Visualizzazione post con etichetta ISIS. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta ISIS. Mostra tutti i post

domenica 6 novembre 2016

Ultimo atto per l'ISIS?

REDAZIONE NOICOMUNISTI

Di Eric Margolis


Traduzione di Guido Fontana Ros

In qualità di ex soldato e di corrispondente di guerra in 14 conflitti, assisto a tutto il trambusto dei media sull'assedio sempre più stringente di Mosul, in Iraq e scuoto la testa. Questa "liberazione" organizzata dall'occidente di Mosul è uno dei più grandi pezzi di teatro politico-militare che abbia mai visto.

Lo Stato Islamico (IS), il difensore di Mosul, è una tigre di carta, gonfiato a dismisura dai media occidentali. L'IS, come lo scrivente ha detto per anni, è una folla armata composta da ventenni e trentenni malcontenti, fanatici religiosi e da moderni anarchici. Alla sua testa vi è una squadra di ex ufficiali dell'esercito iracheno con esperienza militare.

Questi ex ufficiali di Saddam Hussein sono dediti alla vendetta per la distruzione della loro nazione e il linciaggio del suo ultimo leader da parte degli USA, ma la truppa rango non ha addestramento militare, manca di disciplina, le comunicazioni sono scadenti e la logistica è a pezzi.

Infatti l'attuale Stato islamico è quello che l'Impero Ottomano definiva "Bashi-bazouks", una masnada di tagliagole irregolari e feccia dalle fogne inviata a punire e terrorizzare i nemici per mezzo di torture, rapine, saccheggi e incendi dolosi.

Quello che mi ha stupito nella guerra occidentale contro il finto ISIS è la sua lentezza, la mancanza di slancio e l'esitazione. A mio avviso, l'ISIS è stato in gran parte creato dagli Stati Uniti e dai suoi alleati come arma da usare contro il governo della Siria, proprio come i mujahadin afghani sono stati utilizzati dagli Stati Uniti e dai sauditi per rovesciare il governo afghano filo-sovietico. Israele ha provato ad usare la stessa tattica, aiutando a creare Hamas in Palestina e Hezbollah in Libano. Entrambi sono stati creati ​​per dividere l'OLP.

L'ISIS è un movimento ad hoc, che vuole punire l'Occidente e i sauditi per la brutale carneficina che hanno inflitto al mondo arabo.

Le forze ausiliarie occidentali e curde sono state sedute a un'ora e mezza d'auto dalle città di Mosul e di Raqqa per oltre un anno. Invece gli aerei militari occidentali - soprattutto degli Stati Uniti -  hanno bombardato cautamente intorno a questi obiettivi in ​​quello che potrebbe essere uno sforzo per convincere i fuggiaschi  dell'ISIS a ricongiungersi alle forze guidate dagli Usa che combattono il regime di Damasco.

Si noti che l'ISIS non sembra aver mai attaccato Israele benché stia giocando un ruolo importante nella distruzione della Siria. Alcuni rapporti dicono che Israele stia fornendo supporto logistico e medico all'IS.


L'assedio di Mosul viene rappresentato dai media occidentali come un'eroica seconda Stalingrado. Non lasciatevi ingannare. L'IS ha solo 3-5.000 combattenti con armi leggere a Mosul e Raqqa, forse anche meno. I leader dell'IS sono probabilmente ormai lontani. L'IS ha poche armi pesanti, è senza alcuna copertura aerea, e le sue comunicazioni sono scarse. I suoi eterogenei combattenti saranno molto presto a corto di munizioni e di esplosivi.

A circondare Mosul ci sono almeno 50.000 soldati guidati dall'occidente, sostenuti da artiglieria pesante, batterie di razzi, carri armati, veicoli blindati e da una forza aerea impressionante.

Le forze imperiali occidentali sono composte dai duri combattenti peshmerga curdi, dall'esercito e dalle forze speciali  irachene, da alcuni curdi siriani, dalle forze irregolari iraniane volontarie e da almeno 5.000 soldati USA chiamati "consiglieri", oltre a un piccolo numero di forze speciali francesi, canadesi e britanniche. Nelle retrovie ronzano alcune migliaia di soldati turchi, supportati da carri armati e artiglieria, pronti a 'liberare' l'Iraq, che una volta era parte dell'Impero Ottomano.

Per gli Stati Uniti, le attuali operazioni militari in Siria e Iraq sono la realizzazione del sogno più grande di un imperialista: truppe indigene guidate da ufficiali bianchi, il modello del vecchio britannico Raj indiano. Washington, arma addestra, equipaggia e finanzia tutti i suoi ausiliari nativi.

L' IS si è cacciato in un dilemma pericoloso. Essendo un movimento politico, è stato ben lieto di controllare la seconda città più grande dell'Iraq, ma come forza di guerriglia non avrebbe dovuto rintanarsi in un'area urbana dove era altamente vulnerabile ad attacchi aerei concentrati ed essere circondato. Questo è ciò che sta accadendo in questo momento.

Nella gran parte pianeggiante Mezzaluna Fertile con troppo pochi alberi, le forze di terra sono totalmente vulnerabili alle forze aeree, come le recenti guerre del 1967, del 1973 tra Israele e arabi e  la guerra del 2003 guerre in Iraq hanno dimostrato. Dispersione e tattiche di guerriglia sono l'unica speranza per coloro che mancano di copertura aerea.

Per le forze dell'IS sarebbe meglio disperdersi in tutta la regione per continuare i loro attacchi mordi e fuggi. In caso contrario rischiano di essere distrutti, ma essendo per lo più dei giovani fanatici di mentalità sanguinaria, non possono ascoltare la logica militare e procederanno a favore di fare un'ultima resistenza tra le rovine di Mosul e Raqqa.

Quando questo accadrà, i leader occidentali si accapiglieranno per rivendicare la paternità della faux crusade contro la tigre di carta dell'ISIS.

giovedì 1 settembre 2016

La Cina e la Siria



di Thierry Meyssan



Benché non si sappia che cosa sia stato effettivamente concordato tra gli eserciti cinese e siriano, l’esistenza di un accordo tra di loro cambia sia il campo di battaglia sia l’equilibrio delle relazioni internazionali. Mentre i servizi segreti anglosassoni hanno diffuso l’anno scorso delle manipolazioni informative stravaganti sullo stesso argomento, Thierry Meyssan fa il punto sulla posta in gioco.


Sebbene la visita in Siria dell’ammiraglio Guan Youfei (il responsabile del nuovo dipartimento di cooperazione militare internazionale della Cina) si sia situata nel contesto di una presa di contatto con l’insieme dei paesi della regione, essa ha suscitato una certa inquietudine in Occidente. Per ora, secondo l’accordo firmato, l’Esercito cinese si è appena impegnato ad addestrare in Cina dei militari siriani del servizio sanitario. Tuttavia, chiunque ha ben compreso che questo accordo nasconde qualcos’altro poiché già da quattro anni e mezzo una metà dei medici militari è addestrata in Cina. Anche se non è noto quel che è stato veramente deciso, l’esistenza stessa di questo accordo segna un cambiamento strategico.

In effetti, nel corso degli ultimi cinque anni, la Cina popolare si è impedita qualsiasi forma di cooperazione che potesse essere interpretata da Washington come un aiuto militare. Ha rifiutato non solo di consegnare armi, ma anche materiali civili necessari durante questa guerra, come i rivelatori di tunnel.

Indipendentemente dall’assai importante assistenza economica di Pechino, tutti ricordano che la Russia aveva identicamente raggiunto un accordo con la Siria all’inizio del 2012, che prefigurava la sua assistenza militare tre anni e mezzo più tardi. La Cina si sta preparando dunque a schierarsi anch’essa?

È probabile che la risposta dipenderà dalla velocità di dispiegamento statunitense nel Mar della Cina e dalle provocazioni degli alleati di Washington in questa regione.

L’interesse della Cina per la Siria risale all’antichità e al medioevo. La via della seta passava attraverso l’Asia centrale per varcare poi Palmira e Damasco prima di biforcarsi verso Tiro e Antiochia. Resta poco di quella lontana cooperazione commerciale, se non la Pagoda visibile sui mosaici della Moschea degli Omayyadi. Il presidente Xi ha fatto del restauro di questa via di comunicazione (e della creazione di una seconda via attraverso la Siberia e l’Europa) l’obiettivo principale del suo mandato.

L’altro grande vantaggio di Pechino è la lotta contro il Partito islamista del Turkestan che si è unito ad al-Qa’ida e poi a Daesh. Oggi c’è un quartiere uiguro a Rakka e Daesh pubblica un giornale soprattutto per i suoi membri.

I membri di questo gruppo sono legati all’Ordine della Naqshbandiyya, una congregazione sufi di cui l’ex Gran Mufti di Siria, Ahmad Kuftaru, era il maestro. Logge di questo ordine si sono avvicinate ai Fratelli musulmani, nel 1961, sotto l’influenza dei servizi segreti anglosassoni, CIA e MI6. Hanno partecipato alla creazione della Lega islamica mondiale da parte dell’Arabia Saudita nel 1962. In Iraq, si sono organizzate intorno a Izzat Ibrahim al-Duri e hanno sostenuto il tentato colpo di Stato dei Fratelli Musulmani siriani, nel 1982. Nel 2014, hanno fornito 80.000 combattenti a Daesh. In Turchia, i Naqshbandi hanno creato la Millî Görüş, di cui Erdoğan era uno dei responsabili. Sono loro che, negli anni ’90, hanno organizzato i movimenti islamisti sia nel Caucaso russo sia nel Xinjiang cinese.

