagno Stalin.
Il nucleo iniziale della campagna propagandistica denigratoria dell'Unione Sovietica è senz'altro da ascrivere ai nazisti che nel 1933, grazie anche al "false flag" dell'incendio del Reichstagh, salirono al potere. 
Questo nucleo iniziale venne ampiamente sviluppato dai tre aedi della menzogna: il nazista William Randolph Hearst magnate della stampa USA, l'agente del MI5 britannico Robert Conquest e il fascista traditore e infame di Aleksandr Isaevic Solzhenitsyn.
Anche se queste colossali menzogne sono state smontate da decenni, tuttavia vengono ripetute e rinnovate attraverso l'enorme potenza di fuoco dei mass media controllati dalle corporation.
Pertanto siamo consapevoli che la nostra voce è pari a un peto in un uragano tropicale, ma non per questo cessiamo di proclamare la verità dei fatti storici.
Se riuscissimo a far quantomeno riflettere qualche "sinistro" che continua a ripetere a pappagallo le menzogne sull'URSS fabbricate dai nazisti, sarebbe già un bel risultato.
Qui di seguito presentiamo la prima parte dello scritto del compagno Mario Sousa:

Le bugie concernenti l'Unione Sovietica - PARTE I

di Mario Sousa

Da Hitler a Hearst, da Conquest a Solzhenitsyn
La storia dei milioni di persone che, ai tempi di Stalin, furono presumibilmente incarcerate e che morirono nei campi di lavoro dell'Unione Sovietica o a causa della fame.

Nel mondo in cui viviamo, chi ha potuto evitare di udire le storie terribili di morti sospette e di assassini nei gulag o campi di lavoro dell'Unione Sovietica? Chi può dire di non aver mai sentito le storie di milioni affamati fino alla morte e di milioni di oppositori giustiziati in Unione Sovietica nell'epoca staliniana? Nel mondo capitalista queste storie sono ripetute infinite volte in libri, giornali, alla radio, alla televisione, nei film e il numero mitizzato delle vittime del socialismo è aumentato a passo di gigante negli ultimi 50 anni.

A dire il vero, da dove provengono queste storie, questi dati? Chi è dietro a tutto questo? E ancora un'altra domanda: cosa c'è di vero in queste storie? E quali informazioni giacciono negli archivi dell'Unione Sovietica, un tempo segreti ed ora aperti alla ricerca storica da Gorbachev nel 1989? Gli autori dei miti hanno sempre affermato che tutti i racconti dei milioni morti nell'Unione Sovietica di Stalin, troveranno conferma il giorno in cui gli archivi saranno aperti. È quello che è successo? In realtà cosa è stato confermato?

Il seguente articolo ci mostra dove abbiano avuto origine queste storie di milioni di morti di fame e nei campi di lavoro dell'Unione Sovietica di Stalin e chi ci sia dietro.

L'autore, dopo aver studiato i resoconti delle ricerche svolte negli archivi dell?unione Sovietica, è in grado di fornire un'informazione sotto forma di dati concreti sul numero reale dei prigionieri, degli anni passati in prigione e il numero reale dei morti e di quelli che furono condannati a morte nell'Unione Sovietica di Stalin. La verità è molto diversa dal mito.

C'è un diretto collegamento intercorrente da Hitler a Hearst e da Conquest a Solzhenitsyn. Nel1933 avvenne un cambiamento politico in Germania che avrebbe lasciato il marchio nel mondo per i decenni a venire. Il 30 gennaio Hitler divenne primo ministro e una nuovo forma di governo, che coinvolgeva l'uso della violenza e il disprezzo della legalità, cominciò a prendere forma. Per consolidare la loro presa sul potere, i nazisti indissero nuove lezioni per il 5 marzo, utilizzando tutti i mezzi propagandistici per assicurarsi la vittoria. Una settimana prima delle elezioni, il 27 febbraio, i nazisti appiccarono il fuoco al parlamento e accusarono i comunisti di esserne i responsabili. Nella successiva tornata elettorale i nazisti si assicurarono 17,3 milioni di voti e 288 deputati, circa il 48% dell'elettorato (a novembre si erano assicurati 11, 7 milioni di voti e 196 deputati). Una volta che fu bandito il Partito Comunista, i nazisti cominciarono a perseguitare i socialdemocratici e il movimento sindacale, mentre i primi campi di concentramento cominciavano ad essere riempiti di uomini e donne di sinistra. Allo stesso tempo il potere di Hitler in parlamento continuava a crescere con l'aiuto della destra. Il 24 marzo, Hitler fece approvare dal parlamento una legge che gli conferiva il potere assoluto di governare il paese per 4 anni senza bisogno di consultare il parlamento. Da questo punto in poi cominciò la persecuzione degli ebrei, che cominciarono ad entrare nei campi di concentramento dove erano già stati detenuti i comunisti e i socialdemocratici di sinistra. Hitler spingeva avanti la sua scommessa per il potere assoluto, denunciando gli accordi internazionali del 1918 per la restrizione dell'armamento e della militarizzazione della Germania.

Il riarmo della Germania procedeva a gran velocità. Questa era la situazione nell'arena politica internazionale quando i miti concernenti i morti in Unione Sovietica cominciarono ad essere messi insieme.

L'Ucraina come territorio tedesco
A fianco di Hitler, nella dirigenza tedesca, vi era Goebbels, il ministro della Propaganda, l'uomo incaricato di inculcare il sogno nazista nel popolo germanico. Era il sogno di un popolo razzialmente puro che viveva in una Grande Germania, un paese con un largo lebensraum [spazio vitale], un ampio spazio in cui vivere. Una parte di questo lebensraum, un'area ad est della Germania che era molto più grande della stessa Germania era ancora da conquistare e da incorporare nella nazione germanica. Nel 1925, nel suo Mein Kampf, Hitler aveva già indicato l'Ucraina come parte essenziale dello spazio vitale tedesco.

L'Ucraina e le altre regioni dell'Europa orientale dovevano appartenere alla nazione tedesca in modo da essere usate nell' ”appropriata” maniera. Secondo la propaganda nazista, la spada nazista avrebbe liberato questi territori per far posto alla razza tedesca. Con la tecnologia e l'imprenditoria tedesche, l'Ucraina sarebbe stata trasformata in un'area di produzioni di cereali per la Germania, ma per prima cosa si doveva liberarla dalla popolazione di “esseri inferiori” che, secondo la propaganda nazista, sarebbero stati messi al lavoro come schiavi nelle case tedesche, nelle fabbriche e nei campi, ovunque fosse necessario all'economia germanica.

La conquista dell'Ucraina e delle altre aree dell'Unione Sovietica necessitava di una guerra contro l'Unione Sovietica e questa guerra doveva essere ben preparata in anticipo. A tal fine, il ministro della Propaganda, Goebbels, varò una campagna su un ipotetico genocidio commesso dai bolscevichi in Ucraina, un terribile periodo di una carestia catastrofica provocata deliberatamente da Stalin per obbligare i contadini ad accettare le politiche socialiste. Il proposito della campagna nazista era quello di preparare l'opinione pubblica mondiale alla “liberazione” dell'Ucraina da parte delle truppe tedesche. A dispetto degli enormi sforzi e del fatto che la maggior parti dei testi propagandisti tedeschi fossero pubblicati dalla stampa anglosassone, la campagna nazista sull'ipotetico “genocidio” in Ucraina, non ebbe molto successo a livello mondiale. Era chiaro che Hitler e Goebbels avevano bisogno di aiuto per diffondere i loro pettegolezzi propagandistici sull'Unione Sovietica. Trovarono aiuto in USA.

William Hearst amico di Hitler
William Randolph Hearst è il nome di un multimilionario che voleva aiutare i nazisti nella loro guerra psicologica contro l'Unione Sovietica. Hearst era proprietario di giornali ed era ben conosciuto negli USA come il “padre” della cosiddetta “yellow press” vale a dire di giornali scandalistici. William Hearts cominciò la sua carriera di editore di giornali nel 1885 quando suo padre, George Hearst, industriale milionario del settore minerario, senatore ed egli stesso proprietario di giornali, lo mise a capo del Francisco Daily Examiner. Questo fu anche l'inizio dell'impero giornalistico di Hearst, un impero che influenzava fortemente la vita e il pensiero dei nordamericani. Dopo la morte del padre, Hearst vendette tutte le azioni dell'industria mineraria che aveva ereditato e cominciò a investirne il capitale nel mondo del giornalismo. Il suo primo acquisto fu il New York Morning Journal, un giornale tradizionale che Hearst trasformò completamente in uno straccio scandalistico.