Più ancora dei russi, i cinesi hanno bisogno di informazioni di intelligence su questa filiera e sul modo in cui Washington e Londra la controllano. Avevano a torto creduto, nel 2001, che gli anglosassoni fossero cambiati dopo gli attentati dell’11 settembre e che avrebbero collaborato con l’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai per lottare contro il terrorismo. Ora sanno che la Siria è un autentico amico della pace.

Thierry Meyssan

Traduzione
Matzu Yagi

Fonte
Al-Watan (Siria)

sabato 20 agosto 2016

Palaestina Felix: Ancora una volta PALAESTINA FELIX viene provata ne...

 Ultimo aggiornamento sulla REALE situazione ad Aleppo:



Palaestina Felix: Ancora una volta PALAESTINA FELIX viene provata ne...: Le forze dell'Esercito Siriano, proseguendo nella loro determinata controffensiva , sono riuscite a rovesciare completamente la situaz...

La transumanza dei ratti

REDAZIONE NOICOMUNISTI


di Guido Fontana Ros


Mentre sui media e sui social media imperversa un fuoco di sbarramento di bugie e cretinate, vedi "burkini" da un lato e "bambino di Aleppo" dall'altro ( qui una decostruzione della, tutto sommato rozza ma efficace operazione di Psy Ops o di COINTELPRO che dir si voglia, data la pandemia di cretinismo nella nostra epoca), testate come la Repubblica e il Fatto Quotidiano esaltano la "vittoria" dei curdi del YPG legati ai filoamericani del PYD nella città di Manbij. Francamente non se può più di questi video e foto di peshmerga curdi, per lo più donne, con tanto di Bella Ciao di sottofondo e pastasciuttata antifascista in agguato da un lato e di rave party da centro sociale per la "straordinaria esperienza" similanarchica del Rojava dall'altro.



La verità è che il PYD curdo, sostenuto militarmente dagli USA, vuole staccare le province del Nord est della Siria dal paese a scapito del legittimo governo di Damasco e della consistente popolazione araba.




Non c'è stata nessuna vittoria dell'YPG curdo a Manbij. C'è stato un accordo fra i due burattini USA ai fini di conservare il più possibile integre le forze che combattono il legittimo governo siriano, i curdi "democratici" e l'ISIS. Male che vada con la derattizzazione della Siria, questa verrà smembrata quantomeno nella sue province nordorientali. Alla fine il Piano Yinon è salvo.

In pratica all'ISIS è stato garantito un lasciapassare con cui sono riusciti a far uscire dalla città i loro miliziani che si sono fatti scudo dei loro familiari.



La riprova della verità di quello che scriviamo è che subito dopo la "liberazione" della città siriana, sono scoppiati furiosi combattimenti ad Hasakah nell'est siriano fra l'Asayish, la polizia curda, presto sostenuta dall'YPG, contro la Forza di Difesa Nazionale, araba, leale a Damasco. Sono dovuti intervenire reparti dell'esercito siriano e ci sono state incursioni dell'aviazione siriana.






Tutto questo mentre il governo siriano sta combattendo una durissima battaglia per la riconquista totale della città di Aleppo.

Che combinazione!

I ratti in ciabatte e strafatti di captagon stanno per essere sterminati e l'ONU comincia a cianciare di tregua umanitaria, i media ci inondano di immagini strappalacrime e inventano inesistenti stragi da parte dei russi e i "valorosi" curdi si accordano con l'ISIS e attaccano le forze governative siriane.

Breve nota sul dispiegamento dei bombardieri strategici russi in Iran

REDAZIONE NOICOMUNISTI


Di Guido Fontana Ros


La mossa russa di chiedere il permesso all'Iran per l'uso della base aerea di Hamadan e il rapidissimo assenso dell'IRAN, segnano l'evento più importante della settimana.
Non a caso il chiacchericcio costante dei media corporativi cerca di spostare l'attenzione sulla ridicola questione dei "burkini" in spiaggia sì, "burkini" in spiaggia no, indifferenti al fatto che in Italia la parola "burkini" si presta a salaci accostanti a un termine gergale indicante una pratica erotica.


In realtà la scelta russa e il relativo consenso iraniano hanno toccato qualche nervo scoperto se il Corriere della Sera o come un nostro compagno lo chiama, Corriere del Califfato è uscito con un articolo in cui definiva quasi servile la posizione dell'Iran nei confronti della Russia. Proprio nell'anniversario del colpo di stato del 1951, con cui gli USA con l'aiuto britannico e israeliano rovesciavano il legittimo governo di Mossadeq, il Corriere delle serva dando un calcio alle buonissime relazioni che legano l'Italia all'Iran, pubblicava un'intervista al figlio dell'ultimo scià, Reza Pahlevi. Il titolo dell'articolo, francamente emetico, recita: <<Il figlio dell'ultimo Scià: Iran regime che dipende da Mosca>>. Naturalmente la dura replica iraniana non si è fatta attendere, ad esempio qui la risposta
http://parstoday.com/it/news/iran-i36169-gravissimo_insulto_del_corriere_della_sera_all'iran_la_risposta_di_pars_today_italian

Da un punto della strategia globale che segna il confronto tra l'asse anglosionista e l'asse che ormai si sta chiaramente delineando dallo SCO di Shangai con Russia e Cina sempre più legate sul piano economico e su quello militare, vi è il deciso passo dell'Iran verso una vera e propria alleanza con le 2 superpotenze eurasiatiche. Il segnale mandato agli USA, soprattutto al probabile presidente USA, la sanguinaria Hitlery Clinton, se vivrà abbastanza a lungo da essere eletta, è fortissimo e inequivocabile. D'altro canto la Russia reagisce al proliferare di basi anglosioniste lungo i suoi confini, ponendo 3 basi che probabilmente dureranno a lungo, 2 in Siria, una navale a Tartous e una aerea a Hmeimim, e una aerea a Hamadan. A questo schieramento in Medio Oriente fa eco la strategia cinese che velocemente sta trasformando il mar Cinese Meridionale in una no man land per la marina a stelle e strisce costruendo una fitta rete di basi areonavali che impedirà, in caso di crisi il passaggio delle navi usa verso il sudest asiatico; se gli USA vorranno rifornire le loro basi nel sudest asiatico o la loro base di Diego Garcia nell'Oceano Indiano dovranno passare dall'Australia.
Tu-22 M3 sulla pista di Hamadan, Iran

Accanto alle ragioni strategico/geopolitiche vi sono una serie di ragioni militari tattiche. Le ragioni militari sono legate a 2 variabili: distanza e tempo. L'eccessiva distanza rendeva necessario un rifornimento in volo, causava un grosso consumo di carburante, un maggiore stress alle macchine e agli equipaggi e un carico bellico ridotto. Il troppo tempo impiegato faceva sì che i satelliti spia USA potessero trasmettere i dati di volo agli elaboratori a terra che così potevano tracciare la rotta e prevedere con ragionevole precisione l'obiettivo della missione, informazione che veniva comunicata dagli USA ai loro ratti drogati prediletti. Ora Hamadan si trova a 900 km dagli obiettivi in Siria e ai Tu-22 M3, qualora volessero pigliarsela comoda, occorre meno di un'ora ad arrivare sui loro obiettivi con il quadruplo di carico di bombe... Qualche stratega da divano ha detto che i russi potevano usare la base di Hmeimim. A parte il fatto che dire ai russi cosa devono fare in campo militare equivale a dare ad un gatto lezioni di come arrampicarsi, la base vicina a Latakia è già congestionata e non ha piste adatte sia come fondo che come lunghezza ad aerei come i Tu-22 M3 (la base iraniana di Hamadan ha piste lunghe 3 km e ha il vantaggio i trovarsi in un territorio la cui configurazione orgrafica rende problematico l'uso di missili da crociera per attaccarla).




Su questa pagina di Veteran Today diversi articoli (in inglese) sulla questione:

Qui articoli in italiano:



mercoledì 10 agosto 2016

Rapporto afferma che 360.000 stranieri da decine di stati combattono a fianco dei terroristi in Siria

REDAZIONE NOICOMUNISTI



Di Iann Greenhalgh


Traduzione di Guido Fontana Ros

FONTE




Per coloro che sono consapevoli della reale natura dell'ISIS, questo rapporto non rappresenta una sorpresa. Rivela che che le forze dell'ISIS sono costituite da un mucchio di mercenari stranieri importati in Siria da agenti dell'Arabia Saudita, della Turchia del Qatar e dei loro alleati occidentali, specialmente Gran Bretagna e USA. La rivelazione che il 60% di questi mercenari stranieri sono americani ed europea, è abbastanza scioccante; noi sappiamo che questi uomini da quei paesi sono in un numero perfino maggiore di quanto sospettavamo. Un argomento che il rapporto non sfiora è su quanto sia grande la porzione delle forze dell'ISIS che combattono nel nord della Siria intorno ad Aleppo, da ascrivere a soldati dell'esercito turco senza divisa che pretendono di farsi passare da marmaglia vestita di nero di tagliatori di teste.

FARS



Circa 360.000 stranieri hanno combattuto contro il governo siriano fin dall'inizio dello scoppio della crisi nel paese arabo dal marzo 2011, rivela un rapporto di un centro di ricerche della Germania.