Comprava le sue storie a qualsiasi prezzo e quando non c'erano da pubblicare atrocità o crimini, ordinava ai suoi giornalisti e fotografi di “aggiustare” le notizie. È questo, infatti, a caratterizzare la “yellow press”: bugie e atrocità “arrangiate” presentate come vere.

Queste menzogne lo resero milionario e lo fecero diventare un personaggio molto importante del mondo dei giornali. Nel 1935 era uno degli uomini più ricchi del mondo, con una fortuna stimata attorno ai 200 milioni di dollari. Dopo il suo acquisto del Morning Journal, Hearst cominciò a comprare e fondare quotidiani e settimanali ovunque in USA. Nel 1940 possedeva 25 quotidiani, 24 settimanali, 12 stazioni radio, 2 agenzie mondiali di notizie, un'agenzia che forniva soggetti per film, la Cosmopolitan Film Company e un sacco di roba del genere. Nel 1948 egli comprò una delle prime stazioni TV, la BWA TV di Baltimora. I giornali di Hearst vendevano 13 milioni di copie al giorno e avevano quasi 40 milioni di lettori. Almeno un terzo della popolazione adulta degli USA leggeva ogni giorno i giornali di Hearst. Per di più, parecchi milioni di persone di persone, per il mondo, ricevevano informazioni dalla stampa di Hearst per mezzo delle sue agenzie giornalistiche, dei film e da una serie di giornali che erano tradotti e pubblicati in gran quantità in tutto il mondo.

I dati sopra riportati dimostrano come l'impero di Hearst fosse in grado di influenzare la politica americana e anche la politica internazionale, per molti anni su questioni che includevano l'opposizione all'entrata in guerra degli USA nella Seconda Guerra Mondiale a fianco dell'Unione Sovietica e la caccia alle streghe della campagna anticomunista del senatore McCarthy degli anni '50.

Le vedute di William Hearst erano ultra conservative, nazionaliste e anticomuniste. La sua era una politica di estrema destra. Nel 1934 viaggiò fino in Germania, dove fu ricevuto da Hitler in qualità di ospite e amico. Dopo questo viaggio i giornali di Hearst divennero ancor più reazionari, pubblicando sempre più articoli contro il socialismo, contro l'Unione Sovietica, specialmente contro Stalin. Hearst cercò anche di usare questi giornali per appoggiare i propositi propagandistici dei nazisti, pubblicando una serie di articoli di Goering, il braccio destro di Hitler. Le proteste di molti lettori, comunque, lo costrinsero a fermare la pubblicazione di roba del genere e a toglierla dalla circolazione.

Dopo la visita a Hitler, i giornali scandalistici di Hearst furono riempiti di “relazioni” sui fatti terribili che accadevano in URSS, uccisioni, genocidio, schiavitù, lusso per i governanti e fame per il popolo, tutta questa roba compariva ogni giorno. I materiali erano forniti a Hearst dalla Gestapo, la polizia politica nazista.

Sulla prima pagina dei giornali talvolta comparivano caricature e foto truccate dell'Unione Sovietica, con Stalin raffigurato come un assassino brandente un pugnale. Non dobbiamo dimenticare che questi articoli erano letti negli USA da 40 milioni di persone al giorno da altri milioni nel mondo!

Il mito della carestia in Ucraina
Una delle prime campagna della stampa di Hearst contro l'Unione Sovietica, girava attorno alla questione dei presunti milioni di morti di fame in Ucraina a causa della carestia. Questa campagna ebbe inizio l'8 febbraio 1935, con una prima pagina dell'American Chicago recante il titolo di “6 milioni di persone sono morte di fame in Unione Sovietica”.