Oltre 95.000 terroristi sono stati uccisi, per cui circa altri 90.000 ora stanno prendendo parte attiva ai combattimenti contro il governo di Damasco, afferma il centro tedesco di ricerche, Vril.

Si afferma che su 360.000 terroristi combattenti il governo siriano, provenienti da 93 paesi, 215.000 siano americani ed europei.

Il rapporto afferma che i sauditi hanno avuto il più alto numero di perdite in Siria, 5.990 su 24.500 terroristi sauditi sono stati uccisi dal marzo 2011.
In un rilevante sviluppo in maggio, nuovi documenti di organizzazioni che si occupano di diritti umani, hanno rivelato che un uomo di origini miste, siriano -saudite sia stato il burattinaio dell'infiltrazione di oltre 6.000 terroristi da paesi europei in Siria.


I documenti della ricerca affermano che: "Tarrad Mohammad al-Jarba, siriano di origine che in seguito ha ottenuto la cittadinanza saudita è stato il comandante dell'ISIS incaricato del reclutamento di forze fresche dai paesi europei e del loro trasferimento nei campi di battaglia siriani. 
I documenti continuano dicendoci che Tarrad è stato ospite della patrie galere dell'Arabia saudita per almeno quattro anni. In seguito è riuscito a scappare dalla prigione e ad congiungersi all'ISIS.

Il giornale AL-Watan, nello stesso tempo, ha affermato che al-Jarba non è il vero cognome di Tarrad.  Tarrad è parente di Hareth al.Zari, l'ex segretario generale dell'Ulema iracheno che è stato ucciso in Giordania lo scorso anno.

Il Daily Telegraph ha anche scoperto prima che il vero cognome usato dal trentaseienne al-Jarba, che ha anche usato il cognome al-Haraki, era Abu Mohammad al-Shamali.

Il Telgraph ha aggiunto che al -Shamali era responsabile del trasferimento di 6.000 terroristi, un terzo dei terroristi non siriani, in sirio nel giro di di due anni, dal 2013 al 2015.

Il Telegraph continua dicendo che i cognomi di al-Jarba e di al-Haraki possono essere riscontrati in cima ai moduli di reclutamento di forze fresche condotte sui campi di battaglia siriani.

Il ministro siriano delle Informazioni, Omran al-Zoubi all'inizio di questo mese, ha comunicato che migliaia di terroristi hanno attraversato i confini, entrando nel suo paese, all'inizio di maggio o negli ultimi giorni di aprile.


Circa 6.000 terroristi hanno oltrepassato il confine e sono entrati in territorio siriano negli scorsi giorni, ha detto al-Zoubi.


Alla fine di aprile, il primo ministro siriano Wael Nader al-Halqi ha ammonito che 5.000 militanti freschi hanno attraversato il confine nelle province nordoccidentali di Aleppo ed Idlib dalla Turchia, facendo notare che l'accordo di cessate il fuoco è stato violato da certune parti.


Al-Halqui ha detto: "Alla fine noi vediamo come Arabia Saudita, Turchia e Qatar, nonché i loro alleati occidentali come Gran Bretagna e Francia, non aver alcun vero desiderio di portare avanti il processo di una composizione politica in Siria".
Il primo ministro ha anche insistito che "fanno proprio l'opposto, aiutando l'incremento dell'attività terroristica e armando i terroristi. La scorsa settimana, più di 5.000 miliziani hanno oltrepassato il confine con la Turchia, entrando nelle province di Aleppo e di Idlib.

sabato 6 agosto 2016

Come potrà concretizzarsi il riavvicinamento tra la Turchia e la Russia?

REDAZIONE NOICOMUNISTI


Di Valentin Vasilescu

FONTE

Traduzione di Guido Fontana Ros


La decisione della Russia d'intervenire con la sua aviazione in Siria aveva l'obiettivo tattico di aiutare il governo legittimo di Bashir al Assad nella sua lotta contro un'invasione esterna per mezzo di mercenari selezionati, armati, addestrati e introdotti in Siria da Arabia Saudita, Qatar, USA, Inghilterra, Francia e Turchia (NDT: e da Israele). L'obiettivo strategico a lungo termine della Russia è quello di scalzare il dominio americano nel Medio Oriente per un ritorno massiccio della Russia nella regione, dopo un'assenza trentennale. Il metodo scelto dalla Russia si è rivelato oltremodo efficace, in quanto i bombardamenti aerei russi hanno creato delle brecce nei dispositivi delle forze mercenarie, immediatamente permettendo alle truppe dell'esercito arabo siriano di schierarsi e di agire, liberando più del 50% del territorio occupato dal nemico.

D'altro canto gli USA hanno fallito nella creazione di un esercito di oppositori per combattere l'esercito arabo siriano. Un cambiamento della strategia americana è intervenuto nel gennaio 2016, quando sono stati cominciati dei bombardamenti aerei a favore delle forze terrestri curde in Siria, vale a dire di gruppi curdi diretti dalle forze delle operazioni speciali americane, segnando una svolta nelle relazioni turco-americane perché il nemico n° 1 della Turchia è rappresentato dai curdi. Il tentativo del colpo di stato militare non può essere considerato qualcosa di diverso dal tentativo di eliminazione da potere del presidente Recep Erdogan, proprio perché quest'ultimo non concepisce affatto la creazione da parte degli americani di uno stato curdo che inglobi il 45% del territorio attuale della Turchia [1].



Quali saranno le conseguenze del colpo di stato?

Diviene sempre più chiaro che gli USA abbiano fatto una gaffe monumentale di fronte alla Turchia e, per evitare il ripetersi degli eventi del 15 luglio 2016, Erdogan si è diretto verso un riavvicinamento forzato con la Russia. Questo non significa che la Turchia chiederà di uscire dalla NATO, ma Erdogan trarrà beneficio dalle informazioni fornitegli, nell'interesse della Russia e della Turchia, dal servizio di informazioni estere (SVR) russo e dal servizio di informazioni militari russo (GRU), per annichilire ogni tentativo di golpe pianificato dagli USA e dai loro alleati. Durante il colpo di stato militare in Turchia, il centro di comunicazioni satellitari turco ha subito attacchi da elicotteri d'assalto golpisti, nello stesso tempo in cui si effettuava l'oscuramento di uno dei principali satelliti di scala mondiale della Turchia. Fonti turche affermano che la Russia abbia immediatamente offerto ad Erdogan un accesso illimitato alla sua rete satellitare militare di informazioni all'interno del MIT(servizio di informazioni turco).


Proprio per confermare questa ipotesi la Russia ha deciso di riprendere la costruzione di quattro reattori nucleari da 1200 watt nella provincia di Mersin sulla costa mediterranea e il gasdotto Turkish Stream, sotto il Mar Nero. La Turchia sarà autorizzata a riprendere le sue esportazioni verso la Russia, interrotte a causa della distruzione del bombardiere Su-24 del 24 novembre 2015 in Siria, per un ammontare di 30 miliardi all'anno.

Cosa potrebbe richiedere la Turchia in cambio alla Russia?

In primo luogo, Mevlut Cavusoglu, ministro degli Esteri della Turchia, ha invitato i gruppi di mercenari del governatorato di Aleppo di cessare le ostilità. Fatto che conferma l'allineamento della politica della Turchia su quella della Russia per quanto concerne il rispetto della Risoluzione 2254 delle Nazioni Unite, a riguardo del mantenimento al potere del governo legittimo della Siria rappresentato da Bashir al Assad. Questo significa che la Turchia sta per mettere in sicurezza la totalità della frontiera con la Siria, che sta per rinunciare al sostegno degli oppositori a Bashir al Assad e che non permetterà più il passaggio di altre reclute, di armi e di munizioni per i gruppi terroristi sostenuti da Arabia Saudita, Qatar, USA, Inghilterra e Francia (NDT: e Israele).



Una conseguenza del rispetto della Risoluzione 2254 delle Nazioni Unite sarebbe l'uscita della Turchia dalla coalizione anti stato islamico, che sta a significare la soppressione di ogni volo non autorizzato dal governo legittimo della Siria, vale a dire quello di Bashir al Assad, nello spazio aereo siriano a partire dalle basi aeree turche. Più precisamente la Turchia informerà gli USA dell'annullamento dell'autorizzazione del 13 ottobre 214, dell'utilizzo della aerea di Incirlik come base operativa principale della coalizione anti stato islamico; questa base aerea potrà essere utilizzata dagli USA per altri scopi.

La stessa notifica verrà inviata in Germania per l'annullamento dell'autorizzazione del 25 aprile 2016. Incirlik si trova a soli 180 km da Manbij, città circondata dai curdi e a 400 chilometri da Raqqa, capitale dello stato islamico. Per bombardare gli obiettivi dello Stato islamico in Siria e Iraq, gli Stati Uniti, la Germania e l'Arabia Saudita dovranno anche spostare i loro aerei che partecipano alla coalizione anti stato islamico. Notate che Incirlik non è una base NATO. La NATO ha sede a Izmir nella Turchia occidentale, sede di uno dei cinque quartier generali della NATO (Landcom), subordinati al Comando Supremo delle forze NATO in Europa. Inoltre Izmir ospita un'altra importante base aerea dell'esercito degli Stati Uniti.

La base aerea più conveniente per la coalizione anti stato islamico sembra essere Al Azraq in Giordania, sede di due squadroni di F-16 giordani. Vi sono anche schierati in questa base, 20 F-16 del Bahrain, 8 F-16 dei Paesi Bassi e del Belgio, i Mirage 2000 francesi e i droni da ricognizione MQ-9 Reaper degli Stati Uniti. Il dispiegamento di aerei ad Al Azraq e lo spostamento e la creazione dei servizi a terra necessari richiederà diversi mesi, durante i quali la coalizione farà un minor numero di missioni. Al Azraq è a 700 - 800 km dagli obiettivi dello Stato Islamico in Siria e in Iraq, quindi per condurre attacchi contro obiettivi dello Stato Islamico, gli aerei della coalizione dovranno essere riforniti in volo.

Sempre nell'ambito del rispetto della Risoluzione 2254 delle Nazioni Unite da parte della Turchia, il Pentagono non rifornirà più i curdi via terra dalla Turchia, di armi e munizioni e di istruttori delle forze speciali degli Stati Uniti. La base americana di Rmeliane nella provincia siriana di Hassake, nella zona controllata dai curdi, in cui il Pentagono riceve rinforzi potrebbe essere isolata.



La terza fase su cui Putin e Erdogan potrebbero concordare dovrebbe essere il coinvolgimento di una parte della flotta dei 196 F-16 C turchi  per condurre operazioni a fianco dei bombardieri russi in Siria. Per cominciare le missioni congiunte potrebbero essere effettuate dal centro di comando russo nel governatorato di Latakia in Siria. L'aviazione turca ha potuto effettuare, con i russi, degli attacchi aerei nella provincia di Aleppo. Questi attacchi potrebbero aiutare l'esercito araba siriano a ripulire la provincia di Aleppo dai terroristi. L'Aviazione turca avrebbe ricevuto il compito aggiuntivo di bombardare obiettivi dello Stato Islamico per consentire all'esercito araba siriano che avanza da Palmyra a Raqqa, di liberare il centro, l'est e il nord-est della Siria.


Allo stesso tempo, i russi convinceranno Assad a riprendere la cooperazione con la Turchia a norma del trattato di Adana del 20 ottobre 1998. Questo trattato ha permesso alla Turchia di proseguire i suoi attacchi aerei o di catturare i terroristi curdi per una profondità di 50 km all'interno della Siria. Spesso, dopo aver commesso attentati in Turchia, terroristi curdi trovavano rifugio nel nord della Siria. Successivamente gli attacchi aerei dell'aviazione turca neutralizzeranno le forze di gruppi combattenti arabi e curdi del  YPG/SDF, che sono, dal punto di vista di Damasco, dei gruppi ribelli sostenuti dalle forze speciali di quattro paesi occidentali (Stati Uniti d'America, Regno Unito, Francia e Germania). La forza aerea della coalizione anti Daesh a guida americana sarebbe obbligata a notificare le incursioni o a coordinarle con i russi e turchi.

[1] Perché Erdogan diventerà un oppositore degli euroatlantici da: 
http://katehon.com/article/why-did-erdogan-become-anti-euroatlanticist
(Opinione da prendere con le molle: si tratta di coglionazzi in preda a fantasie oniriche in salsa duginiana).

martedì 12 luglio 2016

Gli sforzi per contenere la Cina sono FALLITI: l'attacco in Bangladesh vanifica il gioco segreto navale di Abe

REDAZIONE NOICOMUNISTI

Di Yoichi Shimatsu

FONTE


Traduzione di Guido Fontana Ros





L'attacco notturno che ha ucciso 20 stranieri nel quartiere diplomatico di Gulshan di Dhaka, in Bangladesh non era semplicemente un attacco terroristico a caso, dal momento che aveva tutte le caratteristiche di un'operazione in stile militare meticolosamente preparata contro un bersaglio selezionato per motivi specifici.

Gli aggressori si sono identificati come sostenitori dell'ISIS, ma le loro richieste ai negoziatori della polizia includevano il rilascio dei membri del locale Jamaat-al-Mujaheedin (JM), una rete di militanti diffusa e ben collegata che è a favore della sostituzione del sistema politico del partito laico del Bangladesh, imposto dall'intervento indiano che ha posto fine alla sua unione con il Pakistan, con uno stato islamico.

L'JM è sostenuto da clan locali di primo piano, comprese le famiglie di militari e di capi della polizia e ha accesso ai file classificati dell'intelligence nazionale, compresi quelli attinenti alle relazioni di interesse strategico-militare del Giappone in Bangladesh e nella regione del Mar delle Andamane.

L'obiettivo dell'attacco al Bakery Cafe Holey Artisan era quello di impedire un'alleanza in erba giapponese-indiana-americana-australiana chiamata Dialogo Quadrilaterale sulla Sicurezza, che intende segretamente stabilire una base navale alleata in Bangladesh che serva da "fortezza dei crociati" contro gli interessi islamici nell'Asia del Sud-Medio Oriente e per contrastare la crescente presenza della Cina nella regione dell'Oceano Indiano-Andamane.

L'operazione di controspionaggio JM contro gli interessi giapponesi in Bangladesh ha richiesto mesi di sorveglianza e il tracciamento dei movimenti dei funzionari giapponesi, tra cui le delegazioni in visita, la cui eliminazione era l'obiettivo dell'attacco in stile militare.

I sette giapponesi che si sono incontrati al caffé in riva al lago, non erano "ingegneri" con un progetto di "costruzioni", come affermato ai media da parte del governo di Shinzo Abe. Solo un uomo lavorava per una ditta di ingegneria vera e propria, gli altri sei erano lì con la copertura di "studi di progettazione" coinvolti in operazioni di influenza-spaccio e corruzione di politici e burocrati del Bangladesh, con l'obiettivo di installare una base navale, come parte di un piano per la costruzione di un porto commerciale.


Abe e il QSD: una nuova sfera di prosperità condivisa


Il piano di Shinzo Abe è quello di stabilire una base navale nel Mar delle Andamane del nord come parte di una strategia geopolitica chiamata Dialogo Quadrilaterale sulla Sicurezza (QSD), in base alla quale un'alleanza (offensiva) di Stati Uniti-Giappone mira a coinvolgere l'Australia e l'India nel contenimento dell'espansione della potenza navale cinese. Il QSD è in sostanza la NATO per il teatro di battaglia del Pacifico e dell'Oceano Indiano.

Per il Governo neo-militarista di Tokyo, il QSD è un revival sanzionato degli Stati Uniti della Sfera della Grande Comune Prosperità dell'Oriente, la scommessa del Giappone di stabilire un impero militare pan-asiatico durante la Seconda Guerra Mondiale. Il nonno di Abe, il ministro per le munizioni di guerra Nobusuke Kishi, fu un architetto chiave della strategia di co-prosperità.

Abe ha salutato l'eredità della "liberazione" da parte dell Giappone dell'Asia del Sud nella Seconda Guerra Mondiale nel corso della sua prima visita di stato in India. Il suo discorso revanscista è stato seguito dalla vendita di idrovolanti ShinMaywa all'esercito indiano per proteggere i suoi nuovi campi petroliferi offshore nelle Andamane meridionali e per condurre una sorveglianza aerea a lunga distanza nella regione ricca di energia.

Una base navale segreta contro i cinesi


Il Bangladesh è stato scelto come sito di fatto per un porto navale alleato sia per motivi geografici che politici. La nazione economicamente debole fornisce una piattaforma a terze parti per la costruzione di basi militari e per operazioni militari segreteicontro l'influenza cinese nel Mar delle Andamane, senza il coinvolgimento diretto e aperto delle potenze regionali, India, Thailandia e Myanmar, che sono riluttanti di farsi ulteriormente impegolare con le operazioni militari degli Stati Uniti.

Dopo le battute d'arresto politiche nel vicino Myanmar, la Cina ha sviluppato legami militari più stretti con il Bangladesh, rinforzati con la proposta cinese di costruire un porto in acque profonde a Sonadaria, un progetto di costruzione del valore stimato in 8 miliardi di dollari.

Per contrastare il piano cinese, Tokyo è attivamente intervenuta con un'offerta alternativa per un'altro porto nella vicina Matarbari, per mezzo della Japan International Cooperation Agency (JICA) che offre un mutuo agevolato di 3 miliardi di dollari per un progetto da 4,6 miliardi di dollari.

Il progetto del porto di Matarbari comprende quattro centrali elettriche a carbone con 2.400 megawatt di capacità totale di generazione elettrica insieme al dragaggio dei canali di navigazione per le navi cisterna GNL e prevede che il porto sia in grado di gestire cacciatorpedinieri e sottomarini. Il porto in apparenza civile sarebbe stato gradualmente convertito a scopi militari, inizialmente attraverso "operazioni di salvataggio e recupero" durante le frequenti catastrofi causate dai cicloni in Bangladesh.

La Sumitomo Heavy Industry e la società Marubenitrading sono coinvolte in questa operazione, che ha oscurato rapidamente il precedente progetto cinese, pur essendo grande solo la metà del pacchetto di Pechino. La differenza di scala è stata fatta dalla corruzione dei funzionari governativi da parte della rete di lobbying giapponese.