Usando il materiale fornitogli dai nazisti tedeschi, William Hearst, il barone della stampa e simpatizzante nazista, cominciò a pubblicare storie inventate del genocidio che si supponeva fosse stato perpetrato deliberatamente dai bolscevichi, causando la morte per fame di milioni di persone in Ucraina. La verità è alquanto differente. Infatti quello che avvenne in Unione Sovietica all'inizio degli anni '30 fu una grande fase della lotta di classe in cui i poveri contadini senza terra insorsero contro i kulaki e cominciarono la lotta per la collettivizzazione, per formare i kolkhoz.

Questa grande lotta di classe, coinvolgendo direttamente o indirettamente qualcosa come 120 milioni di contadini, certamente incrementò una certa instabilità della produzione agricola e una penuria di cibo in alcune regioni.

La scarsità di cibo indebolì le persone, fatto che a sua volta incrementò il numero delle vittime di malattie epidemiche. Purtroppo queste epidemie erano comuni dappertutto nel mondo. Fra il 1918 e il 1920 la “spagnola” causò la morte di 20 milioni di persone negli USA e in Europa, ma nessuno accusò i governi di questi paesi, di voler uccidere intenzionalmente i propri cittadini. Il fatto è che nessuno di questi governi poté far qualcosa di fronte ad un'epidemia del genere. Solo con la scoperta della penicillina durante la Seconda Guerra Mondiale, divenne possibile contenere con efficacia queste epidemie. La penicillina divenne disponibile solo alla fine degli anni '40.

Gli articoli della stampa di Hearst asserivano che milioni stavano morendo di fame in Ucraina per una carestia provocata apposta dai comunisti, scendendo in crudi e luridi dettagli. La stampa di Hearst usava ogni mezzo possibile per far sì che le sue bugie sembrassero verità, avendo successo nel volgere bruscamente contro l'Unione Sovietica l'opinione pubblica dei paesi capitalisti. Questa fu l'origine del primo gigantesco mito fabbricato asserente i milioni di morti in Unione Sovietica. Sull'ondata di proteste contro la carestia apparentemente provocata dai comunisti, scatenata dalla stampa occidentale, nessuno fu interessato alle proteste sovietiche e la continua esposizione mediatica delle bugie della stampa di Hearst determinò una situazione che perdurò dal 1934 al 1987! Per più di 50 anni diverse generazioni della popolazione mondiale furono sottoposti a una dieta a base di calunnie che condussero alla considerazione negativa del socialismo in URSS.

L'impero dei mass media di Hearst nel 1988
William Hearst morì nel 1951 a casa sua a Beverly Hills, California. Hearst lasciò un impero di mass media che fino ai giorni nostri continua a spargere il suo messaggio reazionario nel mondo. La corporation Hearst è una delle più grandi imprese del mondo, incorporando oltre 100 compagnie e dando impiego a 15.000 persone. L'impero di Hearst oggi comprende riviste, libri radio, TV via cavo e via etere, agenzie stampa e multimediali.

La verità emerge 52 anni prima
La campagna nazista di disinformazione sull'Ucraina non muore con la disfatta della Germania nazista nella Seconda Guerra Mondiale. Le bugie naziste vengono rilevate dalla CIA e dal MI 5 e viene loro garantito un posto di preminenza nella guerra propagandistica contro l'Unione Sovietica. La caccia alle streghe della campagna anticomunista del senatore McCarthy dopo la Seconda Guerra Mondiale prosperò sui racconti dei milioni periti di fame in Ucraina. Nel 1953 un libro su questo soggetto venne pubblicato negli USA. Questo libro si intitolava “Black Deeds of the Kremlin” [Gli oscuri misfatti del Cremlino]. La sua pubblicazione fu finanziata dai rifugiati ucraini negli USA, gente che aveva collaborato con i nazisti nella Seconda Guerra Mondiale a cui il governo americano aveva concesso asilo politico, presentandoli al cospetto del mondo come “democratici”.