JICA come la J-CIA


Significativamente, il programma giapponese di aiuti JICA e molti dei suoi appaltatori collegati in Myanmar e Bangladesh sono dominati da due gruppi alleati della yakuza, l'organizzazione Sasakawa (che include la Nippon Foundation) e la Soka Gakkai. La nuova religione Soka Gakkai sponsorizza il Komeito (il partito del governo pulito), che è un membro della coalizione di governo con il Partito Liberal Democratico.

La SG è alleata con il gruppo del crimine organizzato Yamaguchi-gumi in particolare nel riciclaggio di denaro sporco attraverso le sue filiali religiose estere e reti di piccole imprese (tra cui ristoranti in stile giapponese).

L'organizzazione Sasakawa, agendo nominalmente attraverso la Nippon Foundation che si occupa d iniziative caritatevoli e la Chiesa dell'Unificazione, è una rete criminale che gestisce le operazioni di gioco d'azzardo che coinvolgono la motonautica in Giappone.

Questi affari clandestini legati agli sport acquatici, che sono collegati con il commercio delle metanfetamine (shabu), sono condotti in collaborazione con la Tosei-kai, un gruppo della yakuza di Tokyo gestito da mafiosi coreani (zai-nichi), discendenti dei soldati che hanno prestato servizio per l'impero giapponese nella Corea occupata.

L'ala di destra della yakuza, Yoshio Kodama ha creato Tosei-kai, come forza paramilitare noleggiandola alla stazione della CIA a Tokyo per proteggere le basi militari degli USA dal movimento studentesco di sinistra del Giappone durante la Guerra Fredda e la guerra del Vietnam. Da allora, la Nippon Foundation ha sponsorizzato progetti collegati ai mari come un mezzo per promuovere l'espansione navale giapponese all'estero, tra cui la festa Ocean Day, che promuove l'espansione navale giapponese e l'industria baleniera.

Il gruppo criminale Sasakawa ha una lunga storia di collaborazione segreta con i gruppi fascisti italiani, a partire da prima della guerra con il Partito Popolare che il suo defunto fondatore (Kokusai Taishu-a), modellò sul Partito Fascista di Benito Mussolini.

La collaborazione con le operazioni nere dei fascisti italiani continuò nel dopoguerra, con il Giappone che servì come un rifugio sicuro per i terroristi di destra, tra cui il latitante di nome Zorzi, coinvolto nel 1969 nel'attentato dinamitardo false flag alla sede milanese della Banca dell'Agricoltura.

Il continuo collegamento criminale continue tra i neo-militaristi giapponesi e i fascisti italiani è un filo che collega i nove italiani uccisi nell'attacco alla Holey Bakery. Alcuni degli italiani apparentemente lavoravano nel settore dell'abbigliamento in Bangladesh, ma il settore tessile fornisce una copertura conveniente ad eventuali agenti della NATO assegnati a quella regione.

La corruzione stile Tokyo


Come ha fatto Tokyo a battere l'offerta dei rivali cinesi così in fretta? I sette imprenditori a pranzo alla Holely Artisan Bakery rappresentano i metodi subdoli utilizzati dai giapponesi per ottenere favori dalle élite politiche nei paesi in via di sviluppo. Solo uno di loro era un vero e proprio ingegnere.

Gli altri tre, tra cui due donne, apparentemente erano dipendenti della Almec, una società di "design" di Shinjuku con un ruolo abbozzato nella pianificazione e facilitazione dei progetti con le pratiche tipiche giapponesi del corteggiare i clienti con viaggi regalo, favori e regalie, tra cui borse di denaro contante.

Le altre tre imprese giapponesi alla cena erano presenti con lo spin-off recentemente organizzato dei Oriental Consultants, un'altra società di "pianificazione" con 57 anni di storia di facilitazioni all'estero per la JETRO (Japan External Trade Relations Office) e la JICA.

L'affiliata Global della Oriental Consultants è stato creata nel 2014, una linea temporale che coincide con la formazione da parte di Shinzo Abe di un'agenzia di intelligence nazionale, sul modello della US National Security Agency, la CIA e della Defense Intelligence Agency, la DIA.

Oriental Consultants ha una divisione di mappatura satellitare, fatto che segnala il coivolgimento del team in Bangladesh nella sorveglianza geospaziale finalizzata alla creazione di un'enclave della difesa giapponese nella regione del Mar delle Andamane per contrastare l'influenza militare cinese.

La capogruppo ha anche una divisione comunicazioni satellitari che fornisce trasmissioni di dati sicure. Aspetti della loro missione clandestina includerebbero l'antiterrorismo, mettendo i consulenti giapponesi in rotta di collisione con Jamaat-al-Mujaheedin/ISIS.




L'attacco all'Islam militante


L'operazione clandestina che coinvolge il progetto del porto giapponese è stata progettato per controllare la rabbia nazionalista in Bangladesh, dove la popolazione musulmana è sempre più diffidente nei confronti del coinvolgimento di Shinzo Abe nelle guerre in Medio Oriente e per l'alleanza militare sempre più stretta del Giappone con Nuova Delhi, la potenza egemone dell'Asia meridionale.

La sfiducia popolare nei confronti dell'India è aumentata a causa dell'avvento al potere del BJP, il partito di Modi, una coalizione nazionalista indù con un passato di atrocità di massa contro i musulmani in India.

Il coinvolgimento segreto di Shinzo Abe nel conflitto siriano ha portato direttamente alla decisione dell'ISIS di decapitare gli ostaggi giapponesi, tra cui gli "otaku militari (fan)" Haruna Yukawa e il giornalista Kenji Goto.

La spia transessuale Yukawa era un agente segreto del generale in pensione dell'Aviazione militare Toshio Tamogami, il fondatore della Nippon Kaigi, la potente lobby parlamentare dei conservatoi per la revisione costituzionale e la rimilitarizzazione del Giappone. Tamogami funge da portavoce degli ufficiali neoconservatori politicizzati nelle Forze di autodifesa, che sostengono il riprisino della capacità militare offensiva delle forze giapponesi.

Le operazioni di intelligence giapponesi in Siria e l'atteggiamento belligerante di Abe hanno innescato le ripetute minacce da parte dell'ISIS. Nel vano tentativo di assolvere lo sciovinismo di Abe dalle responsabilità, Tokyo ha l'importanza di questo nell'uccisione di un operatore umanitario giapponese in Bangladesh e il pedinamento di altri cittadini giapponesi in quel paese.

L'attacco alla panetteria di Dhaka mostra che il Giappone sarà d'ora in poi l'obiettivo primario per il massacro di ostaggi di ostaggi a causa della strategia di Abe di stabilire delle basi militari nell'Asia del Sud, insieme alle vendite di armi, alle operazioni segrete e ai cosiddetti interventi umanitari per bloccare il progetto cinese della "One Belt" attraverso Asia del sud.

Questo ambizioso sforzo per contenere la Cina invece, ha messo il Giappone in rotta di collisione con i militanti islamici che si oppongono alle forze americane e indiane nella regione.

Con la loro rete internazionale di sostenitori, i gruppi militanti affiliati con l'ISIS possono colpire gli interessi giapponesi in qualsiasi parte del mondo, compreso l'interno del Giappone. Tokyo è ora profondamente coinvolta in una guerra globale cui non può sopravvivere e tanto meno vincere.

domenica 10 luglio 2016

Gli USA hanno esportato il terrorismo in Medio Oriente, afferma il nuovo presidente delle Filippine

REDAZIONE NOICOMUNISTI


Articolo di GPD

FONTE

Traduzione di Guido Fontana Ros

NOTA INTRODUTTIVA DEL TRADUTTORE:

Anche se i nostri media raramente ne parlano, una delle aree calde dove l'imperialismo anglosionista viene sfidato dai paesi della SCO è il Mar Cinese Meridionale.
Da una parte vi è la Cina dall'altra un eterogeneo gruppo di paesi manipolati dagli USA: Filippine, Vietnam, Malesia, Indonesia e più a nord Giappone.
Questo eterogeneo fronte comincia a manifestare le prime linee di frattura. E' il caso delle Filippine, il cui nuovo presidente, come leggerete  in questo articolo, si vuole smarcare da Washington e non solo. Ha dichiarato di volere una pacificazione nazionale con gli indipendentisti Moro del sud e vuole condurre una guerra spietata al mercato della droga.
Credo che presto avremo un problema di democrazia nelle Filippine.
Anche questa volta i nostri "sinistri" dirittoumanisti veganlgbt si schiereranno con gli anglosionisti?
Il presidente delle Filippine, Rodrigo Duterte ha accusato gli USA di aver esportato il terrore in Medio Oriente per mezzo del suo interventismo, riferendosi come esempi all'Irak, alla Libia e alla Siria. Parlando in occasione della festività islamica del Eid’l Fit’r a Davao City, il capo di stato confutando la narrativa ufficiale che vede il Medio Oriente come la radice del terrorismo, ha detto:

"Non è il Medio Oriente ad aver esportato il terrorismo in America, è l' America ad averlo esportato in Medio Oriente"


Duterte ha stigmatizzato USA e Regno Unito per aver presentato Saddam Hussein come un dittatore per giustificare la guerra all'Irak nel 2003 e per il loro rifiuto di ammettere l'errore dopo i fatti. Ha detto alla folla musulmana:

"Hanno forzato l'invasione dell'Iraq"
"Dopo quasi 10 anni di inchiesta è venuto fuori che non c'erano le basi legali per dichiarare guerra all'Irak. E' stata una guerra inutile".
"Guardate in che stato è l'Irak adesso. Guardate cosa è successo in Libia. Guardate cosa è successo in Siria. Anche i bambini vengono cosparsi di benzina. Sono con le spalle al muro a causa delle loro false promesse."





Duterte vuole instaurare dei colloqui di pace fra i gruppi della regione, fra il Moro Naional Liberation Front e la sua gemmazione, il Moro islamic Liberation Front per un lavoro comune sui dettagli dell'accordo sull'autonomia raggiunto nel 2014. Egli ha sollecitato i dirigenti a concentrarsi sulla pace:

"Dobbiamo costruire una nazione basata sulla pace e sulla comprensione."
"Non accadrà questa notte. Nè certamente l'anno prossimo. Probabilmente ci vorranno da adesso 2 o 3 anni, ma vi assicuro che quacosa cambierà prima del termine del mio mandato."
Duterte ha anche affermato di non convocare il gruppo criminale ribelle di Abu Sayyaf poiché è "stato condotto alla disperazione" dalle promesse mancate e dalla mancanza di una politica seria. Ha continuato:

"E' per questo che loro sono spalle al muro. Si sono radicalizzati."
Il gruppo è stato considerato criminale e terrorista a causa dei rapimenti e degli assassini dal governo filippino che lo ha combattuto per anni. Ad aprile il gruppo ha apparentemente chiesto di allearsi con l'ISIS.

Duterte, ex sindaco di Davao, è stato eletto presidente nel giugno 2016 dopo una campagna elettorale schiettamente basata sulla lotta al crimine. Appena insediato come presidente, il capo dell'esercito ha affermato di poter dare il via a una campagna "shock and awe" per spazzare via il gruppo ribelle che ha richiesto di allearsi con l'ISIS.




Al Jazeera riporta che, martedì 9, membri di Abu Sayyaf e 1 soldato sono stati uccisi in uno scontro fra le forze armate e il gruppo terroristico nel sud delle Filippine.

Duterte ha disegnato un paragone tra il colonialismo e il suo paese, puntualizzando che tutti erano "nativi dei sultanati" prima che i colonizzatori spagnoli introducessero il cristianesimo.

"Benché la religione sia una materia molto delicata, non dovremmo veramente infiammarci e creare problemi con la religione. Noi crediamo tutti nello stesso Dio."

Il nuovo presidente ha detto inoltre che la sua politica estera non dipenderà più da quella degli USA con cui le Filippine hanno un'alleanza difensiva e "avrà una linea guida tesa a fare solo gli interessi delle Filippine".

Ha affermato la volontà di impegnarsi in colloqui a lungo termine con la rivale Cina riguardo al conteso Mar Cinese Meridionale dove Washington e Pechino si stanno scontrando da anni.

domenica 27 marzo 2016

Mosca e Washington contro Ankara

REDAZIONE NOICOMUNISTI


Traduzione di Guido Fontana Ros




Breve ma chiaro articolo di Thierry Meissan sulla situazione in Medio Oriente. La traduzione comprende anche una serie di link ad articoli in italiano su quest'area di conflitto. Articoli che andrebbero letti dagli equosolidali lgbt veganlibertari, quando smetteranno di pasticciare le strade d'Europa con i gessetti colorati.




Esclusivo/ultime notizie: Erdogan al Belgio, fottiti, lo faremo di nuovo!

REDAZIONE NOICOMUNISTI


Traduzione di Danila Cucurnia e Guido Fontana Ros


Dopo gli attentati di Bruxelles anche il Fuffinghton Post si è accorto che nel magico mondo dei Miniponies di Eurolandia c'era qualcosa che non andava e la questione non riguardava solamente il Belgistan.
Comunque sia l'Europa ha appena pagato il pizzo a Erdogan: 3 miliardi di euro.
Il verminaio però è più grande, comprende anche i nostri "fratelli maggiori".
Continuate a colorare con i gessetti le vie d'Europa...




venerdì 23 ottobre 2015

Notizia bomba: un generale israeliano catturato in Iraq confessa la cooperazione di Israele con l’ISIS

REDAZIONE NOICOMUNISTI

Traduzione di Guido Fontana Ros


Di Nahed Al-Husaini, 21 ottobre, 2015

“C'è una forte cooperazione tra Mossad e comandanti militari dell’ISIS... i consulenti israeliani aiutano l'organizzazione dei piani strategici e militari e li guidano sul campo di battaglia”

[NdR: il generale Shahak è stato catturato dalla milizia sciita ed è ancora detenuto in Iraq. I suoi carcerieri stanno mantenendo informata la DESI, un'organizzazione di sicurezza europea con stretti legami con VT. L'articolo che segue si basa su domande che abbiamo fatto stamattina ai suoi rapitori. Abbiamo anche chiesto delle condizioni in cui è detenuto ... GD]

ESCLUSIVO PER VETERANS TODAY

Il Parlamento (Intr) degli Stati Uniti d'America, il ministro degli Esteri e Dipartimento Europeo per la Sicurezza e Informazionico con il Segretario Generale Ambasciatore Dr. Haissam Bou Said confermano in esclusiva per VT che il generale israeliano di brigata Yussi Elon Shahak catturato dall'esercito popolare iracheno ha confessato durante l'inchiesta che:
“C'è una forte cooperazione tra Mossad e ISIS comandanti militari", affermando che “i consulenti israeliani aiutano l'organizzazione dei piani strategici e militari e li guidano sul campo di battaglia”.
L'organizzazione terroristica ha anche consiglieri militari provenienti da Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti e Giordania. L'Arabia Saudita ha finora fornito all’ISIS 30.000 veicoli, mentre la Giordania ne ha consegnati 4500. Il Qatar e gli Emirati Arabi Uniti hanno fornito i fondi necessari a coprire le spese globali dell’ISIS.
Gli aerei appartenenti ai suddetti paesi stanno ancora atterrando all’aeroporto di Mosul, portando aiuti militari e combattenti, in particolare attraverso i confini giordani.
Il Parlamento e il DESI confermano anche la morte del leader ISIS Abu Baker al Baghdadi, che è stato colpito da due proiettili: uno alla testa e l'altro alla spalla in un conflitto a fuoco. Anche due dei suoi aiutanti sono stati uccisi. Si ritiene che la CIA e il Mossad siano dietro la sua morte poiché ormai era diventato un vuoto a perdere.
Inoltre, otto comandanti di alto livello dell’ISIS sono stati uccisi ad “Haith” in un attacco aereo iracheno dopo due settimane di sorveglianza da parte del servizio segreto militare iracheno.
La relazione conclude che il gruppo terroristico ISIS, recentemente arrestato a Mosca, sia venuto dalla Siria e dall’Iraq attraverso l'Ucraina. Gli arrestati stavano progettando di effettuare operazioni sovversive nelle ferrovie e nelle stazioni degli autobus. I bombaroli provengono dalla Cecenia, dal Caucaso, dall’Irak, dalla Siria e dall’Arabia Saudita.
L'Ucraina è diventata un focolaio di chi compie attività terroristiche in complicità con gli acerrimi nemici di Putin che vogliono spezzare la Russia e poi assorbirla per vendetta al suo intervento militare in Siria.

FONTE







mercoledì 7 ottobre 2015

Quello che si dice nei media russi sulla campagna contro l'ISIS

REDAZIONE NOICOMUNISTI

A cura della redazione

Cercando di non farci intossicare dall'informazione "ufficiale", presentiamo alcuni esempi di cosa si sta dicendo sui mezzi di informazione russi circa le operazioni dell'aviazione russa e, ora anche della marina, contro l'ISIS.

L’aviazione russa distrugge obiettivi terroristici nei pressi di Palmira.


(Servizio televisivo andato in onda su "Pervyj Kanal" il 6 ottobre 2015 alle 21:08 ora locale.)

Traduzione di Davide Spagnoli

FONTE

Alcuni dati sulle operazione aeree contro i militanti dello "Stato islamico" sono stati discussi oggi in dettaglio in una conferenza stampa presso il Ministero della Difesa: il reportage di "Pervyj Kanal". 20 incursioni e 12 obiettivi di terroristi danneggiati. Telecamere montate sulle ali dei caccia, dei bombardieri e dei droni - catturano ogni dettaglio.
Oleg Shishkin corrispondente di "Pervyj Kanal": 
«Un elicottero d’attacco Mi-24 sta per decollare. Questo è il quarto che si alza in volo negli ultimi 15 minuti. Hanno il compito di pattugliare il perimetro della base aerea. Volando a bassissima quota rastrellano quadrato per quadrato l'area intorno all'aeroporto. Il serbatoio pieno è sufficiente per un volo di due ore. Appena una coppia di elicotteri atterra, ne parte immediatamente un’altra: la pattuglia aerea è in servizio 24 ore al giorno. La cosa principale è garantire il lavoro degli aerei. Negli ultimi giorni i nostri bombardieri hanno compiuto più di 20 missioni e distrutto 12 obiettivi dei terroristi. Le riprese filmate dei droni, le intercettazioni radio, confermano che i terroristi hanno subito danni notevoli. Secondo gli ultimi rapporti i militanti dello "Stato islamico" si nascondono nelle moschee per ripararsi dagli attacchi aerei e hanno minato il sito archeologico romano di Palmira, che risale al II secolo dC e fa parte del patrimonio mondiale dell'UNESCO. Sembra che i terroristi abbiano intenzione di far saltare in aria il monumento in caso di avvicinamento alla città da parte dell'esercito siriano. Il Ministero della Difesa ha sottolineano che l’aviazione russa colpisce esclusivamente le infrastrutture dei militanti dello "Stato islamico"».