Quando fu eletto Reagan alla presidenza USA e cominciò la sua crociata anticomunista degli anni '80, fu resuscitata la propaganda sui milioni morti in Ucraina. Nel 1984 un professore di Harvard pubblicò un libro intitolato “Human Life in Russia” [La vita umana in Russia], che ripeteva tutte le false informazioni prodotte dalla stampa di Hearst nel 1934. Quindi nel 1984, noi trovavamo rinate le bugie e le contraffazioni naziste risalenti agli anni '30, questa volta sotto il rispettabile mantello di un'università americana, ma non era finita qui. Nel 1986 apparve ancora un altro libro sul soggetto, intitolato “Harvest of Sorrow” [Il raccolto dell'amarezza], scritto dall'ex (?) membro del servizio segreto britannico Robert Conquest, ora professore alla Stanford University della California. Per questo suo “lavoro” ricevette 80.000$ dalla Organizzazione Nazionale Ucraina.

Questa stessa organizzazione pagò anche il film realizzato nel 1986 chiamato “Harvest of Despair” [Raccolto della disperazione], in cui, inter alia [fra le altre cose], si usava materiale del libro di Conquest. A partire da questo momento negli USA, il numero di persone che presumibilmente avevano perso la vita nella carestia d'Ucraina, fu aumentato a 15 milioni!

Tuttavia i milioni che si dice che siano morti di fame secondo la stampa di Hearst in America, ripetuto a pappagallo in libri e film, si basavano su informazioni completamente false. Il giornalista canadese Douglas Tottle espose meticolosamente le falsificazioni nel suo libro “Fraud, famine and fascism, the Ukrainian genocide myth from Hitler to Harvard” [Frode, carestia e fascismo, il mito del genocidio ucraino da Hilter ad Harvard], pubblicato a Toronto nel 1987. Fra le altre cose Tottle provò che il materiale fotografico usato, di orrende immagini di bambini morenti di fame, era stato tratto da pubblicazioni del 1922, quando milioni di persone morirono a causa della fame e delle conseguenze della guerra poiché otto eserciti stranieri avevano invaso l'Unione Sovietica durante la Guerra Civile del 1918 – 1921.

Douglas Tottle ci fornisce i fatti che circostanziano il racconto della carestia del 1934 ed espone le menzogne assortite pubblicate nei giornali di Hearst. Un giornalista che per un lungo periodo spediva articoli e fotografie dall'area dell'ipotetica carestia era Thomas Walker, un uomo che non mise mai piede in Ucraina e che perfino a Mosca non aveva trascorso a malapena che 5 giorni. Il fatto fu rivelato dal giornalista Louis Fischer, corrispondente da Mosca del The Nation, giornale americano. Fischer rivelò anche che il giornalista M. Parrott, il vero corrispondente dei giornali di Hearst da Mosca, aveva spedito a Hearst articoli che non furono mai pubblicati sull'eccellente raccolto in Unione Sovietica del 1933 e sul progresso dell'Ucraina. Tottle prova anche che il “giornalista” che scrisse gli articoli sulla pretesa carestia ucraina, “Thomas Walker”, si chiamava in realtà Robert Green ed era un pregiudicato evaso dalla prigione di stato del Colorado! Questo Walker o Green venne arrestato quando fece ritorno negli USA e quando comparve davanti alla corte, ammise di non esser mai stato in Ucraina. Tutte le menzogne sui milioni di morti di fame nell'Ucraina degli anni '30, in una carestia organizzata da Stalin furono smascherate solo nel 1987! Hearst il nazista, l'agente Conquest e gli altri hanno coglionato milioni di persone con le loro bugie e le loro relazioni false. Ancora oggi le storie del nazista Hearst sono ripetute in libri freschi di stampa, scritti da autori a libro paga della destra.

I giornali di Hearst, detenendo il monopolio in molti stati degli USA e possedendo parecchie agenzie di stampa per il mondo, furono il grande megafono della Gestapo. In un mondo dominato dal capitale monopolista, fu possibile alla stampa di Hearst, la trasformazione delle bugie della Gestapo in “verità” diffuse ovunque da dozzine di giornali, stazioni radio, canali TV. Quando la Gestapo scomparve, questa sporca propaganda venne portata avanti senza riguardi contro il socialismo dell'Unione Sovietica, da un nuovo padrone, la CIA. Le campagne anticomuniste della stampa americana non diminuirono di intensità. Gli affari continuarono come sempre, prima era compito della Gestapo, ora è compito della CIA.


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