Il portavoce del Ministero della Difesa, Generale Maggiore Igor Konashenkov:
«Voglio smentire le informazioni diffuse oggi da alcuni importanti media stranieri, che non hanno molto a cuore la propria reputazione, i quali hanno diffuso l’evidente menzogna di un presunto atto oltraggioso da parte dei militari russi con attacchi aerei alla città di Palmira, nella repubblica araba Siriana. Vorrei attirare la vostra attenzione sul fatto che la nostra aviazione in Siria non viene impiegata contro gli insediamenti umani e i monumenti. Tutti i media mondiali hanno mostrato la distruzione da parte dei militanti dell’ISIS di monumenti unici dell'antichità a Palmira. In questo contesto, accusando l'aviazione russa di bombardamenti su Palmira ci si dimostra, quantomeno, poco professionali e fuori dall'etica giornalistica» - ha dichiarato il portavoce ufficiale del Ministero della Difesa della federazione RUSSA, il Generale Maggiore Igor Konashenkov. - «L’apporto dell’aviazione russa in Siria, che mira a portare attacchi aerei contro depositi di munizioni, mezzi corazzati e centri di comando dei terroristi, ha causato il panico tra i militanti dell’ISIS. Rendendosi conto della maggiore efficienza ed incisività dei nostri mezzi di intelligence sui depositi nascosti di armi ed equipaggiamenti, e che rappresentiamo una reale minaccia della loro imminente distruzione, i terroristi stanno compiendo sforzi per lo spostamento di armi in quartieri residenziali della città. I militanti dell’ISIS hanno spostato i veicoli blindati direttamente nelle moschee, ben sapendo che l’aviazione russa non verrà mai impiegata contro di esse. Come si vede, qui c'è una moschea, ecco l'ombra del minareto, e nel fermo immagine, vedete, ecco uno dei mezzi corazzati ed ecco il secondo al di fuori del muro di cinta. L’automobile parcheggia al di fuori del muro di cinta, dove già si trovano parcheggiati una decina di mezzi dello stesso tipo, dotati di armi di grosso e piccolo calibro. Questo esempio mostra come i "cittadini moderati" si nascondono dietro la popolazione pacifica usandoli come scudi umani, e in particolare nascondono i veicoli blindati sotto gli archi delle istituzioni religiose. Tutte queste azioni sono il biglietto da visita solo del terrorismo. Non escludiamo che in questo e in altri centri abitati, i terroristi stiano deliberatamente preparando provocazioni, minando le moschee, mostrando in seguito false foto e video con accuse contro l'aviazione russa». 


Oleg Shishkin corrispondente di "Pervyj Kanal": 
«Il Sukhoi-30SM è un aereo da combattimento che gli specialisti indicano come un 4++. Cioè, non si tratta nemmeno di una profonda modernizzazione di una macchina ben collaudata, fondamentalmente si tratta di un nuovo aereo - dotato dell’ultima versione di dispositivi elettronici, di armamenti e di dispositivi per la navigazione. Al mondo non c’è nessun caccia che lo possa eguagliare. Grazie al motore con vettore a spinta variabile, questo aereo è noto per la sua grande maneggevolezza. La dotazione di bordo prevede un paio di missili con radar a ricerca di calore. Centra bersagli ad una distanza fino a 60 chilometri. In Siria, questo caccia non è utilizzato negli attacchi aerei, ma gioca un altro, non meno importante ruolo. Adesso il caccia Su-30SM sta rullando dal parcheggio e si dirige verso la pista. La sua missione è di coprire i bombardieri, essendo in grado di distruggere qualsiasi oggetto sospetto nella zona d’attacco dell’aviazione. Da terra si vede chiaramente come il Su-30SM accompagna un paio di bombardieri Tu-24M. Gli aerei volano in modo assolutamente sincronizzato, mantenendo una distanza tra le ali di non più di cinque metri. Per i siriani è un altro indice dell’abilità dei piloti russi, espresso in due parole, va magnificamente».

Il Ministero russo della Difesa rilascia un video dei missili da crociera mentre colpiscono bersagli dell'ISIS

Traduzione di Guido Fontana Ros



Il Ministero della Difesa russo ha rilasciato riprese video che mostrano gli attacchi notturni dei missili da crociera dal Mar Caspio contro obiettivi dello Stato islamico in Siria.
Il filmato montato presenta video e animazione di navi russe mentre lanciano un attacco con missili da crociera da crociera dal Mar Caspio contro obiettivi dello Stati islamico . Il video combina immagini generate al computer che mostrano la traiettoria dei missili da crociera con le immagini dei missili che volano sopra l'Iran occidentale e il nord dell'Iraq prima di arrivare ai loro obiettivi nel nord della Siria.
Nella mattinata di mercoledì, il ministro della Difesa, Sergei Shoigu ha confermato che quattro cacciatorpediniere russi avevano lanciato 26 missili da crociera da marina, tipo Kalibr-class a 11 bersagli. E' stato segnalato che tutti gli obiettivi sono stati distrutti.
"Il fatto che abbiamo lanciato missili ad alta precisione dal Mar Caspio a circa 1500 chilometri [932 miglia] di distanza e che abbiamo colpito tutti gli obiettivi, la dice lunga sulla buona formazione del complesso militare-industriale e sulle buone competenze del personale," ha osservato Shoigu , parlando ad un incontro con il presidente russo Putin.

A causa dell'incidente, al confine con la Siria, la Turchia rischia delle rappresaglie da Mosca

Traduzione di Guido Fontana Ros


Secondo dispacci dell’AFP e della Reuters, ripresi dalla stampa internazionale, ufficiali turchi, dietro richiesta di anonimato, hanno affermato che sabato, un bombardiere russo che stava effettuando una missione di attacco in Siria, sarebbe entrato per 9 km (5 miglia) nello spazio aereo della Turchia secondo. Due F-16 C dell'esercito turco sarebbero decollati dalla base aerea di Incirlik per intercettare il bombardiere russo e accompagnarlo fuori dallo spazio aereo della Turchia. La NATO ha ricevuto una richiesta da parte della Turchia di tenere una riunione di emergenza su questo argomento.



La base aerea di Incirlik in Turchia, vicino alla città di Adana è a circa 100 km a nord-est del confine con la Siria. Questa base aerea è la sede del 10° reggimento di aerei da combattimento turchi, dotata di F-16 C/D; gli USA Uniti vi hanno anche schierato aerei F-16 C, aerei radar AWACS e attrezzature RU -21 J (ELINT) usate negli attacchi aerei contro l’ISIS.

Da tempo non circolava per i media un’enormità di tal genere che viene presa sul serio dalla NATO. Alla velocità di 720 chilometri all'ora quando aerei che volano Quando i Su-24, Su-25 e Su-34 volano a 720 km all’ora, questo corrisponde a 12 m/minuto. Questo significa che, per i radar terrestri dell'esercito turco, il bombardiere russo è rimasto nello spazio aereo turco per 45 secondi, corrispondenti all’intrusione di 9 km, prima di far ritorno nello spazio aereo siriano. Il tempo di decollo minimo degli F-16 nell'area di servizio di combattimento della base turca è di 5 minuti. Per prendere quota e coprire la distanza di 100 km dal confine con la Siria, agli F-16 ci vogliono ancora 8 minuti. Che cosa hanno intercettato gli F-16 turchi? E come possono aver accompagnato il bombardiere russo nello spazio aereo siriano?





Per evitare di essere rilevati dai satelliti della NATO, i bombardieri russi in missione sugli obiettivi dell’Esercito Islamico vicini al confine siriano-turco, sono accompagnati da aerei di combattimento Su-30 SM. Questi aerei pattugliano l'area di servizio aereo al confine, dove possono rilevare qualsiasi decollo dalla base aerea di Incirlik. Gli aerei Su-30 SM sono di generazione 4+, con prestazioni simili agli F-15 C degli Stati Uniti e superiori a quelli del F-16 C. Poiché sono armati con missili aria/aria R -77 o R-27er (raggio d'azione 130 km) i Su-30 SM possono abbattere tutti gli aerei F-16 C, appena decollati dalla pista di Incirlik. 


Chi può credere che la NATO ignori che, lo spazio aereo della Siria, sia costantemente pattugliato da aerei russi da ricognizione IL-20M1 del tipo ELINT, che hanno un’autonomia di 8 ore di volo senza rifornimento di carburante? Oltre al rivelatore radar Kvalat-2 che rileva bersagli aerei e terrstri fino a 300 km, l'Il-20M1 ha una fotocamera ad alta risoluzione (A-87P) e dispositivi per l’intercettazione e il disturbo delle comunicazioni militari, dei radar e della telefonia mobile.


In caso di operazioni come quella di cui stiamo parlando, l'aereo Il-20M1 avrebbe intercettato fin dall'inizio, l'ordine di accensione dei motori degli aerei, dato via radio ai piloti turchi nell'area di servizio di combattimento alla base aerea di Incirlik. I caccia Su-30 SM nell'area di servizio aereo sarebbero subito stati messi in allerta che gli aerei turchi stavano decollando per intercettare. La procedura standard in questi casi è che il radar a bordo del F-16 venga disturbato dal IL-20M1. Tuttavia, se il radar del F-16 C non fosse stato disturbato e l’aereo avesse sfuggito il bombardiere russo, i piloti dei Su-30 SM li avrebbero abbattuti senza esitazioni. 
L'esercito turco ha detto che il giorno dopo che due aerei da caccia turchi F-16 C sono stati "molestati" nei pressi del confine con la Siria, da MiG-29 non identificato. Poiché i russi non hanno proprio MiG-29 in Siria, i turchi hanno confuso un MiG-29, con il Su-30 SM. E le "molestie" si riferiscono probabilmente al fatto che i radar diegli aerei turchi erano stati messi fuori uso da un Il-20M1. Questo ha permesso ai velivoli russi di avvicinarsi inosservati e di inquadrare il bersaglio, quali che siano state le manovre evasive eseguite dai turchi. 
Perché la Turchia ha inventato questo incidente per poi darlo in pasto alla stampa? I russi hanno detto che uno dei loro bombardieri aveva attaccato una colonna di rifornimenti di munizioni dei ribelli islamici, nei dintorni di Al Yamdiyyah, una città siriana nel governatorato settentrionale di Latakia, al confine con la Turchia. La colonna era probabilmente scortata da veicoli dei servizi d’intelligence turchi. Il quotidiano turco Cumhuriyet ha pubblicato un video che mostra un trasporto di munizioni dei servizi segreti turchi ai ribelli islamici in Siria, che entra in Al Yamdiyyah, mascherato da aiuti umanitari.



Meno parole, più fatti: i jet russi distruggono quartier generali dell'ISIS, carri armati e depositi di munizioni - tutto questo in una sola settimana

Traduzione Guido Fontana Ros




E' stata una settimana difficile per i terroristi in Siria. In sette giorni la Russia ha effettuato oltre un centinaio di raid aerei su varie strutture jihadiste in tutto il paese, scatenando il panico tra alcuni gruppi secondo quanto viene riferito.
Secondo il Ministero della Difesa, la Russia ha lanciato la sua campagna aerea in Siria il 30 settembre, facendo 120 sortite di combattimento che hanno colpito 110 obiettivi in poco più di una settimana. Tra gli obiettivi distrutti vi sono:
  • 71 veicoli corazzati
  • 30 veicoli di altro tipo
  • 19 posti di comando
  • 2 centri di comunicazioni
  • 23 depositi di carburante e di munizioni
  • 6 impianti usati per fare IEDs, incluse autobombe.
  • svariati pezzi di artiglieria
  • alcuni campi di addestramento

"I terroristi in fuga"

L'obiettivo apparente di questa fase dell'operazione è  di minare la capacità dei militanti di mantenere la pressione su forze governative attraverso continue incursioni e attacchi terroristici e per dare all'esercito siriano un attimo di respiro per riorganizzarsi e lanciare un'offensiva.

Gli obiettivi dei raid aerei russi sono sparsi in tutta la Siria, dalla roccaforte dell'ISIS,  Raqqa nel nord-est, ai dintorni della città di Palmira ad ovest della parte occidentale del paese controllata da Damasco fino alla periferia di Damasco nel sud.

Secondo i militari russi, la campagna di bombardamenti ha colpito il morale delle truppe dei miliziani, mettendone in fuga migliaia.



Top Guns
La flotta russa di aerei è abbastanza varia. Il nucleo di essa è costituita da cavalli da tiro sperimentati come il  bombardiere di prima linea Su-24 e il jet blindato da combattimento Su-25 per il supporto ravvicinato terrestre . Entrambi gli aerei sono stati progettati decenni fa, anche se l'aviazione russa ha portato le ultime versioni aggiornate per la campagna siriana.
Ci sono anche lì aerei più recenti come il Su-34, che è entrato in servizio in Russia l'anno scorso. Il teatro siriano offre agli ingegneri russi un test sul campo per provare l'aereo, che può colpire obiettivi da una quota di 5000 piedi ben al di là della portata della tipologia di armi antiaeree di cui potrebbero disporre i miliziani.


L'aviazione sta impiegando un gran numero di bombe nelle missioni, dalle sofisticate e costose KH-25LS a guida laser, dalle KAB-250s guidate alle Betab-500s anti-bunker  a caduta libera e alle convenienti FAB-500s. Questa varietà significa che la Russia può colpire con precisione millimetrica ove necessario e bombardare con forza devastante dove potrebbe essere necessario farlo senza cuasar alcun danno collaterale.


Controllo della missione

La missione siriana della Russia vola da una base aerea frettolosamente ricostruita a sud di Latakia. Solo un paio di mesi fa era un campo d'aviazione abbandonato, ma ora è il punto di partenza di decine di sortite quotidiane e ospitano solo alcuni dei caccia più high-tech del pianeta, ma serve anche come casa per piloti, tecnici e truppe di supporto. Ufficiali e soldati siriani sono presenti nella base per aiutare a coordinare lo sforzo bellico.





Falsità ed errori grossolani

La campagna aerea finora ha avuto una strana anomalia. Ankara ha detto che la Russia ha invaso il suo spazio aereo due volte nel corso della settimana. Mosca ha detto che avrebbe apportato correzioni alle missioni di combattimento per evitare tali incidenti. I funzionari della NATO hanno biasimato la Russia per "violazioni inaccettabili", per citare il segretario generale Jens Stoltenberg, ma la Turchia sembra finora aver permesso tali errori .
Fonte di maggiore preoccupazione sono le lamentele da parte di alcuni funzionari occidentali, che la Russia stia bersagliando in Siria le truppe ribelli sostenute dall'occidente e che possa anche finire per uccidere agenti della CIA nel campo di battaglia. La Russia insiste sul fatto che si rivolge solo contro i terroristi e ha dimostrato come i militanti utilizzano le moschee e altri obiettivi civili per proteggere le loro armi dagli attacchi russi. Il Ministero della Difesa russo ha osservato che queste tattiche non possono essere utilizzate dalle forze veramente moderate,
Numerose segnalazioni di vittime civili causate dalla Russia non sono state finora confermate da tutte le fonti affidabili. Filmati e foto presumibilmente comprovanti tali accuse sono state smentite in molte occasioni come nel caso in cui furono diffuse foto di vittime ancor prima che cominciassero i raid.


Il Ministero della Difesa nel frattempo è stato inaspettatamente propenso a fornire immagini delle incursioni e a permettere l'accesso alle truppe russe stanziate in Siria. L'esercito sta abbandonando il suo vecchio atteggiamento eccessivamente prudente sulla segretezza e sta cercando di rendere la campagna più trasparente possibile.

Cosa avverrà


Dopo una settimana di combattimenti contro l'ISIS in Siria, la Russia sta aumentando il suo sforzo. Mercoledì scorso, la Marina russa ha dato una mano alla campagna sparando decine di missili da crociera dal Mar Caspio a obiettivi terroristici in Siria.

E l'Iraq potrebbe presto invitare la Russia a iniziare ad attaccare le truppe ISIS sul suolo iracheno, rafforzando il livello di cooperazione Baghdad/Mosca/Damasco /Teheran.

Con il sostegno delle incursioni aeree della Russia, l'esercito siriano tenta di riprendersi il nord ovest

Traduzione di Guido Fontana Ros

FONTE

L'esercito siriano sta lanciando una 'grande offensiva' contro i ribelli nella zona a nord di Hama, nella zona a cavallo delle province di Hama e Idlib


MOSCA, 8 ottobre (AFP) - Una fonte militare siriana ha detto alla AFP che truppe governative avevano iniziato una vasta operazione terrestre nei dintorni del villaggio di Latmeen nella provincia di Hama, aiutate dalla copertura aerea russa.
L'Osservatorio Siriano per i Diritti Umani ha riferito di almeno 40 attacchi aerei russi nelle province limitrofe di Hama e Idlib, che sono controllate dal potente Esercito di Conquista dell'alleanza che include il Fronte di Al-Nusra affiliato ad Al-Qaeda.
L'Alleanza ha cercato di espandersi a Idlib e Hama, impadronendosi delle alture per bersagliare le roccaforti del regime dieta della provincia di Latakia.
L'Osservatorio con sede in Gran Bretagna ha detto che "molte incursioni, effettuate da aerei militari russi, hanno ucciso sei persone" tra cui due bambini a Maarat al-Numan nella provincia di Idlib.

Ribelli sotto tiro ad Hama

Una fonte militare di Hama ha detto all'AFP che "le ultime operazioni dell'esercito siriano sono dirette a separare la parte meridionale della provincia di Idlib dalle parti settentrionali della provincia di Hama".
Ha aggiunto le operazioni mirano anche a mettere in sicurezza la principale autostrada tra Aleppo e Damasco.
Le incursioni russe, ha detto Putin, dovrebbero "essere sincronizzate con l'azione dell'esercito siriano a terra" per sostenere le operazioni offensive del regime.
L'AFP ha concluso dopo un'attenta lettura della videomappa russa che almeno un missile da crociera ha colpito un obiettivo nei pressi alla città tenuta dall'ISIS di Al-Bab, nella provincia di Aleppo, mentre molti altri sono sembrati essere diretti verso obiettivi nella provincia di Idlib.
La Russia dice che, a partire dal 30 settembre, le sue forze armate hanno colpito 112 obiettivi in Siria, che, insiste, si tratta di obiettivi dell'ISIS e di altri "gruppi terroristici".
Questi articoli possono essere letti anche qui